Vicolo stretto, molto stretto

Subito dopo:

  • Stretta sul noleggio delle auto comuni, perché pure con quelle si possono commettere attentati;
  • Stretta sul noleggio di qualunque mezzo, per lo stesso motivo;
  • Stretta direttamente sulla vendita dei furgoni, delle auto, dei camion, perché potrebbero essere rubati da chi poi ci commetterà attentati;
  • Stretta a monte, proprio sulla produzione dei mezzi di trasporto, stesso motivo: Fiat, Alfa, Ducato, ma anche tutte le fabbriche di mezzi sul sovrano suolo italico dovranno chiudere, perché io che ne so che ci si farà con quei carri sferraglianti del demonio?
  • Stretta sui coglioni di noi tutti, perché potremmo produrre figli che un giorno produrranno mezzi di trasporto utilizzabili per commettere attentati;
  • Stretta sulla stretta, perché non si sa mai che sia poco stretta e possa uscirne un miniciclo utilizzabile per commettere piccolissimi attentati ai danni di popolazioni in scala;
  • Stretta di Hokudo, con la combinazione di tasti su-destra-destra-dietro-croce-destra-destra-croce, per una fatality completa sul Paese.

“Hanno vinto tutti” (cit.)

Vi dico come finirà il 4 marzo:

Il PD emetterà un burocratico (e internamente contestatissimo) comunicato su fondo grigio, mostrando che tutto sommato si è trattato di un “grande risultato” se lo moltiplichiamo per 3, riconoscendo le difficoltà del momento politico, annunciando il “grande lavoro da fare per un governo di larghe intese”, purché senza politiche di sinistra.
Berlusconi stapperà due diciassettenni per festeggiare il “grande risultato”, riconoscendo le difficoltà del momento politico, annunciando il “grande lavoro da fare per un governo di larghe intese”, purché senza magistratura di mezzo.
Salvini comparirà su tre piazze contemporaneamente, nei fondi di caffè e a Fatima per festeggiare il “grande risultato”, riconoscendo le difficoltà del momento politico, annunciando il “grande lavoro da fare per un governo di larghe intese ma per ora perché poi vi facciamo vedere”, valutando le proposte sulla base del Pantone di chi le avanza.
Di Maio indosserà i calzini spaiati e sbaglierà indirizzo, e rivolgerà il suo discorso alla famiglia Mincarini, festeggiando il “grande risultato”, riconoscendo le difficoltà del momento politico e quelle sulle tabelline, denunciando la grande truffa delle matite copiative e invitando gli elettori a ripetere il voto su Rousseau usando la propria penna sul monitor, annunciando il “grande lavoro da fare per evitare un governo di larghe intese”, senza congiuntivi.
Grasso si rivolgerà a entrambi i suoi elettori, festeggiando il “grande risultato”, riconoscendo le difficoltà del momento politico, annunciando il “grande lavoro da fare per un governo di larghe intese” senza che vi partecipi.
Emma Bonino non dirà nulla perché ormai comunica solo col turbante, festeggiando il “grande risultato”, riconoscendo le difficoltà del momento politico, annunciando il “grande lavoro da fare per un governo di larghe intese” senza Pannella (ma pure questo è da vedere).
Giorgia Meloni urlerà in romanesco, farà chiudere il museo senza accorgersi che era su Mussolini, insulterà i giornalisti senza accorgersi che erano del suo ufficio stampa, caccerà via gli extracomunitari senza accorgersi che giocano nell’Inter, prenderà per il culo le brutte facce della vecchia politica senza accorgersi che quelli sono i suoi cartelloni, festeggiando il “grande risultato”, non riconoscendo le difficoltà del momento politico e nemmeno i parenti, annunciando il “grande lavoro da fare per trovare la strada di casa” senza capire la differenza tra qualunque cosa.

Però per ora è bello.