Ottobre 2009

venerdì, ottobre 30, 2009
La crisi dietro le spalle. E una saponetta da raccogliere.

In questo momento ho talmente difficoltà economiche che come navigatore mi sono potuto permettere un solo “Tom”. Mi porta dove mi deve portare, ma mi tratta con sufficienza e ogni tanto mi molla un “morto di fame”. Specie dopo i cavalcavia che, per la cronaca, sono diventati luoghi tristissimi da quando nessuno lancia più sassi. Tende poi a privilegiare le strade secondarie, dice che si vergogna di me, mi fa fare giri assurdi intorno a baraccopoli, provando a convincermi a trasferirmi là. Volevo impostare un percorso autostradale: si è messo a ridere. All’inizio pensavo che un aggiornamento del software lo rimettesse a posto. In effetti di aggiornamenti ne aveva bisogno: non sapeva niente della bocciatura del Lodo Alfano, per esempio.

Devo fare qualcosa per i miei problemi.

Sono sempre più depresso. E svogliato. Oddio, una parte di me vorrebbe anche distrarsi, ma si tratta dell’avambraccio e di due molari, e di lasciarli uscire così, soli, non mi pare il caso.

L’altra sera comunque mi sono fatto forza e sono uscito. Solo il mio occhio pigro è voluto restare a casa.
Il piano originario (qui lo chiameremo Piano “A”, tanto non si gira lo stesso) – aspettare la morte dello zio ricco – non ha funzionato. Si trattava certo di una orrida e becera abiezione, ma non mi sono mai sentito troppo in colpa, non capendo queste parole. E poi c’era un altro problema: attendere la morte di uno zio ricco presuppone diverse cose: che lo zio sia vecchio prima di tutto, che tu sia contemplato nel suo testamento, certamente. Ma soprattutto che questo zio non sia parto della tua fantasia.
Il piano B prevedeva la riscossione di un mega bonus dal mio lavoro come incentivo previsto per il prepensionamento. Si parlava di circa due milioni di euro ma la cosa andava troppo per le lunghe. Prevedeva infatti lo sfruttare la mia posizione di potere in azienda per creare i presupposti affinchè questa fallisse, addebitandone le colpe a terzi e in quel momento accettare l’offerta di prepensionamento milionaria. Io avevo troppa fretta ed ero fermo alla lettura degli annunci economici.
Il piano C non c’era.
Il Piano D consisteva nel cercare un lavoro immediatamente in grado di rendermi ricco senza fatica e con grande soddisfazione personale ed economica. Avrei fatto di tutto per ottenere un lavoro del genere, tranne andar contro i miei saldissimi principi morali e cristiani, da sempre un valore fondante di tutta la mia condotta di vita. La mia cristianità, devo dire, mi ha spesso aiutato nei momenti difficili, e poveracci quelli che stanno perdendo le radici cristiane, come giustamente ha affermato domenica scorsa quel tizio vestito di bianco.
Il Piano E ha reso qualcosa ma è terminato nel momento in cui mi sono reso conto che i reni non ricrescono.
Il piano F è stato aberrante: commercio di organi (altrui stavolta). Ma la necessità spinge l’uomo alle più bieche scelte. Terribile, non posso ripensarci. Andai in Brasile, entrai in una di quelle tristissime favelas e avvicinai un bambino (non posso ripensarci, che cosa spregevole). Con la scusa di qualche cruzeiro lo feci salire in macchina e lo portai in un luogo deserto. Mentre giocava con un pupazzo che avevo messo sul sedile… Dio, non riesco a capacitarmi di averlo fatto – mentre quel povero bimbo giocava… arriva il rappresentante di strumenti musicali ed organi da chiesa, ed iniziamo la trattativa per la compravendita di 10 organi per parrocchie nella provincia di Treviso. Il bambino intanto continuava a giocare tranquillamente fino a che non l’ho riportato a casa. Una cosa orribile, orribile, quegli organi. Mai più.
Il piano G capitava di doverlo pensare di domenica e volevo dormire. Passai dunque direttamente al piano H, incentrato sullo sviluppo delle mie facoltà intellettive, della memoria in particolare, già fortemente sviluppata in me, per sfruttarla in modo da… da… boh.
Rischiavo di terminare le lettere dell’alfabeto a furia di elaborare piani “A”, “B” e “C” quando mi venne un’idea geniale: usare due lettere dell’alfabeto.

Ma questo non avrebbe risolto i miei problemi economici.

Mi ridussi anche a scommettere sui cani. Ma l’Inter non vince mai in Champions.
Insomma, ora mi trovo all’elaborazione del piano definitivo. Anche perchè è lo ZZ. Dopo di questo non mi resta niente.

A meno che…

Già… TRE LETTERE!

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venerdì, ottobre 16, 2009
Doppi sensi e sensi unici.

Ieri sono andato da Mediaworld per comprare un navigatore.

C’era Giovanni Soldini.

Eh? No, non intendevo…

Mia moglie si è fatta trovare nuda sul letto ma io ero troppo preso dal mio acquisto e ho preferito montare il navigatore.

Eh? No, non intendevo…

Mentre guidavo seguendo le indicazioni del navigatore, ascoltavo il radio giornale.

C’era un servizio su PD e Franceschini, che diceva che voleva proseguire su quella strada tracciata… ma non ho capito come si concludesse perchè il navigatore ha detto “tornate indietro quando potete”.

Eh? No, non intendevo…

Viaggiare soli dà il tempo di pensare ai fatti propri… mi sono messo a pensare che avrei potuto far sesso con mia moglie poco prima e stavo partendo…

Poi il navigatore ha detto “tenete la destra”.

Eh? No, non intendevo…

Ad un certo punto mi sono ritrovato su un viale, pieno di prostitute, a destra e a sinistra della strada. Mai viste tante.

Devo dire che mi sono distratto e strani pensieri hanno affollato per un istante la mia mente.

Il navigatore però mi ha riportato a terra: “prendete la seconda a destra”. Così ho fatto.

Eh? No, non intendevo…

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mercoledì, ottobre 07, 2009
I miei temini: i promessi sposi

I Promessi Sposi parla di Renzo e Lucia che si devono sposare ma ci riescono solo all’ultima pagina del libro appena in tempo prima che Manzoni lo finisce perchè poi muore giovane di tisi.
I Promessi sposi racconta di questi due che si amano e fanno i cuori sui rami del lago di Como ma Rodrigo li odia perchè ama Lucia ma Lucia ama Renzo e Renzo pure ama Lucia e Rodrigo si sente male perchè a lui non lo caca nessuno. Forse un po’ la Monaca di Monza ma non glielo puo’ dire perchè è suora di  chiusura ed è comunque un personaggio secondario.

Rodrigo comanda di non farli sposare mai e per farlo manda la peste a Milano e in tutta l’Italia. La peste era una malattia che diventavi giallo e morivi malissimo e oggi non c’è più per il vaccino.

Ci sono i bravi ma poi alla fine si scopre che erano cattivi perchè mandavano la peste. E ci sono altri personaggi che fanno complicare le cose, tipo Don Abbondio che era un prete ma pauroso e alla fine non se l’è sentita di sposar Renzo e Lucia ma poi hanno trovato un altro prete e si sono sposati lo stesso. C’era pure un altro prete, Cristoforo, che non sono sicuro ma magari c’entra con quello dell’America ma non ci giurerei mica. Comunque il periodo era quello. Comunque alla fine muore Don Rodrigo per la peste perchè forse l’aveva toccata non volendo e Renzo e Lucia si sposano nel lazzaretto che è quel posto dove portano i morti e i feriti gravi della peste ma loro avevano fatto il vaccino perchè avevano la ricetta.

I Promessi Sposi tutto sommato è un bel libro ma non lo comprerei perchè c’è già sull’antologia e poi va a finire che già si sa che si sposano anche se Manzoni è molto bravo e non lo dice fino alla fine.

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martedì, ottobre 06, 2009
i miei temini: la divina commedia

la divina commedia è un bel libro ma un po’ deludente perchè non è una commedia. Non fa ridere da nessuna parte se non quando Dante parla del culo a trombetta.
Per chi non l’ha letto, la divina commedia è divisa in inferno purgatorio paradiso ma tutti sanno solo l’inferno perchè le altre parti dante non le ha completate perchè è morto giovane di tisi.

Nella divina commedia i buoni stanno in paradiso ma sono pochissimi e generalmente si annoiano. Pero’ i cattivi all’inferno stanno malissimo e desiderano andare in paradiso. All’inferno ci sono i mostri e i cani rabbiosi che mangiano le persone che devono pagare per le cattive azioni che hanno fatto e si ritrovano a fare preciso quello che non vogliono fare o che comunque non gli piace poi tanto fare e nessuno si riposa mai e si dorme pochissimo.

Nel purgatorio non c’è nessuno e dio ci va solo per controllare ogni tanto.

Dante era uno bravo e quando scriveva scriveva tanto e preciso ma ai suoi tempi non era apprezzato perchè gli altri parlavano in latino e Dante era della campagna in provincia di Firenze e non lo sapeva bene il latino se non scolastico.

Per questo la divina commedia è scritta volgare e ci sono le parolacce come quella del culo che ho detto prima.

La divina commedia è scritta con le rime esatte e questa cosa è tipica delle poesie dell’antologia ma la divina commedia è lunghissima e nessuno la sa a memoria se non roberto benigni e pochi altri.

Tutto sommato non è un libro che comprerei ma per fortuna me lo sono trovato direttamente sull’antologia e non ci ho speso niente.

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giovedì, ottobre 01, 2009
Eravamo quattro amici al mar

Sto organizzando un tour con amici in Slovenia.

Ovviamente si andrà a far casino ma mi ritaglierò uno spazio per le cose serie, perchè nella vita non c’è solo il cazzeggio ma anche le cose importanti: il poker.

Saremo ospiti di un casinò molto noto agli appassionati per l’ampio ventaglio di proposte in tema di divertimento. Ma oltre alle puttane dovrebbe esserci qualcos’altro.
Uno del nostro gruppetto non è mai entrato in un casinò e non so che aspettative abbia: forse ha in mente scene da film nelle quali una sfarzosa Las Vegas regala a tutti i propri ospiti vincite, bellissime donne e vita da sogno per tutto il tempo del soggiorno. Forse si è fatto influenzare dai miei racconti. Io a Las Vegas ci sono stato e so che è esattamente questo che ti capita quando ci vai: fighe, soldi a palate… Oddio, che a me, direttamente non sia mai successo… nè a tutti quelli che conosco che ci sono andati… nè a tutti quelli che conoscono quelli che conosco io…beh, è solo per caso. A Las Vegas ed in ogni casino’ si vince sicuro, lo dicono tutti!
Un altro viene esclusivamente per le donne. E’ fissato, non ha altro in testa. Come se non ne vedesse da anni. Eppure ha il suo giro e la compagnia femminile non gli è mai mancata. Poi è impegnatissimo con una splendida ragazza. Eppure niente, le donne restano il suo chiodo fisso.
E poi ci sono io. Ah, no, quello ero io.
Un altro ancora viene come premio di chiusura della stagione estiva: fa il balneatore ed in questo periodo è come se esplodesse. Dopo un letargo nel quale non ha fatto che sfornare pizze su pizze, in un ambiente a circa 70 gradi ed una umidità da Everglades, ha bisogno di evadere. E le zoccole da queste parti non gli fanno più credito. Anche lui, pagare in Capricciose…

– Ma sono buonissime

– Ma non lo metto in dubbio, è che magari se una fa la puttana vuole avere dei soldi

– Così svaluta le mie pizze

– Ma no! E’ che non puoi campare con le pizze

– Io lo faccio

– In effetti…
Resoconto a breve.

Settembre 2009

lunedì, settembre 28, 2009
Disturbo?

I tipi di disturbo della personalità.
Disturbo paranoide di personalità: chi ne soffre tende ad interpretare il comportamento degli altri come malevolo, comportandosi così sempre in modo sospettoso. Non aggiungo altro sennò poi dite che l’avete scritto voi.
Disturbo schizoide di personalità: chi ne soffre non è interessato al contatto con gli altri, preferendo uno stile di vita riservato e distaccato dagli altri. I sintomi però li leggete con calma, a casa vostra.
Disturbo schizotipico di personalità: solitamente è presentato da persone eccentriche nel comportamento, che hanno scarso contatto con la realtà e tendono a dare un’assoluta rilevanza e certezza ad alcune intuizioni magiche. E’ una alterazione grave della personalità che può però essere curata con una pozione.
Disturbo borderline di personalità: solitamente chi ne soffre presenta una marcata impulsività ed una forte instabilità sia nelle relazioni interpersonali sia nell’idea che ha di sé stesso, oscillando tra posizioni estreme in molti campi della propria vita. Gli aspetti da tenere in considerazione sono molteplici ma non è qui possibile approfondirli perchè ora voglio fare il contadino.
Disturbo istrionico di personalità: chi ne soffre tende a ricercare l’attenzione degli altri, ad essere sempre seduttivo e a manifestare in modo palese le proprie emozioni. Si tratta di un disturbo di cui potremmo anche discutere davanti al mio caminetto…
Disturbo narcisistico di personalità: chi ne soffre tende a sentirsi il migliore di tutti, a ricercare l’ammirazione degli altri e a pensare che tutto gli sia dovuto, data l’importanza che si attribuisce. Si potrebbero spendere esempi noti su questo disturbo. Ma non servirebbe a niente perchè non capireste.
Disturbo antisociale di personalità: chi ne soffre è una persona che non rispetta in alcun modo le leggi, tende a violare i diritti degli altri, non prova senso di colpa per i crimini commessi. Crimini che dovete comunque provare.
Disturbo evitante di personalità: chi ne soffre tende a evitare in modo assoluto le situazioni sociali per la paura dei giudizi negativi degli altri, presentando quindi una marcata timidezza. Ma è un problema non mio, ce l’ha mio cugino.
Disturbo dipendente di personalità: chi ne soffre presenta un marcato bisogno di essere accudito e seguito da parte degli altri, delegando quindi tutte le proprie decisioni. Ci sarebbe molto altro da dire a proposito ma nessuno mi dà una mano…
Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità: chi ne soffre presenta una marcata tendenza al perfezionismo ed alla precisione, una forte preoccupazione per l’ordine e per il controllo di ciò che accade, in fasi ben definite, che elencherò nei dodici volumi annessi.

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giovedì, settembre 24, 2009
Ma a mio nipote, chi glielo spiegherà?

– Dunque lei viene dal futuro?

– Esattamente.

– E da quando?

– Da un paio di giorni.

– No, dicevo, da quale futuro?

– Dal 2048.

– Mi spiega come ha fatto ad arrivare qui?

– Con la mia macchina del tempo.

– E dove sarebbe?

– No, in effetti non c’è. Vede, ho usato un sistema di cunicoli temporali creati tramite mini buchi neri.

– Cioè?

– Ho seguito le indicazioni di Gribbin… ero ricercatore al CERN, mi sono fatto un progettino, usato dell’Ununoctio (che voi non ancora riuscite a gestire), accelerato particelle fino a creare collisioni in grado di formare un buco nero in miniatura da collasso gravitazionale…

– Ferma, ferma.. non la seguo…

– Tralascio allora la parte tecnica. Le dico solo che quel buco nero è rimasto aperto per 13 secondi. Il tempo di entrarci.

– E si è ritrovato qua.

– Già.

– E perchè proprio qua?

– Ah, questo francamente lo ignoro. Ma potrei risponderle “perchè no?”

– Già. Prosegua.

– Avrei protuto ritrovarmi nella preistoria, nel medioevo, magari anche all’inizio dei tempi. Per fortuna sono tornato indietro solo di qualche anno. Forse la cosa dipende dal tipo di buco nero creato, dalla sua ampiezza… sa, con queste cose non si sa mai…

– Immagino. Adesso mi dica: perchè dovrei crederle?

– Perchè posso dirle tutto ciò che avverrà da qui ai prossimi anni.

– Certo. Proviamo. Cosa sto per dirle?

– Eh no, come posso saperlo? Io intendo fatti importanti, tragedie, catastrofi, scoperte, guerre…

– Va bene. Mi dica una cosa allora.

– Cambieranno l’immagine del bambino Kinder.

– L’hanno già fatto qualche anno fa.

– Ah, già c’è sopra Napolitano?

– Chi?

– Napolitano, l’ex Presidente. Avevano visto che i vecchi erano sempre più e volevano aprirsi uno spazio di mercato importante… Napolitano, l’ex presidente sembrava perfetto…

– Presidente vorrà dire.

– Ah, già, quello prima di Berlusconi…

– Che?!

– Berlusconi, il premio nobel…

– COSA?!

– Il premio nobel per la pace, non è ancora accaduto, è vero… del resto prima dovete essere invasi dalla Libia…

– Invasi dalla Libia?!

– Era nell’aria… Difficile spiegare tutto. Si ricorda dei piani anti sbarco dei clandestini sulle coste italiane?

– Certo.

– Beh, con la scusa dei pattugliamenti libici delle coste, le loro navi si avvicinarono sempre più alle coste italiane… Le nostre autorità tolleravano, anzi, vedevano con favore quel dispiegamento di mezzi, anche se ad un certo punto cominciò a sembrare esagerato…

– Continui.

– Fatto sta che nel 2010 ci fu lo sbarco a Lampedusa. I libici ci avevano invaso!

– E noi?

– E noi niente.

– Come niente?

– A parte il fatto che gli italiani del 2012 non avevano più accesso all’informazione…

– Che?!

– Ah, il blocco generale dell’informazione… nemmeno questo è ancora successo.

– Oh Dio…

– No, nemmeno Dio. La Chiesa fu abolita nel 2010 dopo la revoca del Concordato da parte dell’Imperatore.

– Imperatore!!??

– Silvio il liberatore I

– Questa è tutta una barzelletta.

– La storia delle escort è già uscita?

– Certo.

– La gente come ha reagito?

– Beh, indignazione, proteste…

– Sinceramente, cosa è accaduto? Rivolte? Cortei? Sommosse popolari?

– Beh… in effetti, niente.

– Ecco.

– Ma i giornali…

– Repubblica?

– Sì.

– La dirige Renzo Bossi.

– Il figlio di Umberto?!

– Già.

– Quello hce non superava l’esame di maturità?!

– Non esiste più la maturità.

– !!!

– La Gelmini.

– Cosa?

– Ha abolito…

– La maturità?

– La scuola.

– …

– Troppe spese. E poi la gente passava più volentieri il tempo a casa. Tramite il digitale terrestre Mediaset sono stati formati i giovani virgulti di PadaniaSet.

– Padaniaset?!

– Sì. In Terronia il segnale non arrivava.

– Mi sono perso.

– “Mi sono perso, perdono mio imperatore”… Queste le parole conclusive del mea culpa di Fini, trasmesse in mondovisione. Quando si inginocchiò innanzi a Silvio il liberatore I conferendogli di fatto il governo assoluto del Paese.

– Ma la Libia, il nobel, la Padania…

– Padaniaset…

– Sì…

– Non si preoccupi. Tutto poi è terminato…

– Quando, come?

– Nel 2040.

– Sono arrivati gli americani?

– No. L’america era stata fagocitata dalla Cina. Gli USA erano diventati la manifattura a basso costo dei cinesi.

– Io non ci capisco più niente. Secondo me queste sono tutte balle.

– Le dò una prova.

– Dai.

– Domani ci sarà la conferenza stampa di Berlusconi con Zapatero.

– Beh?

– Un giornalista gli chiederà lumi sulla vicenda delle escort.

– Lui sicuramente negherà tutto.

– No.

– No?

– No. Negherà, certo. Ma solo dopo aver ammesso.

– Che vuoi dire?

– Vedo che ora ci diamo del tu.

– Parla, Cristo!

– Il giornalista gli chiederà delle escort e delle veline…

– Sì…?

– E lui sai come gli risponderà?

– Come?

– “Invidioso, eh”?

– Che?

– Già, in un incontro ufficiale, con la stampa di tutti il mondo.

– Ma così non solo ammetterebbe, ma addirittura si vanterebbe di…

– Esatto.

– Non lo farà mai.

– Domani.

– Non ci credo.

– Domani.

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mercoledì, settembre 23, 2009
Tipo. Punto.

E ad un certo punto gli ho chiesto a quanto stessero le pere al chilo e lui “dipende dal tipo di pere” ed io “ma si dice così?” e lui “così cosa?” ed io “dal tipo di pere o dal tipo di pera?” e lui “non lo so, forse di pere se sono tante e di pera se ne è una” e io “non credo sia così perchè qua c’è il discorso del gruppo e dunque puoi usare anche il singolare” e lui “allora si dirà in tutti e due i modi” ed io “questo è possibile ma mi pare la solita soluzione all’italiana dei tarallucci e vino” e lui “non mi pare” e io “a proposito, che avete pure qualche tipo di tarallucci?” e lui “no, qua solo frutta e detersivo” e io “e come mai questo tipo di abbinamento?” e lui “perchè il negozio è piccolo” e io “e allora perchè al posto di qualche tipo di detersivo non c’è qualche tipo in più di frutta, che so, altri tipi di pera… di pere… tipi di pera, tipo di pere…” e lui “perchè ci sono tutti i tipi di pera, tipi di pere, tipo di pera, tipi di pere che ci sembrano necessari” e io “secondo me si potrebbe allargare il discorso ad altri tipi di frutta, tipi di frutta” e lui “tipi di frutta è sicuro che si dica così” ed io “sì” e lui “comunque abbiamo scelto questi tipi di detersivo, tipi di detersivi e va bene così perchè ci rende di più che mettere altri tipi di frutta” e io “allora perchè non eliminate qualche tipo di pera, tipi di pere, tipo di pera, tipi di pere e mettete altri tipi di detersivo?” e lui “perchè la gente vuole trovare questi tipi di pera e questi tipi di detersivo” ed io “cioè uno che compra un tipo di pere, tipo di pera le abbina lo abbina sempre con un tipo di detersivo?” e lui “non sempre ma qualche volta” ed io “tipo quanto?” e lui “non lo so” ed io “tipo che un tipo di persona compra un tipo di pera, tipo di pere e ci abbina un tipo di detersivo?” e lui “tipo” ed io “questo tipo di persona in genere che tipo è?” e lui “un tipo” ed io “va bene”.
Comunque poi le pere non le ho prese.

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giovedì, settembre 03, 2009
Rubare mele

Questi si sono fregati 23 MacBook Pro, 14 iPhone e 9 iPod in 31 secondi
Il colpo alla Apple è dunque perfettamente riuscito. Pare poi abbiano tentato un furto anche presso la Microsoft.

Ma lì si sono piantati.

Agosto 2009

giovedì, agosto 20, 2009
Afferragosto

Ferragosto.

Ero al mare, riflettevo e riflettevo. Avrei dovuto evitare di verniciarmi d’argento sotto il sole ma c’era la mascherata sotto l’ombrellone e volevo vestirmi da Rockets.

La festa in maschera al mare è la più grande cazzata si possa organizzare. Quello vestito da orso aveva talmente caldo che ha dovuto togliersi la testa. Quanto cazzo di sangue! Poco realistico quello vestito da vescovo, venuto senza bambini.

Un paio mi sembravano vestite da pornostar ma poi mi hanno detto che oggi si chiamano adolescenti.

Ad un certo punto uno vestito da postino mi ha consegnato un pacco. Era il postino.

Una vestita da Montalcini era talmente realistica che le stavano parlando a geroglifici.

Quello che si è presentato come Padre Pio… un successone! Non tanto per il saio e le stimmate, comunque ben realizzate, quanto per l’oggettistica religiosa in offerta.

Pure il Michael Jackson è stato molto ammirato ma pure lui, come il vescovo… E il moonwalk sulla sabbia non viene affatto bene. Però ci si possono fare le piste per le biglie.

Furbo quello che faceva il diavolo: il trucchetto però è stato subito sgamato perchè voleva entrare solo nel corpo delle belle ragazze.

Una mia amica che vive all’estero è venuta per l’occasione: si è vestita da lontra. Cioè, è ta pazzi! Si è fatta tavvero tutto il viaggio ta lontra.

Il primo premio però lo ha vinto quello vestito da Dio. Oh, era uguale! Ma uguale uguale. Voglio dire, è pure difficile come vestito, no? Eppure… uguale! Tanto che non si è presentato.

Luglio 2009

giovedì, luglio 30, 2009
Medio Orrende

Ho sentito che Clinton (?) si rivolge ai talebani moderati per aprire un dialogo di pace.
Quando ho letto “talebani moderati” mi è venuta in mente la scena di una lapidazione: i talebani-talebani, con le barbe lunghe e l’espressione cattiva, là a cercare le pietre più grosse e puntute e scagliarle con tutta la violenza possibile. Quelli “moderati”, barba un pelo (sic!) più corta, atteggiamento leggermente abulico, a cercarne di più arrotondate. E gettarle con una smorfietta di svogliatezza.

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martedì, luglio 28, 2009
La posta del dottore dei cuori in sommossa – 1

Caro dottore dei cuori in sommossa,

mi chiamo Silvana e ho 24 anni,

vengo da una famiglia cattolicissima e perbenista che mi ha insegnato quali siano i veri valori. Per questo fino ad un anno fa non avevo mai conosciuto il sesso. Dall’anno scorso invece ho iniziato ad avere rapporti sessuali col mio ragazzo. Lo amo infinitamente. Lo penso continuamente e pian piano mi sono concessa a lui. Lo facciamo spessissimo ora. Gli sono fedelissima, certamente. Del resto i valori ci sono. Ma devo dire che un mese fa l’ho tradito col suo miglior amico. Ho iniziato con lui una storia che dura tuttora. Lui è molto bravo a letto, più del mio ragazzo e penso di amare anche lui. Questa cosa mi ha preso visceralmente, penso sempre a lui ma non c’è spesso. Ho confessato tutto ad un altro nostro amico, molto gentile, comprensivo, e pian piano mi sono avvicinata anche a questo ed ora stiamo avendo una relazione meravigliosa. Mi sto innamorando ancora. Qual’è il problema? Che ieri sera mi sono svegliata nel letto con uno conosciuto ad una festa e non so nemmeno come si chiami ma penso di amarlo.

Sono sbagliata?

Cara Silvana,

non c’è nulla di sbagliato in te. Tu ami, e ami profondamente, dunque segui il tuo cuore liberamente.

La vita è questa, ciascuno scopre magari tardi le proprie inclinazioni ed è un bene avere la forza e la volontà di assecondarle.

Il mio consiglio è quello di non sentirti mai sbagliata: sei fatta così, sei solare, ami la vita e i suoi doni, dunque lasciati trasportare, sì, lasciati trasportare…

Non ascoltare le eventuali malelingue che insinueranno che così non si fa, che fai soffrire le persone, che sei una troppo facile. Arriveranno magari a dirti parole pesanti, che sei una poco di buono, addirittura una mignotta, un mignottone anzi, una gran puttana, succhiacazzi prendinculo, e vai, ‘sta zoccola “gnegnegne sono innamorata” e intanto ti fai sbattere da cani e porci, troia!
———

Caro dottore dei cuori in sommossa,

mi chiamo Alessia e ho 16 anni.

Non sono molto sviluppata sopra e la cosa mi crea disagio perchè le mie amiche hanno tutte un magnifico seno e gli uomini le guardano con desiderio.

Questa cosa dà loro sicurezza mentre a me blocca tantissimo.

Loro hanno già avuto esperienze importanti ed io nessuna.

Cosa devo fare?

Risponde il dottore:

Cara Alessia,

non preoccuparti, la natura farà il suo corso e tu sboccerai come e meglio delle tue amiche.

Non ti abbattere: la vita è dura. Ma dura. Durissima.

Come hai detto che sono fatte le tue amiche?

Durissima.

Il mio consiglio è di farti comunque visitare da un bravo medico per l’infanzia. Se porti meno della prima andrà benissimo. Se non conosci nessuno puoi rivolgerti al pediatra di mia figlia. In ogni caso le tue amiche davvero necessitano di aiuto. Magari il loro sviluppo dipende da disfunzioni gravi che vanno prese per tempo.

Consiglia loro con fiducia di rivolgersi a me.

E’ durissima.
———

Caro dottore dei cuori in sommossa,

ho 21 anni e il mio ragazzo vorrebbe che gli praticassi sesso orale ma a me non va.

Cosa posso dirgli?

E.

Cara E.,

devi sapere che il tuo ragazzo ti sta dimostrando amore assoluto.

Il sesso orale è pochissimo appagante per un uomo e l’unica ragione per la quale il tuo ragazzo magari sembra insistere è solo per gratificare te.

Il sesso orale è dolorisissimo e la sofferenza a volte è talmente lancinante da stimolare il cervello a produrre tante di quelle endorfine a compensazione che l’uomo riesce così a raggiungere un faticosissimo e assolutamente poco appagante orgasmo.

Dunque offriglielo con piacere, tutte le volte che te lo chiede, perchè il suo è semplicemente un atto d’amore, un sacrificio fatto volentieri per te.
———

Caro dottore dei cuori in sommossa,

mi chiamo Gianni e ho la ragazza da qualche mese. Con lei va tutto bene anche se fare sesso non è mai stato entusiasmante.

Non lo era nemmeno con le mie ex.

Invece mi sento attratto dai miei amici maschi.

Sto attraversando una fase di confusione passeggera? E’ solo il gusto della trasgressione?

Caro Gianni,

sei frocio.
———

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venerdì, luglio 17, 2009

TraPassato e PreSente.

Qui giace Sir E. Downton, inventore della macchina del tempo.
Nato a Londra il 7 maggio del 1834 e morto ad Alessandria d’Egitto il 232 A.C.

Qui giace Hernan de la Taveja, inventore dell’antigravità.
Riposa in pace, lassù.

Qui, e qui, e qui, giace Renato Salvetti, sminatore.

Qui giace Sebastian Coel, inventore della macchina che rende invisibili.
Sì, qui, ne sono quasi certo.

Qui giacciono Silvano Savietti e Ugo Delle Monache, inventori del cruciverba.
Lo piange il loro collega Alessandro Della Casa.
Due orizzontali, uno verticale.

Qui giace Martin Cooper, inventore del telefono cellulare.
Il silenzio non spaventi: c’è comunque la vibrazione.

Qui giace Galileo Galilei.
Oh, a me pare evidente, ma magari mi sbaglio… eppur non si muove.

Qui giace Albert Lamorisse, inventore del Risiko.
Lo piangono i suoi cari e tutta la Kamchatka.

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lunedì, luglio 13, 2009
Mosche

– Ciao!

– Cristo quanto fai schifo! Ma sei troppo magro!

– …

– Vabbè, sali va, andiamo a casa…
 
– Allora, ti volevo raccontare un po’ di cose mie…

– Dai, comincia, che già mi sono rotto il cazzo… quasi quasi ti riporto in aeroporto…

– …
 
– …e poi questo.. quello… e lei…

– Sei una merda, lo sai?

– Beh, sì, è che…

– No no, tu sei una vera merda…

– …
 
– Ma non ti disturbare per me, dai, anche la torta…

– La smetti di rompere i coglioni?! La sto facendo per me, stai zitto…

– Ma io, non volevo ti disturbassi…

– Taci!

– …
 
– Finalmente al mare, prendiamo un po’ di sole va’, proviamo a distrarci…

– Sai che penso?

– No, dimmi.

– Che fai veramente schifo…

– …

– Fisicamente sto dicendo…

– …

– Oltre al fatto che sei una merda.

– …
 
– Stasera che si fa?

– Non lo so, mi hai fatto passare la voglia di fare qualunque cosa…

– …

– Mi ero preparato tutto un programma.. avevo pure i bigliettini dietro l’anta dell’armadio per ricordarmi di fare questo e quello… ma adesso mi hai fatto passare la voglia…

– …

– Non dai nessuna soddisfazione.

– …

– Te l’ho detto che sei una merda?

– Sì.

– E’ poco.

– …
 
– Dove mi stai portando?

– Non rompere il cazzo… si va in un bar…

– Bene, c’è qualcosa di speciale in quel bar?

– Il barista.

– Ma a me del barista cosa vuoi che… Ci fosse una donna almeno…

– Non rompere. Lui sì che è un uomo, mica tu…

– …

– Che sei una merda.

– …
 
– Non mi dici che sono una merda da un quarto d’ora.

– E’ che sei talmente una merda che dirti merda è poco.

– Ah, mi sembrava…
 
– Chi sarebbe questo amico che incontriamo?

– Un amico mio… certo, mi farai fare una figura di merda vestito così…

– Ma, è estate, pensavo si andasse al mare…

– Una figura di merda.

– …
 
– Ci saranno gli amici tuoi stasera?

– No, non verrà nessuno.

– Perchè?

– Mah, non lo so. Appena dico a tutti che sto ospitando una merda, terremotato, scassacazzo, spariscono.

– Chissà perchè.

– Mah. E sai una cos…

–  Sono una merda.
– Tutto bene?

– Che cazzo vuoi?

– No, vedo che non mi rivolgi la parola…

– Dovrei rivolgere la parola all’essere più merdoso che abbia mai conosciuto in vita mia?

– …

– All’essere più spregevole, schifoso dell’universo-multiverso?

– …

– A uno che pensa solo a rovinare la vita agli altri, fregandosene di tutto e di tutti, merda com’è?

– …

– Ora ti riaccompagno in aeroporto, mi hai rotto il cazzo. E solo per toglierti dai coglioni rapidamente.

– …

– E un’ultima cosa, merda che non sei altro…

– …

– Lo sai che ti amo?

– …
 

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martedì, luglio 07, 2009
Mezze misure

Comunque tutto ‘sto casino per il nostro Presidente del Consiglio…
Avrà pure fatto casini, politici e non, porcate con le veline e voli di Stato… va bene, quello che vi pare.

E le gaffes internazionali, e l’impotenza a rispondere alla crisi…

Un Presidente del Consiglio che si comporta così, dove il privato soffoca il pubblico, e le leggi ad personam, ed il conflitto di interessi… va bene.

Ma guardiamo l’altra faccia della medaglia: guardiamo Berlusconi. Per quanto abbia fatto male, in tutto e per tutto, pensate cosa sarebbe oggi l’Italia se ne avessimo uno intero.

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giovedì, luglio 02, 2009
Tessere e federe

Alla cassa del supermercato mi trovo spesso in difficoltà. Difficoltà dipendenti da fattori diversi, dalla tipologia della mia spesa alla interazione con le altre persone, dalla misoginia al fatto che quando vado a far spesa sarebbe il caso indossassi qualcosa oltre le scarpe.

Se metto in bell’ordine le mie cosine sul nastro trasportatore sorge sempre il dubbio di chi debba mettere tra la mia spesa e quella di chi mi precede il “cosetto divisore” (come si chiamerà?), che delimita i confini tra ciò che è mio – buono – e ciò che è tuo – “Ti metti in corpo quello?!”.

Io tendo sempre a mettere il separatore tra me e quello che mi precede e ritengo che altrettanto debba fare quello che mi segue.

Non so perchè ma mi sembra una regola che tutti dovrebbero condividere. Come tenere la destra o scrivere da sinistra a destra, ma poi penso a come si guida in Inghilterra e a come si scrive sotto allucinogeni e mi metto l’anima in pace.

– Che sta facendo?

– Eh?

– Che sta facendo ho detto.

– Metto la mia roba qua s…

– Cos’è quella?

– Eh? Pancetta, perc…

– Lei ha messo la sua cosa grassa vicino al mio yogurt biologico.

– Ma…

– Le intimo di separare la sua… “roba”, dalle mie cose. Ora!
Questo mio atteggiamento non sempre è ben accolto dalle persone attorno (ma pare diverta molto i bambini nei carrelli, ai quali tendo poi a spegnere il sorriso schiacciando loro le ditine con le bottiglie di extravergine).

Credo ci sia un codice etico alla cassa, per cui ciascuno deve rispettare i propri confini. Se hai dimenticato il… – oddio – il… lardo di Colonnata (ma davvero, si può mettere nel proprio corpo una cosa utile per la catena della moto?) semplicemente sono cazzi tuoi, paghi, rifai la spesa. Non mandi tua moglie a prendere il… – oddio – lardo di Colonnata! Io ho scelto di fare quella fila perchè vedevo 13 oggetti davanti a me. Meno dei 14 della cassa accanto. Altrimenti avrei scelto l’altra. Tu non puoi permetterti di rimescolarmi le carte a giochi fatti, approfittare della tua posizione per farti i cazzi tuoi fregandotene del prossimo. Poi penso al Governo.

– Senti, ho dimenticato il lardo di Colonnata, fai un salto mentre metto nelle buste la roba, “vero che il signore aspetta un minuto”?

– No.

– Come?

– No.

– Scusi, è solo questione di un…

– E’ solo questione del mio uccello.

– ???

– Se in questo minuto ho una erezione? Ma ci pensa? Che figura faccio? Sono anche in pantaloncini. Lei non può permettersi di umiliarmi così.

– Ma cosa sta dicendo?

– Perchè non è possibile? Guardi qua! Con tutto il rispetto, eh…

– Ma che sta facendo, si rivesta!

– Aspetto torni sua moglie.
Arrivato faticosamente alla cassa, la parte più penosa
– Buongiorno, federa?

– Buongiorno, eh? Federa?

– Ho chiesto se ha la tessera.

– Ah, la tessera… avevo capito la federa…

– Ha la tessera signore?

– No.

– Bene.

– Mi sembrava veramente mi avesse chiesto “federa”.

– …

– …

– …

– Ovvio…”tessera”… certo…

– …

– …

– …

– Però…

– Era “tessera”!

– “Tessera”, certo.
Inizia una lotta mentale tra me e la cassiera, che ne vede centinaia al giorno come me, e l’unica cosa che dice nel suo turno è “Buongiorno, tessera?” o “federa” a seconda, e “grazie, arrivederci”, intervallate da qualche “Signore?!” se uno tenta di uscire da dove non si potrebbe e tutta una serie di cristi (ma questi a mezza bocca).

Cerco di stare dietro al suo ritmo forsennato col quale passa la mia roba sullo scanner ma questa mi si accumula, non faccio in tempo. La troia lo sa e accelera. Allora io mi fermo del tutto, in modo da creare un cumulo di cose che le impedisce di continuare a passare altro.

E’ una lotta senza quartiere.

Non ho notizie di lotte con i quartieri ma saranno sicuramente meno cruente.

– Cosa c’è?

– Come dice signore?

– Perchè ha fatto quella faccia?

– Quale faccia?

– Quella faccia schifata quando ha passato l’olio di lino.

– No, si sbaglia signore.

– No, lo so, lo so che pensi che sia un pazzo a mangiare quella roba, ma serve, capito, mi serve?!

– Ma signore io…

– Salute, capisci questa parola, salute!

– Ma io non capisco…

– No… scusi… sono a pezzi… emotivamente…

– …

– La moglie, i casini, il lavoro…

– Non so che dire signore…

– Ah, non sai che dire?! E pensi che l’olio di lino sia una cazzata, eh?

– …

– Era in offerta.

Quando si tratta di pagare poi…

– Sono 162 euro e 73 centesimi…

– Come è possibile?

– Cosa signore?

– I tre centesimi.

– ?

– Tutto quel che ho preso faceva cifra tonda. Da dove escono i tre centesimi?

– Non saprei signore…

– Da cosa?!

– Ma…

– Ora tu mi dici da dove escono fuori i tre centesimi…

– C’è lo scontrino signore…

– Certo, lo scontrino… guarda, nemmeno una voce che non sia a cifra tonda… Dunque?

– …

– Parla troia!

– UUUAAAHH, le buste… sono le busteeee…

– Dai, confessa, di’ tutto!

– … UUUAAAAH… è che… ci dicono… non si deve sapere… le buste… a parte…

– Cos’altro?

– …

– COS’ALTRO E’ A PARTE?!?!

– La…

– La?

– La federa…

– LA FEDERA?

– La tessera ho detto.

– Avevo capito la federa.

– La tessera… chi ce l’ha… oddio…

– PARLA!

– Chi ce l’ha paga… tredici centesimi di più di chi non ce l’ha.

– E che cazzo di politica è?!

– Le tessere hanno un costo, sa…

– Ma è ridicolo!

– Nessuno se n’è mai accorto… la prego, non mi rovini…

– Ma io faccio un casino!

– Oddio che ho combinato… la prego signore, questa cosa delle federe è un segreto…

– Questa cosa delle federe?

– Tessere, tessere!
Ora sono in causa con il supermercato. Questa storia delle tessere non gliela faccio passare.

Nemmeno quella delle federe.
Ah, lunedi ho una visita da un otorino.

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mercoledì, luglio 01, 2009
Scollati dalla realtà

Un mio amico è appassionato di surrealismo.
Ieri siamo andati a cena e ha ordinato un’asticella per il salto in alto.

Quando gli è stata portata, ovviamente, non poteva mangiarla.

Io non ne capisco niente di surrealismo ma ho intuito che non la mangiasse perchè c’era ancora da leggere Plutarco sul bidet.

Oppure era del colore degli aborigeni.

Giugno 2009

venerdì, giugno 19, 2009
Un grande acquisto. Lo giuro sui miei figli.

Ho acquistato un frullatore nuovo.
Nelle istruzioni c’è di tutto: pare di avere tra le mani un ordigno nucleare. Avvisi per ogni cosa, dalle lame all’elettricità.

Si fa riferimento all’utente come “utilizzatore finale”. Bene, ieri l’ho provato per la prima volta. Seguendo le istruzioni. Volevo farmi una centrifugata di verdura.

Ho preso delle grosse carote, ma grosse, e le inserite, come da manuale “con tutta l’accortezza del caso”, facendo attenzione a “spingere l’oggetto fino in fondo solo dopo aver accertato di aver osservato tutte le precauzioni previste nel presente manuale”.

Ed in effetti la macchina non era in movimento ancora.

Messa una carota, fino in fondo, messa l’altra, ho preso poi un cetriolo. Prima uno piccolino, poi uno più grande. Infine uno enorme. Ecco, quello più grosso non c’entrava e ho dovuto spingere un po’. Nel farlo ho però riletto le istruzioni: “l’utilizzatore finale non dovrà in alcun modo forzare gli oggetti introdotti: per creare spazio avviare la macchina ed iniziare la centrifuga”.

Così ho fatto: una prima triturata e si è creato lo spazio necessario. E’ incredibile notare come a volte in un certo spazio ci entrino cose davvero grosse, che non pensavi ci stessero.

A questo punto ho inserito due ravanelli, tondi, freschissimi.

Poi il gambo di un sedano, molto, molto lungo.

Per rendere il tutto più appetibile ci ho messo anche un po’ di formaggio… un pochino, niente di che. Avevo della Certosa in frigo, messa quella.

Centrifugato il tutto di nuovo.

L’apparecchio è eccezionale. Un po’ di vibrazioni ma ci stanno anche quelle.

“Al termine della centrifuga, l’utilizzatore finale abbia cura di staccare l’apparecchio dalla rete elettrica prima di procedere alla rimozione del bicchiere”. Fatto.

Quel che ne è venuto fuori è stata un’apoteosi di cremosità.

Nel kit viene anche fornito il bicchiere dove versare il tutto.

“L’utilizzatore finale potrà versare il contenuto della centrifuga nell’apposito contenitore millimetrato”: è sempre interessante misurare esattamente ciò che ti vai a mettere in corpo, anche per sicurezza tua, visto mai che sia troppo.

Sono molto soddisfatto dell’acquisto.

L’unica cosa che mi lascia perplesso è proprio il manuale: a parte il fatto che è diviso in 10 punti, più che un manuale pare un quiz: invece dei paragrafi di spiegazione ci sono dieci domande… ma mancano le risposte. Ti dice “L’utilizzatore finale che non procederà alla pulizia accorta delle lame sa cosa rischia?”. E poi ti lascia così, senza una risposta. Inquietante. Le dieci domande sono pure tradotte in inglese, mah.

Poi, pare tradotto con quei servizi automatici di Internet: “utilizzatore finale” non si può senti’. Credo l’apparecchio sia di produzione cinese, forse dipende da questo… roba comunista, poco curata… Per risparmiare traducono le cose così. Chi utilizzerebbe in Italia una terminologia del genere? Anche applicata ad un frullatore mi pare ridicola.

Anche.

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mercoledì, giugno 17, 2009
Lunedì sCorso

Applicare alla quotidianità le mie deviazioni mentali è sempre stato un vezzo di cui vado orgoglioso.
C’è un cantiere, sotto casa mia, gestito da una società italo-francese.

Stanno là da mesi, non finiscono mai.

Ieri ho chiesto a due operai che cazzo facessero, ma non parlavano italiano. Il titolare mi ha detto che erano di Ajaccio ma anche gli altri venivano dalla Corsica.

L’unica cosa che mi è venuta in mente a quel punto è stata:

“lavori in Corso”.

E già questo…

Ma quando ho visto due di questi operai discutere animatamente ho immediatamente pensato:

“livori in Corso”.

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lunedì, giugno 15, 2009
Vorrei sentirmi anche io orgoglione così.

  C’è un signore che si nutre di amplificatori, che dice cose sull’orgoglio di essere italiani e ripete ossessivamente “nazionalismo”.
Ho trovato il video particolarmente divertente, anche se si vede che l’attore non è un professionista.

Immagino il tipo quando è a casa e chiede alla moglie:

– CARA NON TROVO LA CRAVATTA!

– Uh! Oddio, stavo dormendo…

– NON E’ TEMPO DI DORMIRE! BISOGNA ESSERE VIGILI! IL NEMICO CI ASCOLTA!

– Certo caro, certo… La cravatta è nel secondo cassetto… Scusami ma ho un gran mal di testa…

– BENE! IL DOLORE TEMPRA E FORTIFICA LO SPIRITO!

– Potresti urlare un pochino meno caro… per piacere…


QUESTO NON E’ URLARE! E’ IL MIO TONO, FIERO, AUTARCHICO ED ORGOGLIOSO! E…

– [Dalla parete]: Ciai rotto il cazzo a Mussolì! Si nun te stai zitto te sfonno a te e all’aquila de li mortacci tua

– Ehm, dicevo, orgoglioso e fiero… il secondo cassetto dicevi?
 

Questa cosa mi diverte e come tutte le cose divertenti mi fa pensare.

Non capisco il concetto di patriottismo: non vedo la reale portata del vantaggio che potrebbe portarmi il pensare che l’Italia sia superiore a, che so, la Francia o il Burkina Faso (ammesso che uno stato con questo nome esista: “Francia”, che nome bizzarro!).

Voglio dire: innanzitutto per misurare il valore di qualcosa rispetto a qualcos’altro occorre che le due unità siano omogenee – così mi insegnavano alle elementari – e qui i parametri sono talmente tanti e diversi che mi sembra di voler capire quanti metri di gas si sviluppano in un litro di elefante.

Orgoglioso di essere italiano? La mia deriva utilitaristico-nichilista mi impedisce di provare emozioni a prescindere – a parte l’odio per chi non mi apprezza – ma in questo caso si aggiunge anche la logica: se io sono nato in Italia, qual’è il mio merito? Cosa posso rimproverare ad uno nato in Uganda (a parte la puzza?). Ecco, i luoghi comuni: il negro puzza, l’italiano è furbo, lo svizzero fa gli orologi nelle banche. Quando non fabbrica cioccolato a cucu’.

Ma anche se non si parlasse di “merito” ma di mero “vantaggio”, a me, essere italiano, che vantaggio porta?

Non è come un lasciapassare per entrare liberamente in un caveau ed aspertare i preziosi custoditi, nè per ottenere favori sessuali, almeno credo sia così ma dovrei curare quest’herpes prima di esserne certo.

Questo signore invece è tutto preso da questa cosa dell’Aquila Romana, che a suo dire rappresenta qualcosa di cui essere fieri (e vantarsi del proprio uccello a me non pare tutta ‘sta novità ma io non ne porto una immagine sulla giacca. E potrei), da Garibaldi e da Cavour che “hanno fatto grande l’Italia”, quando a me pare invece che abbiano solo fatto l’Italia e non “grande”, non avendo idea tra l’altro di come farsi gli italiani, problema affrontato in prima persona dal presdelcons.

Io non sono orgoglioso di essere italiano tanto quanto non sono orgoglioso di apprezzare la nutella: la mangio e basta, così come non sono orgoglioso di apprezzare le belle donne: ci faccio sesso e basta, e siccome sono pigro cerco sempre di ricoprirle da un velo di nutella prima, così evito i tempi morti.

Essere italiano non mi inorgoglisce. Nemmeno mi fa vergognare, certo.

…certo…

…oddio…

Comunque: io guido una moto giapponese, frequento amici americani, vesto scarpe inglesi ed abito in una casa costruita da operai slavi e non ho nessun problema, tanto quanto chi guida auto tedesche, frequenta minorenni campane, fa le scarpe agli italiani e nella casa ospita veline multietniche.

Dov’è l’orgoglio di essere italiani?

Ma soprattutto: perchè?

In termini pratici, a me, cosa viene in tasca dall’essere italiano?

Ah, non deve venirne niente in tasca, è una cosa che viene dal cuore… cioè, si è orgogliosi e basta, senza pensare ad un rendiconto, ad un vantaggio.

Senza pensare.

Questo signore lo fa. Dice quelle cose. Senza pensare.

Le sente dentro, ci crede.

Senza pensare.

Cose che vengono dal cuore.

Ci penserò. Forse sono io arido, non riesco a comprendere questa cosa dell’orgoglio nazionalista.

Magari mi piacerebbe anche, credere così fermamente in qualcosa.

Sì, devo riflettere su questa cosa.

Voglio.

Domani mi metto là e ci penso. Seriamente. E’ una promessa che faccio a me stesso.

Perchè quando si parla di cuore, beh, forse è vero che noi italiani sappiamo distinguerci.

Domani, sì.

Oggi no. C’ho due mignotte.

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mercoledì, giugno 10, 2009
Chi va con lo zoppo… ci mette più tempo.

– Dunque secondo te io avrei problemi di dislessia…
– Evidenti.

– Come puoi dire questo?

– Ventitrè.

– Ventitrè cosa?

– Mi hai chiesto quanti anni ho?

– No, assolutamente, ti ho chiesto come puoi dire che io abbia problemi di dislessia.

– Era il 2004, ricordo bene…

– Che cazzo stai dicendo?

– Quando sono andato in America, no? Ma se non ti interessa che me lo chiedi a fare?

– Io non ti ho chiesto niente dell’America! Voglio sapere della mia presunta dislessia!

– Anche io sono felice di vederti, ma perchè sei così agitato?

– Cristo!

– Lo prendo anch’io. Andiamo al bar qui dietro?

– Ah, ecco Paolo, ora chiedo a lui… Ciao Paolo, senti, volevo chiederti…

– Dimmi…

– Franco mi sta dicendo che io ho problemi di dislessia…

– Dislessia? Non mi pare…

– E infatti! Ma è da mezz’ora che non capisce cosa sto dicendo…

– Davvero? Franco, fammi capire, che problemi di dislessia avrebbe Giorgio?

– No, alle politiche non ho votato.

– Ecco spiegato l’arcano: E’ Franco ad avere quel problema!

– Ahhh, certo, sono sollevato… Povero Franco… ma secondo te perchè è convinto che sia io ad avere questo problema?

– Forse delle banane.

– I pirati?

– Trecentosessanta gradi!

– Eh, lallero, c’era l’autostrada, no?

– …

– Scusate…

– Sì?

– Sì?

– Sì?

Voi tre, cosa state facendo?

– Niente.

– Niente.

– Niente.

Allora tornate a letto, qua c’è gente che deve riposare, avete preso le medicine?

– No.

– No.

– No.

Ecco, prendetele e andate a dormire.

– Va bene.

– Va bene.

– Va bene.

– …

– Ma chi era quello?

– Tuo figlio.

– Vestito da Capitano Kirk?

– Guarda che quello era l’abito col quale ti sei sposato tu.

– E perchè lo indossava lui?

– Perchè adesso gli sta bene.

– Però…

– Cosa?

– Mancava il trasponder.

– L’ha perso su una luna di Giove.

– Cazzo, non me lo ricordavo. Forse ci servono davvero le medicine.

– Però adesso non soffriamo più di dislessia, no?

– Vero! Siamo guariti, e senza medicine. Come pensi sia stato possibile?

– Sempre ventitrè.

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venerdì, giugno 05, 2009
In viaggio con BaBau

Le valigie erano pronte. Mancava solo da sistemare il cane. Ecco, il cane era un problema ma alla fine riuscii a farlo stare nel beauty-case. Oddio, nemmeno ci sarebbe entrato se non avessi avuto un beauty case davvero grosso. E non avessi comunque messo le zampe nella tasca esterna della valigia. E’ che amo gli animali e non riuscirei a separarmi da loro.
La meta erano le Seychelles. Ero molto eccitato all’idea, molto, molto eccitato, tanto che mi accoppiai più volte con la cartina di Mahè. Fui costretto poi a prenderene una nuova per ovvi motivi.

Quando tutto era pronto, quando davvero ero convinto che tutto fosse a posto, deciso, organizzato, arrivò una telefonata:

– Pronto!

– Sì, pronto, casa De Angelis?

– No.

– Mi scusi.

– Niente.

L’indomani ero pronto alla partenza. La valigia presentava delle vistose macchie rosso sangue in prossimità delle tasche esterne ma non ci feci troppo caso. Più che altro mi preoccupava il silenzio del cane che in genere era sempre molto vivace ma pensai stesse dormendo.

Arrivato in aeroporto – per me la prima volta – chiesi ad una hostess quale fosse il mio volo e quanto prendesse per una notte, extra a parte. Scoprii tramite ecchimosi che c’è hostess e hostess. Insomma, non sempre è ho stess.

Non vorrei pensaste che la telefonata della sera prima fosse importante per cui ci torno su: avevano sbagliato numero.

Fatto il check-in mi imbarcai, pur salendo su un aereo e non una nave e mi ritrovai accanto un ciccione che aveva iniziato a vomitare dal momento in cui si chiuse il portellone fino alla sua riapertura. Ininterrottamente. Che poi mi desse la colpa… gli feci solo vedere una delle zampine del cane che mi ero tenuto nel bagaglio a mano. E allora? Certa gente non ama gli animali, bestie!

Arrivati a destinazione lo spettacolo naturale delle Seychelles mi si parò davanti in tutta la sua potenza: un mare di merda, poveracci dappertutto, e pioveva.

No, davvero, cercavano un De Angelis, capita a tutti di sbagliare un numero, non ci pensate più, dai.

Pensai che fosse il solito acquazzone tropicale, di breve durata. Sedici giorni dopo infatti cessò del tutto, permettendomi di uscire per la prima volta dalla stanza dell’albergo.

Passai l’intera giornata a prendere il sole, sdraiato, senza far niente. Mi resi pero’ conto di essere troppo solo e decisi di scendere dal tetto e andare in spiaggia.

Qui era pieno di belle ragazze che facevano foto: seminude, sorridenti, voluttuose. Ero capitato nel paradiso terrestre. Tanto che un serpente mi morse, senza nemmeno offrirmi una mela.

Gli ospedali, alle Seychelles, devo dire possono anche essere considerati efficienti, se riusciamo ad accettare che una garza sterile sia sostituibile da carta igienica. E se tolleriamo che la carta igienica sia usata. Ma essere visitati da uno stregone, beh. Oddio, bravo era bravo, ma infilare spilloni dentro bamboline non mi alleviava troppo il dolore. Forse ne creava alla bambolina, ma la tecnica del “mors tua vita mea” non pareva funzionare.

Quando la febbre arrivò a superare la temperatura dell’aria (si parla dunque di una cinquantina di gradi), decisero di intervenire con cure più drastiche. E mi fecero una danza tribale.

Stetti male lo stesso ma il ritmo mi acchiappava.

Due settimane dopo la febbre cessò e fui in grado di riprendere il volo di ritorno.

Che dire, le Seychelles sono belle, è che mi mancava un po’ la compagnia. Perchè il cane proprio non l’ho visto più.

Magari la prossima vol…[DRIN!]

– Pronto.

– Pronto casa De Angelis?

– No, ha sbagliato.

– Scusi.

– Niente.

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giovedì, giugno 04, 2009
Sex & the Piccì

REPUBBLICA: “Basta mouse e tastiere. Da oggi i computer si toccano”.
Per questo il mio monitor è sempre più sfocato.

Maggio 2009

giovedì, maggio 28, 2009
Teorie e filosofie sulla vita al punto croce

Ho raggiunto il più alto grado della conoscenza che l’uomo possa mai raggiungere, e non si tratta della lingua italiana vista la ripetizione “raggiunto-raggiungere”. Si tratta della risposta alla fatidica domanda, quella che da sempre l’uomo si pone e che lo accompagna dalla notte dei tempi (oltre l’altra: “me la darà?”, la cui risposta dipende solo dalla valutazione sul “quanto”, se in effetti il rapporto preveda un conquibus o meno. Se viene previsto un pagamento allora la fattispecie cambia veste e rientra in quell’ambito giuridico comunemente noto col termine “‘sta zoccola”) parentesi chiusa). L’avevo già chiusa). La domanda fatidica è l’altra: noi chi siamo? ) (L’uso scriteriato della parentesi è a volte riconducibile ad una vera e propria patologia, ma più spesso dipende da reale ignoranza. ((

Torniamo alla questione: “noi chi siamo?”

A parte l’errore gnoseologico nella domanda (e nell’uso del termine gnoseologico) possiamo ricondurre la questione nell’ambito di quanto diceva il famoso professor Jurgens de Coimbra nel suo saggio: “Trovatemi un altro svedese con questo nome”, e cioè :”…la domanda circa la nostra esistenza potrebbe trovare indefinite risposte perchè indefinita è la nostra esistenza”, facendoci quindi intendere che chiunque può scrivere libri.

Il problema sembrava aver trovato la sua risposta definitiva nel 1864, data fondamentale per tutti coloro nati nel 1864, quando il filosofo francese Thierry De La Madonna diede alla luce la celeberrima frase: “J’ai entendu!” ma si scoprì poco dopo che si riferiva a sua moglie che gli chiedeva di comprare del prosciutto*.

Oggi la questione è ad un punto morto: una corrente di pensiero afferma che la ragione della nostra esistenza risiederebbe sostanzialmente nel perseguimento di un’etica comune, confondendo però lo scopo con la ragione ed i mezzi con il mio camioncino. Una seconda corrente invece si basa su posizioni diametralmente opposte alla prima, negando tutto ciò che questa afferma, per partito preso.

Personalmente mi sono costruito una mia serie di convinzioni, anche fondate su evidenze storiche ma non starò certo a dirle a voi.

Per maggiori informazioni visitate il sito o telefonate al numero verde o cercatevi un altro modo di passare il tempo, io con voi non ci parlo.
*Circa l’opportunità di nutrirsi di carne di altri esseri viventi, Robert Wanford, fondatore della teoria “mens sana in mens che non si dica” ci ha trasmesso, col suo “Codice etico per la salvaguardia della salute a tavola” il concetto che “tutto può essere considerato lecito, ma piantala di toccare mia moglie”.

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venerdì, maggio 15, 2009
Fine di una mora

Le cose non funzionavano più tra noi… nulla, più nulla. Cioè, un frullatore, avete presente? Ecco. Lo mettevi là, tra me e lei e puff… non funzionava. La lavastoviglie? Niente, stoviglie che restavano sporche. E la lavatrice? Niente. Non lavava più nessuna trice.
Si litigava su tutto: sul cibo da mangiare, sul cibo da evitare, sul cibo da congelare… diciamo che l’argomento cibo tirava molto. Si litigava sui rispettivi genitori ovviamente. Ecco, loro, i genitori, davvero non gradivano che io e lei si litigasse anche su di loro. Specie quando lei portava i tacchi. Ma l’argomento cibo era quello più ricorrente. Lei davvero non concepiva la mia dieta iperproteica, diceva che ero un mangiacadaveri, quando spesso e volentieri neppure erano morte del tutto le bestie che azzannavo. Specie quelle con la tonaca.
Anche il sesso non era più come una volta. Era tutto molto, troppo scontato. Certo, in tempi di crisi, che lei mi facesse pagare meno poteva anche farmi comodo, ma…

Provavamo tutte le posizioni: io sopra lei sotto, io sotto lei in bagno, io di lato lei con un altro, io socialista lei col magone. Niente.

Fare l’amore era diventato così noioso che Ornella Vanoni ne comprò i diritti per una canzone.
Quando decidemmo di separarci nessuno si sorprese più di tanto. Oddio, io un pochino, visto che lo venni a sapere con un po’ di ritardo dalla sua decisione di lasciare casa, ma ero talmente abituato a starmene per conto mio che sinceramente non me ne accorsi se non dopo un paio d’anni. E se non fosse stato per la voglia di sgranchirmi le gambe ed alzarmi dal divano…
La sua voce era talmente fastidiosa che per soli duecento voti non venne eletta sindaco di Napoli. Per far capire. Credo avrebbe avuto maggiori chances se il suo slogan fosse stato qualcosa di più comunicativo circa i problemi reali della città e non un semplice “tieng ‘a uallera”.
E pensare che eravamo tanto innamorati: ci conoscemmo sulle rive della Senna, a Toronto, Florida. Ricordo che studiavo con alterni risultati geografia, lei invece faceva l’imprenditrice per mantenersi mentre provava ad entrare nel mondo del porno… Ma nonostante la dura gavetta, l’impegno (si riportava spesso il lavoro a casa e trovarsi tre negroni per casa a mezzanotte mi creava un certo disappunto) e la notevole predisposizione, quel mondo la rifiutò. Penso che la nostra crisi nacque da questo. E dal fatto che lei desiderasse così tanto un bambino. Ne era ossessionata. Mentre io davvero non riuscivo a tollerare la pedofilia.
Continua…

Ok.
Dicevo, la nostra crisi ci ha portato oggi a vivere ciascuno la sua vita. Non ci sentiamo più da un pezzo e non so se la nostra sordità abbia a che fare con l’essersi lasciati.
Io l’amo ancora.

E so che lei mi ama ancora.

E che i tre negroni che ancora frequenta non riempiranno il buco che ha.
 

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giovedì, maggio 14, 2009
Secondo me ha senso (unico)

Mio suocero mi ha rimproverato per l’ultima volta circa il mio tener giù troppo il pedale dell’acceleratore. La conversazione si è svolta così:
– Anche oggi hai corso troppo in macchina

– Perchè dici questo?

– Ci hai messo cinque minuti per venire qua. Io ce ne metto venticinque!

– Ma è perchè io sono prudente!

– Cosa?

– C’è traffico, le strade sono pericolose…

– Appunto!

– Eh, appunto. Minimizzo i rischi.

– Ma che dici?

– Senti, tu passi venticinque minuti del tuo tempo in macchina per venire da me (e potresti evitarlo, A PRESCINDERE). Resti esposto ai rischi del traffico per un periodo CINQUE volte superiore al mio. Io sto fuori per soli cinque minuti. Ti faccio un esempio. Se tu dovessi attraversare una zona pericolosa, che so, Chernobyl, andresti piano piano o correresti come un matto per minimizzare il tempo di esposizione al pericolo? E le strade ammazzano più delle radiazioni. Se sei un kamikaze accomodati pure e trotterella in mezzo ai SUV ma io ci tengo alla pelle! Sotto i centottanta non vado. Incosciente!

– … 

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venerdì, maggio 08, 2009
Vedi? Non vince ad X Factor e poi… ah, era un’altra quella

Noemi, per ora, non si occupa di politica.

“Però sosterrò papi fino alla morte. Lo chiamo Presidente, ma qualche volta mi scappa papi, secondo al mio papà, ovvio. È entrato con quel sorriso e mi sono ritrovata un pacchettino in mano”.
Non sarà contento vederselo descritto come “pacchettino…”.
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Il suo futuro è lo spettacolo.

“Ho partecipato a programmi Rai, ho fatto la valletta, qualche cortometraggio. Ora faccio la “gossippina” per una tv locale, Rete A”.
Tutta la dura gavetta per diventare Ministro.
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“Mamma, che emozione. Chi se lo scorda più questo diciottesimo compleanno. Ho pianto di gioia. E i miei amici: certo, sapevano che frequento da un po’ il mondo dello spettacolo, ma mai avrebbero immaginato”.
Berlusconi=il mondo dello spettacolo.

Splendido.
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Com’è nato questo contatto familiare? Il suo papà è un imprenditore, in famiglia avete lavorato per il gruppo?

“Non ricordo i particolari, queste cose ai miei genitori non le ho chieste”.
L’altra sera è venuto Rocco Siffredi a trovare mia moglie. Come si conoscono? Non ricordo i particolari, queste cose a mia moglie non le ho chieste.
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“Luci spente, si apre la porta, eccolo, vedo papi, il mio secondo papi. Ora sogno di fare la show girl. Perché io so fare tutto. Una Carlucci, una Cuccarini”.
“Faccio tutto” mi pare di averlo letto da qualche parte sul giornale… Mi pare vicino “piedini di fata” e “nuovissima”.
 

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giovedì, maggio 07, 2009
Guarda il Papi… se ne fa un’altra

Berlusconi:”Tre italiani su quattro sono d’accordo con me”.
Il restante 25% le preferisce più mature.

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martedì, maggio 05, 2009
Finalmente compreso il senso reale del termine “Casa delle libertà”

Il Premier smentisce categoricamente di essersi mai sposato: “è la solita montatura della sinistra”.
Scelto il conduttore per la nuova edizione di “Veline”: sarà Papi, quello anziano.

Aprile 2009

martedì, aprile 28, 2009
Il Papa a L’Aquila

Dopo aver impiegato ventidue giorni a raggiungere il capoluogo abruzzese dal giorno del terremoto (partiva da Plutone), porterà conforto alle popolazioni colpite dalla tragedia.
Il portavoce, Padre Federico Lombardi, ha già presentato il programma degli interventi del Santo Padre:
– Introduzione sui pericoli del relativismo

– Reprimenda contro l’omosessualità

– “Il preservativo è il demonio”, breve intervento su salute e benessere in Africa

– “Testamento biologico ed emorroidi: i nuovi mali della società”

– Coffee break

– Reprimenda contro l’omosessualità

– “La scienza va scomuicata? Certo che sì”. Breve resoconto sulle nuove aperture della Chiesa

– “Crisi economica e rincari degli accessori Prada” (a seguire spot sull’8 per mille)

– Reprimenda contro l’omosessualità

– “Cellule staminali: ma allora vi devo scomunicare tutti!”
Al termine dirà qualcosa sui froci.

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martedì, aprile 21, 2009
F(i)umi di parole

Noto astrologo vittima di un black out che gli impedisce di registrare la sua trasmissione.

Branco là nel buio.

Al funerale di suo marito, una nota scrittrice di gialli si presentò ubriaca e in un pianto dirotto.

Lacryma Christie.

Prendono il volo le quotazioni dell’allenatore dell’Udinese, nonostante la sconfitta bruciante in coppa.

Sale Marino.

Il pilota ferrarista, generalmente riservato, ha raggiunto il punto di rottura col suo team dopo le ultime deludenti performance.

Massa critica.

Il vincitore di Sanremo ha un contratto discografico blindato che lo costringe ad esibirsi tutte le sere.

Carta, canta!

Duramente attaccato durante la tramissione di Fabio Fazio, il leader dell’Italia dei valori resta impassibile.

Antonio di pietra.

Per il nuovo film di Indiana Jones, contratto milionario con la Ford per la fornitura di auto.

Harry, son Ford!

Nota soubrette, uscita dal reality “La Fattoria”, si reca in pellegrinaggio da Padre Pio.

Lory dal Santo.

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mercoledì, aprile 15, 2009
no comment

Scendo le scale, salgo le scale (ho dimenticato di prendere il telefono), prendo il telefono, riscendo le scale, risalgo le scale (perchè cazzo mia moglie si è comprata un telefono come il mio?!), prendo il mio telefono, riscendo le scale, risalgo le scale (perchè ho due telefoni uguali in mano?!), lascio il suo telefono sul suo comodino, riscendo le scale, mi squilla il telefono ma si spegne immediatamente, risalgo le scale, prendo l’altra batteria, riscendo le scale, arrivo alla macchina, impreco, torno indietro, salgo le scale, prendo le chiavi della macchina, riscendo le scale, apro la macchina, entro in macchina, chiudo lo sportello, apro lo sportello, tiro fuori il lembo di giacca rimasto fuori, richiudo lo sportello, riapro lo sportello, salgo le scale, riprendo il telefono che ho lasciato mentre cercavo le chiavi della macchina, mi cambio la camicia sudata, riscendo le scale, entro nella macchina già aperta, ci trovo dentro un cingalese, lo prendo a calci in culo ma mi faccio male all’alluce, mi accorgo di non indossare le scarpe, nè tutto il resto sotto la cinta ma la camicia è inappuntabile, torno indietro, la vicina giovane chiama la polizia, quella vecchia chiama me, risalgo le scale, mi metto i pantaloni e il resto, scendo le scale, non trovo più la macchina, impreco, molto, chiamo la polizia, mi chiedono le generalità, mi dicono che c’è appena stata una denuncia per atti osceni nei miei confronti, io denuncio comunque il furto della macchina e dò come sospetto il cingalese, mi dicono che ci sono fondate speranze che la cosa arrivi innanzi ad un giudice, esprimo il mio stupore e soddisfazione, questi cambiano in preoccupazione e rassegnazione quando capisco che si riferivano alla denuncia per atti osceni, nel frattempo la mia vicina di casa vecchia e linfomane mi sembra avere pessime intenzioni nonostante stavolta indossi i pantaloni, cerco di fuggire salendo le scale, inciampo, mi fratturo il radio e l’ulna.
Almeno in ospedale c’è l’ascensore.

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Commenti

#4    14:27, 09 aprile, 2009

Trambeo #1    14:27, 14 aprile, 2009

Geniale! Specie la cosa di mettere qua i commenti

Maxzulli #2    15:12, 14 aprile, 2009

@Trambeo: grazie, sei gentile. Anche se sei un personaggio di fantasia.

Trambeo #3    16:05, 14 aprile, 2009

di fantasia? Ma che dici?!

Maxzulli #4    17:52, 14 aprile, 2009

@Trambeo: Beh, francamente, non esisti. Ti ho inventato io per creare questa cosa.

Trambeo #5    17:55, 14 aprile, 2009

Vuoi dire che…

Oddio!

MicinaGattina #6    18:21, 14 aprile, 2009

Bello il tuo blog, ke fico!

^_^

Maxzulli  #7    19:32, 14 aprile, 2009

@MicinaGattina: vorrei morissi male

MicinaGattina #8    20:34, 14 aprile, 2009

Ke acido ke 6! E io ke tiavevo anke linkato.

Litigatoamorteamorte! Ti banno pure da msn

:-(((

Trambeo #9    23:27, 14 aprile, 2009

Ma sei sicuro che…

Maxzulli #10    23:57, 14 aprile, 2009

@Trambeo: Sì

Debvorav79 #11    01:35, 15 aprile, 2009

Non ho capito… 🙁

Maxzulli #12    02:57, 15 aprile, 2009

@Debvorav79: amica di MicinaGattina I suppose

untifosovero #13   03:45, 15 aprile, 2009

Forza Juve!

Maxzulli #14   03:58, 15 aprile, 2009

@untifosovero: Mentecatto.

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martedì, aprile 14, 2009
Outing

Nell’Angelus il Papa, riferendosi al terremoto:
“il nostro primo pensiero è per i bambini”.
 

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giovedì, aprile 09, 2009
Sevizio pubblico
Ho mandato una email di protesta alla RAI per il “sevizio” mandato in onda l’altra sera, quello della giornalista che praticava una assurda e scomposta opera di autocelebrazione circa i dati auditel del TG1 per il terremoto a L’Aquila.

Per chi avesse perso questa chicca il video era questo:
E l’email che ho inviato è stata questa:

Quante ne avete ricevute di email con il termine “vergogna”?

Ritengo comunque poche.

La brillante scelta di far sciorinare dati auditel in occasione del terremoto, quella suprema forma di masturbazione pubblica, così dettagliata, compiaciuta, autocelebrativa, dimostra ancora una volta l’assoluta distanza tra il vostro “lavoro” e ciò che può essere definibile giornalismo.

Sì, vergogna.

Chi ha fatto quella scelta, la “giornalista” che l’ha letta, ma anche i tecnici attorno che non hanno staccato la spina al vostro malato terminale: la credibilità.

Mi auguro dal profondo del cuore che capiti nelle vostre case una disgrazia altrettanto forte, sì che un tg tedesco, australiano o cambogiano possano aprire con questa notizia, magari con le vostre famiglie insanguinate, sbrodolandosi con i loro dati auditel “record”.

Vergogna.
Un abruzzese.

Sarebbe bello far girare questa cosa, inviare una email di protesta a questo orrore pubblico che si fa le seghe sul sangue della gente.

Se vi va scrivete qua:
http://www.contattalarai.rai.it/eservice_ita/start.swe
Un minuto per un vaffanculo è buona cosa.
 

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mercoledì, aprile 08, 2009
Mi è semblato di vedele un gatto.

Condivido con me stesso (a volte partecipo a tavole rotonde e non riesco mai a scegliere dove sedermi) una personalissima teoria sul’uso improprio dei gattini nei siti internet.

Secondo me il gattino sta ad un blog come l’adesivo del vagabondo con la chitarra sta alla Renault 4, come il concorrente del grande fratello sta alla televisione. Non c’è bisogno di approfondire, mi stai comunicando un messaggio in modo forte e chiaro. So già tutto di te.

Tu usi il gattino come avatar. So come parli. So chi sei. So anche COME sei.

E no, non è questione di età. Il gattino è trasversale, il gattino è della dodicenne e della quarantenne.
Il gattino, quel gattino, gronda di personalità rispetto alla tua.

“ma che t’ha fatto il gattino, è così doooolce…”

Appunto.
All’inizio, quando questo blog è nato dalle sontuose, consunte ed untuose ceneri del vecchio, avevo intenzione di eliminare i commenti. Per tanti motivi. Avrei evitato un mucchio di polemiche e flames inutili, avrei mantenuto un distacco maggiore, mi sarei fatto conoscere per quello che scrivo e non per come tratto male i commentatori. Eliminare i commenti mi avrebbe insomma reso una persona migliore.

Non potendo tollerare tutto questo ho deciso di tenerli.
Essendo il mio un blog invisibile, di quelli sconosciuti ai più (come tutte le cose belle), di quelli che se capitano di qua tre persone sicuramente avranno sbagliato qualcosa, la questione commenti la ritenevo anche marginale.

Ed in effetti è raro che qualcuno mi legga. Non solo per difficoltà proprie di comprensione di certi miei post, effettivamente difficili da digerire (a volte uso anche dei congiuntivi. Sul futuro anteriore poi ottengo il bottom di visite).

E’ ancora più raro che mi lasci il suo pensiero. A parte la cricca solita, ristretta, sempre più ristretta.

Poi capitano delle luminosissime pirla, perle come questa, di questa qua:

—-

O si crede in dio o non si crede.se dio e’ buono e’ buono sempre,se e’ cattivo lo e’ sempre,coerenza ci vuole.

Quando”terremoto” era solo una parola sul dizionario,dio com’era?

E’ diventato una merda ora che sono morte 10 persone? o no 20,o 30 o 40? che si conta a morti la bonta’ o la cattiveria di dio?

Dio non c’entra,e sinceramente tutta sta’ pantomima del terremoto avrebbe anche rotto,ok,c’e’ stato,ok morti e feriti e sfollati,povera gente,ma mica che possiamo non sentire altro!!! vogliamo parlare dei poveri disgraziati che vivono nei container? si,ma in umbria pero’,non in abruzzo!!! a quelli chi ci pensa? non fanno piu’ notizia,ora c’e’ la moda aquila!! un po’ di coerenza allora.

—-
E si benedice il mondo di esistere. E di essere diverso.
Voglio dire: questa entra a casa del diavolo a dirgli di essere più cattivo?

Questa va da Sgarbi per dirgli di sostenere le sue tesi con più vigore?

Questa va da Berlusconi a dirgli di essere più scanzonato nelle visite ufficiali?

Questa va da Franceschini e… e… ok, qui non mi viene.

E’ meraviglioso.
Non ho resistito e ho letto alcune cose che scrive.

Non ho resistito ed ho smesso di leggere.

Ho visitato anche un paio di blog che dice di frequentare. Tra questi l’imprescindibile gattoblog  e ancatdubh.
E’ la tesi del gattino, che ogni volta si conferma.

Odio dovermi sempre confrontare con l’unica persona che ancora oggi riesce a dire cose sensate, anche forti, ma assolutamente condivisibili: me stesso.
Quest’onanismo culturale mi spossa (e per fortuna è una balla quella del diventare cieco) ma come faccio a non darmi una pacca sulla spalla, io che da anni dico di diffidare di chi utilizza gattini sulle proprie pagine?
Nella stesura di questo post non si è maltrattato alcun animale.

L’autore rimedierà anche a questo con il prossimo.

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martedì, aprile 07, 2009

Penso, tra le tante storie, a quella di quell’uomo che ha perso, in un istante, la moglie, i due figli, la casa. Tutto.
Magari poche ore prima era andato a messa, a pregare quel dio che ha fatto tutto questo. Quel dio che comunque tutto questo non ha impedito.
Tutto questo.
UPDATE: ieri sera un uomo con la gonna, in tv, invitava tutti a pregare di più, specie durante la Pasqua, per le vittime del terremoto.
Mi chiedo che dio abbia bisogno di gente che gli reciti litanìe per far sì che si decida a fare o non fare qualcosa.
Mi chiedo come faccia la gente, nello stesso tempo, a pensare che una preghiera possa cambiare a proprio favore decisioni che questo dio, se esiste, avrà le sue buone ragioni per aver preso o non preso.
Mi chiedo come si faccia ancora a pensare di avere a che fare con un dio buono e allo stesso tempo onnipotente, cioè in grado anche di cancellare il male, il dolore e la sofferenza (e non lo fa) di fronte a questo:

 
e questo:

e questo:

 
ma soprattutto questo:

 
e vorrei chiederlo a quell’uomo con la gonna. O a queste donne col burka:

 
gente che ha speso una intera vita appresso ad una cosa che non esiste. Che spero davvero non esista. Perchè se esiste e permette queste cose, non ha ragione di essere amato.
 

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lunedì, aprile 06, 2009
Dice il faggio…
…una volta qua era tutta campagna.

Bertolaso si è attivato immediatamente affinchè l’aquilano torni ad esserlo. Campagna piena dico.

Dal Corriere.it
Duramente ripreso dal capo della Protezione civile Bertolaso
L’esperto denunciato per il suo allarme «Confermo: lo si poteva prevedere»
Giampaolo Giuliani aveva detto: «Ci sarà un sisma disastroso». Ora ribadisce: «Loro sapevano»
Mediaset ha mandato per ore le televendite e gli oroscopi.
MILANO – Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, inviperito martedì 31 marzo si era scagliato contro «quegli imbecilli che si divertono a diffondere notizie false», chiedendo una punizione. Tra gli «imbecilli» c’era Giampaolo Giuliani, ricercatore presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso che, in seguito allo sciame sismico che sta interessando l’Abruzzo da più di un mese, aveva lanciato l’allarme: la regione sarà colpita domenica 29 marzo da un terremoto «disastroso». Giuliani è stato denunciato per procurato allarme. E Bertolaso ha ripetuto che «lo sanno tutti che i terremoti non si possono prevedere». Invece Giuliani ora dopo il dramma conferma: «Non è vero, noi l’avevamo previsto»
Comunque mentre aspettavo notizie dal Tg5 ho comprato una bella panca ad inversione.

LA DENUNCIA: «SI POTEVA CAPIRE» – Oggi, dopo la tragedia, Giuliani parla con amarezza: «C’è il rischio che domani mi mettano in galera – dice – ma confermo: non è vero, è falso, che i terremoti non si possono prevedere. Sono 10 anni che noi riusciamo a prevedere eventi di questo tipo in una distanza di 100-150 chilometri da noi. Da tre giorni – continua- vedevamo un forte aumento di radon, al di fuori della soglia di sicurezza. E forti aumenti di radon segnalano forti terremoti. Questa notte il mio sismografo denunciava una forte scossa di terremoto e ce l’avevamo online. Tutti potevano osservarlo e tanti l’hanno osservato. Poteva essere visto ce ci fosse stato qualcuno a lavorare o si fosse preoccupato. Abbiamo vissuto la notte più terribile della nostra vita, sono sfollato anche io… Questi scienziati canonici, loro lo sapevano che i terremoti possono essere previsti».
Il mio oroscopo su canale 5 diceva diceva “possibile sonno agitato”.

Ora si aspetta di costruire il ponte sullo Stretto. Nota zona tranquilla sismologicamente parlando.

Marzo 2009

martedì, marzo 31, 2009
il dì scorso

Ho da poco scoperto omegle, una cazzosissima chat casuale.

Funziona così, entri, clicchi un tasto, nessuna registrazione, e cominchi a chattare con uno. Casuale, sconosciuto. Tu sei identificato come “you”. L’altro come “Stranger”. Ne vengono fuori dialoghi banali il più delle volte. Ma a volte capita di incontrare un genio. E quando anche io incontro un genio vengono fuori cose così:

Stranger: do you punch sharks?
You: only on monday
Stranger: who would win in a potato sack race?

You: a french fries
Stranger: think you’ll be a french fries in the future?
You: have to see Ratatouille a lot more before.
Stranger: faggot
You: no, mouse
Stranger: mouse, sure, sorry
You: it doesn’t matter, I wear not my uniform today
Stranger: do you wear a mouse uniform?
You: only when I punch sharks
Stranger: I’ll see u on monday then
You: sure

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mercoledì, marzo 25, 2009
Lodo Alfano. Ma parlo bene un po’ di tutti.

NAPOLI – Duro monito di Giorgio Napolitano dal palco del convegno della Fondazione Mezzogiorno Europa a Napoli: “si può avere un bicchiere d’acqua?”.

E sono parole che confermano il senso dei richiami rivolti ieri e stamani agli amministratori di tutto il Mezzogiorno a procedere ad un profondo rinnovamento e a fare una riflessione autocritica sul modo di amministrare la cosa pubblica.
“Se ci si sottrae all’esercizio di responsabilità per quello che riguarda l’amministrazione della cosa pubblica non si hanno poi i titoli per resistere alle interpretazioni, anche le più perverse: dal federalismo fiscale alla ricetta dei babà” dice il capo dello Stato, napoletano di nascita, napolitano di cognome.
Parole pesanti, quelle di Napolitano, specie dopo la peperonata di accoglienza. E oggi, il presidente, rincara la dose: “Sono persuaso che se oggi non si dà il senso di una forte capacità di autocritica e di autoriflessione nel Mezzogiorno, la partita per far passare politiche corrispondenti alle esigenze diventa enormemente difficile. E sto ancora aspettando ‘sta cazzo di acqua.”.
Parla di “impoverimento delle politica” il presidente. Che è “culturale e morale oltre che economica”. Non sorprende dunque il riferimento all’autoriduzione degli stipendi dei parlamentari “un atto doveroso, nel clima di crisi generale, in accordo con le difficoltà degli italiani. Atto che però non sta dando i risultati sperati e che dunque aboliremo già la settimana prossima, con effetto retroattivo peraltro, perchè dobbiamo comunque guadagnà più dei francesi”.
C’è dunque “un’assoluta necessità di ripensare il rapporto fra cultura e politica, nel quadro di un generale riassestamento delle risorse, che equivale a dire tagliare i fondi alla cultura per portarli alla politica”.
Il Capo dello Stato, infine, cita due aspetti particolari, legati alla “fatica” di riuscire a imporre rispettivamente nell’agenda politica nazionale e internazionale i temi dello sviluppo del Mezzogiorno e del rilancio dell’Unione europea, oltre alle oggettive difficoltà di trovare delle puttane in strada dopo il decreto Carfagna: “Vedo la durezza delle resistenze che si oppongono, sia a un rilancio dell’impegno meridionalista sia a un rilancio dell’impegno europeista”. Spiega meglio poi: “abbiamo reso comunitarie le rumene, che le mignotte nostrane si diano una mossa”.
Lungo applauso al termine dell’intervento, chiuso dal Capo delle Stato con una citazione di Einaudi “Tre ore per dell’acqua, pure calda? Vi rimettiamo la monnezza per le strade!”.

E nei prossimi giorni a Napoli è atteso anche il Santo Padre.

Forse la minaccia del Capo dello Stato si riferiva a questo.

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giovedì, marzo 12, 2009
…vieni, siedi qui, ti racconterò una bella scoria…

…e ad un certo punto i dinosauri sono stati spazzati tutti via da un meteorite.
Tutti?

Quasi.

Chi si è salvato?

Le lucertole, le iguane bavose, un paio di pterodattili, un triceratopo sordo.

Sordo?

Non aveva sentito il botto del meteorite, dunque è sopravvissuto allo spavento.

Ma perchè, è stato il botto…?

Certo, cos’altro? Ma sai che casino fa un meteorite quando cade?

No, ma immagino…

Ecco. Un botto che non hai idea! Sai quanta merda hanno lasciato per la paura?

E la lucertola…?

Poca merda.

No, dicevo, perchè si è salvata?

Niente orecchie.

Vero. E le iguane bavose?

Cerume. Guarda che le iguane bavose fanno veramente schifo…

E gli pterodattili?

Ah, quelli… erano in quota, avevano le orecchie tappate per la compressione.

Interessante. Ma tutti gli altri animali? Quelli che non si sono estinti? Quelli le orecchie ce l’avevano…

Beh, la verità è che non c’erano altri animali…

Come non c’erano?

Tutti gli animali poi si sono sviluppati da quelli rimasti.

Ma cosa dici?!

E’ così: le iguane hanno generato altre iguane…

Ma…

Il triceratopo sordo era solo e si è estinto.

I due pterodattili si lanciavano richiami d’amore ma non si sentivano e si sono persi.

E allora?

E allora sono rimaste tutte le lucertole. Alcune si sono pian piano evolute e oggi sono diventate mammiferi, primati, con il pollice opponibile, capaci anche di costruire attrezzi rudimentali, sviluppando col tempo intelligenza e spirito di cooperazione, del resto la storia è nota. Altre invece sono diventati uomini.

Capisco.

Sai chi davvero è stato fortunato?

Chi?

I pesci.

Beh, certo, sott’acqua niente botto, niente spavento.

Esatto. Tutti i pesci…

…vennero a galla…

No, altrimenti sarebbero morti pure loro. A galla vennero solo i delfianotidi.

Mai sentiti.

Infatti, estinti. Erano una specie di delfini curiosi… videro una cosa scendere dal cielo e non resistettero. Emersero e il botto li fece estinguere tutti.

Ma se stavano guardando, anche lo spavento avrebbe dovuto essere limitato…

Infatti si estinsero non per lo spavento ma per la mancanza del loro cibo preferito.

Pesce?

Caramelle Doufour.

Insomma, l’uomo deriva da queste poche specie rimaste.

No.

No?

No. L’uomo in realtà è comparso proprio nell’istante dell’impatto del meteorite.

Ma non avevi detto che derivavano dalle lucertole…?

Non sei attento.

Dunque?

Noi discendiamo tutti dalle piattole.

Le piattole?

Sì. Quelle che stavano sul meteorite.

Continua.

Vedi, quel meteorite ospitava una colonia di piattole extraterrestri, capaci di sopravvivere non solo al viaggio interstellare ma anche all’impatto. Queste bestioline si sono sviluppate, piano piano, in assenza di predatori, e con l’evoluzione, in milioni di anni sono diventate Homo Erectus, Homo Abilis, Homo sapiens, Sapiens Sapiens…

Interessante. Pensare che dalle cosine così piccole sia nata ciò che oggi è la razza umana.

Non ho parlato di razza umana.

Ma come?! Hai detto che l’uomo è nato da…

Esatto. L’uomo. Non la donna.

Perchè? La donna da cosa è nata?

La donna c’era già.

C’era già?

C’era già. Da prima dei dinosauri.

E come è possibile?

Questo non si sa ancora. Sta di fatto che da ricostruzioni recenti pare che alla comparsa del primo uomo, la donna gli abbia fatto un cazziatone perchè era in ritardo.

Questa è una barzelletta.

Sì in effetti. Ma tutto il resto è verità.

Anche la storia del meteorite?

Beh, no, quella no.

E le lucertole? Il triceratopo? Il botto?

Scherzavo.

Insomma, cosa c’è di vero in tutta questa storia?

Ben poco in effetti.

E come si sono estinti i dinosauri?

Lo vuoi sapere?

Certo.

Sicuro?

Ma sì!

Mancanza di zampe prensili.

Già.

Ma che senso ha? Per milioni di anni sono riusciti ad evolversi tranquillamente… e poi che è successo? Perchè avrebbero dovuto aver bisogno di zampe prensili da un giorno all’altro?

Cominciarono a svilupparsi piante di caffè.

Ah. Ed erano velenose per i dinosauri?

No.

E dunque?

Vorrei vedere te girare il cucchiaino nel caffè senza zampe prensili.

…?

Tutti morti di tristezza. Quel caffè amaro…

Dai, scherzo ancora.

Lo adoravano senza zucchero.

E io che ti sono stato a sentire…

Aspetta, dove vai? La sai la storia della nascita dell’universo?

Lascia perdere…

No, è interessantissima…

Ma vai via…

Davvero. Specie la parte sulla Fata Fauna.

… sparisci.

Esatto: fu la prima parola pronunciata dalla Fata quando…

Dai, non andare!

Piantala!

Dai, te ne dico una vera: c’era una volta uno che faceva il sindaco in una grande città. Ad un certo punto si mise in testa di fare un grande partito di sinistra…

No, questa poi…

Ma è vera!

Credimi!

…davvero…

…era…

…vera…

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mercoledì, marzo 04, 2009
Una mela al giorno non fa un cazzo

Per una infiammazione che riteneva utile farmi compagnia sono stato costretto a prendere degli Aulin-compatibili, quelli in tutto e per tutto come gli Aulin ma che non c’hanno scritto Aulin sopra.

Ora, non che questa sia la notizia. Nè la notizia potrebbe essere la conoscenza dell’esistenza di roba che magicamente fa sparire una infiammazione, lo sanno anche altre persone, tipo il farmacista, che invero secondo me sa un sacco di altre cose, specie sui principi anticoncezionali delle Ziguli, che non a caso sono sempre accanto ai Durex.

– Salve

– Salve

– Prendo questi (pacchetto Durex)

– Altro?

– Ecco, no…

– Non vorrebbe anche delle Zigulì?

– Cosa?

– Zigulì… per stare più tranquillo…

– Veramente…

– Si fidi.

– …

– Al limone.
Insomma, la notizia è che io abbia fatto ricorso a dei farmaci, farmaci veri e propri (non ditemi che si possano considerare tali quei peyote che mi crescono naturalmente sul balcone di casa… E comunque non serve ricetta per quelli. Se non per farli alla Julienne prima dell’estrazione della mescalina).

Ora, chi mi conosce sa che io ho una idiosincrasia fortissima per i farmaci e potrebbe sorprendersi per quanto sto rivelando qui. Ma se il dolore puo’ anche essere sopportabile, l’infiammazione no, quella non potevo tollerarla (ho letto di gente morta per autocombustione).

Solo che il mio corpo non è abituato.

– …

– Cosa stai facendo?

– Uh! Chi ha parlato?

– Sono il tuo stomaco. Mi spieghi che cazzo pensi di fare?

– Veramente sto prendendo un Aulin.

– A parte che non è un Aulin se vogliamo essere precisi. E poi, ti ho forse dato il permesso?

– Permesso? Oh, capo, guarda che tu appartieni a me!

– Questo è tutto da vedere. E comunque io non tollero questa roba.

– Se è per questo io non tollero un sacco di cose, ma le devo mandar giù lo stesso.

– Tipo?

– Tipo la storia del testamento biologico.

– Roba da mal di stomaco, certo. Ma non è questo il punto. A me queste cose fanno venire acidità.

– Un po’ di pazienza, su, è per il nostro bene… e poi… tu parli? Pensavo che ti limitassi a brontolare.

– E cosa sto facendo in effetti?

– Hai ragione.
Insomma, a me questa roba crea problemi, anche di PR con i miei organi, come detto. Pero’ a “Mali estremi”, “Kenya centrale”.

Dopo circa un’ora dall’assunzione del farmaco già lo volevo mettere in cassa integrazione. Una debolezza, una spossatezza, che mi hanno fatto letteralmente crollare sul letto. Mi sono risvegliato quarantadue ore più tardi. Indossavo l’alta uniforme del corpo di protezione del Capo dello Stato della Malesia, un tigrotto vivo praticamente. Al grido “Mompracem o morte” mi hanno offerto un chinotto. Mi sono visto allo specchio: indossavo un innaffiatoio sul capo e avevo delle immagini di costruzioni Anasazi sparse sul mio corpo. In 3D.

Non ricordo altro. Se non fosse stato per quei video su Youtube non saprei nulla della mia maratona di New York corsa completamente nudo con in mano un mazzo di violette del pensiero, ma ci pensate? Violette… che non ho ancora un filo di abbronzatura, un orrore!
Poi mi chiedono perchè io voglia evitare a tutti i costi i farmaci.

Febbraio 2009

mercoledì, febbraio 25, 2009
Convergenze

L’uomo tende ad identificarsi con alcune cose. Una tra queste è sicuramente l’automobile.

Uno la sceglie non solo per l’utilità ma anche perchè quella macchina, proprio quella, ti rappresenta. O almeno vorresti che parlasse per te, qualcosa di cui essere orgoglioso.

Certo, non tutti poi fanno la scelta giusta e molte persone alla fine non si sentono affatto a proprio agio in quella macchina: la prendono per altri motivi, utilità, scambio vantaggioso, non so. Insomma, magari pensavano di sentirsi rappresentate, come detto, ma improvvisamente si rendono conto che così non è. O forse non è mai stato.

Ma a me la mia macchina piaceva.

Prima.

La mia macchina era bellissima, tutta rossa.

Ambiziosa, la posso considerare ora.

Poi una striscia bianca qua, una nera là, e me l’hanno rovinata, non so chi. La volevano guidare anche altri, ciascuno diceva la sua. Ma quella macchina l’avevo scelta io.

Era bella, la mia macchina, sì.

Ma non andava. Non andava affatto.

Dopo qualche tempo mi sono ritrovato pure senza targa, sparita. E ho dovuto chiederne un’altra.

Avrei preferito la targa dei vecchi tempi, di quelle che ti indicavano la provincia, ma anche sulla nuova, da un lato, piccolina, ci stava la scritta che indicava la mia città: Padova, PD.

Dopo un po’ di tempo però sono cominciati i Casini, ancora, sulla mia macchina.

Alcune parti hanno cominciato a staccarsi.

Altre che volevo cambiare, non c’è stato proprio verso di tirarle via.

Il meccanico mi ha detto che questi distacchi, così come la tenacia con la quale alcuni pezzi restano attaccati, dipendevano da falsi contatti, che generavano sulla mia macchina delle correnti interne. Insomma, certe parti si perdevano per strada. Altre erano tenacemente incollate, pure se non ne potevi più.

La cosa generava profonda…come dire… tristezza? Sì, ma più… sfiducia, ecco, sfiducia.

Il meccanico non ha trovato soluzione. Anche perchè queste correnti cambiavano ogni volta.

Poi le cose si sono aggravate ulteriormente.

Ora che ci penso, si è aggravato il tutto da quando ho cambiato la targa (lo dicevo io che quel PD così piccolo portava male).

Oggi sono ancora in queste condizioni ed è impossibile circolare.

Ed io che volevo girare l’Europa. Così non dico nella mia Regione ma neppure nel mio Comune.

Dovrei andare in motorizzazione a chiedere.

Ma per quando sarà fissato l’appuntamento ci saranno stati altri cambiamenti: qua cade tutto a pezzi.

Sono stato così costretto a prendere a noleggio un’altra auto, da un signore anziano, tutto impomatato. Simpatico, un po’ fanatico, sempre appresso a soldi e femmine.

La macchina è tutta nera, grande. Fa un sacco di rumore. Per non parlare del fumo, fumo dappertutto. Inquina, fa danni a tutto l’ambiente circostante, secondo me rimbecillisce anche per quel casino e tutto quel fumo, ma non la ferma nessuno.

Del resto se non ho alternative sono costretto ad usare l’unica auto a disposizione.

Oh, e poi, queste macchinone nere… è pieno in giro! Se ne vedesse più una rossa come era la mia…

Mi piaceva la mia macchina.

Ma in effetti non poteva durare.

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giovedì, febbraio 19, 2009
Spararne a basso d’uomo

E di che volevi parlare?
Credo tu l’abbia già capito.

Da cosa?

Dalla giacca che indosso.

Non indossi giacche.

E questa come lo chiami?

Pelle cadente.

Non fare la precisina adesso. Non è di questo che volevo parlare.

Secondo me vuoi fare l’amore.

Fuocherello.

Allontanati dal caminetto.

Ah, va meglio, grazie.

Insomma, che vuoi da me?

Io non voglio niente. Il mio è solo un desiderio.

I desideri nascono di corsa e muoiono zoppi.

Non l’avevo mai sentita questa.

Infatti l’ho inventata ora.

E’ una bella metafora.

Non è una metafora, è una cosa che va da sè.

Nel senso che non deve essere spiegata?

Esatto.

Allora non è una vela!

Il solito. Io e te ci siamo lasciati per quel tuo problema, ricordi?

Questo intendi?

Esatto, quel cosino là.

Non è colpa mia se è così.

Ma nemmeno posso scontarmela io.

Non pensavo tu tenessi a queste cose.

Sono una donna anche io.

Anche tu? Oltre me dici?

Esatto.

Comunque non è poi così piccolo.

Questo lo dici tu.

E comunque un telefonino deve essere piccolo, no?

No, non riesco a scrivere su una tastiera così. E tu ti ostini a non cambiarlo.

Ma troncare un rapporto per un telefono.

Sempre meglio che per telefono.

Questo te lo riconosco. Potresti venir giù dal tetto adesso? Non capisco cosa ci faccia tu là sopra…

Questo non è un tetto.

E come lo chiami?

Tacchi.

Beh, troppo alti comunque.

Sei tu che non sei un watusso sicuramente.

Ancora con questa storia delle dimensioni?

Hai ragione, scusa, da quando ho frequentato quel corso di assonometria cavaliera…

Non fa niente, vieni qua, dai…

…ma non farti illusioni…

Ma no…

…e se finiamo a fare l’amore?

Sarà bello, su.

… non ne sono sicura…

Dai mamma, tranquilla.

Hai preso tutte le precauzioni del caso?

Certo: messo l’antigelo nel radiatore, chiuso il gas, dato il pepe al pupazzo Farlocchio.

Il pepe al pupazzo?

Vuoi che mangi le cozze senza pepe?

Cozze ad un pupazzo?

Pensi che esageri? Forse hai ragione. Pasta e tonno è pure troppo. C’è la crisi.

Una crisi esagerata.

Una crisagerata.

Più che una crisi, una crasi.

Siamo ad un livello elevato qua, mamma.

Sempre i tacchi.

Già.

E poi, potresti smetterla di chiamarmi mamma? E’ imbarazzante. Anche per questo è finito tutto tra noi.

E’ che…

Lo vuoi capire che io mi chiamo Ulderico?

Ma…

E che io mi chiami proprio come la tua mamma è solo una coincidenza.

Hai ragione.

E poi, Ulderico è un nome così diffuso…

Non certo tra noi leoni marini. Ma va bene, Ulderico.

Ok, a posto nonna. Prima di uscire faccio pipì.

Fai pure.

Ma dove vai?

Al cesso là fuori.

Ma fuori non abbiamo un cesso.

Proprio non ti piace, la mia Multipla.

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martedì, febbraio 17, 2009
C’è qualcosa di insano…

…nel leggere i propri vecchi post e ritrovarsi a ridere.
 

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lunedì, febbraio 09, 2009
La mia banda è differente

La gente si pensa esperta di nuove tecnologie solo perchè magari riesce ad aprire Google o gioca a Campo minato di Windows.

L’informatica è roba seria. Non dico sia solo per addetti ai lavori ma se non si sa costruire una pagina html come si deve, se non si sa creare un link funzionante ad una risorsa web, se non si sa neppure mettere una immagine correttamente si rischia di fare figure penose. </p>

Questo grafico dell’Università di Bologna evidenzia l’enorme numero di gestori di blog e siti Internet che commettono errori nel linkare una pagina.

http://www.unibo.it/Portale/fd.html
Io, nel mio piccolo, ho studiato l’html. Proprio per una questione di rispetto, non solo verso di chi mi legge ma anche verso me stesso. </font

Gennaio 2009

lunedì, gennaio 12, 2009
TEST: che rapporto hai con Dio?

E’ domenica mattina: ti alzi dal letto presto presto e…
1) …vado a messa, col sorriso nel cuore e gli spiccioli in tasca per riparare il campanile

2) Ma non hai detto che è domenica mattina?

3) …mi rendo conto che non è casa mia: ricordavo di avere un soffitto sopra la testa, non un cavalcavia

4) …mi cerco una vergine per la messa nera di stanotte e bestemmio duramente tutto il giorno

Ti appare la Madonna mentre stai facendo l’amore
1) Chiedi al tuo parroco se c’è da crederci

2) Chiedi alla tua partner di rifarlo

3) Chiedi al tuo pusher se c’è da preoccuparsi

4) Chiedi alla Madonna se vuol partecipare

Il crocifisso appeso allo specchietto della tua auto:
1) Me lo son fatto fare su ordinazione

2) Non ho niente appeso allo specchietto

3) Non è la mia macchina, è del tizio al quale l’ho fregata

4) Considero educato aver di fronte qualcuno quando lo si chiama in causa così spesso

Da piccolo, quando andavi in parrocchia:
1) Ero bravo, servivo anche messa

2) Beh, non vedevo l’ora che finisse…

3) Cercavo di guardare sotto la gonna delle suore

4) Ho trovato Dio sotto la gonna delle suore

Pensi che Dio abbia fatto il miglior universo possibile?
1) Senz’altro

2) Senz’altro no: era necessario che la merda avesse un cattivo odore? E vogliamo parlare delle zanzare?

3) Ragionamento capzioso: essendo l’unico universo, questo, insieme, è il migliore ed il peggiore possibile. Ma anche il più “medio” possibile.

4) L’ha fatto chi?!?

Muori. Incontri Dio, Buddha, Allah, Manitù:
1) Beh, almeno non mi sono sbagliato troppo. Però Manitù non me l’aspettavo

2) “Chi è il capo qui?”

3) “Ma… donne?”

4) Bestemmio duramente e a casaccio, tanto lo so che ci prenderò.

Quando senti qualcuno bestemmiare
1) Provo un profondo disagio

2) Mi guardo intorno e se c’è gente lo invito a moderarsi, a me non dà fastidio ma qualcuno potrebbe risentirsi

3) Mi guardo intorno e se c’è gente mi unisco a lui

4) Mi guardo intorno e se c’è gente mi unisco a lui. Se non c’è gente la chiamo

Un prete bussa alla tua porta:
1) Lo accolgo con un sorriso

2) Cazzo, non ho spiccioli…

3) Cazzo, non ho voglia…

4) Cazzo, non ho bambini…
 
Ricordi quali siano i sette peccati capitali?
1) Certo: invidia, avarizia, lussuria…

2) Mi sembra di sì, qualcuno me lo ricordo…

3) Ero preparato sull’Umbria

4) Amsterdam, Las Vegas, Mosca (è diventato un puttanaio…)… eh? Ah, peccati capitali, non le capitali del… scusa. Comunque Mosca è diventata un puttanaio. Lunedì sarò lì
 
Il termine “Dio” è sulla tua bocca
1) Praticamente sempre, ma soprattutto la domenica

2) Poco, non è un argomento di mio interesse

3) Molto, non è un argomento di mio interesse

4) Praticamente sempre, ma soprattutto la domenica
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RISPOSTE

MAGGIORANZA DI 1)

PROFILO A: il tuo rapporto con Dio è sereno. La tua fede ti aiuta a superare i mille momenti di difficoltà che la vita ti porta e non ti stai mai a chiedere se sia stato poi Dio a crearti tutti quei casini, nè perchè uno con quei superpoteri non alzi ogni tanto il culo per almeno impedire che il tuo gatto non ti graffi il divano o tua sorella non guarisca dall’Alzheimer. Sei felice così e non imputeresti mai a Dio neppure questa serie di omissioni di soccorso. Non ti chiedi mai che cazzo di senso abbia il libero arbitrio se alla fine Dio sa già che fine farai. In fondo non ti chiedi mai un cazzo perchè pensare non ti resta poi così facile. Sei da imitare. Ma non stasera: c’ho troie.

MAGGIORANZA DI 2)

PROFILO B: il tuo rapporto con la Fede è conflittuale. Vorresti avere Dio di fronte come interlocutore, avresti mille domande da fargli ma lui pare nicchiare. Hai anche provato a chiedere ad un prete ma non ti fidi di uomini con la gonna. Non dall’ultima volta. Ti stai allontanando da Dio. Ma sai anche che quando non tirerà più sarai in chiesa con gli altri vecchietti. Pure perchè i lavori nei cantieri la domenica sono fermi. Hai il senso di ciò che per la religione è giusto e ciò che è sbagliato e alla fine fai sempre ciò che è giusto. Le cose sbagliate dunque.

Sei nella media, stai tranquillo. Il Papa presto farà un maxi condono, tipo Giubileo e tu per mezza giornata potrai sentirti più vicino a Dio. In serata torneranno le prime ansie. Ma con cinquanta euro, sulla Cristoforo Colombo ti passeranno. Carfagna permettendo.

MAGGIORANZA DI 3)

PROFILO C: non ci siamo. Il tuo nichlismo supera ogni tollerabilità. Hai una profonda repulsione per tutto ciò che è religioso, sei oltre l’ateismo, la tua anticlericalità potrebbe disturbare e non poco. Ricorda che vivi in una società che dovrebbe fare della tolleranza il proprio credo. Puoi pensarla come vuoi ma lascia libere le persone di vivere la propria fede. Quel rogo di cristiani dell’altra sera avresto potuto evitarlo, su. Hai anche caratteri apprezzati dalla comunità, certo. Ma se continui a lavorarci su vedrai che riuscirai ad cancellare anche questi. Andiamo a zoccole insieme stasera?

MAGGIORANZA DI 4)

PROFILO D: Sei già un prete, non avevi bisogno di fare questo test. Il sistema lo alimenti dall’inferno. “Interno”, volevo dire. Vivi la tua vita seguendo tutti i canoni che ti sono stati insegnati all’oratorio: dici menzogne, spaventi le persone più deboli minacciando loro le peggiori atrocità se non faranno ciò che vuoi tu, ogni occasione è buona per far scucir loro soldi. Eppure non solo nessuno ti odia ma addirittura la gente ti stima, puoi andare in giro vestito come un pupazzo e nessuno ti ride dietro, hai possibilità di carriera, le mamme ti portano spontaneamente i loro piccoli affinchè tu ne possa disporre come ritieni opportuno. E soprattutto non devi lavorare per campare. Quest’ultima cosa permette di dire con serenità che hai capito tutto della vita.
 

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giovedì, gennaio 08, 2009
Falkland, la terra di Peter Falk

Mi siedo in mezzo alla strada. Deserta. Tocco l’ozono, lo gratto, mi graffia le unghie. Penso ad un cuscino, morbido, viola. Stinge. Il rivolo diventa fiotto. Ne parlo con un amico di Tony Clifton. Scopro che anche lui teneva per Platini da piccolo. E anche lui aveva una passione per le pubblicità impossibili, occhiali a raggi X, scimmie di mare… Io non lo conosco questo che mi chiede i soldi. Non ho neppure una sorella. Arriva un treno, si scioglie, quasi completamente. Lascia fumo. Una gran columna de humo negro en el horizonte. Restano due lance, di quelle degli achei. Una anzi. Scrivo una lettera aperta al Collegio Cardinalizio, i diaconi mi snobbano, i presbiteri traccheggiano. Solo un vescovo di una delle sette diocesi suburbicarie si degna di leggere la mia missiva. Cerco di convincerlo che è ora di fare qualcosa per il pianeta, che così non può che peggiorare. Ma lui niente. Come se ce l’avesse con qualcuno. Il pileolo lo porta giallo. Non s’è mai visto. Volto lo sguardo. S’è fermato il circo nella mia città. Due palazzinari mi danno un sacco di botte, parlano di piano regolatore, di PRI, DC, PSI, PSDI e PLI. Io non li capisco. Non avrei dovuto scendere a compromessi, era da restare bambini. Troppe porte di vetro, si vede tutto così. Peter Sutcliffe scende le scale, porta buone notizie ma non riesce a parlare. Credo che faccia finta. Ivan Demidov non è nessuno. Signori, un signor nessuno! Il vino, quello buono però, tienilo da parte, si sa mai. C’è mescalina nascosta sotto il vaso. No, non c’è più. Adesso è proprio finita.

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mercoledì, gennaio 07, 2009
L’anno nuovo porta nuova saggezza

Leggevo una intervista alla Montalcini, nella quale parlava del cervello e delle capacità di questo di rigenerarsi. Incidentalmente toccava anche l’argomento, annoso ma mai demodè, della parità tra i sessi, della differenza di genere, delle capacità tra uomini e donne, ribadendo – la Montalcini – che nessuna differenza c’è tra uomo e donna, nessuna. Questo un passaggio dell’intervista:
“…l’intelligenza non è del tutto programmata alla nascita. Insomma, non è genetica. Le donne, per esempio, valgono esattamente quanto gli uomini, anzi, sono dotate di una maggiore flessibilità cerebrale. Purtroppo nel corso della storia sono state tenute lontane dall’istruzione. Ma là dove hanno accesso al sapere, i risultati non mancano. È uscito da poco un libro sulle donne matematiche in Russia: sono tante e hanno capacità che prevalgono anche su quelle degli uomini”.
Ora, qualcuno dica alla Montalcini che se sta sostenendo la tesi che nessuna differenza ci dev’essere tra uomo e donna, se la parità deve essere puntellata anche dalle ricerche scientifiche che mostrano come anche il cervello consenta le medesime performances, se insomma “le donne valgono esattamente quanto gli uomini”, sarebbe il caso, questa tesi, di portarla avanti e non di sconfessarla quattro parole dopo, dicendo che “anzi, sono dotate di una maggiore flessibilità cerebrale”. Perchè altrimenti va tutto a puttane e si nega eplicitamente ciò che si affermava nella premessa.
Signora Montalcini, vuole dirci che siamo uguali? Bene.

Vuole dirci che siamo diversi? Che le donne hanno una maggior flessibilità cerebrale? Bene.

Praticamente non ci sta dicendo un cazzo però.

Le donne russe sono più capaci degli uomini russi? Allora l’uomo russo dovrebbe sentirsi discriminato e invocare le pari opportunitaski, come si chiamano là.

Signora Montalcini, la differenza di genere c’è, e lei lo sa. Punti su questa e sulla valorizzazione delle differenze, non sull’appiattimento del “siamo tutti uguali”, è roba alla quale non solo non crede più nessuno ma crea quella confusione che poi porta qualcuno non più tanto giovane a dire una cosa e negarla subito dopo, generando il partito del pro e del contro e facendo poi sì che una donna “se vuole la parità deve aprire con i denti una bottiglia di birra e ruttare come un uomo”.
Siamo diversi. Guardi me e lei per esempio.