Da grande

Credo di aver capito finalmente da dove arrivi il mio disagio.

Non è questione di generica, umana insoddisfazione, né di non ritrovarmi in schieramenti o determinati ideali.

È che sono scomparsi gli adulti.

E mi sento circondato da ragazzini inconsapevoli di esserlo.

Le figure che dovrebbero rassicurarci, alle quali dovremmo poter affidarci, esattamente come facevamo da piccoli coi nostri genitori, sono sparite.
Ora sono tutti bimbiminkia, caciaroni, selfisti.

Da bambino ricordo la figura autorevole del medico, dell’avvocato, del politico. Mi sembravano uomini fatti e finiti, seri, acculturati. Vedevo Fanfani in tv ed era per me il prototipo dell’anziano saggio, senza grilli per la testa, dedito solo al suo lavoro.

Ero un bambino ingenuo, certo, ma per me era evidente che c’era il mio mondo, e poi c’erano “i grandi”.

Ecco, “i grandi” sono scomparsi.
E questo ovunque, non solo nella politica.

Penso a Dolce e Gabbana e al loro video di scuse ai cinesi: io mi sono sentito in profonda fremdschämen per loro, per tutto, per quella sceneggiata in drappo rosso, necessaria per non perdere un mercato enorme e nata – ovviamente – da uno scambio sui social con tanto di faccine e prese per il culo che un adulto non dovrebbe neppure ipotizzare.

Un adulto come lo intendo io.

Che si sia spostato in là il tempo della maturità è evidente: non vedo nulla di strano se un cinquantenne gioca alla Play, anzi, ma poi al lavoro non parla della Play, non cazzeggia col cellulare, fa il lavoro suo, con responsabilità.
Che siano cambiati i tempi non c’entra nulla con il fatto che non si possa anche oggi mostrare serietà, compostezza, autorevolezza senza autoritarismo.

Insomma, io mi sento a disagio nel mondo di oggi perché non sento più il manto di protezione di adulti responsabili, capaci e misurati attorno a me.
Sono io l’adulto, e questo mi sta anche bene, ma quando vedo che chi decide della mia vita è infantile mi gelo.

Quando vedo usare in politica il linguaggio cazzone che uso io sulla mia pagina satirica inorridisco.
Quando gli adulti attorno a me si comportano esattamente come farebbe un sedicenne penso che tutto sia andato a puttane.

Ecco, a puttane. Vorrei un bello scandalo con un qualcuno di rilievo beccato mentre si concede un peccato vecchio stile, colto sul fatto con due brasiliane in un cesso dell’autogrill, e non trovarmi sulla mia bacheca un selfie con i gattini.

Ma ciò che più vorrei è un mondo adulto a gestire le cose importanti.

Aridatece i grandi.

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