Padrone a casa mia

Credo che molti dei problemi che abbiamo vengano dalla convivenza forzata di persone troppo diverse per condividere lo stesso territorio, dunque basta menate, hanno ragione i sovranisti secondo me. Ma si limitano troppo: io andrei anche oltre.

Perché non dividiamo il territorio in zone? Cioè, questa mescolanza politica, culturale, intellettuale, non sta portando nulla di buono. Pensateci.

I vaccinisti soffrono terribilmente la presenza di antivaccinisti: perché non dividerli? Facciamo – che so – il Piemonte e la Sardegna destinati agli antivaccinisti. Se lo spazio non basta ci aggiungiamo l’Abruzzo. Cioè, si guarda quanti sono gli appartenenti a un gruppo ben definito e gli diamo dei territori, tipo Risiko.

Ci sono i razzisti? Oh, ma ne prendiamo atto o no? Ci sono. Vediamo quanti sono e gli diamo i territori di competenza.

Quando coincidono due categorie, esempio antivaccinista+razzista definiremo un territorio che comprenda persone che la pensano allo stesso modo.

Più un gruppo possiede determinate caratteristiche, più gli associamo persone simili.
Basterà un censimento iniziale nel quale liberamente ci autodescriveremo e ci verrà assegnato un luogo perfetto per noi, che finalmente avremo vicini di casa coi quali potremo parlare di tutto scoprendo che la pensano proprio come noi.

Ci pensate che meraviglia?

Esci di casa e incroci solo persone a te affini.
Si tornerebbe al tempo dei Comuni, alle città-Stato, a comunità chiuse e omogenee.
E noi italiani ce l’abbiamo nel DNA.

Sei un automobilista modello, buonista, sinistroide, aperto all’integrazione? Allora magari ti è stata assegnata Parma, la città destinata solo a chi rientra in tutte queste categorie. Sai già che non troverai mai qualcuno in doppia fila, nessuno farà cose razziste, il senegalese non sarà insultato sull’autobus, auto elettriche ovunque. 

Sei uno che pubblica cose sgrammaticate, fake news, non ti fotte dei cambiamenti climatici, dici che la Juve ruba ma poi sei tu che evadi il fisco? Ancona è perfetta, le Marche anzi, perché ce ne sono tanti come te, tanto che forse ci dobbiamo aggiungere Umbria, Lazio, Toscana… Vabbè, il grosso dei territori italiani.

Pensate a vantaggi correlati:

  • gli amanti delle armi automatiche tutti – che so – in Liguria, con la certezza che entro pochi anni si spopolerà naturalmente;
  • le mamme che organizzano i morbillo-party tutte in Sardegna, una bella terra ma isolata, così da contenere il contagio e tornare a colonizzarla dopo il naturale autosterminio.

Che? Dite che è impossibile? Ma certo che lo è. Io scrivo cazzate, sogno mondi, lancio provocazioni, che pochi raccolgono per ciò che sono, ma qualcuno c’è. 

Staremmo in Molise, invisibili e felici.

3 risposte a “Padrone a casa mia”

  1. Il romanzo di Dick funziona esattamente come auspichi tu. In un pianeta un tempo adibito a manicomio, poi dimenticato da tutti, la popolazione è cresciuta e si è suddivisa secondo le proprie patologie.

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