Risate a denti stretti

È difficilissimo esprimere un proprio pensiero che non si riesce proprio a tenere, esprimerlo bene per farsi capire al meglio senza travisamenti, fare in modo da non urtare gratuitamente le sensibilità e al contempo fregarsene di urtare più di tanto le sensibilità malate (ci sono categorie per ogni cosa: una volta si è offeso un fanatico dei marsupi perché avevo preso per il culo i marsupi), dire cose assennate ma che non sfocino nel banale ma anche che non appaiano da bastian contrario e originalone a tutti i costi.

E in tutto questo bailamme di contrappesi, espressività, misura e libertà, ottenere quel microconsenso capace di estendere un pochino la tua rete di contatti in modo da far raggiungere quel pensiero a più persone possibili, in uno slancio di pseudo-divulgazione 2.0 a basso costo, consapevole della enorme concorrenza, fatta di meme usa e getta e gattini mediaticamente insuperabili. Alla fine ci sarà sempre una parte di persone che ti criticherà per non aver espresso un pensiero allineato al loro, o averlo espresso con toni eccessivi o eccessivamente soft, o per l’aver usato un esempio a dir loro sbagliato o aver perseguito un fine giusto ma con mezzi erronei. Per non dire di chi ti rimprovera un pensiero non allineato alla tua precedente linea autoriale. Come se tu ne avessi una per contratto. O fossi un Bertinotti qualsiasi, incapace di adeguarsi al mondo che attorno ti cambia (MANCO LA ERRE HA IMPARATO CON GLI ANNI: MALEDETTO ARROCCAMENTO AGLI IDEALI COMUNISTI!).

Ma se pure, per una sorta di intervento divino, tu scrivessi il post perfetto, originale, condivisibile, geniale, inoffensivo pure per il marsupiale ma al contempo capace di far riflettere e porre le basi magari per un cambiamento minimo a livello personale o sociale, ci sarà quello che ti scriverà: “Tutto bello, ma hai dimenticato i marò”.

I marò.

Sapete quell’espressione che fate quando vostro suocero, 70 anni, al compleanno canta: “Tanti auguri a teeee, e la torta a meee…”? Quei denti stretti, sorriso forzato mentre dentro ti partono tipo Moto GP una sfilza di Madonne che passano da quella di Fatima a quella di Lourdes, coinvolgendo pure quella nera di Czestochowa in un orgiastico tripudio di divini MACCOSA, capace di farti saltare molari e premolari per l’eccessiva pressione tensiva?

Ecco, a me questo fanno i marò, oggi, 24 luglio 2017: si attaccano al lavoro del mio dentista.
Anche basta, grazie.

[Due anni fa il tormentone era già tale. E niente, stiamo ancora qua]

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