Democrazia è quando gente fischia

La foto potrebbe non essere rappresentativa del concetto di democrazia

 

Cose che ho capito grazie a Facebook:

1) la democrazia è la cosa più bella del mondo, più di Adriana Lima sudata che ti implora di far sesso disposta a pagarti per il disturbo;

2) per democrazia si intende solo quella diretta, della gente;

3) la democrazia rappresentativa è il Male: i politici sono tutti corrotti, incompetenti, Renzi;

4) il referendum è l’istituto capace di risolvere ogni problema, pure complesso: la gente ha la Conoscenza assoluta, e in effetti quello che stava in fila alle Poste dietro di me sapeva come battere la Spagna, come eliminare la delinquenza, come curare le verruche tramite sambuca;

5) se soffri di analfabetismo funzionale non hai gli strumenti per capirlo, dunque esprimi più violentemente la tua indignazione, anche perché ti indigni più facilmente, essendo il mondo tendenzialmente ostile e sbagliato ai tuoi occhi;

6) (e questo post è troppo lungo e maledettamente privo di gif animate, per poterlo leggere tutto);

7) ci sono persone che giustamente protestano per una classe politica che le ha portate alla più cieca disperazione, anche economica, ed esprimono tutta questa sofferenza dal loro divano tramite iPhone 6s;

8) non esiste più la mediazione, né l’ascolto, che sono i cardini della vera democrazia: ogni opinione avversa va combattuta con violenza, derisa, aggredita. Perché i veri democratici oggi parlano per slogan, storpiano i nomi, fanno i giochini di parole: essere persone civili e mature non ha alcun valore;

9) se esprimi un pensiero aspettati che lo stesso sia interpretato in modo opposto, ridotto o esteso a piacere di chi lo legge: siamo nell’era dei social, dunque se dici “mi piace il giallo” è normale che la gente che ama il rosso ti insulti, ma anche che parecchi ti rispondano: “AH, BRAVO, STAI CON LA KASTA!!!”;

10) a volte vorrei lasciare questo paese. Poi mi ricordo che quando vado in vacanza, ovunque, è pieno di italiani, e allora preferisco restare qua, piuttosto che fare la fila alle Poste brasiliane e incontrare pure là il tizio delle verruche e della sambuca, che sa tutto e sta lì per il Carnevale di Rio, che si lamenta perché quando l’Unione Europea non c’era, i carnevali in Brasile erano meglio.

11 risposte a “Democrazia è quando gente fischia”

  1. Il bello della democrazia diretta è che un manipolo di ignoranti può decidere delle sorti di qualunque intelligentissimo e super-erudito appartenente alla minoranza elitaria. Anche perché la loro intelligenza superiore li rende assai più consapevoli della sconfitta, il che aumenta il piacere di tirare la catena del cesso sui loro sogni di gloria progressista.

  2. Il bello della democrazia è che chiunque può leggere un post e interpretarlo liberamente, anche confondendo il concetto di democrazia diretta con quello di democrazia rappresentativa e svilendo il secondo su basi del tutto incomprensibili, dato che si tratta dell’espressione più alta della società.
    Ma un’altra cosa bella della democrazia è il suo confonderla sistematicamente col semplice principio maggioritario, che se viene applicato in modi cieco crea paradossi e iniquità inimmaginabili (nove persone “democraticamente” decidono di mangiare la decima).
    Ultima cosa bella della democrazia è che limitare il referendum a casi chiari e comprensibili per tutti viene visto come una aggressione alla democrazia stessa, senza chiedersi allora perché non possiamo votare per eliminare le tasse, eliminare il governo, eliminare la suocera.

  3. Avete rotto i coglioni per oltre 70 anni a chi non faceva votare mai e decideva tutto lui, e lo avete appeso per i piedi.
    Ora il suffragio universale ve lo tenete e, incredibile a dirsi, il voto del 60enne con la farm nella brughiera vale esattamente come quello del 20enne di Soho con l’MBA alla London School of Economics.
    A parte che il 60enne ha pagato un sacco di tasse, lavorato e magari dato lavoro mentre il 20enne cerca principalmente di ciulare le erasmus e ubriacarsi (e fa bene, aggiungo io), questa spocchia piccolo borghese di chi dice “w la democrazia ma solo quando vinciamo noi” è ridicola.
    La UE deve aiutare e far stare bene i popoli che la abitano (lo dico in senso generico. Come fare è un problema di chi cucca gli stipendi da europarlamentare ed eurotecnocrate), così i popoli che la abitano non voteranno mai per uscirne e i suddetti continueranno a cuccare gli eurostipendi. Semplice-semplice.
    Per il resto tutto ok: quei fiori di Bach che mi avevi consigliato vanno bene. Solo che devo spendere tanti soldi per un quantitativo sufficiente a pulirmi il culo…sai io cago forte.

  4. Gente che non legge, continua a parlare di suffragio universale, come se fosse quello in discussione e non l’estensione dell’istituto referendario a casi particolari. Gente che così conferma come se manca anche la capacità di prendere coscienza di un post di cinque righe, è dura comprendere la portata di un referendum così complesso, così pieno di conseguenze economiche e politiche, come il restare o meno nell’UE.
    Gente.

  5. Infatti quello del Brexit è proprio il quesito da sottoporre al popolo intero. È ovvio che su temi superparticolari e inerenti sfere dove ci sono pochi titolati a disquisirne eviterei di coinvolgere tutti nelle decisioni.
    Però ho un dubbio: se pensassimo che in/out dalla UE sia tema gravoso per la massa, allora deleghiamo i rappresentanti politici a decidere. Ok.
    Ma quei rappresentanti sono tali perché eletti dalla stessa massa…è un corto circuito.
    Infatti abbiamo Vendola, Bossi, Picerno, Gelmini e via liquefando…tu ti senti in una botte di ferro a pensare che questi decidano per noi?
    Allora il test dobbiamo farlo sia a chi vorrebbe candidarsi (se non lo superi non sei votabile) sia a chi vorrebbe votare (se non lo superi non voti).

  6. Ma quale democrazia, la storia e l’esperienza ci insegnano che a decidere è, giustamente, chi porta il pallone…
    E che c’entra?
    Assolutamente nulla, e ve lo dimostro:

    #include
    #include

    int main()
    {
    int x;
    char *frase[4] = {
    “la”,
    “democrazia”,
    “e'”,
    “perfetta”
    };

    while(strcmp(frase[1],frase[3])!=0)
    {
    for(x=0;x<=4;x++)
    if(x==4)
    printf("\n");
    else if(x==2)
    printf("non %s ",frase[x]);
    else
    printf("%s ",frase[x]);
    }

    return 0;
    }

    Questo codice, a prescindere dell'output che produce, ha molti punti in comune con gli interventi fin qui postati (quindi, ricorsivamente, anche a se stesso), infatti è:
    – Apparentemente perfetto tecnicamente
    – Incomprensibile ai più
    – Potenzialmente buggato
    – Sostanzialmente inutile
    – Un loop infinito

    Temo che la la democrazia sia perfetta solo nella sua definizione.

    Poi purtroppo ci sono le regole scritte da chi porta il pallone.
    Poi, fondamentale, bisogna impedire la modifica della regola "SU CHI PORTA IL PALLONE".
    Poi c'è chi studia le regole scritte da chi porta il pallone, elevandosi dalla massa.
    Poi c'è chi applica le regole di chi porta il pallone in nome di tutto il popolo, dovendole interpretare manco fossero il Corano.
    Poi c'è chi giudica quelli che applicano le regole di chi porta il pallone, interpretando le stesse in modo totalmente differente.
    Poi c'è chi dall'alto del suo pulpito chiede a questo o quel paese del terzo mondo di far giustizia entro un mese per un suo cittadino torturato e ucciso, dimenticandosi che il suo datore di lavoro ha torturato e ucciso altri cittadini anni fa allo stesso modo… auto-assolvendosi (Cucchi, Uva, etc).
    Poi c'è chi pensa sia giusto attendere 27 anni per applicare l'esito di un referendum (responsabilità civile dei magistrati, 1987), con gli interessati (interessi=pecunia) hanno fatto ricorso di incostituzionalità. Già scommetto che altri (con il pallone in mano) si espimeranno in nome del popolo, CONTRO il volere del popolo. Boooooooom!
    Poi c'è "gneee gneeee… rivotiamo".
    Poi c'è il popolo.
    Moltiplicato per 28.

    Perdonate la critica lettori del blog, UMC, e me stesso, i nostri discorsi fanno acqua da tutte le parti.
    Chiunque può scrivere cose corrette e ineccepibili su (quasi) qualunque argomento esistente o semplici fregnacce.
    Chi di voi porta il pallone?
    (SIAMO IN UN LOOP INFINITO!)

    Nel link sul mio nome potete ammirare un esempio di democrazia rappresentativa indiretta di 3° grado, carpiata, prematurata con scappellamento a destra, nel momento della sua massima espressione.
    Ma tu popolo pecorone cosa pretendi di capire?

  7. In nome della scienza e del pallone che ho qui con me, provo solennemente a ripostare il “codice” sperando in una sorte migliore.
    May the web be with you.

    #include <stdio.h>
    #include <string.h>

    int main()
    {
    int x;
    char *frase[4] = {
    “la”,
    “democrazia”,
    “e'”,
    “perfetta”
    };

    while(strcmp(frase[1],frase[3])!=0)
    {
    for(x=0;x<=4;x++)
    if(x==4)
    printf("\n");
    else if(x==2)
    printf("non %s ",frase[x]);
    else
    printf("%s ",frase[x]);
    }

    return 0;
    }

  8. Scusa TheChemplon ma tu la vendi pure o te la spari sempre da solo?
    Nel senso che credi nei valori della condivisione?

  9. Vorrei risponderti ma non ho capito la domanda (oppure mi stai facendo la supercazzola?)

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