Gli jihadisti dell’analogico

3310
Un “oggetto del demonio” (nel 2000), un “utilissimo telefono che va benissimo e non lo cambierei mai” (nel 2015)

 

 

– Eh, ma vuoi mettere l’odore della carta…
– Non mi dire niente. Pensa che io ho dovuto portare un mucchio di libri in garage perché in casa non ci stavano più.
– Già.
– Già.
– Senti, vieni in piazza con me sabato?
– Cosa c’è?
– Allestiamo un banchetto firme contro il disboscamento.

C’è uno snobismo da reflusso post-informatico che abbraccia una parte di popolazione sempre più ampia. Più numerosi dei nativi digitali e degli immigrati digitali, ecco gli aborro-digitali. Li riconosci per l’ostentazione del loro non essere al passo con gli strumenti tecnologici del tempo.

– Ah, hai preso l’IPhone nuovo. Pensa che io ho ancora un Nokia 3310. Che va benissimo, eh. Tanto lo uso solo per telefonare.
– Sì, ma ti risponde solo Meucci.

Sono gli integralisti del ferrovecchio, gli jihadisti dell’analogico, quelli ai quali devi mandare un messo su cavallo bardato per invitarli a cena, dato che non sono su Facebook e al telefono non rispondono mai.

– Nono, non conosco ‘sto uozzapp. Al massimo* gli sms.
– Ma così non pagheresti niente.
– No, sicuro poi c’è la fregatura.
– Già. Dove stai andando?
– In erboristeria a prendere delle gocce omeopatiche contro il diabete.

*”Al massimo” è spettacolare.

Che poi, quelli che usano il Nokia sono quelli che, quando i Nokia erano di moda, dicevano: “Nono, io il telefonino mai. Preferisco la cabina”. Io rispondevo: “Lo capirei se fossi Superman”. Ma già là non mi seguivano più.
Gente che sta semplicemente indietro di una ventina d’anni. E allora se hai le palle usa il calesse!

Spesso, dietro queste scelte vintage, c’è solo la voglia di distinguersi dalla massa. Un po’ come se indossassi una giacca con le spalline anni ’80, o pantaloni a zampa di elefante anni ’70, o qualunque attuale capo di abbigliamento di Raffaella Carrà, o se indossassi direttamente la Carrà. Si tratta di un vero e proprio movimento ideologico: il buffo è che così va paradossalmente a esaltare ciò che per definizione è un semplice strumento: la tecnologia.
Vantarsi di “non capirci niente” è un po’ come, all’esame universitario, dire al professore: “Ah, mi chiede dell’Interpretazione di Copenaghen. Nono, io nella fisica quantistica non credo. Perché non parliamo un po’ dei poteri del dio Nettuno?“.

– No, io sono contro Internet. Preferisco un libro.
– Beh, io sono contro la malaria e preferisco uno Spritz.
– E che c’entra?
– Esatto.

Gli aborro-digitali, tra quindici anni, useranno un IPhone 3S, guideranno una Fiat Tipo, leggeranno su un Kindle mentre noi saremo tornati alla carta, solo perché sarà diventata commestibile.
E si masturberanno sulle foto di Serena Grandi.
L’attuale**.

**Bella donna, eh, se vivessimo in 16:9

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Nella foto, una metafora del Nokia 3310 oggi.

 

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