“Je ne suis pas Charlie Hebdo” [Giannelli]

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Il Maestro Giannelli mentre disegna una delle sue tavole di satira sferzante e durissima (la statuetta triste già sa)

La strage nella redazione del Charlie Hebdo ci mostra una realtà inquietante:

1) C’è gente che conosce il Charlie Hebdo
2) C’è gente che si incazza per delle vignette
3) Se fossero state battute non le avrebbero sapute leggere e si sarebbe evitata la strage
4) Si ammazza ancora in nome di uomini invisibili
5) In Francia non fanno le interviste ai vicini dei terroristi, per capire se pure quelli salutassero sempre
6) Non riesco a immaginare la stessa strage presso nessuna redazione italiana
7) No, proprio non ci riesco: ma vi immaginate un commando che fa irruzione al Bagaglino? O a Colorado Café per prendersela per battute come: “L’OMINO DEL MONTE HA DETTO SII! E chi gli ha chiesto niente, ahahahah!” O “tu non sei una bambina… tu sei una RIMBAMBINA! Ahahahah!”.
8) Scherzare su certi dei è più sicuro: da oggi mi sta sul cazzo Manitù
9) Ancora ci si addolora per certe assurdità ma si continuano a pre-programmare i figli, insegnando loro che si può liofilizzare un Dio e renderlo in comodi dischetti bianchi e sottili per rapida ingestione, mandandoli per anni a catechismo invece di crescerli liberi e aperti alle differenze
10) No, davvero: ma ce lo vedete, uno armato di AK-47, che punta contro il povero Giannelli e gli spara una raffica per questo:

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Un po’ sì.

 

#jesuischarlie

Una risposta a ““Je ne suis pas Charlie Hebdo” [Giannelli]”

  1. Lo sguardo di Giannelli è fantastico, sembra voglia
    uccidere qualcuno con quella matita.
    E poi invece disegna cose, che nemmeno i lettori de La Croce di Adinolfi ridono.
    p.s.Scusa Umc ma l’ elenco per punti lo terminerei al numero 5).

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