Il bucero dal lungo becco giallo è una bestia bellissima

Buceros-bicornis

A volte c’è tanta di quella bellezza nel mondo che il cuore pare dovermi scoppiare“.
Questa frase mi risuonava in testa, ossessivamente, e non ricordavo dove l’avessi sentita. Un film, una canzone, un’incisione rupestre, certo, ma quale? Dove?
Allora cercai su Google e trovai la risposta.
E niente, finisce qua. Non c’è molto altro da dire.
Davvero.
Fu solo allora che vidi qualcosa che mi sembrava familiare.
Era Jeremy Ratchford, ovviamente. Portava con sé del marzapane che attirava inevitabilmente e incessantemente bestie e avverbi ridondanti.
Un bucero dal lungo becco giallo mi guardava come solo i buceri dal lungo becco giallo possono.
Mi ero perso. Ma soprattutto ero in grado di riconoscere un bucero dal lungo becco giallo.
Pensai che fosse più sconcertante l’essermi perso, ma estremamente più curiosa la cosa del bucero dal lungo becco giallo.
Là per là tentennai un po’: preoccuparmi per l’essermi perso o stare ancora là a menarla con la storia del bucero dal lungo becco giallo?
Alla fine pensai che del bucero dal lungo becco giallo non mi interessava poi troppo: non era mica un upupa.
Mi ritrovai a contare le monete che avevo in tasca: otto. Questa attività mi portò via circa 4 secondi, ma non mi risolse il problema della mia posizione.
Mi rannicchiai a terra, in posizione fetale, come mi spiegarono durante il volo in aereo. Neppure quella cosa mi aiutò.
Accanto a me non c’era nulla che potesse aiutarmi a capire dove fossi, ma qualcosa dovevo pur fare. Così chiesi a un vigile*.
*Ricordarsi di utilizzare questa opzione solo come extrema ratio.
Avete presente quelle giornate nelle quali tutto attorno pare essere uscito dalla testa di David Linch? Nani, nani dappertutto.
Improvvisamente:
– Sono il miglior attore del mondo!
– Dimostracelo!
– Sono Jeremy Ratchford.
– Allora ok, scusaci.
Tenete presente che i canadesi sono fatti così, li devi prendere per quello che sono, non è che puoi farli sentire pure tu i cugini scemi degli americani.
– Io merito di più! – urlò Ratchford.
– Gluuu! Gluuu! – rispose il bucero dal lungo becco giallo.
Nessuno fiatò: era la prima volta che qualcuno:
a) Sentiva parlare di Jeremy Ratchford.
b) Ascoltava il verso del bucero dal lungo becco giallo.
c) Sapeva esattamente il numero di monete nelle mie tasche.
d) Varie ed eventuali.
– E sono anche un gran cantante! – aggiunse
– Facci sentire!
– Ma lascia stare, ma chi te lo fa fare…
– Sei intonato, ma lascia stare, appunto.
– Certo, certo.
I canadesi sanno anche farsi da parte, quando capiscono che non è aria e l’interlocutore esprime sottile umorismo.
– Vorrei fondare una scienza – infierì Ratchford.
– La parte sui tensori e gli spazi vettoriali la conosci?
– No.
– Dunque…
– Sì.
I canadesi a volte esagerano.
Una cadrigan affiori peer i signiore.
(Ho preferito mettere tutti i refusi in un’unica frase, per aiutare il correttore di bozze).
Per chi mi cercasse, passerò le vacanze a Sorlada, ascoltando e bevendo Bellini.

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