Gli occhiali polarizzati provocano il cancro!

lenti-polarizzate

 

Delle migliaia di allarmi che infestano la rete, di questo non si parla. Probabilmente gli interessi economici in gioco sono talmente elevati che si preferisce dirottare l’attenzione altrove, magari su “scie chimiche” o “cerchi nel grano”, per rendere tutto una gran barzelletta e consentire poi che le persone subiscano i danni di questa disinformazione.

In sintesi, ricerche congiunte di diversi istituti indipendenti stanno a dimostrare che l’uso prolungato di lenti polarizzate, quelle che comunemente sono montate su molti modelli di occhiali da sole, creerebbe un’infiammazione a livello della retina e del nervo ottico che, col tempo, avvierebbe la mutazione delle cellule fino alla comparsa di una forma tumorale fin qui molto rara ma sempre più diffusa.

Adesso si è scoperto il motivo.

Bastano due semplicissime nozioni circa i principi ottici per capire come questo processo si inneschi. Il filtro polarizzante presente in queste lenti blocca una parte della radiazione elettromagnetica, quella caratterizzata da un preciso vettore elettrico con una data direzione di polarizzazione, lasciando passare solo le componenti con altre direzioni.
Se un fascio di luce polarizzato linearmente attraversa un filtro polarizzante, l’intensità luminosa viene smorzata secondo la legge di Malus.

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In questo modo l’occhio, per natura abituato a ricevere tutte le componenti della luce e non solo una loro parte, si trova nell’innaturale situazione di “mancanza di informazioni” a livello luminoso: la radiazione elettromagnetica che riceve risulta carente per una considerevole parte, che l’occhio stesso non percepisce. Ciò che dunque manda al cervello è una informazione “a metà”, dato lo spettro visivo deficitario.
Il cervello riceve queste informazioni, “capisce” che qualcosa non va e restituisce all’occhio il compito di “scansionare” meglio la realtà, costringendolo ad uno sforzo continuo di analisi e mettendolo dunque sotto pressione.
Per tutta risposta l’occhio non fa che “sforzarsi” di ottenere quelle informazioni carenti, ma il filtro polarizzatore gliele blocca sistematicamente. In poco tempo ciò causa l’avvio di un processo infiammatorio che si tramuta in mutazione cancerosa.

Come mai questo non fa sì che le lenti polarizzate vengano bloccate nella loro commercializzazione in tutto il mondo?
La risposta la conoscete già: interessi economici.

Bene.

Male.

Abbiamo appena creato un caso di disinformazione.
Se queste boiate fossero state scritte su un sito serio avrebbero magari avuto una credibilità tale da far scattare il meccanismo: “Cazzo, sarà vero? Nel dubbio condivido su Facebook, non compro lenti polarizzate e mi lavo le mutande con la washball“.

Questo meccanismo, tipico dell’autoconservazione umana (che avremo poi tanto da autoconservarci brutti come siamo*, ma ok) è il medesimo che spinge a credere tanto più a qualcosa quanto più questo qualcosa rimbalzi di bocca in bocca, a prescindere da verosimiglianza, attendibilità, fonti. In fondo a noi non interessa sapere se la cosa sia o meno vera. A noi interessa che sia verosimile, per non trovarci spiazzati, preservarci, far sì che ci sia adeguamento a ciò che fa la maggioranza delle persone, perché in fondo ci fidiamo più della strada vecchia che della nuova.
A cosa assomiglia tutto questo se non al voler credere a qualunque cosa, financo a uno che un giorno prese e iniziò a camminare sulle acque?
Abbiamo gente che lo dice, che ci crede. E’ scritto un po’ ovunque e c’è una iconografia che lo garantisce. Non abbiamo alcuna prova tangibile della cosa ma azioniamo il meccanismo del “oh, nel dubbio…”.
Nel dubbio una beneamata mazza.
Nel dubbio tu cerchi di portare avanti la razionalità, non la leggenda, non la paura, non l’irrazionale.
Nel dubbio tu ti poni domande, non cerchi di soffocarle perché sai che non troverai risposte coerenti.
Nel dubbio tu prediligi studio, analisi e metodo, non esoterismo, energie sottili, pietre magiche, cure con limone e cacca di piccione e fuffa.
Nel dubbio ti informi su siti attendibili, circa la polarizzazione delle lenti, non su “XKENASCONDONOLEKOSEEE.COM” (col “.COM” pure questo maiuscolo).

Ma sapete qual è la cosa più buffa?
Che nonostante tutto, qualcuno di voi, adesso, guarderà le lenti polarizzate con un altro occhio (sic!), e un dubbietto al riguardo lo conserverà.

A proposito: sapete che i dubbi prolungati provocano il cancro?
______

 

*Parlavo di voi.

 

6 risposte a “Gli occhiali polarizzati provocano il cancro!”

  1. Vorrei condividere questo articolo su FB. Ma credo che gran parte di chi mi ha tra i suoi “amici” si fermerebbe al titolo. E io contribuirei così al diffondersi dell’ennesima scemenza.
    Certo, contribuirei alla diffusione anche di quel che mi interessa diffondere, ma che sta nella seconda parte del tuo post.
    Faccio una prova?
    Faccio una prova.

  2. Dillo a me, che per colpa della legge di Malus sto in nona classe e pago un fottio di assicurazione.

  3. FrancaB, uno mi ha già scritto in privato che non ci crede, alla cosa delle lenti…
    Ernesto, puoi intestare gli occhiali a un parente con una classe migliore.

  4. Nel dubbio… magari è vero!
    La tua lucida analisi e le fonti che presenti (ehi c’è pure il link a qualcosa su wikipedia!!!!) rendono alquanto plausibile quanto hai scritto.
    Magari hai appena salvato la vita a milioni di miliardi di persone e finalmente le odiose lenti verranno eliminate dal mercato.
    Ma prima che questo accada, nel dubbio, ne compro una scorta per mia suocera.

  5. Pezzo simpatico, però “sic” si usa per indicare un errore non voluto da chi scrive, ma riportato in quanto citazione originale. Esempio: “Berlusconi ha detto di aver fondato mille clob(sic)di Forza Italia.”

  6. Otello, “sic!” ha una accezione ampia, come “sic et simpliciter”, a indicare che così (e proprio così) è. E una accezione più ridotta e editoriale come “sic erat scriptum”, quella che tu indichi e che non era il senso nella mia precisazione.

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