Vieni fuori con le mani bene in vista, amen

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Morire, ma non morire davvero.
Questo il racconto di una ragazza del Costa Rica, “deceduta” durante un intervento chirurgico:

Ho vissuto nell’aldilà, poi sono tornata nel mio corpo.

La storia avrebbe dell’incredibile, se… ehi, ma è incredibile!

Ho visto i medici che lavoravano velocemente su di me. … Erano agitati. Hanno guardato i miei segni vitali e mi hanno fatto una rianimazione cardiopolmonare. Ognuno di loro ha cominciato a lasciare lentamente la stanza. Non ho capito perché si comportavano così. Tutto era tranquillo. Ho deciso di alzarmi. Solo il mio medico si trovava ancora sul posto, guardava il mio corpo. Ho deciso di avvicinarmi, ero in piedi vicino a lui, sentivo che era triste e che la sua anima soffriva. Ricordo che gli ho toccato la spalla, poi se n’è andato. In quel momento il mio corpo ha cominciato ad elevarsi ed elevarsi, posso dire di essere stata trasportata da una strana forza.

Viene da chiedersi: com’è possibile che qua diffidiamo pure di uno che per strada ci chiede l’ora e siamo capaci di berci storie simili? È evidente che la risposta stia tutta nell’angosciante bisogno di credere che “dopo” ci sia qualcosa.
Vorrei vedere, se questa ragazza, per strada, ci fermasse e ci dicesse:
– Ti posso raccontare la mia esperienza di pre-morte?
– Non mi serve niente, grazie.
– Ma io voglio solo condividere con te la…
– Su Facebook ci vado pochissimo, scusa.

Il suo racconto continua:

È stato fantastico, il mio corpo stava diventando più leggero. Mentre passavo attraverso il tetto della sala operatoria, ho scoperto che riuscivo a muovermi ovunque volessi. Sono stata portata in un posto dove le nuvole erano brillanti, una stanza o uno spazio. Tutto intorno a me era chiaro, molto luminoso e il mio corpo si riempiva d’energia, gonfiando il mio petto di felicità. Ho guardato le mie braccia, avevano la stessa forma degli arti umani, ma composte da una materia differente. La materia era come un gas bianco mescolato con un bagliore bianco, un bagliore argenteo, bagliore perla intorno al mio corpo. Ero bella.

C’è una antropomorfizzazione dell’anima che ha del tenerissimo. Una riconduzione a qualcosa di familiare – braccia, nuvole. Una generale sensazione di dolce passaggio da uno stato a un altro, senza traumi.
Una idea di paradiso a noi vicina e soprattutto comprensibile. Perché sarebbe complicato, far capire a chi crede a queste cose, cosa significhi la cessazione delle attività cerebrali, la non-esistenza. Ma anche ad ammettere una vita oltre la vita, perché dovremmo continuare a essere simili a ciò che eravamo prima? E un cieco? Tutta questa cazzo di luce improvvisa – spegnete perdio!? Senza neppure gli strumenti per comprenderla? E un bambino morto dopo poche ore? Senza la conoscenza delle parole per elaborare pensieri?

Ma anche qua, che obiezioni balorde, le mie. Basta tirar fuori un “Noi non possiamo capire” e ottieni il risultato.

Non avevo uno specchio per guardarmi in faccia, ma io potevo sentire che il mio viso era carino, ho visto le mie braccia e le mie gambe, avevo un abito bianco, semplice, lungo, fatto di luce. La mia voce era come quella di un adolescente mischiata con il tono di voce di un bambino. All’improvviso una luce più chiara del mio corpo si è avvicinata. La sua luce mi abbagliava. Egli ha detto con una voce molto bella: «Non sarai in grado di continuare». Ricordo che parlavo la sua stessa lingua con la mente, anche lui parlava con la sua mente. Ho pianto perché non volevo tornare indietro, allora mi ha presa, mi ha abbracciata. È rimasto tranquillo tutto il tempo, mi ha dato forza. Sentivo amore ed energia. Non esiste un amore e una forza in questo mondo comparabile a quella. Egli ha detto: «Sei stata mandata qui per sbaglio, lo sbaglio di qualcuno. Hai bisogno di tornare indietro. Per venire qui, è necessario realizzare molte cose. Cerca di aiutare più persone».

Lo sbaglio. La fallibilità anche nell’altro mondo. E no, cazzo. No! È qui che crolla tutta l’impalcatura. È qui che si capisce che mi stai vendendo la bambolina Voodoo, il sangue di San Gennaro, l’amuleto magico, il cristallo terapeutico, l’acqua santa, la visita a Lourdes, il terno su Napoli, il braccialetto portafortuna, la visita del Testimone di Geova, il Corpo di Cristo – amen, la scia chimica, il soprannaturale, l’ufo, l’incomprensibile, gli dei dell’olimpo, la nonna in sogno, le coincidenze incredibili che ora ti racconto non ci crederai.

È tutta una gran buffonata. Se c’è un Dio deve essere all’altezza! Non deve commettere “errori”. Ma scherziamo? Allora potrebbe fare casini immani, anche gravi ingiustizie. E io non posso pensare che una volta morto potrei soffrire ancora per apparati burocratici non funzionanti, omissioni, fascicoli spostati, compravendita di arcangeli, lentezze nella risoluzione delle questioni, conflitti.
C’è un Forum al quale appellarmi? Santi Licheri in realtà aveva già nel nome una chiara traccia di tutto questo? Dante, Milton, questa parte sugli inciuci, dove l’avete messa?

Ho aperto gli occhi, tutto intorno c’erano porte metalliche, persone su tavoli di metallo, un corpo aveva un altro corpo sulla parte superiore. Riconobbi il posto: ero nella camera mortuaria. Sentivo il ghiaccio sulle ciglia, il mio corpo era freddo. Non riuscivo a sentire nulla. Non ero nemmeno in grado di muovere il collo o parlare. Mi sentivo assonnata. Due o tre ore dopo, ho sentito delle voci e ho riaperto gli occhi.
Ho visto due infermieri. Sapevo cosa avrei dovuto fare, un contatto visivo con uno di loro. Avevo appena la forza di sbattere un paio di volte le palpebre e l’ho fatto. Mi è costata tanta fatica. Una delle infermiere mi ha guardata spaventata dicendo al suo collega: «Guarda, guarda, sta muovendo gli occhi». Non ho chiuso gli occhi fino a quando non sono venute delle infermiere e dei medici. Tutto quello che ho sentito è qualcuno dire: «Chi ha fatto questo? Chi ha mandato questo paziente all’obitorio? I medici sono pazzi». Mi sono svegliata solo tre o quattro giorni dopo. Mi hanno aiutata a camminare di nuovo, con la terapia. Una delle cose che ho imparato è che non c’è tempo da perdere a fare cose sbagliate,dobbiamo fare tutto il bene per il nostro bene… dall’altra parte, è come una banca, più si mette, più si otterrà alla fine”.

Ed ecco la morale: “sii buono, stai tranquillo, comportati in modo morigerato, non fare domande… e nessuno ti farà del male“.
Più che un Dio, un rapinatore.

Ho una vita bellissima per te, tanto amore e luce, luce immensa. Dovrai solo darmi tutto quello che ti chiedo, senza fare domande. Ora vieni fuori da quel corpo e nessuno si farà male“.

Preferisco tenere i miei ostaggi.

Non mi avrai.

2 risposte a “Vieni fuori con le mani bene in vista, amen”

  1. “Dio di misericordia, il tuo bel paradiso l’hai fatto sopratutto per chi non ha sorriso. Per quelli che han vissuto con la coscienza pura: l’inferno esiste solo per chi ne ha paura”
    De André

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