Governi e salumi

calze-sandali
Nell’immagine, una causa di addebito della separazione

– Non avete fatto nulla durante il vostro governo!
– Questa è una salumeria.
– Scusi.
– …
– …
– …
– Non avete fatto nulla durante il vostro governo!
– Guardi che è ancora qua dentro.
– Pensavo che l’autore avesse reimpostato la discussione in altro ambito.
– Non ancora.
– Scusi. Mi avverte lei?
– Va bene. Ecco, credo che ora possa: provi.
– Non avete fatto nulla durante il vostro governo!
– No, niente, sempre qua.
– Scusi.
– …
– …
– …
– Provi.
– Ok: non avete fatto nulla durante il vostro governo!
– E voi invece?
– Noi? Ma noi siamo all’opposizione!
– E perché non provate a governare con noi?
– Noi non condivideremo mai la vostra politica!
– Portatevi la vostra.
– Ah, ma si può?
– Certo. Questa è la democrazia, no?
– Veramente non pensavamo…
– Su, entrate qua… accomodatevi…
– …
– Allora: come si sta?
– Beh, devo dire non male. Allora, facciamo due riforme?
– Ma c’è tempo per quelle. Intanto, perché non prendete qualcosa, che so: due etti di soppressata?
– Soppressata?
– Sì, nel mentre del discorso l’autore vi ha rimessi nella salumeria.
– Tutto questo non è serio!
– Beh, è comunque un pezzo altamente demenziale.
– Questo si era capito. Adesso però sarebbe da dare una svolta alla narrazione.
– In genere quando cala l’attenzione si mette qualcosa di sesso.
– Funziona sempre. Tenete presente però che il grosso del pubblico l’abbiamo perso all’inizio, quando pensava di leggere un pezzo politico.
– Possiamo fare qualcosa per riportarli qua?
– Credo solo passaparola. Praticamente questa cosa ora viene spammata anche su Facebook e l’autore conta su una più ampia condivisione.
– L’autore è lei?
– Sì.
– Ed è anche il titolare…
– …della salumeria, esatto.
– Bello. Messo su un bell’ambientino qua. Elegante.
– Grazie. Parla della salumeria?
– Governo, del governo.
– Certo.
– Sì.
– Ma…
– Dica?
– A che punto della narrazione interviene la topa?
– Ah, ha ragione, dimenticavo.

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Nell’immagine, un letto

– Meglio?
– A me Miley Cyrus non fa rizzare.
– Beh, ha il fascino sbarazzino della…
– “Sbarazzino”?
– Sbarazzino, sì.
– “Sbarazzino” è un termine ridicolo.
– Perché mai?
– Lei usa questo termine nella vita di tutti i giorni?
– Non quando picchio mia moglie.
– Vede?
– Ma lo sto usando adesso.
– No, lo sta usando in questa narrazione. È l’autore che glielo fa usare, anzi.
– Sono io l’autore.
– Veramente sarei io. Ma ora non mi va di stare a ricostruire il filo e vedere chi di noi sia l’autore.
– Anche perché in fondo siamo entrambi personaggi di fantasia.
– Già.
– Già.
– Crede questo dialogo possa trovare un senso almeno alla fine?
– Credo che l’autore si sia tenuto in canna il colpo finale: mi aspetto una cosa sorprendente, che spiazzi il lettore.
– Sì, in genere è alla fine che tira fuori il meglio.
– E anche stavolta non mancherà.
– Sì.

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