Utopia, prima svolta a sinistra

Sogno un mondo in cui poter liberamente disprezzare un cristiano, un musulmano o un ebreo per il fatto di “credere” in sè, non per il credere in queste o quelle specifiche religioni. Così come poter disprezzare un “ateo praticante”, quelli che per dimostrare la propria anti-religiosità si sottopongono a complessi e strutturati riti collettivi come lo sbattezzo, mortificando con pubbliche cerimonie il loro rifiutare pubbliche cerimonie.

Sono costretto invece a seguire la Legge di Poe, e mettere specifici “segnali” di avviso circa il contenuto parodistico del mio porre alla berlina ogni tipo di Credo:

“Without a winking smiley or other blatant display of humor, it is utterly impossible to parody a Creationist in such a way that someone won’t mistake for the genuine article”.

Questa mortificazione costante del pensiero, questa edulcorazione del messaggio, questa pagina 777 per i non capenti diventa ogni giorno più necessaria sull’internet sociale. Forse perché aumenta il numero degli “ascoltatori” vigili ma ignoranti, quelli armati di perbenismo ma privi di una storia informatica in grado di mostrar loro come basterebbe applicare i principi di Netiquette per poter convivere pacificamente e risolvere problemi di ogni tipo, anche con le cattive se necessario.

Ma io continuo a sognare. Sogno un mondo che possa permettersi di prendere per il culo liberamente anche le mezze religioni, come veganismo, animalismo, abortismo, antiabortismo, culto della personalità. Fingendomi volta per volta vegano ma carnivoro solo con gli animali carrnivori (per punirli), animalista ma azionista Annabella Pavia, abortista e antiabortista a seconda di chi veniva (sic!) da destra, anti culto della personalità fino a che non mi eleggono.

E ancora: sogno di poter prendere per il culo qualunque tipo di collezionista di oggetti, di igienista ossessivo, di chiuditore compulsivo di manopole del gas, di maniaco controllore delle porte dell’auto, di amuchinizzatore di mani proprie e altrui, di tifoso calcistico e tuttologo di mercato.

Sogno di poter parlar male della savianizzazione del pensiero, del berlusconismo, dell’antiberlusconismo, di chi è per il “no alle armi” ma “sì ai cazzotti”, ma non sulle donne, allora picchiamo solo gli uomini, se non ora quando, facciamo dopo pranzo, Renzi era meglio, pure mi’ nonno lo era, abbasso la Kasta, I GRILLINI, gli anti grillini, gli anti anti grillini, torniamo alla lira o finiamo come Cipro, ma non era la Grecia?, sì pure, E la Minetti?, E la Boccassini?, sì ma qual è la domanda?, se non ora quando?, ancora!? Quando ti pare basta che ti togli dai coglioni, il femminicidio, la neologizzazione minchiona, ma “omicidio” non andava bene?, no, quello vale per gli uomini, ti sbagli, allora sarebbe stata “maschicidio”, hai ragione, allora cos’è l’omicidio?, boh, forse quando ammazzi i froci.

Sogno un mondo in cui posso non sognare un cazzo perché in fondo mi sta tutto bene così.

5 risposte a “Utopia, prima svolta a sinistra”

  1. io vorrei poter prendere a sganassoni quelli che vanno in palestra. E poi prendere per il culo le mamme. Quest’ultima anche tu, lo so.

  2. Sono così mal ridotta che ho dovuto farmi fare la traduzione da google. Ed era facile.

  3. Lo sbattezzo non è un “complesso e strutturato rito collettivo”. Mandi una raccomandata a/r, qualche giorno dopo ti arriva una lettera dal vicariato con lo sbattezzo. Fine.
    Quindi non è né complesso, né strutturato, né è un rito (non nell’accezione classica di “rituale”, non più di quanto non lo sia fare la fila alla posta), ne è collettivo. E su quest’ultima, dico purtroppo.

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