Un referendum sull’abolizione del suffragio universale no?

Leggo che gli incerti sul voto sono il 30% degli italiani e che sceglieranno all’ultimo momento. “Incerti”. Cosa vuol dire “incerti”? Ce l’hai o no una tua cultura, una impronta, una identità di massima, no? Che non esistano più destra e sinistra è una cazzata immane: tu ti comporti in un certo modo, ti relazioni in un certo modo, pensi in un certo modo. Avrai una idea di cosa debba e non debba fare lo Stato per te, per la collettività, o no? Avrai una opinione su divorzio, famiglia, testamento biologico, rapporti con la Chiesa, o no? Saprai se un extracomunitario accanto a te in autobus ti crea problemi, o no? Saprai se ti serve un condono o se trovi questa una pratica odiosa, o no? Penserai qualcosa riguardo a scuole pubbliche e private, a finanziamenti al sociale, sanità in mano alle cliniche, o no?

O no?

Magari nessun partito ti rappresenta davvero in questo momento, ma allora la tua è comunque una certezza: quella di stare a casa. Come fai a non sapere se scegliere tra un centrodestra ed un centrosinistra? Sono entità incomparabili: tu da una parte delle due devi necessariamente pendere. Non ci credo che all’ultimo secondo metterai una croce a destra o a sinistra a seconda della simpatia che ti ispirano i colori del simbolo.

Mi vedo uno di questi incerti, andare a fare la spesa e restare là, con un flacone di Perlana in mano e un etto di prosciutto dall’altro, “incerti” su cosa scegliere.

Una risposta a “Un referendum sull’abolizione del suffragio universale no?”

  1. Ciao, ero uno degli indecisi. Ero. Poi ho scelto, senza pudore o paura alcuna, ho scelto in base al colore. Problemi? Ti crea dei problemi se ora sono qui, a deglutire Perlana?

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