E che mi dici di Frenzi Natra?

 

“Pety Prouble”.

E lo diceva con tale sicurezza da farmi pensare che io non fossi poi tanto addentro la cultura musicale come immaginavo.
Un californiano che mi dava lezioni di musica? Assurdo.
Certo, vai a conoscere tutti i cantanti americani. Ma io questo Pety Prouble non l’avevo mai sentito.
Che poi, ma che cazzo di nome era Pety Prouble? Che genere cantava? Era uno di quei “cosi” country che raccontava storie di “Redneck” del Tennessee, tipo Randy Newman ma più sfigato? (E ho detto tutto).

– You should know Pety Prouble… She’s from your country.
– “She”? So, a woman! Ah, ok. But… My country?

Ho immediatamente riavvolto il nastro della memoria e rimandato ai Maurizio Seymandi pre e post calvizie, alle musicassette tenute nell’Alfasud arancione, ai Vittorio Salvetti, ai Cantagiro.
Niente.
Una di quelle cantanti italiane sconosciute in patria, che hanno fatto fortuna all’estero“. Questo pensai.

– She’s very famous in Italy, you betcha.
– Stop kidding me! In Italy nobody knows Pety Prouble! Nobody!
– Maybe you’re not so good in music…
– Please, sing for me, choose a Pety Prouble’s song. Please…
– Ok, I’ll try. “Two me fae jee rar, two me fae jee rar, koomi fosee oona beamboolea”…
– Fuck you.

 

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