Racconto di Natale 2012: testimoni d’un amore, n.43

Non era solo passione. Era mania, ostentazione anzi.

Massimiliano (a volte le omonimie) era uno di quelli che aveva bisogno di sfoggiare sempre l’ultimo “qualcosa”: telefonino, automobile, abito. E questa sua fissazione la proiettava anche in ambiti che con gli status symbol non c’entravano affatto. La corsa.
Non era appassionato di running per salute ma gli piaceva mostrare il suo fisico fasciato in tutti i modi possibili. Così aveva comprato tute aderenti, magliette a tessuto tecnologico, scarpette che manco Star Trek.
Per questo, quando fu ritrovato riverso su una panchina, con la lingua di fuori, stroncato da arresto cardiaco, il fatto che non indossasse quelle sue Mizuno Wave Creation (perché lui chiese al commesso “le scarpe più fighe per correre”), peraltro personalizzate con le sue iniziali, “M.Z.”, insomma,
l’essere trovato scalzo colpì molto, tanto da non far escludere, se non dopo l’autopsia, che a causare quel decesso non fossero state cause naturali.
La moglie, Adele, restò così improvvisamente sola, priva di un sostegno che comunque non fu mai davvero tale a livello di presenza, di capacità di donarsi, con lui sempre sotto i riflettori e il resto a far da spettatore plaudente.

Era sempre stata lui, la primadonna.

Quelle scarpe così tecnologiche erano adesso trofeo di un barbone, cui la vita aveva tolto tutto e che per un attimo si era trovato nel posto giusto al momento giusto. Il tempo per sfilarle a chi non ne aveva più bisogno. E fuggire via.

Ma cosa se ne fa un barbone di scarpette running, abituato a vivere nella sporcizia e per di più sotto Natale, quando il freddo ti morde i piedi e hai bisogno di ben altro per non congelare?
Così decise di scambiarle in mensa con un cartone di Tavernello ed un panettone del discount, con Andreas, l’ecuadoregno appena arrivato in cerca di fortuna.

Non parlava molto Andreas, nessuno sapeva nulla di lui. Scambiava cose con cose, questo solo.
E quando, per puro volere del caso, si ritrovò a passeggiare proprio nello stesso parco che per ultimo aveva visto quelle scarpe ai piedi di Massimiliano, da subito non capì perché quella donna lo fissasse tanto insistentemente. E perché proprio i suoi piedi.

– Chi ti ha dato queste scarpe?! Parla!
– Eh? Signora… io…
– CHI?!

Iniziarono a parlare, raccontarsi, spiegarsi.

Sembra una di quelle favole di Natale, ma è tutto vero. Andreas iniziò ad avere una storia con Adele. Cominciarono anche a progettare, a parlare di futuro.
Fino a che Andreas, un giorno, non fece più ritorno a casa.
Adele non seppe più nulla di lui: sparito completamente.

Fu una settimana di inferno per Adele: ancora una volta aveva perso il suo uomo, e stavolta senza nemmeno sapere più nulla del suo destino.

Non resse stavolta e provò a togliersi la vita nella sua vasca da bagno, proprio accanto alle scarpe, quelle scarpe, che lui aveva lasciato là in un angolo.

Quando Andreas, ad una settimana dalla sua scomparsa tornò, con le carte in mano per quella che doveva essere la sorpresa di Natale per il suo amore – il nulla osta, le carte del tribunale, tutti i permessi per il matrimonio – dopo essere volato nella sua terra ed essere tornato il prima possibile, crollò, ginocchia a terra, nel vedere il suo amore esanime nella vasca, che stringeva a sè proprio quelle scarpe, in un ultimo, disperato gesto d’amore.
Andreas però si accorse che non era finita. Adele respirava, seppur flebilmente. La sollevò e corse giù per le scale, e fino all’ospedale. E lei che teneva sempre strette al cuore quelle scarpe.

Sì, ci fu il lieto fine. Lei si salvò e quelle scarpe rimasero in quella casa a testimonianza della forza dell’amore, che tutto può e tutto supera.

Un simbolo, tanto inusuale per racchiudere sentimenti così grandi. Ma non è poi questo a rendere la storia tanto meravigliosa?

Chi non desidererebbe adesso guardare quelle scarpe, possederle anche?
Io non ho resistito e sono riuscito a venirne in possesso – non chiedetemi come. Per me erano troppo importanti.
E sì, è solo un caso che avessero le mie stesse iniziali – buffa la vita.
Ma adesso penso sia arrivato il momento di condividere anche con altre persone queste emozioni.

Novanta euro trattabili, praticamente nuove, no perditempo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.