E la pillola era blu, non azzurra

Mi sono imbattuto in un articolo dal titolo interessantissimo: “Matrix, finzione o realtà?”, che partiva da una domanda: “Il mondo che ci circonda è solo una simulazione di un’intelligenza artificiale o è reale?”.

A me la fantascienza ha sempre affascinato (lo dimostra l’essermi sposato) ed una domanda come questa non poteva lasciarmi indifferente. Clicco sull’articolo e lo leggo. E mi incazzo.


Viviamo o no in una realtà artificiale come nel film Matrix? E’ una domanda che sembra confinata alla fantascienza ma ora la scienza sta tentando di dare una risposta.

Perfetto: non che chieda la risposta, ma il tuo articolo sicuramente mi darà un qualche indizio, informazione, spunti di riflessione.


Gli scienziati di Bonn non si sono lasciati affascinare dalla finzione e dalla filosofia ma hanno iniziato una ricerca a livello di cromodinamica quantistica. Questa teoria fisica cerca di spiegare le leggi che regolano l’universo ad un livello straordinariamente piccolo, descrivendo l’interazione di particelle elementari, come quark e gluoni.

E chiude qua l’argomento. Capisco le esigenze di semplificazione, ma non mi hai detto una emerita mazza su questa teoria. Nulla. Metti almeno un link a Wikipedia, non so.


Ebbene, proprio lì si troverebbe la risposta alla domanda che assilla molti.

Cos’è “molti”? Non ti pare uno stile di scrittura infantile e banale? E poi: “Domanda che assilla molti”? Come pagare il mutuo? Dai, non assilla molti. Non assilla nessuno in verità. E’ una curiosità filosofica prima che scientifica.


In base alla tecnologia attuale, i fisici sono in grado di riprodurre, coi più potenti supercomputer, una parte molto piccola del cosmo, nell’ordine di pochi femtometri (un femtometro è un milionesimo di nanometro, circa il diametro di un protone).

Cosa significa? Cioè prendono una parte del cosmo, molto piccola, e la rifanno uguale? In che senso? Un clone? Una simulazione? E poi, la costruzione del tutto: mi dici che i fisici sono in grado di riprodurre una parte piccola del cosmo. Ma per un loro limite? O è una precisa scelta? Ne prenderebbero di più grandi ma non ci riescono? Non si capisce niente, dai.


Si tratta del cosiddetto effetto GZK, teorizzato dagli scienziati Greisen, Zatsepin, Kuzmin, che stabilisce un limite massimo all’energia dei protoni che viaggiano nell’universo.

Cioè? E’ questa la parte interessante! Dimmi qualcosa di più! Dai!


Prima di allarmarsi però, e scegliere se prendere la pillola rossa o azzurra come nel film dei fratelli Wachowski, saranno necessarie molte altre ricerche, perchè al momento si tratta di ipotesi, anche se molto affascinanti. Serviranno mezzi ancora più potenti per tentare di svelare finalmente questo segreto.
Alessandro Carlini

Cosa? Cosa? Perché la svolta cazzona ora? Non mi hai detto nulla! Non mi hai detto un cazzo sull’effetto GZK di questo caso specifico! Hai solo preso la parte che parla del limite massimo all’energia, ma poi?
Alessandro Carlini, spero tu sia il lavavetri della redazione del Corriere, capitato su un computer acceso per sbaglio e che si è poi divertito a scrivere un pezzo “per vedere l’effetto che fa”.

Questa la divulgazione della scienza in Italia. Poi non vi lamentate se uno si dà alla religione.

5 risposte a “E la pillola era blu, non azzurra”

  1. avrei un piccolo appuntino, zulli: in italiano le frasi necessitano di verbi. anche nelle frasi di chiusura. anche se è un banale verbo essere. altrimenti sei un divulgatore letterario di ‘XL’ e usi anglismi nei bar di campagna. ma io so che sei diverso.

    con affetto, abbù

  2. Avrei un piccolo appuntino, anonimo: in italiano un predicato verbale può anche essere implicito. Un anglismo qui non c’entra nulla, come si sa anche nei bar di campagna. Ma io so che sei diverso e sai anche usare le maiuscole dopo i punti.

  3. daaaai ti sei offeso! addirittura rispondi dal profilo Admin! ti venire incontro: capito l’errore, non mai voluto offenderti, my fault, me very sorry, one frappuccino please. <3

  4. Si, vabbè, la colpa è anche un po’ tua che leggi gli articoli della stampa generalista online, o Focus, o quello che era.

  5. Questa è la presenza del creatore , ovvero FSM (Flyng Spaghetti Monster).
    esso con le sue spaghettose appendici modifica i risultati dei test , facendo in modo che i fisici non ci capiscano niente, e divetendosi tantissimo , nel contempo.
    è scritto nelle rivelazioni di Chuk.

    ode ai pirati

    Ramen!

    A parte gli scherzi ho letto anche l’articolo originale , che è stato “spiegato” così brillantemente.

    Insomma , tralaciando molti apetti, il computer che simula l’universo dovrebbe appartenere ad un livello di complessità superiore, quindi i ricercatori si sono impantanati in un piccolissimo problema.

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