Rivisitazioni pubblicitarie

Tua moglie è al banco dei salumi e tu cazzeggi col telefono e lei ti dà il compito di
scegliere la frutta e a te fa pure piacere dare una mano e allora metti il guantino
sottilissimo per tastarla ma è sempre appiccicato e allora ti bagni la punta delle dita con
la lingua ma avevi prima spostato una cassetta vicino l’immondizia perché dava problemi nel
parcheggio e l’avevi toccata proprio nel punto sul quale viveva una colonia di batteri di
clostridio e in una settimana cominci ad avere febbre e problemi di respirazione e vieni
curato malissimo in ospedale e l’infezione ti provoca paralisi generalizzata fino al collasso
cardio-respiratorio e tempo 48 ore muori.
La Coop eri tu.

Tua moglie si scopa il vicino di casa e insieme scappano via ma tu te ne accorgi sono dopo
una settimana ché quella troia ti aveva detto che andava da sua madre invece era alle Maldive
con Fausto e in quella settimana ti spazzola tutto il disponibile sulla carta di credito e tu
resti col culo a terra e a niente serve la denuncia perché sei stato furbissino e la carta è
cointestata e dunque tutto quel che puoi fare è cercare contanti in casa per mangiare
qualcosa ma niente manco per cazzo e capisci che quella carta di credito ti ha rovinato.
Non c’è resto sulla Mastercard.

Si vedeva che stava male ma lui niente e continuava quegli interventi di sbiancamento e poi
dissero che era per una malattia ma la verità è che nessuno poteva essere davvero dentro la
testa di Michael Jackson ed ora che sono passati anni e tanto è stato detto e scritto ho
visto delle foto del suo letto di morte e mi ha fatto specie vedere quell’uomo che ha
raggiunto il suo scopo di essere diverso grazie alla beffarda mano della morte.
Più bianco si può.

Ed è stato terribile come solo uno spaventoso incubo poteva essere ma quella era realtà e mi
trovavo circondato da esseri assetati di sangue che ghignavano e si avvicinavano con incedere
lento ma inesorabile verso quel centro immaginario nel quale mi trovavo e io non vedevo
alcuna via d’uscita e l’unico pensiero che mi attraversava la mente era farla finita subito e
lasciare si compisse il mio destino in mano a quei mostri.
La mia banca era tutta attorno a me.

3 risposte a “Rivisitazioni pubblicitarie”

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