In fondo siamo tutti fascisti

Che poi il vero nucleo sociale dell’uomo, quello originario e alla base delle nostre relazioni, non è la famiglia ma la tribù.

Un lupo ulula alla luna dopo un cannone

Nasci solo e spaventato e se è vero che la prima protezione ti viene dalla madre, quella immediatamente successiva, anni dopo, la trovi nel gruppo che ti sceglie e che scegli. La figura del padre è del tutto eventuale, se si ha l’accortezza di volgere lo sguardo ad un periodo storico ampio, che
abbracci tutta l’evoluzione della specie umana. Tra l’altro, in molte specie animali il padre sparisce subito dopo la fecondazione, spesso senza neppure la scusa delle sigarette (pochissime specie sono fumatrici, sapete?).

La “famiglia” al centro di tutto lo è solo da quando i pericoli circostanti sono stati attenuati, a partire da quelli naturali (bestie feroci, carestie, accidenti vari) ma basta che si abbia una situazione estrema o di tensione ed ecco che la capacità protettiva della famiglia torna ad apparire inadeguata e si ricerca nuovamente un gruppo superiore e meglio in grado di tutelare: si pensi alle gang di città, ai gruppi armati, all’esercito.

Tutti questi raggruppamenti umani sono la versione moderna delle tribù, retaggio di tempi nei quali gruppi di uomini si univano per meglio dominare l’ambiente circostante e magari sottomettere gruppi più deboli, e questo è uno dei motivi per cui una tribù tende a crescere numericamente col tempo e ci si sente inorgogliti se si appartiene ad una struttura ampia piuttosto che ridotta, anche se poi interviene un ulteriore fattore che è quello della spersonalizzazione totale – e conseguente calo della tutela reale – che porta la tribù a scissioni in sottotribù. Esempio: il PD.

Il gol-fantasma di Muntari che ha rotto le palle a chiunque

In situazioni non estreme (l’appartenenza al PD oggi la si considera invece tale) l’uomo ricerca la tribù solo quando gli manca l’autorealizzazione: si verifica quindi quel fenomeno di autorestrizione delle proprie liberà a favore dell’inserimento in un qualunque gruppo del quale riconosciamo determinati valori. Può essere quello scout da bambino, l’abbracciare una fede religiosa quando ancora non si raggiunge l’età della ragione, essere tifosi di una squadra che magari con te niente ha a che fare ma l’hai scelta da piccolo e ora ti senti legato ad essa. Si pensi ad un palermitano che tifa Inter. Si tratta di un uomo, magari con il suo lavoro, i propri interessi, ancora trent’anni di vita e altrettanti di mutuo davanti a sè, che tiene fortemente alle sorti di una tribù distante novecento km da casa sua, che di lui non sa nulla e il cui unico scopo è far varcare ad una sfera di cuoio una linea immaginaria (e se ti chiami Muntari potrebbe non bastare).
Messa così è riduttivo, certo. Ma non c’è davvero molto di più se ci pensate.

E’ l’appartenenza tribale a fare la differenza.

Che poi si tratta degli stessi meccanismi che da ragazzino ti portano a cercare l’accettazione della comitiva di amici, che ti spingono a non apparire lo sfigato, che ti fanno soffrire se non vieni scelto quando a calcetto si formano le squadre.

Tutto questo discorso per dire che ciascuno di noi compie delle scelte tribali ben precise, durante l’arco della vita. Scelte che all’inizio sono naturali, proprio per l’ancestrale forza che la protezione tribale esercita su di noi. Forza che però col tempo dovrebbe attenuarsi in virtù di una raggiunta maggiore serenità nei rapporti con il mondo esterno (a meno che uno non abbia spesso a che fare con i tirannosauri).

Un ermellino agguanta un animale per il solo vezzo di indossarne la pelliccia

Mi fa dunque molta specie vedere persone di una certa età (e per “certa età” intendo ultratrentenni) parlare, comportarsi e addirittura pensare in modo conforme non alle proprie attitudini ma a quelle della tribù che in quel momento sta scegliendo.
Magari a te davvero non fotte niente dell’ermellino ma ora sei diventato attivista PETA, perché su Facebook la tua amica scartavetrava le palle di tutti con le foche scuoiate sul pack e ti sei preso a cuore quella nobilissima causa. Ma da piccolo bruciavi le formiche e soprattutto provavi piacere sadico in questo.

E non riesci ad ammetterlo a te stesso. Dunque ti stai semplicemente affrancando da un “te” che non ti piace. Ma sei tu, quello. Sei quello. L’appartenere alla tribù degli animalisti non ti salverà dal contrappasso che La Grande Formica ha in serbo per te una volta trapassato.
Sei nato a Frosinone – Frosinone! – e tutto l’ambiente intorno a te parla frusinate. Non c’è niente che abbia a che fare con la Bela Madunina. Niente. Ma ti metti in casa feticci rossoneri. Non sarà che magari lo fai perché vorresti essere figlio di un notaio di San Babila e davvero di Pato non te ne frega un cazzo? Lo sai che Pato non sa neppure che tu esista? Lo sai che Pato probabilmente non sa neppure che ci sia una Frosinone, laggiù in Basilicata?

Ma non sono i miei problemi con la geografia il nocciolo della questione. Il punto sei tu. Che ti sei preso a cuore una causa non tua, che fai parte di un gruppo solo per tue debolezze, che hai scelto di perdere libertà per essere parte di qualcosa, che sia un partito, un movimento o una qualunque
forma di organizzazione umana.

Sei debole, sei nato debole, lo sarai per sempre, nonostante il tatuaggio col teschio. Il saluto con le cinquanta mosse che solo tu e gli altri del tuo gruppo conoscete non ti rende più forte: ciascuno degli appartenenti alla tua tribù te lo metterà nel culo non appena la situazione di tensione supererà un certo livello di guardia, magari spezzando quella tribù. Per crearne altre.

Perché si nasce soli, si muore soli. In mezzo ci sono parecchie lacrime, moltissima merda, qualche sborrata e diversi commercialisti.

E Dio, Baden Powell, Marx o la Juventus non ti servono, davvero.

4 risposte a “In fondo siamo tutti fascisti”

  1. Tutto sto casino per dire che lasci UM? Che romanticone… <3
    (d'altronde, "max il poeta"…)

  2. Va bene , anche altri di UM avevano il loro sito, se uno decide di lasciare il gruppo va tutto bene.
    Però ammetto che negli ultimi post la vena bastarda si è calmata un filino.

    Dai sii più cattivo!
    propongo nei prossimi post la pubblicità dei siti pro vivisezione , se riesci a etrare nei forum (difficile se non sei un biologo o un ricercatore accreditato) avrai molti spunti.
    Abbasso gli animaletti carini con gli occhini dolci, tranne quelli commestibili , naturalmente.

    In culo al lupo!

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