Cadere in fallo

Ed eri pieno di curiosità, ancor più che aspettative. Perché non sapevi cosa stavi per trovarti di fronte.
Ti eri costruito una immagine di lei e di quel momento, ma eri consapevole che tutto sarebbe crollato di fronte alla realtà, al primo impatto visivo. Perché non la conoscevi. Certo, sapevi tutto di lei, l’avevi vista anche, ma solo per immagini e mai dal vivo – è questo il punto.
Bellissima, certo. Giovane e splendida. Ma era qualcosa di ancora onirico e tu sei della vecchia scuola: “se non vedo non credo”.
Era il primo appuntamento, quello idealizzato ed atteso da una vita.
E contavi le ore, i minuti.
Non facevi nemmeno caso a tutta quella gente attorno a te: eri solo con il tuo cuore che pareva impazzito.
E finalmente… eccola. Ti si è bloccato il respiro, le mani parevano cercare un appiglio che non c’era, non riuscivi a staccarle gli occhi di dosso per tutto il tragitto percorso dal momento in cui l’hai vista entrare a quello in cui ha preso il suo posto di fronte a te. Tu, che nemmeno eri riuscito a sederti.
Trepidazione, attesa, sorriso stampato e groppo in gola, completamente spariti dopo diciotto minuti. Quando Sneijder te lo insacca, seguito due minuti dopo da Milito. Non potevo credere che la mia squadra si aprisse in due così, ma per cedere anche a Coutinho si deve essere solo delle troie.

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