L’ardire utopico dei pensieri lunghi

Qualcuno ancora nutre speranze su un futuro politico diverso, più consapevole del fatto che che le persone non possono più essere prese per il culo con artifici dialettici? Bene, ecco Vendola, che ci spiega perché la sinistra è destinata a sparire di fronte al primo santone che passa, che sia un caciarone vecchietto con l’ossessione della topa o un comico che rivendica il suo essere comico ma da anni non fa più il comico:
“Lo sguardo di chi governa deve pesare ciascuno dei beni da tutelare, deve custodire tutte le promesse di futuro, ma soprattutto deve sentire la responsabilità di evitare che vinca il caos, e che l’ardire utopico dei pensieri lunghi si pieghi alla disperazione di un presente immobile, quasi divorato dal suo passato” (Nichi Vendola sulla eventuale chiusura dell’ILVA di Taranto).

Commenti? Uno solo: un esempio meraviglioso di come non prendere alcuna posizione, ma con un linguaggio forbito e superiore.
Comunque è già tanto che non abbia usato il latino, sai che figata con quelle “effe”.

3 risposte a “L’ardire utopico dei pensieri lunghi”

  1. è senza ombra di dubbio la frase meno progressista che abbia mai sentito.

    fortunatamente da sinistra gli risponderà presto Casini!

  2. THE AUDACITY OF UTOPIAN LONG THOUGHTS:
    “The gaze of those who govern must weigh each of the assets to be protected, must keep all the promises of the future, but above all must feel the responsibility to prevent the chaos wins, and the audacity of utopian long thoughts bends to the despair of a present still, almost consumed by his past”

    Caspita, con un discorso del genere farebbe un figurone nel suo primo incontro a Washington con Romney da Presidente del Consiglio!!!

    Non vorrei essere nei panni dei traduttori simultanei però…

  3. Ma Vendola non viene citato anche nelle intercettazioni? sarebbe il Dominus che aveva il compito di mettere a tacere gli ispettori e i loro nefasti verbali.

    Boh?

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