Matilda?

 

– George?

– Sì Matilda?

– Stai facendo quel che penso?

– E cosa penseresti Matilda?

– Rispondi sempre ad una domanda con una domanda quando tenti di sviare, George.

– Credi, Matilda?

– Lo hai fatto ancora, George.

– Chiedo venia Matilda. Ora, potresti coricarti sul lato destro?

– Non ritengo necessario agevolare questa ridicola penetrazione, George.

– Perché la riterresti ridicola, Matilda?

– Già per il solo provenire da te, George.

– Eppure la cosa era ben avviata, Matilda.

– L’essere ancora sveglio alle ventuno non lo ritengo presupposto sufficiente per definire una penetrazione “ben avviata”, George.

– Come desideri, Matilda. Vorrà dire che mi rivolgerò ancora una volta alla cameriera.

– Alfred ha il giorno libero oggi, George.

– Alfred? Pensavo si chiamasse Serena, Matilda.

– Serena Matilda, George?

– No Matilda, Serena.

– Matilda di nome allora, come me, George?

– No Matilda, Serena, Matilda.

– Matilda Serena Matilda, George? Mi pare un nome ridondante, George.

– No Matilda, solo Serena, Matilda.

– Serena Matilda era una opzione appena scartata, George.

– Credo che questo misunderstanding dipenda dal nostro abusare della formula di cortesia che vede pronunciare reciprocamente i nostri nomi, Matilda.

– Probabilmente è anche per un motivo narrativo, George: serve al lettore per capire quali personaggi siano in questo momento attivi, George.

– Ma siamo solo noi dall’inizio, Matilda. Presumo che anche un lettore medio di questo blog sia in grado di discernere due figure narranti, Matilda.

– Non se poi intervengono altri personaggi, George.

– Tipo me, signora Matilda?

– Ah, Alfred. Ma non era la tua giornata libera?

– No signora Matilda. Quella è il giovedi.

– E da quando, Alfred?

– Non saprei, signora Matilda. L’autore non ha intenzione di seguire questo filone narrativo.

– Ah, benissimo Alfred. Già che sei qui potresti servire George.

– Certamente signora Matilda. Dica pure signore.

– Alfred, perché io sono solo “signore” mentre la signora Matilda è la “signora Matilda”?

– Non saprei signore. Forse per lo stesso motivo per il quale anche lei, signore, ha chiamato la signora Matilda “signora Matilda”.

– Ritieni sia una convenzione, Alfred?

– Credo di sì, signore.

– La stessa che comporta l’uso delle virgolette, Alfred?

– Credo sia correlata a questa, signore.

– Bene Alfred. Ora, potresti chiamarmi Serena?

– Certamente signora Serena.

– No Alfred, dovresti chiamarmi Serena, non chiamare me “Serena”.

– Chiedo scusa signore. E’ che nel parlato non appaiono le virgolette.

– Questo è un discorso scritto, Alfred.

– E’ evidente, signore. Mi duole però informarla che Serena non esiste.

– E questo credi sia un problema insormontabile, Alfred?

– Certamente no, signore. Posso coricarmi io sul lato destro, come sempre, signore.

– Benissimo, Alfred.

– E’ stato piacevole, signore?

– Sono la signora Matilda, Alfred.

– A dire il vero io sarei George, Matilda.

– George Matilda? E quando è avvenuta questa fusione di identità?

– Credo che il problema principale ora sia capire chi parla, visto che non stiamo più usando correttamente i nomi.

– Ed è questo il motivo per cui erano così presenti fin dall’inizio.

– Vogliamo ricominciare ad usarli?

– Va bene, Samuel.

– Un crostino, Pete?

– Lo gradisco, Matilda.

– “Signora” Matilda, prego.

– Chiedo venia. E’ che vestita da mignotta l’avevo scambiata per Serena, signora Matilda.

– Peraltro mai intervenuta in questa narrazione, Alfred.

– “Pete”, signora Matilda.

– Pete? E da quando, Alfred?

– Non saprei, signora Matilda. L’autore non ha intenzione di seguire questo filone narrativo.

3 risposte a “Matilda?”

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