disfattismo


– caro, mi sono fatta bella per te… sono stata tre ore dal parrucchiere, due dall’estetista, shopping tutto il pomeriggio e ora sono prontissima per il mio uomo.
– sono a Singapore.
– ah, scusa. È che è come se fossi ancora qui.
– sono andato via nel 2002.
– Vabbè, mi preparo per ora che tornerai…
– tra 22 mesi.
– pensavo meno. È che sento la tua presenza costante qui in casa.
– pensavo avessi pulito.
– perché sei così freddo con me?
– abbiamo divorziato tre anni fa.
– vabbè ma mica posso ricordare tutto!
– cosa indossava Liv Tyler al compleanno del suo produttore nel 2004?
– tailleur Armani ocra, perfetto per la sua silhouette longilinea, linee retrò ispirate a Tamara de Lempicka, tacco dodici su…
– bene.
– sei ingiusto. Io faccio di tutto per te…
– per Marcello magari.
– chi?
– per Marcello.
– e chi è Marcello?
– quello che ti scopavi.
– ma quella è storia vecchia. Non riesumare cose del passato.
– fino a ieri viveva con te.
– smettila di vivere nel passato! Ho fatto i miei errori, non è giusto che sia punita per sempre. Sto cercando di ricostruire qualcosa, e vorrei farlo con te, Gianni.
– Sandro.
– eh?
– sono Sandro.
– ah scusa, errore mio [CLICK]

2 risposte a “disfattismo”

  1. Sono le piccole cose, che fanno la differenza. Vedi, per lasciare un segno, un pensiero indelebile, un’immagine nitida di sé all’uomo, questa donna non aveva bisogno di sciorinare le lunghe ore trascorse dal parrucchiere, dall’estetista o in una costosissima boutique. Era sufficiente una frase, magari la prima, delle mille che ha usato, che da sola aveva tutto ciò che serve, per avere davvero un effetto dirompente. Bastava una minuscola correzione. Ecco, qualcosa tipo:
    “Caro, mi sono fatta Bella per te”.

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