δῆμος & κράτος Srl

“Ah, ho capito: non ti piace la mia critica e mi impedisci di parlare! Bella cosa! Ma noi siamo ancora in una democrazia, sai? Dunque ho tutto il diritto di…”.
Nessun diritto. Tu non hai nessun diritto. Qui non c’è democrazia, sei a casa mia. A casa mia io faccio le regole. Io ti faccio entrare e io ti do la parola. E te la tolgo.
Il concetto di democrazia non solo è universalmente sopravvalutato ma risulta altresì inapplicabile (vivaddio) nella stragrande maggioranza dei casi. Vivere in un Paese democratico non significa essere soggetti a regole democratiche in ogni dove.

– Buonasera.
– Buonasera, ma lei chi è?
– Sono UomoMordeCane.
– E cosa desidera?
– Sono venuto a star qui per la notte.
– Star qui per la notte? Ma cosa dice?
– Beh, ieri c’è stato lei qui, penso tocchi a me stasera.
– Cosa sta dicendo, questa è casa mia!
– Ma questo è un Paese libero e democratico. Mi pare di non doverne neppure discutere. Vada pure, torni domani.
– Ma che cazzo sta dicendo! Sparisca subito!
– Non ci penso nemmeno. Rivendico il mio diritto. Siamo in una democrazia, no? Lei ha dormito qui ieri, io ci dormirò stasera.
– Lei è pazzo.
– No, democratico. A proposito, quante ne ha fatte ieri con sua moglie?
– Eh?
– Va bene, mi attesterò sulla singola chiavata. Poi facciamo i conti al suo ritorno.
– [Per me va bene]
– TU STAI ZITTA! NESSUNO HA CHIESTO IL TUO PARERE! E LEI SE NE VADA!
– Lei sta sottraendo a sua moglie il democratico diritto di scelta e di…
– FUORIIII!

Quando mi fanno pippotti sulla mia pagina Facebook, sul mio blog, ed io rispondo col mio noto fare cordiale™, indicando di volta in volta quel santo o quello sfintere, vengo rimproverato di varie cose, ma spesso di non essere democratico. Quando io non ho mai detto nè desiderato esserlo.
La democrazia funziona se c’è una collettività che si accorda in tal senso, all’unanimità. Il concetto di “maggioranza” è solo successivo a questa prima fase costitutiva dell’apparato democratico. Se già solo una persona rinuncia ad accettare le regole democratiche, nessuna democrazia sarà instaurabile.
Ovvio: accettare di vivere in una determinata società che già si fondi su principi democratici rappresenta un’accettazione degli stessi. Dunque non sarà possibile non condividere i principi democratici in un ambiente democratico.

– Diamo ora la parola all’On. Tabussi
– Grazie Onorevole collega
– Ah, Tabussi è lei?
– Sì, certo…
– Allora no. Lei mi sta sul cazzo. Diamo la parola al prossimo: è chiamato a parlare l’On Delli Carri.
– Ma…
– Ancora qua lei?

Ma appunto si deve essere all’interno di una struttura democratica. E sono situazioni molto meno diffuse di quanto si pensi.

– Finora l’esame è da considerarsi buono. Un paio di domande ancora e la possiamo congedare con un ottimo voto.
– Guardi, direi che finora le sue domande sono da considerarsi buone. Ora sarà lei a darmi delle risposte.
– Cosa?
– Beh, non mi pare democratico che solo lei faccia le domande qui. Mi pare ora tocchi a me.
– Sta scherzando?
– Anche questa è una domanda, caro professore. La prego di smetterla e permettermi di esercitare il mio diritto di porre a lei le mie, di domande.

Pensate a cosa accadrebbe se il principio democratico fosse universalmente applicato:

– Sei ingrassato, George.
– Trovi, Alfred?
– Sì George, lo penso anche io.
– Anche tu, Benedict?
– Lo pensiamo un po’ tutti, George.
– Oh, bene. Farò palestra. Grazie di avermi avvisato, signori.
– Grazie una cippa, George. Chi vuole mangiare George questa sera?
– Favorevole!
– Favorevole!
– Favorevole!
– CONTRARIO! Ma state scherzando?
– Con tre voti favorevoli ed uno contrario questa assemblea ha deciso che stasera verrà servito George, con patate.
– MA QUALE ASSEMBLEA?! SIETE IMPAZZITI?
– Ti prego, George. E’ democrazia.
– MA…
– Tre voti contro uno.
– Uff, avete ragione.
– Ma certo.
– Posso almeno scegliere le salse?
– Contrario.
– Contrario.
– Contrario.
– Uff…