Piccole donne. Ma pure gli uomini non scherzano.

Domani convola a nozze la mia ex ragazza.

E’ sempre una sensazione particolare quando accade: nonostante sia già la sesta volta che si sposa.
Sì, ha questa compulsione: si sposa sempre. E sempre mantenendo i precedenti mariti.
Immagino la vostra obiezione: “guarda che non si può, non è consentito usare soldi pubblici per pagare stipendi a puttane che ti sei scopato e hai messo in qualche sottosegretariato“. Condivido completamente il vostro appunto ma avete sbagliato post.

Insomma, le ho fatto i miei auguri, ma ora, dopo sei matrimoni, è difficile essere originali. Così me ne sono uscito con un: “in culo alla balena” del tutto fuori luogo, non fosse stato per la presenza della madre.

Sposa uno bassino stavolta. Lo conosco anche, ci siamo subito presi in antipatia.
E’ che io ho un problema con le persone basse. O meglio, loro hanno un problema con me. Credo la cosa dipenda da tutta una serie di complessi fattori che possono essere sussunti all’interno della famosa storiella di Esopo, il fratello di quello che si voleva scopare la madre.

Insomma, l’ho conosciuto per caso al supermercato, e – non capisco perché – gli sono stato subito sulle palle.
Si rivolse a me così:

– Mi scusi, mi può prendere quel cartone di succo da quel ripiano in alto? Io non ci arrivo.
– Certo.
– Grazie… Ah no, non è questo che volevo, è succo d’uva questo, grazie lo stesso.
– Non faccia così, su.
– Cosa?
– L’uva… non è buona… e le solite storielle. Dai che è buona. E’ che non ci arrivava.
– Ma che dice?
– Guardi che non importa l’altezza. Non serve dire che l’uva non è buona perché troppo in alto.
– Ma lei è pazzo o cosa?
– Va bene, è acerba, come vuole. Arrivederci.

Vedete a volte come l’uomo sia mal disposto ad accettarsi?

Me lo ritrovai durante una passeggiata in centro, mano nella mano con la mia ex. Che me lo presentò:

– Ciao Max, questo è il mio ragazzo.
– Piacere. Stai pure seduto.
– Non sono seduto.
– Ah, ma noi ci conosciamo. Approfitto, volevo scusarmi per quella cosa dell’uva, penso ci sia stato un fraintendimento…
– Va bene, acqua passata.
– Bene, sono contento. Posso sedermi anch’io?
– Non siamo seduti!
– Max, sai che io e il mio ragazzo ci sposiamo?
– Ah, bene, mi fa piacere. E tu, porti gli anelli?
– Io sono lo sposo.
– Ah.
– Eh.
– Vabbè, ma almeno un anello allora lo porterai.
– ?
– E ti ci affezionerai.
– …
– Sempre se infilandolo non scomparirai per poi impazzire nella terra di Mordor.
– …
– Niente, cose mie. Ora vado, non ti disturbare, resta pure a sedere.
– Non sono seduto!
– Bene.

Insomma, che colpa ne ho se questi si risentono senza motivo?
Io non faccio nulla per rendermi antipatico a persone che ho nel cuore perché tanto sfortunate.

Ché poi questi fanno comunella tra loro (ma questa è storia conosciuta: vi ricordate quei sette là in miniera?). Ti escludono, parlano male di te alle tue caviglie.
Ma non si può che essere indulgenti e comprendere il dramma che vivono da sempre, che a noi normali pare cosa piccola ma per loro dev’essere enorme.

Auguri!

 

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