A ciascuno il suo

 

Ci sono frasi “di genere”, di quelle che in bocca ad una persona di sesso differente rispetto a quanto ti aspetti suonano malissimo. O disvelano nuovi panorami.

Ieri mi facevo i cazzi miei, con la tv sullo sfondo mediatico a riempire gli spazi sensoriali vuoti. Con la coda del cervello capto il discorso di un ragazzo, che parla non so di cosa, roba sentimentale.
Ad un certo punto ha detto:
– no, perché lei da un po’ di tempo si è emotivamente distaccata da me

Insomma, si capiva che avesse problemi con la ragazza o ex.
Ma è una frase che suona malissimo in bocca ad un uomo.
Lei si è emotivamente distaccata“. No, non va, non ci siamo. Suona male. Suona femminile.
Ho smesso di fare quello che stavo facendo e ho prestato maggiore attenzione. Il ragazzo ha poi aggiunto:
– in questo momento mi sento molto vulnerabile.

Mi sento molto vulnerabile“?
Bene, caro ragazzo, non è un problema – sia chiaro. Ma sappi che sei frocio.
Un etero non dirà mai una frase del genere. Non è nel suo patrimonio genetico.

L’eterosessuale non è che non abbia vulnerabilità. Semplicemente le nasconde.
L’etero, inserito all’interno di un contesto sociale competitivo come il nostro, piuttosto crepa. Ma non metterebbe mai in piazza un Tallone d’Achille, indicandolo anche con delle grosse frecce luminose.

Sia chiaro: le differenze di genere sono non da stigmatizzare ma da valorizzare: ciascun essere umano è patrimonio immenso ed irripetibile proprio per la sua diversità ed unicità, e per questo anche le differenze uomo-donna sono un valore da curare e sottolineare.

Dunque, di fronte ad un uomo che dica:
– in questo momento mi sento molto vulnerabile
occorre semplicemente prendere atto della sua diversa concezione del mondo rispetto ad un eterosessuale. E valorizzarne gli aspetti.

In questo modo sarà anche più semplice superare quegli odiosi luoghi comuni, tratteggiati troppo spesso caricaturalmente ancor oggi, che vedono l’omosessuale come macchietta col polso molle e foularino al collo.

Come quello indossato da quel ricchione.

 

 

7 risposte a “A ciascuno il suo”

  1. cazzo se hai ragione, brutto bastardo che non sei altro, se tu fossi reale ti stringerei la mano fino a rompermi un unghia!

  2. cazzo sei hai ragione, brutto bastardo che non sei altro, se tu fossi reale ti stringerei la mano fino a romperTi quelle unghie finte con gli strass che porti per far credere alla gente che sei una tigre ed invece sei vulnerabile quanto e più di quel ricchione col foularino.

  3. Cazzo se hai ragione, brutto bastardo che non sei altro, è come se una donna per esempio dicesse: “L’ho lasciato perchè non sopportavo più quel fiume di sensibilità che mi riversava addosso con le sue poesie del cazzo” 😉

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