I’m talking for free, I can’t stop myself, It’s a new religion

Molto è stato detto e scritto sulla morte, sulla religione, sui perché dell’esistenza e sul retropensiero gay alla base del Marlboro Country. Ma oggi, qui, sto per definire il vero senso della vita e a fornire consigli per vivere una esistenza serena, priva di ansie, riducendo perfino il tasso di Testimoni di Geova nelle ore più calde.
Parto da un assunto (le opinioni, in quanto tali, le lascio da parte: è importante essere tutti d’accordo sulle premesse e per questo mi limiterò a scivolare sul Rasoio di Occam in modo da rendere queste righe inattaccabili manco fossero state scritte da sobrio): Dio non esiste.
Essendo tutti d’accordo su questo punto proseguo, senza perdere tempo in assurde elucubrazioni circa il diritto di credere in qualcosa che mai nessuno ha visto e di cui si discute da millenni per semplice sentito dire e/o timore di terminare tra i vermi una vita comunque nata dentro umori vaginali (quando si dice dalle stelle…).
Non esistendo Dio, il compito di tutti coloro che posseggono un Q.I. superiore a quello di un credente (credenti, d’ora in poi chiamati per semplicità “Dai, ti prego, smettila“) è quello di cercare di spiegare ai Dai, ti prego, smettila come integrarsi al meglio nella società civile, insegnando loro la tolleranza, la piacevolezza del sesso a pagamento, l’inutilità della procreazione, il piacere di bere vino senza conferirgli significati superiori a quelli che realmente possiede: trattasi di un’alcolica spremuta d’uva e non plasma di un antico capellone in infradito.
Questa prima fase non sarà indolore: la resistenza dei Dai, ti prego, smettila all’inizio sarà durissima e non pochi dovranno essere soppressi, mostrando altresì loro che si sbagliavano su quella balla del paradiso.
I superstiti ancora riottosi verranno educati secondo i dettami delle altre religioni, quelle professate dai loro competitors (sei cristiano? Buddismo, brahmanesimo e shintoismo due volte al giorno prima dei pasti… Musulmano? Confucianesimo, taoismo e protestantesimo prima di ogni sgozzamento su Al Jazeera), in modo da dimostrare come in fondo sia come nelle elezioni: tutti hanno un po’ ragione, le cose che dicono sono sostanzialmente le stesse, ti si chiede di affidarti con fiducia a promesse che non saranno mantenute. Nel frattempo ti scuciono soldi.
Operata la pulizia etnica, il mondo, libero dai Dai, ti prego, smettila passerà alla fase due: la demolizione e ricostruzione.
Tutti gli edifici sacri verranno riconvertiti a strutture realmente utili alla crescita umana: lupanari e sale videopoker. I primi per offrire sollazzo, i secondi per una perequazione economica con travaso delle risorse dagli idioti videogiocatori ai normodotati.
Ci saranno rigurgiti religiosi, che potranno assumere le più diverse forme apotropaiche: dal segno della croce laddove ora sorge un bordello a grattate di palle come buon auspicio, da santini sul cruscotto attesi come maggiormente efficaci di una foto di Jessica Biel a collanine raffiguranti miniature di iconici strumenti di morte con uomini appesi in malo modo. Sarà cura della società civile di evitare che questi focolai si espandano fuori dal controllo.
Nella fase tre il mondo, culturalmente progredito, potrà assumere finalmente una forma di governo libera e civile, con una enorme immissione di beni e danaro nell’economia, provenienti da tutte le risorse sin qui utilizzate per il mantenimento delle strutture e del corpus religioso.
Questo davvero risolverà l’atavico problema della fame nel mondo e costituirà una decisiva azione di impulso civilizzatore in quei Paesi oggi maggiormente in difficoltà proprio a causa dell’ossarvanza di assurdi precetti religiosi. Non si dimentichi – un esempio tra tutti – l’atteso abbassamento della mortalità da AIDS nei Paesi in via di sviluppo grazie all’uso del profilattico, ora vietato dalla Chiesa.
Ciascuno di noi può, da ora, iniziare a fare qualcosa per avviare questo processo di rinnovamento sociale.
Io personalmente sto decimando i sacerdoti nella mia regione; li attiro con il solito vecchio sistema: un bambino per strada legato ad un invisibile filo di nylon. Quando il prete si avvicina, attirato dall’esca, tiro via il piccolo – tipo folata di vento. Fino al furgoncino nel quale rinchiudo la mia vittima, destinata a ben altri lamentosi mugolii.
Sono consapevole il mio sia un piccolo contributo, ma se tutti facessimo qualcosa raggiungeremmo presto grandi obiettivi.
Aderisci anche tu al mio movimento.
E’ l’ora.

6 risposte a “I’m talking for free, I can’t stop myself, It’s a new religion”

  1. Io opterei direttamente per una sorta di Soluzione Finale.
    Però mi rendo conto sia un progetto troppo ambizioso e allora mi limiterò ad una semplice proposta:
    il prossimo 25 Dicembre incontriamoci tutti a piazza San Pietro e nottetempo sostituiamo le classiche palle del grande albero con originali “palle di prete”.
    Sta alla vostra fantasia sul come procurarle.

  2. Mi sa che ci saranno solo quattro palle sull’albero! 🙁
    Eppure non credo che i tuoi lettori siano tutti dei “Dai, ti prego, smettila”.
    Ehi gente, si attendono altre adesioni al movimento.

  3. Sono uomo retto, probo e di buona volontà… e non vedo l’ora di unirmi al tuo movimento.

  4. divertente. ok , sono dei vostri .

    P.s. Max mi permetterai di offriti un drink al mixer uno di questi giorni? Semplice scambio di vedute , giuro non è una trappola…

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