Stanotte è la notte

Corvi neri, alberi bruciati, giovani che correvano nudi, terrorizzati.
Nessun adulto rimasto vivo.
Il sole oscurato da una nube d’ebano densa di pece,
lamenti, orrore dappertutto.
Ho sognato l’apocalisse,
l’odore della morte, crudo, penetrante.
E lei.
Sulla collina, immobile, ad osservare senza espressione alcuna.
Lei.
Orrida, torva. Completamente muta. Per la prima volta.
Il silenzio.
La fine di ogni inizio.
Aveva lasciato l’Averno e cominciato ad infettare il vicino, l’amico, lo sconosciuto, con il suo subdolo gioco perverso.
Dapprima nessuno si era reso conto del pericolo.
E io che urlavo – parevo un pazzo – “è lei! Scappate! E’ lei! E’ la fine!”.
Nessuno ad ascoltarmi.
Urlavano attorno schiere di demoni affamati, col cuore a vista, pulsante e purulento.
Non riuscivo a svegliarmi, sapevo fosse un sogno ma devastava l’anima.
La sua stessa figura tagliava gli occhi.
Era orribile. Scarna come nessun essere umano avrebbe potuto mai. Una voce che non apparteneva se non al Male.
I suoi piedi affondavano nel putrido che lei stesso aveva generato. E da questo prendeva linfa.
Ma solo io la vedevo tale. Per tutti si trattava di una innocua donnina di paese, modesta, dimessa anche.
E vederla su quella collina, imperatrice del male, algida e potente come niente d’umano avrebbe potuto, nessuno la riconosceva.
Il mio sogno, la morte di tutto.
Nessuno è salvo, niente sarà più.
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6 risposte a “Stanotte è la notte”

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