Luoghi (ristretti) comuni

Decido di cambiare palestra, per vari motivi. Primo giorno. Entro. L’ambiente è in effetti squallidino ma forse dipenderà dalla giornata uggiosa. Nessuna ragazza, solo giovani esaltati che parlano di metodologie di allenamento, anabolizzanti, tecniche di esecuzione degli esercizi. Sto un’oretta e mi rendo conto che non è entrata nemmeno una ragazza. Doccia e via. Il giorno dopo stessa solfa: stessi ragazzini e niente donne. Stavolta mi rivolge la parola uno, mi pare gentile. Si chiacchiera un po’ e gli chiedo scherzosamente se fosse una palestra per soli uomini. Non mi risponde. Neppure quel giorno presenze femminili. Doccia e via. Un paio di giorni dopo: allenamento, chiacchiere e – ovviamente, zero donne. Ora sono in due a scherzare con me e me li ritrovo anche nello spogliatoio. Chiedo anche a loro se si prevedano ingressi femminili di tanto in tanto ma mi guardano come se avessi calpestato una suora. Quando parte Y.M.C.A. capisco diverse cose.
Per domani prevedo una corsa all’aperto.

9 risposte a “Luoghi (ristretti) comuni”

  1. Beh, almeno stavolta non sei stato cacciato dalla palestra per avere aggredito l’allenatrice di spinning, come mi pare d’aver capito sia successo in quella precedente, no?

  2. Nannahnananananananahuàiemsiiéi-nananananananananahuaiemsiiè-ehi…
    Dici questa?

    Comunque, il fatto che tu vada in palestra, a mio avviso è già significativo di per sé. Inoltre, ricorda sempre che il gay-detector è infallibile e che è più facile vedere la pagliuzza nell’occhio altrui che la trave infilata (!) nel proprio (e intendo il proprio).

  3. Caro Max, io sono gay. Non è poi così male. Certo all’inizio ti brucia un po’ il quelo, però poi ci si abitua. Aprite le vostre menti e anche tutto il resto.

  4. Beh, se in un luogo ci sono tanti testosteroidi in eccesso e niente estrogene in arrivo… lì gays ci covan, dopo aver fatto l’uovo durante Y.M.C.A. sotto la doccia con te!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.