A ciascuno il suo

Ho redarguito con una certa decisione (me ne dolgo, forse sono stato troppo duro) la colf: sovente capita che questa donna non porti a corretto termine la cottura delle omelette.

Ho mannato affanculo la serva (e si me dice quarcosa ‘a prenno pure a carci ar culo): quanno che ‘sta zoccola me fa ‘na stracazzo di frittata ‘a bbrucia.

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Mi racconta, invero, dei suoi problemi, che il suo colore della pelle puo’ a tutt’oggi rappresentare uno svantaggio sociale: persone provenienti da paesi in via di sviluppo possono aver senz’altro la testa altrove a volte, specie i figli rappresentano un grosso problema e a volte qualcuno di loro si trova suo malgrado a svolgere mansioni poco desiderabili. La sua piccola per fortuna ha solo tre anni e non corre questo rischio.

Dice che c’ha cazzi pe’ ‘a testa, che siccome è negra, ma negra negra, mica solo marone, c’ha da mandà affanculo pure lei troppa ggente: e ce credo! ‘Sti zozzi co’ ‘e pezze ar culo vengono qua dar terzomondo pecchè là stanno solo a ‘ngroppasse e a fa’ figli, poi i portano qqua appena ponno e ‘i mettono ‘n mezzo a na strada a batte; mo’ solo pecchè ‘a fija c’ha 3 anni ma aspetta ‘n’arte du’ anni e comincia pure lei a pijà cazzi.

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Anche il marito è un brav’uomo, lavoratore: è parte del personale non docente presso la scuola Leopardi ma arrotonda di sera operando nel settore dell’entertainment come mediatore interculturale con Paesi come la Lituania, branch-oriented in questo senso.

Che pure er marito t’o raccomanno: fa ‘r bidello dentro ‘na scola ma de notte c’ha r’ giro de troie a quello scannatoio, come se chiama, er Blu Nait: ‘e pija da ‘a Lituania o ‘sti posti pieni di fregna e ‘e porta qua a fa’ ‘e mignotte, che quelle pare che ce so’ nate.

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E’ stato assunto a scuola in virtu’ della legge che tutela le persone diversamente abili, afflitto com’è da una forma di “pre-verbalità”. Fu sfortunato nel concorso per un posto di operatore ecologico in quanto vertically challenged.

L’hanno pijato a scola solo perchè è handicappato, mezzo sordo, sinno’ cor cazzo che lavorava. Pensa che manco pe’ spazzino era bbono perchè era tarmente bbasso che er culo je puzzava de piedi.

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Ora sta pensando di far studiare il figlio in vista del concorso per Police Parker, anche se privo di un solido background sarà difficile, è il problema tipico di tutti gli svantaggiati.

S’è pure messo ‘ntesta de fa’ ffà ‘r concorso da pizzardone a quella capra der fijo, chissà come ce po’ riusci’ senza n’calcio ar culo, negro de mmerda..

11 risposte a “A ciascuno il suo”

  1. A me pare più efficace così: si colgono meglio i contrasti ed il parallelismo è immediato.
    E poi il pallone è mio!

  2. Era meglio fare come per le riviste bilingue: due colonne: la prima in italiano, la seconda in romanesco… Ma poi perchè romanesco? Non era meglio napoletano? E perchè la colf era nera? Per forza nera?!? Le colf sono sudamericane adesso, cioè…Anche tu…Aggiornati!!!!

  3. Ecco, Vaniglia ha centrato il punto. E poi il figlio è nato in Italia? Perché altrimenti non può mica farlo, il concorso da vigile. E il concorso da bidello? In una scuola superiore o medie/elementari?

    Un po’ di precisione, cazzo.

  4. Ahahahahahahahahahah!
    Questo pezzo è una figata, sto ridendo come un pazzo.

    “quanno che ‘sta zoccola me fa ‘na stracazzo di frittata ‘a bbrucia.”

    Ahahahahahah! Il romanesco è unico nel suo genere!

    Maroc

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