sbadanti

L’arte dell’affabulazione, l’estro suadente nelle argomentazioni, la vena ironica, l’eleganza nei modi, il fascino discreto, il magnetismo nello sguardo.
Ad avercene almeno una avrei risparmiato un mucchio di soldi in zoccole.

Ieri invece ho conosciuto due ragazze ucraine che mi hanno molto colpito.
Venti giorni di prognosi.

Una di loro all’inizio pareva starci, ma era solo una impressione.
Eppure in negozio la gabbia pareva più grande.

Allora ho ripiegato sull’altra.
Ne è uscito un origami fantastico.

Dite che se una non ci sta dovrei lasciare perdere? Che tira, tira alla fine la corda si spezza? Beh, forse è vero. Ho imparato qualcosa almeno.
Un collo ed una corda fanno lo stesso rumore.

Eppure alla fine, quelle ucraine me le sono portate a casa.
Un po’ alla volta, certo.

Ora la polizia sta cercando l’infame che ha succhiato via la vita da innocenti in modo così barbaro.
Non lo troveranno mai così lontani da Arcore.

Ora? Beh, ora conservo di loro un bellissimo ricordo.
E che bel freezer nuovo, questo.

Dite che sono un mostro? Chi mi ha incontrato non pensa lo stesso.
Non attualmente.

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