“Infinitamente buono” ‘sto par di palle

Quando da ragazzino facevo la comunione, poi mi andavo ad inginocchiare. E quello era un momento oscuro. Non sapevo cosa dovessi fare.
A catechismo mi spiegarono che avevo appena assunto il Corpo di Cristo e per questo dovevo fare opera di pulizia interiore, lo dovevo accogliere nel migliore dei modi, offrirgli un Crodino, non so.
Mi fu anche detto che dovevo chiedere perdono per i miei peccati (ma mi ero appena confessato!), fare penitenza. E io mi sforzavo di trovare in me un senso di profonda colpa, che pero’ spesso latitava. Cio’ mi faceva sentire in colpa. E il cerchio si chiudeva correttamente. L’autoinduzione del senso di colpa era passaggio necessario per far contento Gesù. Perchè Gesù dovesse essere felice in caso di mio senso di colpa era mistero.
Insomma, capii che lo scopo di quella manfrina era stare male interiormente, trovare le magagne, rimarcare i propri errori e misfatti.
Dovevo sentirmi un verme, insomma. Più mi ci fossi sentito, più Gesù avrebbe agito dentro di me, un po’ come il bifidus.
A quell’età non avevo gli strumenti per analizzare. Ora li ho e voglio dirti: “oh Gesù, io non mi ci sentivo in colpa, va bene?! Ero un bambino, giocavo, non ammazzavo nessuno (allora).
E l’Atto di dolore, e “mi pento e mi dolgo” e “peccando ho offeso te”…
Oh, ma che cazzo!
Oggi trovo estremamente scorretto quel che mi hai fatto patire.
Non ti ci ho messo io in croce. Giocavo con le biglie, io.
Questa tua è una ritorsione, non un atto d’amore.
Pentiti, Cristo!

19 risposte a ““Infinitamente buono” ‘sto par di palle”

  1. mi trovavo nella tua stessa situazione, anche io non sapevo che fare…ma poi mi ci annoiavo a messa, tant’è che mia madre (santa donna) decise dato che non c’era nessuno a casa e dovevo per forza stare con lei di farmi portare i fumetti (e io leggevo quelli, non credo di essermi perso molto). quanto sarei voluto rimanere bambino e non capire un cavolo. ah, buongiorno UMC 🙂

  2. Mai messo piede in chiesa dopo gli 11 anni. A 11 anni non avevo senso critico. Neanche adesso, in realtà, ne ho molto. Non foss’altro perché ieri sera ho guardato quella merdata su italia uno commentandola via sms con Julija.

  3. Genio, genio, genio. Come tu riesca a fare tutto questo rimane un mistero. E sì, in quella breve parentesi “sacra” della mia vita (dove mi sono sparato comunione, cresima e qualche altra roba in un anno soltanto, a 13 anni – pensavo che non riuscivo a parlare a Dio perché non li avevo fatti, tanto valeva provare a sto punto) dopo la comunione non sapevo che cazzo fare. Mi pareva di parlare a vuoto. ED ECCO CHE IL GENIO ESPLICITA AL MEGLIO IL MIO PENSIERO.
    BRAVO. BRAVO. BRAVO.

    BRAVO.

    BRAVO. BRAVO.

  4. sarò andato a messa 2 volte nella mia vita, e di solito perchè la zia di mia madre mi corrompeva regalandomi i modellini delle mini 4WD. Allora non sapevo neanche qual’era il momento di alzarsi o inginocchiarsi, o chi doveva alzarsi o inginocchiarsi, e neppure perchè avrebbe dovuto. Le mini 4WD sono una figata comunque.

  5. l3tsgo: questa corruzione la subivo anche io. Era il cinema successivo alla messa. Vero.

  6. cretini erano coloro che facevano dire a Gesù certe minchiate! Rileggersi il Vangelo e certe stronzate non sono scritte da nessuna parte…
    tutti avete detto di esserci stati una o due volte o al massimo da bambini…tornando da adulti forse avreste capito qualcosa diverso o in più magari che erano veramente tutte minchiate o magari no…

  7. Come mai i commenti di un certo tipo sono sempre anonimi? In genere sono io a ricevere email del tipo “vergognati”. Ma ci metto nome e cognome.

  8. Ma vero vero?? Vi corrompevano per andare a messa?? Beati voi!! Invece con mia mamma era più un “devi andare a messa perchè lo dico io e basta e non provare a contraddirmi che lo sai che non lo sopporto, altrimenti attacco la pippa del OhPoveraMeSonoUnaCattivaMadre e ti faccio sentire in colpa per sempre”

  9. In quanto catechista, e grandissimo fan di Spinoza e del caro UMC, ci tengo tanto a chiedere infinite scuse per tutti i millemila errori che noi educatori commettiamo nei confronti dei ragazzi di ieri e di oggi, riuscendo perfino a far sì che ci si convinca di doversi sentire in colpa dopo la comunione, anzichè riceverne una gioia ed una carica unica!!
    Alla fine, siamo noi i primi responsabili…
    Ecco, mi sento in colpa anch’io! 😉

  10. Bella Mau!
    Sheleya, anche quella è una forma di pressione psicologica. Hai la mia comprensione.
    Mr_Rusti, la comunione avrebbe dovuto dare una carica unica? Beh, allora l’ostia dovevano inzupparla nel Red Bull: a me quel vinello faceva abbioccare.

  11. Eh sì, putroppo però il vinello te lo danno solo nelle solennità… di solito c’è solo la pastiglietta!
    Comunque per molti santi la comunione era elemento sufficiente e necessario per continuare la vita e l’impegno, ci sono tantissimi esempi di personaggi che in prigione o in campi di sterminio facevano forza a sè e agli altri curandosi soltanto di comunicarsi quotidianamente, con una minima briciola di pane!

  12. senza entrare nel merito della giustezza di una religione dico che quando rimane solo la forma(inginocchiarsi e far finta di fare non si sa bene cosa)e niente sostanza è molto difficile che ne venga fuori qualcosa di spirituale.io da piccolo a messa ci finivo grazie al sistema carota+bastone.La carota consisteva nel Giornalino dei Piccoli che ci dava il prete e il bastone nelle mazzate che mi dava mia madre se non ci andavo

  13. Ahahha il Giornalino… anche io da piccolino mi ficcavo sotto il banco e me lo leggevo tutto!
    Quanto mi manca Pinky……

  14. Il cattolicesimo è stato trasformato da semplice sistema di gestione del senso trascendente a un ben più pragmatico sistema di gestione politica ed economica, sfruttando proprio il senso di colpa e l’acquisizione dei diritti di pubblicazione delle strisce di Asterix e LuckyLuke.

  15. E pensare che il Giornalino ce lo davano a scuola, manco in parrocchia.
    Vero è anche che andavo a scuola da suore.
    E questo spiega molte cose.

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