In cielo, in terra e in ogni dove

Ogni volta che vedevo un film di fantascienza, con qualcuno che moriva nello spazio e veniva abbandonato fuori dall’astronave o magari sparato fuori con un cannone spaziale in una tecnobara di lega coi controcazzi, pensavo che forse l’anima di quello là avrebbe avuto piu’ difficoltà nel tornare a casa, da Dio intendo.

No, davvero: secondo me se muori sulla Terra è diverso: c’è un prete, almeno nelle vicinanze, qualcuno pregherà pure per te, magari c’è una messa in suffragio e uno spruzzo d’acqua santa.

Poi il cimitero, cazzo, il cimitero. Con le croci e tutto.

Cioè, stai insieme ad un sacco di cadaveri, è facile che Dio sia là, piuttosto che nello spazio profondo tra Proxima Centauri e la costellazione del Cigno tartufato.

E no, non mi ha mai convinto l’idea che Dio sia dappertutto, a questa cosa non ho mai creduto.

Se vedeste com’è lurido il mio scantinato sapreste cosa intendo.

5 risposte a “In cielo, in terra e in ogni dove”

  1. La questione teologica dello scantinato di cui vergognarsi è stata già risolta. Inizialemente l’argomentazione metteva in dubbio anche l’onniscenza oltre l’ubiquità, ma è stato tutto risolto inventando la compassione… Dio è anche nel tuo scantinato, lo conosce a fondo ma si limita a deprecare il tuo operato in silenzio.
    O forse non è onnipotente.

  2. Max, scusa, ma tu non stavi in carcere?
    Ah, sei uscito l’altro giorno…
    Ma certo che hai dimenticato Dio in cella, se no il tuo scantinato sarebbe uno specchio! Ovvio no?

    Maroc

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