Ottobre 2009

venerdì, ottobre 30, 2009
La crisi dietro le spalle. E una saponetta da raccogliere.

In questo momento ho talmente difficoltà economiche che come navigatore mi sono potuto permettere un solo “Tom”. Mi porta dove mi deve portare, ma mi tratta con sufficienza e ogni tanto mi molla un “morto di fame”. Specie dopo i cavalcavia che, per la cronaca, sono diventati luoghi tristissimi da quando nessuno lancia più sassi. Tende poi a privilegiare le strade secondarie, dice che si vergogna di me, mi fa fare giri assurdi intorno a baraccopoli, provando a convincermi a trasferirmi là. Volevo impostare un percorso autostradale: si è messo a ridere. All’inizio pensavo che un aggiornamento del software lo rimettesse a posto. In effetti di aggiornamenti ne aveva bisogno: non sapeva niente della bocciatura del Lodo Alfano, per esempio.

Devo fare qualcosa per i miei problemi.

Sono sempre più depresso. E svogliato. Oddio, una parte di me vorrebbe anche distrarsi, ma si tratta dell’avambraccio e di due molari, e di lasciarli uscire così, soli, non mi pare il caso.

L’altra sera comunque mi sono fatto forza e sono uscito. Solo il mio occhio pigro è voluto restare a casa.
Il piano originario (qui lo chiameremo Piano “A”, tanto non si gira lo stesso) – aspettare la morte dello zio ricco – non ha funzionato. Si trattava certo di una orrida e becera abiezione, ma non mi sono mai sentito troppo in colpa, non capendo queste parole. E poi c’era un altro problema: attendere la morte di uno zio ricco presuppone diverse cose: che lo zio sia vecchio prima di tutto, che tu sia contemplato nel suo testamento, certamente. Ma soprattutto che questo zio non sia parto della tua fantasia.
Il piano B prevedeva la riscossione di un mega bonus dal mio lavoro come incentivo previsto per il prepensionamento. Si parlava di circa due milioni di euro ma la cosa andava troppo per le lunghe. Prevedeva infatti lo sfruttare la mia posizione di potere in azienda per creare i presupposti affinchè questa fallisse, addebitandone le colpe a terzi e in quel momento accettare l’offerta di prepensionamento milionaria. Io avevo troppa fretta ed ero fermo alla lettura degli annunci economici.
Il piano C non c’era.
Il Piano D consisteva nel cercare un lavoro immediatamente in grado di rendermi ricco senza fatica e con grande soddisfazione personale ed economica. Avrei fatto di tutto per ottenere un lavoro del genere, tranne andar contro i miei saldissimi principi morali e cristiani, da sempre un valore fondante di tutta la mia condotta di vita. La mia cristianità, devo dire, mi ha spesso aiutato nei momenti difficili, e poveracci quelli che stanno perdendo le radici cristiane, come giustamente ha affermato domenica scorsa quel tizio vestito di bianco.
Il Piano E ha reso qualcosa ma è terminato nel momento in cui mi sono reso conto che i reni non ricrescono.
Il piano F è stato aberrante: commercio di organi (altrui stavolta). Ma la necessità spinge l’uomo alle più bieche scelte. Terribile, non posso ripensarci. Andai in Brasile, entrai in una di quelle tristissime favelas e avvicinai un bambino (non posso ripensarci, che cosa spregevole). Con la scusa di qualche cruzeiro lo feci salire in macchina e lo portai in un luogo deserto. Mentre giocava con un pupazzo che avevo messo sul sedile… Dio, non riesco a capacitarmi di averlo fatto – mentre quel povero bimbo giocava… arriva il rappresentante di strumenti musicali ed organi da chiesa, ed iniziamo la trattativa per la compravendita di 10 organi per parrocchie nella provincia di Treviso. Il bambino intanto continuava a giocare tranquillamente fino a che non l’ho riportato a casa. Una cosa orribile, orribile, quegli organi. Mai più.
Il piano G capitava di doverlo pensare di domenica e volevo dormire. Passai dunque direttamente al piano H, incentrato sullo sviluppo delle mie facoltà intellettive, della memoria in particolare, già fortemente sviluppata in me, per sfruttarla in modo da… da… boh.
Rischiavo di terminare le lettere dell’alfabeto a furia di elaborare piani “A”, “B” e “C” quando mi venne un’idea geniale: usare due lettere dell’alfabeto.

Ma questo non avrebbe risolto i miei problemi economici.

Mi ridussi anche a scommettere sui cani. Ma l’Inter non vince mai in Champions.
Insomma, ora mi trovo all’elaborazione del piano definitivo. Anche perchè è lo ZZ. Dopo di questo non mi resta niente.

A meno che…

Già… TRE LETTERE!

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venerdì, ottobre 16, 2009
Doppi sensi e sensi unici.

Ieri sono andato da Mediaworld per comprare un navigatore.

C’era Giovanni Soldini.

Eh? No, non intendevo…

Mia moglie si è fatta trovare nuda sul letto ma io ero troppo preso dal mio acquisto e ho preferito montare il navigatore.

Eh? No, non intendevo…

Mentre guidavo seguendo le indicazioni del navigatore, ascoltavo il radio giornale.

C’era un servizio su PD e Franceschini, che diceva che voleva proseguire su quella strada tracciata… ma non ho capito come si concludesse perchè il navigatore ha detto “tornate indietro quando potete”.

Eh? No, non intendevo…

Viaggiare soli dà il tempo di pensare ai fatti propri… mi sono messo a pensare che avrei potuto far sesso con mia moglie poco prima e stavo partendo…

Poi il navigatore ha detto “tenete la destra”.

Eh? No, non intendevo…

Ad un certo punto mi sono ritrovato su un viale, pieno di prostitute, a destra e a sinistra della strada. Mai viste tante.

Devo dire che mi sono distratto e strani pensieri hanno affollato per un istante la mia mente.

Il navigatore però mi ha riportato a terra: “prendete la seconda a destra”. Così ho fatto.

Eh? No, non intendevo…

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mercoledì, ottobre 07, 2009
I miei temini: i promessi sposi

I Promessi Sposi parla di Renzo e Lucia che si devono sposare ma ci riescono solo all’ultima pagina del libro appena in tempo prima che Manzoni lo finisce perchè poi muore giovane di tisi.
I Promessi sposi racconta di questi due che si amano e fanno i cuori sui rami del lago di Como ma Rodrigo li odia perchè ama Lucia ma Lucia ama Renzo e Renzo pure ama Lucia e Rodrigo si sente male perchè a lui non lo caca nessuno. Forse un po’ la Monaca di Monza ma non glielo puo’ dire perchè è suora di  chiusura ed è comunque un personaggio secondario.

Rodrigo comanda di non farli sposare mai e per farlo manda la peste a Milano e in tutta l’Italia. La peste era una malattia che diventavi giallo e morivi malissimo e oggi non c’è più per il vaccino.

Ci sono i bravi ma poi alla fine si scopre che erano cattivi perchè mandavano la peste. E ci sono altri personaggi che fanno complicare le cose, tipo Don Abbondio che era un prete ma pauroso e alla fine non se l’è sentita di sposar Renzo e Lucia ma poi hanno trovato un altro prete e si sono sposati lo stesso. C’era pure un altro prete, Cristoforo, che non sono sicuro ma magari c’entra con quello dell’America ma non ci giurerei mica. Comunque il periodo era quello. Comunque alla fine muore Don Rodrigo per la peste perchè forse l’aveva toccata non volendo e Renzo e Lucia si sposano nel lazzaretto che è quel posto dove portano i morti e i feriti gravi della peste ma loro avevano fatto il vaccino perchè avevano la ricetta.

I Promessi Sposi tutto sommato è un bel libro ma non lo comprerei perchè c’è già sull’antologia e poi va a finire che già si sa che si sposano anche se Manzoni è molto bravo e non lo dice fino alla fine.

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martedì, ottobre 06, 2009
i miei temini: la divina commedia

la divina commedia è un bel libro ma un po’ deludente perchè non è una commedia. Non fa ridere da nessuna parte se non quando Dante parla del culo a trombetta.
Per chi non l’ha letto, la divina commedia è divisa in inferno purgatorio paradiso ma tutti sanno solo l’inferno perchè le altre parti dante non le ha completate perchè è morto giovane di tisi.

Nella divina commedia i buoni stanno in paradiso ma sono pochissimi e generalmente si annoiano. Pero’ i cattivi all’inferno stanno malissimo e desiderano andare in paradiso. All’inferno ci sono i mostri e i cani rabbiosi che mangiano le persone che devono pagare per le cattive azioni che hanno fatto e si ritrovano a fare preciso quello che non vogliono fare o che comunque non gli piace poi tanto fare e nessuno si riposa mai e si dorme pochissimo.

Nel purgatorio non c’è nessuno e dio ci va solo per controllare ogni tanto.

Dante era uno bravo e quando scriveva scriveva tanto e preciso ma ai suoi tempi non era apprezzato perchè gli altri parlavano in latino e Dante era della campagna in provincia di Firenze e non lo sapeva bene il latino se non scolastico.

Per questo la divina commedia è scritta volgare e ci sono le parolacce come quella del culo che ho detto prima.

La divina commedia è scritta con le rime esatte e questa cosa è tipica delle poesie dell’antologia ma la divina commedia è lunghissima e nessuno la sa a memoria se non roberto benigni e pochi altri.

Tutto sommato non è un libro che comprerei ma per fortuna me lo sono trovato direttamente sull’antologia e non ci ho speso niente.

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giovedì, ottobre 01, 2009
Eravamo quattro amici al mar

Sto organizzando un tour con amici in Slovenia.

Ovviamente si andrà a far casino ma mi ritaglierò uno spazio per le cose serie, perchè nella vita non c’è solo il cazzeggio ma anche le cose importanti: il poker.

Saremo ospiti di un casinò molto noto agli appassionati per l’ampio ventaglio di proposte in tema di divertimento. Ma oltre alle puttane dovrebbe esserci qualcos’altro.
Uno del nostro gruppetto non è mai entrato in un casinò e non so che aspettative abbia: forse ha in mente scene da film nelle quali una sfarzosa Las Vegas regala a tutti i propri ospiti vincite, bellissime donne e vita da sogno per tutto il tempo del soggiorno. Forse si è fatto influenzare dai miei racconti. Io a Las Vegas ci sono stato e so che è esattamente questo che ti capita quando ci vai: fighe, soldi a palate… Oddio, che a me, direttamente non sia mai successo… nè a tutti quelli che conosco che ci sono andati… nè a tutti quelli che conoscono quelli che conosco io…beh, è solo per caso. A Las Vegas ed in ogni casino’ si vince sicuro, lo dicono tutti!
Un altro viene esclusivamente per le donne. E’ fissato, non ha altro in testa. Come se non ne vedesse da anni. Eppure ha il suo giro e la compagnia femminile non gli è mai mancata. Poi è impegnatissimo con una splendida ragazza. Eppure niente, le donne restano il suo chiodo fisso.
E poi ci sono io. Ah, no, quello ero io.
Un altro ancora viene come premio di chiusura della stagione estiva: fa il balneatore ed in questo periodo è come se esplodesse. Dopo un letargo nel quale non ha fatto che sfornare pizze su pizze, in un ambiente a circa 70 gradi ed una umidità da Everglades, ha bisogno di evadere. E le zoccole da queste parti non gli fanno più credito. Anche lui, pagare in Capricciose…

– Ma sono buonissime

– Ma non lo metto in dubbio, è che magari se una fa la puttana vuole avere dei soldi

– Così svaluta le mie pizze

– Ma no! E’ che non puoi campare con le pizze

– Io lo faccio

– In effetti…
Resoconto a breve.

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