Marzo 2009

martedì, marzo 31, 2009
il dì scorso

Ho da poco scoperto omegle, una cazzosissima chat casuale.

Funziona così, entri, clicchi un tasto, nessuna registrazione, e cominchi a chattare con uno. Casuale, sconosciuto. Tu sei identificato come “you”. L’altro come “Stranger”. Ne vengono fuori dialoghi banali il più delle volte. Ma a volte capita di incontrare un genio. E quando anche io incontro un genio vengono fuori cose così:

Stranger: do you punch sharks?
You: only on monday
Stranger: who would win in a potato sack race?

You: a french fries
Stranger: think you’ll be a french fries in the future?
You: have to see Ratatouille a lot more before.
Stranger: faggot
You: no, mouse
Stranger: mouse, sure, sorry
You: it doesn’t matter, I wear not my uniform today
Stranger: do you wear a mouse uniform?
You: only when I punch sharks
Stranger: I’ll see u on monday then
You: sure

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mercoledì, marzo 25, 2009
Lodo Alfano. Ma parlo bene un po’ di tutti.

NAPOLI – Duro monito di Giorgio Napolitano dal palco del convegno della Fondazione Mezzogiorno Europa a Napoli: “si può avere un bicchiere d’acqua?”.

E sono parole che confermano il senso dei richiami rivolti ieri e stamani agli amministratori di tutto il Mezzogiorno a procedere ad un profondo rinnovamento e a fare una riflessione autocritica sul modo di amministrare la cosa pubblica.
“Se ci si sottrae all’esercizio di responsabilità per quello che riguarda l’amministrazione della cosa pubblica non si hanno poi i titoli per resistere alle interpretazioni, anche le più perverse: dal federalismo fiscale alla ricetta dei babà” dice il capo dello Stato, napoletano di nascita, napolitano di cognome.
Parole pesanti, quelle di Napolitano, specie dopo la peperonata di accoglienza. E oggi, il presidente, rincara la dose: “Sono persuaso che se oggi non si dà il senso di una forte capacità di autocritica e di autoriflessione nel Mezzogiorno, la partita per far passare politiche corrispondenti alle esigenze diventa enormemente difficile. E sto ancora aspettando ‘sta cazzo di acqua.”.
Parla di “impoverimento delle politica” il presidente. Che è “culturale e morale oltre che economica”. Non sorprende dunque il riferimento all’autoriduzione degli stipendi dei parlamentari “un atto doveroso, nel clima di crisi generale, in accordo con le difficoltà degli italiani. Atto che però non sta dando i risultati sperati e che dunque aboliremo già la settimana prossima, con effetto retroattivo peraltro, perchè dobbiamo comunque guadagnà più dei francesi”.
C’è dunque “un’assoluta necessità di ripensare il rapporto fra cultura e politica, nel quadro di un generale riassestamento delle risorse, che equivale a dire tagliare i fondi alla cultura per portarli alla politica”.
Il Capo dello Stato, infine, cita due aspetti particolari, legati alla “fatica” di riuscire a imporre rispettivamente nell’agenda politica nazionale e internazionale i temi dello sviluppo del Mezzogiorno e del rilancio dell’Unione europea, oltre alle oggettive difficoltà di trovare delle puttane in strada dopo il decreto Carfagna: “Vedo la durezza delle resistenze che si oppongono, sia a un rilancio dell’impegno meridionalista sia a un rilancio dell’impegno europeista”. Spiega meglio poi: “abbiamo reso comunitarie le rumene, che le mignotte nostrane si diano una mossa”.
Lungo applauso al termine dell’intervento, chiuso dal Capo delle Stato con una citazione di Einaudi “Tre ore per dell’acqua, pure calda? Vi rimettiamo la monnezza per le strade!”.

E nei prossimi giorni a Napoli è atteso anche il Santo Padre.

Forse la minaccia del Capo dello Stato si riferiva a questo.

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giovedì, marzo 12, 2009
…vieni, siedi qui, ti racconterò una bella scoria…

…e ad un certo punto i dinosauri sono stati spazzati tutti via da un meteorite.
Tutti?

Quasi.

Chi si è salvato?

Le lucertole, le iguane bavose, un paio di pterodattili, un triceratopo sordo.

Sordo?

Non aveva sentito il botto del meteorite, dunque è sopravvissuto allo spavento.

Ma perchè, è stato il botto…?

Certo, cos’altro? Ma sai che casino fa un meteorite quando cade?

No, ma immagino…

Ecco. Un botto che non hai idea! Sai quanta merda hanno lasciato per la paura?

E la lucertola…?

Poca merda.

No, dicevo, perchè si è salvata?

Niente orecchie.

Vero. E le iguane bavose?

Cerume. Guarda che le iguane bavose fanno veramente schifo…

E gli pterodattili?

Ah, quelli… erano in quota, avevano le orecchie tappate per la compressione.

Interessante. Ma tutti gli altri animali? Quelli che non si sono estinti? Quelli le orecchie ce l’avevano…

Beh, la verità è che non c’erano altri animali…

Come non c’erano?

Tutti gli animali poi si sono sviluppati da quelli rimasti.

Ma cosa dici?!

E’ così: le iguane hanno generato altre iguane…

Ma…

Il triceratopo sordo era solo e si è estinto.

I due pterodattili si lanciavano richiami d’amore ma non si sentivano e si sono persi.

E allora?

E allora sono rimaste tutte le lucertole. Alcune si sono pian piano evolute e oggi sono diventate mammiferi, primati, con il pollice opponibile, capaci anche di costruire attrezzi rudimentali, sviluppando col tempo intelligenza e spirito di cooperazione, del resto la storia è nota. Altre invece sono diventati uomini.

Capisco.

Sai chi davvero è stato fortunato?

Chi?

I pesci.

Beh, certo, sott’acqua niente botto, niente spavento.

Esatto. Tutti i pesci…

…vennero a galla…

No, altrimenti sarebbero morti pure loro. A galla vennero solo i delfianotidi.

Mai sentiti.

Infatti, estinti. Erano una specie di delfini curiosi… videro una cosa scendere dal cielo e non resistettero. Emersero e il botto li fece estinguere tutti.

Ma se stavano guardando, anche lo spavento avrebbe dovuto essere limitato…

Infatti si estinsero non per lo spavento ma per la mancanza del loro cibo preferito.

Pesce?

Caramelle Doufour.

Insomma, l’uomo deriva da queste poche specie rimaste.

No.

No?

No. L’uomo in realtà è comparso proprio nell’istante dell’impatto del meteorite.

Ma non avevi detto che derivavano dalle lucertole…?

Non sei attento.

Dunque?

Noi discendiamo tutti dalle piattole.

Le piattole?

Sì. Quelle che stavano sul meteorite.

Continua.

Vedi, quel meteorite ospitava una colonia di piattole extraterrestri, capaci di sopravvivere non solo al viaggio interstellare ma anche all’impatto. Queste bestioline si sono sviluppate, piano piano, in assenza di predatori, e con l’evoluzione, in milioni di anni sono diventate Homo Erectus, Homo Abilis, Homo sapiens, Sapiens Sapiens…

Interessante. Pensare che dalle cosine così piccole sia nata ciò che oggi è la razza umana.

Non ho parlato di razza umana.

Ma come?! Hai detto che l’uomo è nato da…

Esatto. L’uomo. Non la donna.

Perchè? La donna da cosa è nata?

La donna c’era già.

C’era già?

C’era già. Da prima dei dinosauri.

E come è possibile?

Questo non si sa ancora. Sta di fatto che da ricostruzioni recenti pare che alla comparsa del primo uomo, la donna gli abbia fatto un cazziatone perchè era in ritardo.

Questa è una barzelletta.

Sì in effetti. Ma tutto il resto è verità.

Anche la storia del meteorite?

Beh, no, quella no.

E le lucertole? Il triceratopo? Il botto?

Scherzavo.

Insomma, cosa c’è di vero in tutta questa storia?

Ben poco in effetti.

E come si sono estinti i dinosauri?

Lo vuoi sapere?

Certo.

Sicuro?

Ma sì!

Mancanza di zampe prensili.

Già.

Ma che senso ha? Per milioni di anni sono riusciti ad evolversi tranquillamente… e poi che è successo? Perchè avrebbero dovuto aver bisogno di zampe prensili da un giorno all’altro?

Cominciarono a svilupparsi piante di caffè.

Ah. Ed erano velenose per i dinosauri?

No.

E dunque?

Vorrei vedere te girare il cucchiaino nel caffè senza zampe prensili.

…?

Tutti morti di tristezza. Quel caffè amaro…

Dai, scherzo ancora.

Lo adoravano senza zucchero.

E io che ti sono stato a sentire…

Aspetta, dove vai? La sai la storia della nascita dell’universo?

Lascia perdere…

No, è interessantissima…

Ma vai via…

Davvero. Specie la parte sulla Fata Fauna.

… sparisci.

Esatto: fu la prima parola pronunciata dalla Fata quando…

Dai, non andare!

Piantala!

Dai, te ne dico una vera: c’era una volta uno che faceva il sindaco in una grande città. Ad un certo punto si mise in testa di fare un grande partito di sinistra…

No, questa poi…

Ma è vera!

Credimi!

…davvero…

…era…

…vera…

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mercoledì, marzo 04, 2009
Una mela al giorno non fa un cazzo

Per una infiammazione che riteneva utile farmi compagnia sono stato costretto a prendere degli Aulin-compatibili, quelli in tutto e per tutto come gli Aulin ma che non c’hanno scritto Aulin sopra.

Ora, non che questa sia la notizia. Nè la notizia potrebbe essere la conoscenza dell’esistenza di roba che magicamente fa sparire una infiammazione, lo sanno anche altre persone, tipo il farmacista, che invero secondo me sa un sacco di altre cose, specie sui principi anticoncezionali delle Ziguli, che non a caso sono sempre accanto ai Durex.

– Salve

– Salve

– Prendo questi (pacchetto Durex)

– Altro?

– Ecco, no…

– Non vorrebbe anche delle Zigulì?

– Cosa?

– Zigulì… per stare più tranquillo…

– Veramente…

– Si fidi.

– …

– Al limone.
Insomma, la notizia è che io abbia fatto ricorso a dei farmaci, farmaci veri e propri (non ditemi che si possano considerare tali quei peyote che mi crescono naturalmente sul balcone di casa… E comunque non serve ricetta per quelli. Se non per farli alla Julienne prima dell’estrazione della mescalina).

Ora, chi mi conosce sa che io ho una idiosincrasia fortissima per i farmaci e potrebbe sorprendersi per quanto sto rivelando qui. Ma se il dolore puo’ anche essere sopportabile, l’infiammazione no, quella non potevo tollerarla (ho letto di gente morta per autocombustione).

Solo che il mio corpo non è abituato.

– …

– Cosa stai facendo?

– Uh! Chi ha parlato?

– Sono il tuo stomaco. Mi spieghi che cazzo pensi di fare?

– Veramente sto prendendo un Aulin.

– A parte che non è un Aulin se vogliamo essere precisi. E poi, ti ho forse dato il permesso?

– Permesso? Oh, capo, guarda che tu appartieni a me!

– Questo è tutto da vedere. E comunque io non tollero questa roba.

– Se è per questo io non tollero un sacco di cose, ma le devo mandar giù lo stesso.

– Tipo?

– Tipo la storia del testamento biologico.

– Roba da mal di stomaco, certo. Ma non è questo il punto. A me queste cose fanno venire acidità.

– Un po’ di pazienza, su, è per il nostro bene… e poi… tu parli? Pensavo che ti limitassi a brontolare.

– E cosa sto facendo in effetti?

– Hai ragione.
Insomma, a me questa roba crea problemi, anche di PR con i miei organi, come detto. Pero’ a “Mali estremi”, “Kenya centrale”.

Dopo circa un’ora dall’assunzione del farmaco già lo volevo mettere in cassa integrazione. Una debolezza, una spossatezza, che mi hanno fatto letteralmente crollare sul letto. Mi sono risvegliato quarantadue ore più tardi. Indossavo l’alta uniforme del corpo di protezione del Capo dello Stato della Malesia, un tigrotto vivo praticamente. Al grido “Mompracem o morte” mi hanno offerto un chinotto. Mi sono visto allo specchio: indossavo un innaffiatoio sul capo e avevo delle immagini di costruzioni Anasazi sparse sul mio corpo. In 3D.

Non ricordo altro. Se non fosse stato per quei video su Youtube non saprei nulla della mia maratona di New York corsa completamente nudo con in mano un mazzo di violette del pensiero, ma ci pensate? Violette… che non ho ancora un filo di abbronzatura, un orrore!
Poi mi chiedono perchè io voglia evitare a tutti i costi i farmaci.

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