Maggio 2009

giovedì, maggio 28, 2009
Teorie e filosofie sulla vita al punto croce

Ho raggiunto il più alto grado della conoscenza che l’uomo possa mai raggiungere, e non si tratta della lingua italiana vista la ripetizione “raggiunto-raggiungere”. Si tratta della risposta alla fatidica domanda, quella che da sempre l’uomo si pone e che lo accompagna dalla notte dei tempi (oltre l’altra: “me la darà?”, la cui risposta dipende solo dalla valutazione sul “quanto”, se in effetti il rapporto preveda un conquibus o meno. Se viene previsto un pagamento allora la fattispecie cambia veste e rientra in quell’ambito giuridico comunemente noto col termine “‘sta zoccola”) parentesi chiusa). L’avevo già chiusa). La domanda fatidica è l’altra: noi chi siamo? ) (L’uso scriteriato della parentesi è a volte riconducibile ad una vera e propria patologia, ma più spesso dipende da reale ignoranza. ((

Torniamo alla questione: “noi chi siamo?”

A parte l’errore gnoseologico nella domanda (e nell’uso del termine gnoseologico) possiamo ricondurre la questione nell’ambito di quanto diceva il famoso professor Jurgens de Coimbra nel suo saggio: “Trovatemi un altro svedese con questo nome”, e cioè :”…la domanda circa la nostra esistenza potrebbe trovare indefinite risposte perchè indefinita è la nostra esistenza”, facendoci quindi intendere che chiunque può scrivere libri.

Il problema sembrava aver trovato la sua risposta definitiva nel 1864, data fondamentale per tutti coloro nati nel 1864, quando il filosofo francese Thierry De La Madonna diede alla luce la celeberrima frase: “J’ai entendu!” ma si scoprì poco dopo che si riferiva a sua moglie che gli chiedeva di comprare del prosciutto*.

Oggi la questione è ad un punto morto: una corrente di pensiero afferma che la ragione della nostra esistenza risiederebbe sostanzialmente nel perseguimento di un’etica comune, confondendo però lo scopo con la ragione ed i mezzi con il mio camioncino. Una seconda corrente invece si basa su posizioni diametralmente opposte alla prima, negando tutto ciò che questa afferma, per partito preso.

Personalmente mi sono costruito una mia serie di convinzioni, anche fondate su evidenze storiche ma non starò certo a dirle a voi.

Per maggiori informazioni visitate il sito o telefonate al numero verde o cercatevi un altro modo di passare il tempo, io con voi non ci parlo.
*Circa l’opportunità di nutrirsi di carne di altri esseri viventi, Robert Wanford, fondatore della teoria “mens sana in mens che non si dica” ci ha trasmesso, col suo “Codice etico per la salvaguardia della salute a tavola” il concetto che “tutto può essere considerato lecito, ma piantala di toccare mia moglie”.

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venerdì, maggio 15, 2009
Fine di una mora

Le cose non funzionavano più tra noi… nulla, più nulla. Cioè, un frullatore, avete presente? Ecco. Lo mettevi là, tra me e lei e puff… non funzionava. La lavastoviglie? Niente, stoviglie che restavano sporche. E la lavatrice? Niente. Non lavava più nessuna trice.
Si litigava su tutto: sul cibo da mangiare, sul cibo da evitare, sul cibo da congelare… diciamo che l’argomento cibo tirava molto. Si litigava sui rispettivi genitori ovviamente. Ecco, loro, i genitori, davvero non gradivano che io e lei si litigasse anche su di loro. Specie quando lei portava i tacchi. Ma l’argomento cibo era quello più ricorrente. Lei davvero non concepiva la mia dieta iperproteica, diceva che ero un mangiacadaveri, quando spesso e volentieri neppure erano morte del tutto le bestie che azzannavo. Specie quelle con la tonaca.
Anche il sesso non era più come una volta. Era tutto molto, troppo scontato. Certo, in tempi di crisi, che lei mi facesse pagare meno poteva anche farmi comodo, ma…

Provavamo tutte le posizioni: io sopra lei sotto, io sotto lei in bagno, io di lato lei con un altro, io socialista lei col magone. Niente.

Fare l’amore era diventato così noioso che Ornella Vanoni ne comprò i diritti per una canzone.
Quando decidemmo di separarci nessuno si sorprese più di tanto. Oddio, io un pochino, visto che lo venni a sapere con un po’ di ritardo dalla sua decisione di lasciare casa, ma ero talmente abituato a starmene per conto mio che sinceramente non me ne accorsi se non dopo un paio d’anni. E se non fosse stato per la voglia di sgranchirmi le gambe ed alzarmi dal divano…
La sua voce era talmente fastidiosa che per soli duecento voti non venne eletta sindaco di Napoli. Per far capire. Credo avrebbe avuto maggiori chances se il suo slogan fosse stato qualcosa di più comunicativo circa i problemi reali della città e non un semplice “tieng ‘a uallera”.
E pensare che eravamo tanto innamorati: ci conoscemmo sulle rive della Senna, a Toronto, Florida. Ricordo che studiavo con alterni risultati geografia, lei invece faceva l’imprenditrice per mantenersi mentre provava ad entrare nel mondo del porno… Ma nonostante la dura gavetta, l’impegno (si riportava spesso il lavoro a casa e trovarsi tre negroni per casa a mezzanotte mi creava un certo disappunto) e la notevole predisposizione, quel mondo la rifiutò. Penso che la nostra crisi nacque da questo. E dal fatto che lei desiderasse così tanto un bambino. Ne era ossessionata. Mentre io davvero non riuscivo a tollerare la pedofilia.
Continua…

Ok.
Dicevo, la nostra crisi ci ha portato oggi a vivere ciascuno la sua vita. Non ci sentiamo più da un pezzo e non so se la nostra sordità abbia a che fare con l’essersi lasciati.
Io l’amo ancora.

E so che lei mi ama ancora.

E che i tre negroni che ancora frequenta non riempiranno il buco che ha.
 

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giovedì, maggio 14, 2009
Secondo me ha senso (unico)

Mio suocero mi ha rimproverato per l’ultima volta circa il mio tener giù troppo il pedale dell’acceleratore. La conversazione si è svolta così:
– Anche oggi hai corso troppo in macchina

– Perchè dici questo?

– Ci hai messo cinque minuti per venire qua. Io ce ne metto venticinque!

– Ma è perchè io sono prudente!

– Cosa?

– C’è traffico, le strade sono pericolose…

– Appunto!

– Eh, appunto. Minimizzo i rischi.

– Ma che dici?

– Senti, tu passi venticinque minuti del tuo tempo in macchina per venire da me (e potresti evitarlo, A PRESCINDERE). Resti esposto ai rischi del traffico per un periodo CINQUE volte superiore al mio. Io sto fuori per soli cinque minuti. Ti faccio un esempio. Se tu dovessi attraversare una zona pericolosa, che so, Chernobyl, andresti piano piano o correresti come un matto per minimizzare il tempo di esposizione al pericolo? E le strade ammazzano più delle radiazioni. Se sei un kamikaze accomodati pure e trotterella in mezzo ai SUV ma io ci tengo alla pelle! Sotto i centottanta non vado. Incosciente!

– … 

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venerdì, maggio 08, 2009
Vedi? Non vince ad X Factor e poi… ah, era un’altra quella

Noemi, per ora, non si occupa di politica.

“Però sosterrò papi fino alla morte. Lo chiamo Presidente, ma qualche volta mi scappa papi, secondo al mio papà, ovvio. È entrato con quel sorriso e mi sono ritrovata un pacchettino in mano”.
Non sarà contento vederselo descritto come “pacchettino…”.
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Il suo futuro è lo spettacolo.

“Ho partecipato a programmi Rai, ho fatto la valletta, qualche cortometraggio. Ora faccio la “gossippina” per una tv locale, Rete A”.
Tutta la dura gavetta per diventare Ministro.
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“Mamma, che emozione. Chi se lo scorda più questo diciottesimo compleanno. Ho pianto di gioia. E i miei amici: certo, sapevano che frequento da un po’ il mondo dello spettacolo, ma mai avrebbero immaginato”.
Berlusconi=il mondo dello spettacolo.

Splendido.
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Com’è nato questo contatto familiare? Il suo papà è un imprenditore, in famiglia avete lavorato per il gruppo?

“Non ricordo i particolari, queste cose ai miei genitori non le ho chieste”.
L’altra sera è venuto Rocco Siffredi a trovare mia moglie. Come si conoscono? Non ricordo i particolari, queste cose a mia moglie non le ho chieste.
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“Luci spente, si apre la porta, eccolo, vedo papi, il mio secondo papi. Ora sogno di fare la show girl. Perché io so fare tutto. Una Carlucci, una Cuccarini”.
“Faccio tutto” mi pare di averlo letto da qualche parte sul giornale… Mi pare vicino “piedini di fata” e “nuovissima”.
 

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giovedì, maggio 07, 2009
Guarda il Papi… se ne fa un’altra

Berlusconi:”Tre italiani su quattro sono d’accordo con me”.
Il restante 25% le preferisce più mature.

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martedì, maggio 05, 2009
Finalmente compreso il senso reale del termine “Casa delle libertà”

Il Premier smentisce categoricamente di essersi mai sposato: “è la solita montatura della sinistra”.
Scelto il conduttore per la nuova edizione di “Veline”: sarà Papi, quello anziano.

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