3 Maggio 2010

Corsi e rimorsi storici

1939

Hitler invade la Polonia.

Gli sforzi dei polacchi nel resistere all’avanzata dei carrarmati tedeschi si riducono ad un cattivo lavaggio dei loro finestrini.

L’URSS attacca la Finlandia per semplice invidia dei loro denti bianchissimi.

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1940

Le truppe tedesche attaccano i Paesi Bassi e il Belgio e da qui entrano in Francia, dimostrando che il TOMTOM non era ancora stato inventato.

L’Italia entra in guerra: Genova viene bombardata dall’aviazione britannica e francese. La Marina Militare risponde all’attacco ma le bombe di profondità non sembrano efficaci.

Parigi viene occupata dai tedeschi. Drammatiche scene di una Parigi devastata da omaccioni biondi con calzino corto sotto il sandalo.

Hitler tenta di conquistare l’Inghilterra con incursioni aeree notturne sui cieli di Londra ma la Luftwaffe non riesce nell’intento. L’obiettivo di fiaccare il morale inglese colpendo direttamente la popolazione civile con bombardamento di wurstel e crauti non aumenta a sufficienza il colesterolo nei londinesi e permette agli inglesi il contrattacco con fish and chips.

L’Italia attacca la Grecia ma fallisce l’obiettivo e si ritrova in Albania. Già che c’è acquista delle Mercedes rubate proprio in Italia.

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1941

Hitler conquista i Balcani con una guerra lampo. Mussolini ha un ruolo fondamentale nella vicenda: sale sul carro del vincitore già qualche giorno prima.

Comincia l’Operazione “Barbarossa”: Hitler attacca la Russia, perdendo quasi un milione di uomini. I russi invece ne perdono 4 milioni e mezzo. Ma vincono. Polemiche: viene richiesto il riconteggio delle schede.

L’Italia continua a fornire il suo vitale contributo alla causa dell’Asse con numerose vittime su ogni fronte.

Sottomarini tedeschi contro navi da rifornimento americane nell’Atlantico. Alla lunga gli U-boot tedeschi vengono sconfitti dagli esorbitanti costi dei tagliandi.

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1942

Controffensiva invernale sovietica: i russi ricacciano indietro le truppe tedesche. A palle di neve sono micidiali.

Gli Stati Uniti entrano in guerra. Nonostante il petrolio lo dovessero mettere e non prendere.

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1943

La Russia si riprende le città occupate dai tedeschi, Stalingrado in primis. Le truppe tedesche vengono ricacciate indietro, così come le italiane. Queste ultime, male equipaggiate, non riescono a dare un contributo decisivo all’avanzata sovietica, per via di armamenti non all’altezza e tecnologicamente superati. Ma era evidente che lanciare sui carri armati russi dei mandolini, per giunta scarichi, fosse una strategia suicida.

Anche sul fronte africano gli alleati guadagnano territori. E viene ripresa anche la Sicilia. La Lega Nord non esiste ancora ma già caca il cazzo e minaccia secessioni.

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1944

L’armata sovietica si riprende anche l’Ucraina. Il bisogno di nuove badanti si era fatto insostenibile.

Sbarco in Normandia e liberazione della Francia: gli americani, con un attacco a sorpresa, penetrano nelle linee tedesche a nord della Francia. Gl’avevan detto che là, il petrolio, c’era. Quando scoprono che così non è, sparano a tutti, distruggendo le truppe tedesche preposte al controllo. Nobel per la pace a Obama, che non si sa ancora chi sia.

Gli Alleati liberano Roma dall’occupazione nazista. La popolazione accoglie con balli e canti i militari. Un po’ come fece quando fu occupata da quegli altri.

Quando ogni speranza sembrava essere caduta, colpo di coda delle truppe tedesche che organizzano una potente controffensiva, con la quale riescono a rientrare in possesso, se non di tutto, almeno dell’Oktoberfest.

Gli Alleati avanzano ma vengono respinti sulla linea gotica. Riescono però a conquistare Rimini. Volevano assolutamente il Cocoricò.

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1945

I russi entrano a Berlino e pongono la fine del Terzo Reich. Hitler si suicida il 30 aprile, ed ora vive in Brasile.

Mussolini viene fucilato e appeso a testa in giù in Piazzale Loreto. La cosa non lo fa comunque desistere dal lanciare farneticanti proclami.

Truman decide di attaccare il Giappone: “non fate troppi danni, ragazzi, solo per intimidirli. Basteranno due bombette” – pare che disse.

L’Italia esulta. Convinta di aver, se non vinto, almeno pareggiato la guerra.

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