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"Il cattivo piu' temibile della blogosfera"

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Delitto di Cogne: Annamaria Franzoni torna a casa 12 anni dopo il delitto. Felice il marito, sorriso di circostanza per i due figli.


"Miglior battuta"

Roma, morto a 102 anni il partigiano Claudio Cianca. Una mattina, non si e' svegliato.


UomoMordeCane: IL LIBRO


Il miglior testo demenzial-satiric-comic-sans degli ultimi dodici minuti.
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Citazioni e dintorni


...giunsi a metà libro e mi accorsi che il tavolo aveva ricominciato a ballare...

Posseggo una elevatissima intelligenza emotiva: riesco a risolvere problemi matematici complessi, ma poi piango.

Mi annoio rapidamente: il mio film preferito è Mery per un po'.

Non capisco come mai tutti facciano molto affidamento sui rimedi della nonna per curare i malanni: la mia, per esempio, è morta.

Continuo a trovare gente che mi vuole pagare in visibilità. Credo che a questo punto dovrei essere avvistabile a occhio nudo da Urano.

La mia ex era talmente bella che i suoi assorbenti usati venivano scambiati per Kandinsky.

Se Dio sta là a segnarsi le scopate della gente, non vi pare francamente eccessiva la stima che si nutre nei suoi confronti? Voglio dire, la parrucchiera di mia moglie fa lo stesso.

Quando qualcuno afferma di occuparsi di qualcosa "a livello olistico", salute compresa, penso sempre che concretamente non ne sappia un cazzo e su più piani, ma sia ferratissimo sui segni zodiacali.

Le ricerche interiori sono sempre complicate, probabilmente a causa di tutto quel sangue.

- mi sembra squisito, ma mi scusi: me lo può servire in un normale piatto tondo invece che rettangolare?
- certo signore. Posso chiederle perché?
- per non darle la scusa per farmi pagare un botto queste quattro verdure in croce.

Vorrei dimostrare al mondo tutta la mia voglia di cambiamenti, di rinnovamento. Ma sono uomo e ho i capelli rasati.

Credo così tanto nella pet-therapy che alla fine mi sono pure sposato.

Sono talmente ateo che ho riconosciuto distintamente la sagoma di una macchia di vernice nei contorni della Madonna che mi è apparsa.

Sorridere coinvolge 12 muscoli del viso. Riposatevi, siate tristi.

Il mio professore di religione non l'ho mai visto: era uno che si immergeva totalmente nella parte tramite metodo Stanislavskij.

È un periodaccio. Ho aperto un biscotto della fortuna. Il biglietto diceva solo: “stai scherzando, vero?”.

Sono talmente pieno di me che vado spesso dall'andrologo solo per farmi fare i complimenti.

Perché vendono macchine che fanno oltre 200 all’ora se il limite è 130? Per lo stesso motivo per il quale i preservativi in vendita si srotolano oltre misura: quel che compri è anche un sogno.

Se fossi nato a Kingston ora sarei un velocista. O una chiavetta USB.

Potrei essere considerato un maniaco della precisione, se questo termine mi descrivesse nel minimo dettaglio.

Io e mia moglie avremmo intenzione di mettere in cantiere un figlio ma in Italia è ancora vietato il lavoro minorile pesante.

Ho chiuso col lucchetto la mia bici su un ponte e al mio ritorno non l'ho più trovata: completamente ricoperta di altri lucchetti.

Vantarsi di non mangiare bistecche per rispetto degli animali è come vantarsi di non leggere libri per rispetto della foresta amazzonica.

Quelli che fumano sigarette elettroniche sono gli stessi che bestemmiano con un "Porco Zio".

Sfido chiunque a convincere un eventuale viaggiatore proveniente dal passato – che so: medioevo – che portare a spasso un cane con un laccio al collo, lavargli le palle e fermarsi ogni tanto a raccogliere la sua merda e portarsela poi dietro in un sacchettino, siano atti di una civiltà superiore alla sua.

A volte vorrei credere in Dio. Per deresponsabilizzarmi anch'io un po'.

Alla coda alle Poste c'era uno che si lamentava del fatto che i farmaci salvavita fossero in mani alla lobby delle case farmaceutiche. Gli ho detto che comunque meglio così che in mano alla lobby dei tassisti. Mi ha guardato come si fa con un pazzo. Ho allora provato a recuperare con "Meglio la lobby dei discografici?". Niente. Qualcuno si è messo a ridere: l'ho trovato di cattivo gusto per chi soffre in coda alle Poste. Cosa ci insegna questa storiella? Che alle Poste c'è sempre la fila.

Ero su Facebook e parlavo con uno che ha una macelleria. Mi diceva che non fa altro che condividere cose strappalacrime perché sono tutte accompagnate da: "Condividi se hai un cuore".

Un tempo collezionavo farfalle, ma la casa mi si riempiva sempre di figa.
Regressività progresso







































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Siamo noi, “loro”.

“Hanno vinto tutti” (cit.)

Vi dico come finirà il 4 marzo:

Il PD emetterà un burocratico (e internamente contestatissimo) comunicato su fondo grigio, mostrando che tutto sommato si è trattato di un “grande risultato” se lo moltiplichiamo per 3, riconoscendo le difficoltà del momento politico, annunciando il “grande lavoro da fare per un governo di larghe intese”, purché senza politiche di sinistra.
Berlusconi stapperà due diciassettenni per festeggiare il “grande risultato”, riconoscendo le difficoltà del momento politico, annunciando il “grande lavoro da fare per un governo di larghe intese”, purché senza magistratura di mezzo.
Salvini comparirà su tre piazze contemporaneamente, nei fondi di caffè e a Fatima per festeggiare il “grande risultato”, riconoscendo le difficoltà del momento politico, annunciando il “grande lavoro da fare per un governo di larghe intese ma per ora perché poi vi facciamo vedere”, valutando le proposte sulla base del Pantone di chi le avanza.
Di Maio indosserà i calzini spaiati e sbaglierà indirizzo, e rivolgerà il suo discorso alla famiglia Mincarini, festeggiando il “grande risultato”, riconoscendo le difficoltà del momento politico e quelle sulle tabelline, denunciando la grande truffa delle matite copiative e invitando gli elettori a ripetere il voto su Rousseau usando la propria penna sul monitor, annunciando il “grande lavoro da fare per evitare un governo di larghe intese”, senza congiuntivi.
Grasso si rivolgerà a entrambi i suoi elettori, festeggiando il “grande risultato”, riconoscendo le difficoltà del momento politico, annunciando il “grande lavoro da fare per un governo di larghe intese” senza che vi partecipi.
Emma Bonino non dirà nulla perché ormai comunica solo col turbante, festeggiando il “grande risultato”, riconoscendo le difficoltà del momento politico, annunciando il “grande lavoro da fare per un governo di larghe intese” senza Pannella (ma pure questo è da vedere).
Giorgia Meloni urlerà in romanesco, farà chiudere il museo senza accorgersi che era su Mussolini, insulterà i giornalisti senza accorgersi che erano del suo ufficio stampa, caccerà via gli extracomunitari senza accorgersi che giocano nell’Inter, prenderà per il culo le brutte facce della vecchia politica senza accorgersi che quelli sono i suoi cartelloni, festeggiando il “grande risultato”, non riconoscendo le difficoltà del momento politico e nemmeno i parenti, annunciando il “grande lavoro da fare per trovare la strada di casa” senza capire la differenza tra qualunque cosa.

Però per ora è bello.

Metti AMEN se condividi

Vedo sempre più siti che parlano di come riconoscere le bufale, che smentiscono fake news, che spiegano come non cadere nelle trappole della rete.

In tutta sincerità io non credo che chi abbocca lo faccia solo per inesperienza digitale o poca dimestichezza con le nuove tecnologie: io credo proprio che una buona fetta della popolazione che accede alla rete non sia in grado di capire tutto quel che c’è da capire. C’è troppo da spiegare, si dovrebbe partire da troppo lontano. Pensateci. A prescindere da quanto tu voglia formare e informare, c’è sempre qualcosa che devi premettere.

– Ma come facevo a capire che quello non era proprio il re dello Zimbabwe?
– Perché è strano che il re dello Zimbabwe prenda e si apra una email su Yahoo come TheBigBamboo3425@yahoo.com.
– E perché?
– Perché un coglione qualunque ha un indirizzo più decente, figuriamoci un re.
– Che significa indirizzo più decente?
– Un indirizzo che non appaia evidentemente farlocco.
– In che senso?
– Senti, ma a parte l’inesperienza informatica, ti pare normale che ti scriva il re dello Zimbabwe?
– Boh, che ne so. Io ho sentito che Trump scrive a tutti quelli che lo hanno eletto.
– Ma come farebbe? E perché?
– Con internet.

Ecco, voi da dove cominciate? E quanto impegno pensate occorra per ottenere un risultato minimo? E cosa considerate “risultato minimo”?
Così come ci sono persone che non sanno cambiare una lampadina in sicurezza, usare un microonde in sicurezza, sbucciare una patata in sicurezza, ci sono persone che non possono usare un computer in sicurezza.
– Ma io non uso il computer, io uso il telefono.
Vedete? Da dove volete cominciare?

Voi insistete affinché vostro zio ottuagenario salga sulla scala a cambiare la lampadina? No, lo fate voi. Chiedete a vostra nonna di montare una mensola? No, lo fate voi. Invece per la cultura digitale ci provate, spiegate, indirizzate a siti divulgativi, che poi questi siti, per essere compresi da queste persone, possono solo spiegare il buon senso, nulla più.

Il digital divide crea oggi uno spartiacque tra badanti digitali e assistiti digitali, con i primi che si affannano a mettere pezze, cercare di evitare i danni, imboccare culturalmente i secondi.
Lo sforzo ripaga in termini di risultati? Io ho sempre più dubbi su questo.
E se prendessimo atto della situazione e adottassimo un più drastico principio darwiniano, lasciando gli imbecilli a inveire contro le scie chimiche? A tormentarsi nel dubbio di un Whatsapp che sta per diventare a pagamento? A bearsi nella certezza che scrivendo “bianco” nei commenti a Facebook qualcuno gli invierà un iPhone nuovo, e se poi non arriva sarà comunque colpa dei politici? Basta spiegazioni.

Non siamo tutti uguali, non lo siamo mai stati, non lo saremo mai: prima era Wanna Marchi, oggi è il treno che non entra nella metropolitana.

Basta, dai.

Riflessioni buone un po’ sempre

  • Possiamo ancora andare a votare gratis, e ti forniscono pure il materiale di cancelleria.
  • Quando la nazionale perde vi potete bullare con gli amici circa la vostra formazione vincente.
  • Se un politico ruba significa che circola ancora ricchezza.
  • Puoi prenotare una TAC oggi e avere tutto il tempo per organizzare mille altre cose, viaggiare, vedere il mondo, prima che la ASL ti chiami.
  • Il prezzo della benzina è sempre aumentato: ci potevate pensare nel 1974, a comprare una cisterna piena.
  • Le aziende che non pagano i lavoratori consentono comunque ancora il diritto a lasciare il lavoro.
  • Circa il pagare i sacchetti, in Italia non c’è nessun obbligo di comprare la frutta.
  • L’età pensionabile si alza solo per chi vive.
  • Quando luce, acqua e gas aumentano, usate quelli dei vostri genitori.
  • Se sono morti avete ereditato.
  • Se erano poveri e lo siete pure voi vi sarete abituati a consumare poco.
  • Se il/la vostro/a compagno/a vi tradisce avrete un immediato sollievo circa tutti i sensi di colpa per le vostre mancanze nei confronti di chiunque.
  • Invecchiamo tutti, ma ci rincoglioniamo in modo proporzionale, così da non capire il grado di tragedia della cosa.
  • Se state aspettando un pagamento che ritarda avrete il tempo di sognare decine di modi per spendere quei soldi.
  • Nel frattempo non potrete sprecare danaro in cose inutili.
  • Le cose belle della vita non si pagano, ma tanto non le vedreste comunque, chini come siete su quel cazzo di telefono.

Dillo con parole tue

La deriva marchettara presente in ogni cosa rende necessario osare sempre un po’ di più, perché si è abbassata la soglia dello stupore. Dunque, per attirare, impressionare, colpire, tutto è esasperato.
Pensate alle collezioni “esclusive” che trovate a un euro in edicola. Escludono chi?
Ma il top per me resta sempre la descrizione dei vini: là si toccano vette inarrivabili. Dare a un vino una caratterizzazione precisa, renderlo unico, comporta la creazione di un nuovo linguaggio sinestetico, fatto di associazioni sempre più ardite.
E il vino “Rosso della casa” diventa:

Un pregiato blend ottenuto da sceltissimi vitigni autoctoni, di colore rosso rubino con sfumature viola e screziature porpora, dotato di grande complessità aromatica con effluvi che spaziano dalle eleganti note di frutti di bosco – lampone e more delle medie colline toscane fino a scendere nel cuore dell’Umbria – a leggere sfumature erbacee nelle quali si riscontrano con facilità canapa e cannella che portano a reminiscenze asiatiche di un tempo nel quale gli ottomani conquistavano le terre conosciute, con pastosità tipiche del Merlot di Camelot e cavalieri della tavola rotonda che brindano dopo razzie tipiche delle nostre terre.
Il corpo è generoso, ricco, gaudente, paperotto e fiero, di buona sapidità, bassa acidità, sole, vento e trallallà.
Al palato è morbido, al tatto splendido, all’occhio candido e al culo gelido, con retrogusto persistente ma non invadente, certo splendido splendente come sono affascinante faccio cerchi con la mente, con finale armonico, antropico, quasi traumatico.
Si abbina perfettamente a tutti i piatti di carne rossa, bianca, cobalto, basalto, più in alto, costicine di agnello, vitello, sgabello, radicchio di Treviso, Monviso, conciso, brasati di Pescara zona San Donato gira a destra dove c’è il carcere non puoi sbagliare, e formaggi di media stagionatura ma arroccati fieramente grazie a un bisturi tagliente.
Splendido splendente.

Ma pure un giorno da pecora è ok

Un leone si esercita in un tiro da tre durante un’amichevole

Perché non possiamo pensarla tutti allo stesso modo?

Voglio dire: è davvero una buona cosa essere tutti diversi? Pensate agli animali, i leoni per esempio: non è che un leone prende e decide di diventare, che so, vegano, o testimone di Geova, o grillino. Un leone fa il leone, mangia gnu, scopa, dorme, scopa, dorme, scopa, dorme, scopa, dorme, mangia gnu.

Perché l’uomo deve per forza differenziarsi dalle bestie dal punto di vista negativo?

Tutta questa diversità di idee, cosa porta di buono?

Pensate all’Italia, agli scontri politici, alle tensioni sociali, alle divergenze familiari. Ci si scanna per uno spazzolino fuori posto. Avete mai visto uno gnu commettere uno gnuicidio per uno spazzolino fuori posto? Ma già solo impugnarne uno sarebbe un casino, con quegli zoccoli.

Insomma, lo gnu fa lo gnu: cerca erba, è secca, vabbè ci accontentiamo, mangia erba secca, è finita, cerchiamo altra erba, non c’è, muoviamoci di migliaia di km, ma cerca più vicino! No, dobbiamo fare migliaia di km, manca molto? Moltissimo, uff, ho sete, ho fame, CRISTO UN LEO….

E insomma, lo gnu fa lo gnu, non si mette a scendere in piazza per la pensione, non contesta la legge elettorale, non soffre la malasanità.

L’evoluzione ci ha resi veramente migliori? Beh, forse dello gnu sì, ma un leone non vive meglio?

Pensateci.

Per quello si dice “Meglio un giorno da leoni…”.

È che io continuerei con “Che cento giorni da essere umano”, perché le pecore, al giorno d’oggi, non stanno meglio di noi?

Una pecora mangia erba, mangia erba, mangia erba, dio quanta erba, nient’altro che erba, devo cacare, fatto, altra erba, altra erba, altra erba, nessun pericolo, lupi zero, del resto ci sono i cani che ci difendono, altra erba, altra erba, ma non si scopa mai, altra erba, altra erba, ah, si avvicina il pastore, allora si scopa.

Risate a denti stretti

È difficilissimo esprimere un proprio pensiero che non si riesce proprio a tenere, esprimerlo bene per farsi capire al meglio senza travisamenti, fare in modo da non urtare gratuitamente le sensibilità e al contempo fregarsene di urtare più di tanto le sensibilità malate (ci sono categorie per ogni cosa: una volta si è offeso un fanatico dei marsupi perché avevo preso per il culo i marsupi), dire cose assennate ma che non sfocino nel banale ma anche che non appaiano da bastian contrario e originalone a tutti i costi.

E in tutto questo bailamme di contrappesi, espressività, misura e libertà, ottenere quel microconsenso capace di estendere un pochino la tua rete di contatti in modo da far raggiungere quel pensiero a più persone possibili, in uno slancio di pseudo-divulgazione 2.0 a basso costo, consapevole della enorme concorrenza, fatta di meme usa e getta e gattini mediaticamente insuperabili. Alla fine ci sarà sempre una parte di persone che ti criticherà per non aver espresso un pensiero allineato al loro, o averlo espresso con toni eccessivi o eccessivamente soft, o per l’aver usato un esempio a dir loro sbagliato o aver perseguito un fine giusto ma con mezzi erronei. Per non dire di chi ti rimprovera un pensiero non allineato alla tua precedente linea autoriale. Come se tu ne avessi una per contratto. O fossi un Bertinotti qualsiasi, incapace di adeguarsi al mondo che attorno ti cambia (MANCO LA ERRE HA IMPARATO CON GLI ANNI: MALEDETTO ARROCCAMENTO AGLI IDEALI COMUNISTI!).

Ma se pure, per una sorta di intervento divino, tu scrivessi il post perfetto, originale, condivisibile, geniale, inoffensivo pure per il marsupiale ma al contempo capace di far riflettere e porre le basi magari per un cambiamento minimo a livello personale o sociale, ci sarà quello che ti scriverà: “Tutto bello, ma hai dimenticato i marò”.

I marò.

Sapete quell’espressione che fate quando vostro suocero, 70 anni, al compleanno canta: “Tanti auguri a teeee, e la torta a meee…”? Quei denti stretti, sorriso forzato mentre dentro ti partono tipo Moto GP una sfilza di Madonne che passano da quella di Fatima a quella di Lourdes, coinvolgendo pure quella nera di Czestochowa in un orgiastico tripudio di divini MACCOSA, capace di farti saltare molari e premolari per l’eccessiva pressione tensiva?

Ecco, a me questo fanno i marò, oggi, 24 luglio 2017: si attaccano al lavoro del mio dentista.
Anche basta, grazie.

[Due anni fa il tormentone era già tale. E niente, stiamo ancora qua]

Complottismi e scarpe da tennis

– Non hai da dirmi nulla?
– Eh?
– Mi hai sentito. Non hai da dirmi nulla?
– Cosa?
– Va bene, va bene…
– Non capisco, amore. Cosa dovrei dirti?
– Lo sai bene!
– Ma no, ti giuro che non capisco.
– Non capisci, eh? E queste cosa sono?
– Scarpe?
– Esatto, scarpe! Ma che tipo di scarpe?
– Scarpe da tennis normalissime…
– Esatto, scarpe da tennis. E dimmi, tu giochi a tennis?
– Oddio, no. Ma le uso per…
– PER?
– Per uscire, normalmente, camminare! Non capisco il problema.
– Ah, adesso non capisci il problema. E se io adesso indossassi, che so, scarpe da ballerina di danza?
– Beh, non avrebbe molto senso… Ma vedo che le indossi davvero.
– Ah, le mie non avrebbero senso, bene bene!
– Mi spieghi che cazzo hai?
– Niente! Io voglio capire! Io mi pongo domande, mi informo! E tu no!
– Ma sono domande stupide!
– AH, LE MIE SAREBBERO DOMANDE STUPIDE! E LE TUE?
– Ma non ci sono domande da porsi se uno indossa scarpe da tennis per passeggiare! Mentre ce ne sarebbero se tu indossassi scarpe da danza classica per una camminata! Come infatti stai facendo!
– Dunque sei tu che decidi quali domande si possono fare e quali no, bravo! E questa secondo te è democrazia?
– MA COSA CAZZO C’ENTRA LA DEMOCRAZIA ADESSO!
– Già, l’hai capito! Non c’è più niente di democratico in tutto questo!
– MA TUTTI INDOSSANO SCARPE DA TENNIS PER PASSEGGIARE!
– E tu continua pure a fare le cose che fanno gli altri, senza porti domande! Io, caro mio, ragiono con la mia testa!
– Tu sei completamente rincoglionita!
– Certo, certo. E’ quello che dicono avresti risposto.
– Ma chi?
– Quelli sul sito noicifacciamodomandeesiamoinformatissimi.com. Gente che si pone domande, che si informa, che non si comporta da pecora!
– Ok, sei pazza.
– Sarò pazza, ma informata!
– Totalmente pazza.
– Ma con una testa pensante!
– E indossi scarpe da danza classica.
– Certo! Perché io ragiono!
– In inverno, con pioggia e neve fuori.
– Non mi faccio imporre nulla dall’industria dell’abbigliamento! Sai quanti interessi ci sono a che io compri un impermeabile! Tu invece sei un servo del sistema!
– Io non ho parole. Pur di fare un torto non si sa a chi vai a crearti dei casini, anche di salute. Oltre che fare la figura da idiota.
– La figura da idiota la farai tu, con quell’antenna HAARP!
– È un ombrello!
– Così ti fanno credere!
– Ok, è abbastanza. Vado via.
– Sì sì, vattene dai tuoi amichetti a giocare agli scienziati!
– Mi sa che torno molto tardi.
– Meglio! Perché stasera qua viene il gruppo di Whatsapp “MAMME INFORMATE”.
– In maiuscolo, ovviamente.
– Già. E parleremo di come fare per tutelare i nostri figli da tutto quello che si sente in giro. Anche dall’uso delle scarpe da tennis.
– Le scarpe da tennis, ancora…
– Sì, caro! Assodata efficacia dell’alimentazione melariana, diniego dei vaccini, lontananza dalle antenne, rimozione delle otturazioni, lotta alle trivellazioni che causano terremoti, mancato sbarco sulla Luna, memoria dell’acqua, presenza di rettiliani ai vertici della politica e dell’economia, ci resta l’analisi delle scarpe da tennis.
– …
– E GETTA VIA QUELL’ANTENNA! CI FAI INDIVIDUARE!
– Ma da chi?!
– LORO!
– Va bene. Senti…
– Dimmi. Che c’è adesso?
– Niente, ma ho letto sul web che…
– Che?
– Che i Rotschild hanno il controllo delle industrie manifatturiere delle calzature per danza classica.
– …
– È solo una voce sul web, eh.
– MA POTREBBE ESSERE IMPORTANTE! ADESSO MI INFORMO!
– Brava.

Un ORGASMO ti aspetta 

Scusate, chi si intende di Diritto utopistico o Istituzioni di diritto irreale, può rispondere a questa domanda?

Volevo sapere: come si fa per fondare una nazione i cui membri debbano superare un esame di ammissione? Tipo facoltà universitaria, ma alla fine non ti ritrovi dentro un ateneo scalcagnato, privo di prospettive, ma cittadino di uno Stato sovrano e illuminato.

È possibile? Guardate, non è una boutade: uno Stato anche aterritoriale, purché con la forma di Stato. Cioè, non mi importa se i miei neo-connazionali debbano condividere con gli italiani l’italico suolo, purché siano parte di una comunità che risponda ad altra Costituzione, altre leggi: un po’ come la Padania, ma senza velleità scissioniste e con meno suoni gutturali. Uno Stato nello Stato. E non ditemi che è impossibile: neghereste l’esistenza della Mafia, della P2, della casta dei notai, degli uscieri ministeriali e di quella dei tassisti, dei ciclisti, del Regno dei Testimoni di Geova, degli ultras e di tutte quelle associazioni umane che evidentemente già rispondono ad altre leggi.

I ciclisti, sì: vi pare che il codice della strada richieda “i ciclisti amatoriali DEVONO indossare abbigliamento reclamizzato come i professionisti, pagandolo carissimo, e disporsi su minimo tre file parallele, zigzagando per mostrare detto abbigliamento da tutte le prospettive“?

Se si può vediamo anche di prenderci dei terreni sfitti, pagando il dovuto, e creare lì la nostra comunità, espandendoci pian piano ove possibile e sempre nel rispetto delle comunità locali, un po’ come ha fatto Israele.

Forse ho sbagliato esempio.

Qualora la cosa fosse praticabile mi candido come ORGAnizzatore Supremo, Moderato, Obiettivo (l’acronimo ORGASMO è facilmente memorizzabile). Mi impegnerò a stilare un prontuario di domande semplicissime alle quali il candidato dovrà rispondere per verificare il suo grado di idoneità all’appartenenza al nuovo Stato. Domandine semplici, che riguarderanno diritti e doveri civili, che mirino a verificare cultura generale, capacità di apportare crescita e progresso alla nuova creatura statale che sta nascendo; saranno valutate anche apertura mentale, capacità di integrazione sociale, assenza di germi di protesta gratuita, di trollismo e di sindrome da cazzo piccolo.

Gente costruttiva, non importa se vive rinchiusa in casa come gli hikikomori o se passa il tempo a raccogliere fiori come gli ikebana (anche qui potrei sbagliare): a me interessa che sappia riconoscere l’altro come valore e non come minaccia, che riconosca la scienza come risorsa e non la metta in discussione su basi complottiste e idee strampalate, che quando inizia un discorso moderato e coerente non lo mandi poi a puttane con un “…ma“, creando un’avversativa che nega tutto il ben fatto, che non abbia in mente di applicare la soggettività come massimo sistema, estendendo il suo più che legittimo “però con l’omeopatia ho curato molti gravi problemi” anche a noialtri normali.

Per capirsi, se usa il termine “medicina allopatica” facendo una smorfietta, e il termine “olistico” con gli occhi che gli si illuminano, è fuori dal mio progetto.

Dunque, chi è il candidato ideale di questo nascente stato illuminato?

Gente stanca di condividere spazi con persone che votano democraticamente e poi scendono in piazza a fare quei saluti romani che “se ci fosse stato ancora LUI” col cazzo che avrebbero potuto votare democraticamente e scendere in piazza.

Gente che non ne può più di persone che parlano di cose che non conoscono (vi faccio notare che io stesso, con un ego più grande del mio stesso ego di ieri, ho qui esordito chiedendo consiglio a esperti) e che danno il giusto riconoscimento a chi ne sa di più.

Gente che non si riconosce nella gente. Creando un buffo cortocircuito mentale, che sarebbe ancor più buffo con un paio di grossi baffi.

Gente che davvero pensa che un paio di grossi baffi avrebbe reso più buffo il discorso di prima, dimostrando quel senso dell’umorismo demenziale che spesso indica intelligenza.

Gente che sa la differenza tra umorismo demenziale e umorismo demente.

Gente che va ai concerti a guardare il concerto, attraverso gli occhi e non tramite schermo di smartphone.

Gente che però ha uno smartphone e non un Nokia 3310, perché consapevole che siamo nel 2017 e fare i duri e puri tecnologici non significa stare indietro di 15 anni. Se hai le palle vai nelle foreste a nutrirti e vestirti di orsi, perdìo.

Gente che non vive con fissazioni autoimposte per dare un senso alla propria vita.

Gente libera mentalmente. In primis da se stessa, dunque che evita espressioni tipo “no, guarda, io sono [inserire setta, credo, club, rione, contrada, filosofia] e dunque faccio sempre [inserire cazzata tipica di quel raggruppamento] e non faccio mai [inserire cazzata evitata da quel raggruppamento]“, senza che si siano mai fermati a pensare: “Ma davvero è una cosa che mi piace oppure mi piace appartenere a qualcosa per non sentirmi solo in questo mondo?“.

Questi, sono i nuovi cittadini del nascente Stato diretto dal vostro ORGASMO.

Mi arrogo presuntuosamente il diritto di creare un esame che selezioni i migliori. Ma non eugeneticamente, no. I migliori esseri umani, su basi puramente sociali, civili, progressiste.

Nel nuovo Stato nascente non ci sono barriere architettoniche, distinzioni per etnie, confini, struttura corporea, colore della pelle, lingua: siamo tutti uguali.

Qualcuno obietterà: “Ma chi ci garantisce che l’esame che andrai a creare, per cazzi tuoi, sia equo, giusto, e non manifestazione dei tuoi gusti?“.

Ecco: questi non supererebbero la prima domanda: “Hai intenzione di cacare il cazzo già alla prima domanda?“.

I tempi sono maturi per smettere di dire “NO” a cazzo e iniziare con i “SI'” costruttivi.

I tempi sono maturi per avere il vostro ORGASMO.

Una risata ci sta già seppellendo (semicit.)

Quando è stato che abbiamo accettato passivamente ogni porcata, rifugiandoci nello sberleffo senza alcuna reazione concreta, senza una indignazione produttiva che superasse i “VERGOGNA!!!1!” plurisgrammaticati?

Trump esce dagli accordi sul clima e tutto quello che facciamo è prenderlo per il culo per i capelli, o per le gaffe, o le parole inventate?

Immagino una imminente guerra nucleare:

– Cristo, Trump ha usato l’atomica sulla Corea!
– Ahahahah! Quando l’ha sparata ha detto COVFEFE?
– Ma mi hai sentito? L’ATOMICA!
– Ahahahah! Quella che gli è esplosa sui capelli?
– Ma porca troia, sei rincoglionito? Ehi, avete sentito voi cosa è successo?
– Cosa?
– Trump ha lanciato l’atomica!
– Ahahah! E la moglie era tristissima? Ahahahah!
– Occazzo, ma siete tutti deficienti?
– Hai visto il video di Celenza mentre rifà il giuramento di Trump? Ahahah, da scassarsi!
– Ma Celenza cosa! Trump ha usato l’atomica sulla Corea!
– Vabbè, però lasciamolo lavorare.
– MA LASCIARE LAVORARE COSA! C’E’ LA TERZA GUERRA MONDIALE!
– E Renzi allora?
– RENZI COSA?!
– Ah, sei piddino, immaginavo.
– MA QUALE PIDDINO! SIETE TUTTI PAZZI!
– Fammi capire, sei qua a parlare male di Trump ma su Renziloni manco una parola?
– UN INCUBO! E’ UN INCUBO!
– Come le foto di Trump col Papa, ahahahah!
– …
– Una botta alla moglie però… Ahahahah!

Facebook ci permette così tanto di dire la nostra che ha finalmente mostrato cosa abbiamo davvero da dire: una cippa di cazzo.