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Delitto di Cogne: Annamaria Franzoni torna a casa 12 anni dopo il delitto. Felice il marito, sorriso di circostanza per i due figli.


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Roma, morto a 102 anni il partigiano Claudio Cianca. Una mattina, non si e' svegliato.


UomoMordeCane: IL LIBRO


Il miglior testo demenzial-satiric-comic-sans degli ultimi dodici minuti.
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Citazioni e dintorni


...giunsi a metà libro e mi accorsi che il tavolo aveva ricominciato a ballare...

Posseggo una elevatissima intelligenza emotiva: riesco a risolvere problemi matematici complessi, ma poi piango.

Mi annoio rapidamente: il mio film preferito è Mery per un po'.

Non capisco come mai tutti facciano molto affidamento sui rimedi della nonna per curare i malanni: la mia, per esempio, è morta.

Continuo a trovare gente che mi vuole pagare in visibilità. Credo che a questo punto dovrei essere avvistabile a occhio nudo da Urano.

La mia ex era talmente bella che i suoi assorbenti usati venivano scambiati per Kandinsky.

Se Dio sta là a segnarsi le scopate della gente, non vi pare francamente eccessiva la stima che si nutre nei suoi confronti? Voglio dire, la parrucchiera di mia moglie fa lo stesso.

Quando qualcuno afferma di occuparsi di qualcosa "a livello olistico", salute compresa, penso sempre che concretamente non ne sappia un cazzo e su più piani, ma sia ferratissimo sui segni zodiacali.

Le ricerche interiori sono sempre complicate, probabilmente a causa di tutto quel sangue.

- mi sembra squisito, ma mi scusi: me lo può servire in un normale piatto tondo invece che rettangolare?
- certo signore. Posso chiederle perché?
- per non darle la scusa per farmi pagare un botto queste quattro verdure in croce.

Vorrei dimostrare al mondo tutta la mia voglia di cambiamenti, di rinnovamento. Ma sono uomo e ho i capelli rasati.

Credo così tanto nella pet-therapy che alla fine mi sono pure sposato.

Sono talmente ateo che ho riconosciuto distintamente la sagoma di una macchia di vernice nei contorni della Madonna che mi è apparsa.

Sorridere coinvolge 12 muscoli del viso. Riposatevi, siate tristi.

Il mio professore di religione non l'ho mai visto: era uno che si immergeva totalmente nella parte tramite metodo Stanislavskij.

È un periodaccio. Ho aperto un biscotto della fortuna. Il biglietto diceva solo: “stai scherzando, vero?”.

Sono talmente pieno di me che vado spesso dall'andrologo solo per farmi fare i complimenti.

Perché vendono macchine che fanno oltre 200 all’ora se il limite è 130? Per lo stesso motivo per il quale i preservativi in vendita si srotolano oltre misura: quel che compri è anche un sogno.

Se fossi nato a Kingston ora sarei un velocista. O una chiavetta USB.

Potrei essere considerato un maniaco della precisione, se questo termine mi descrivesse nel minimo dettaglio.

Io e mia moglie avremmo intenzione di mettere in cantiere un figlio ma in Italia è ancora vietato il lavoro minorile pesante.

Ho chiuso col lucchetto la mia bici su un ponte e al mio ritorno non l'ho più trovata: completamente ricoperta di altri lucchetti.

Vantarsi di non mangiare bistecche per rispetto degli animali è come vantarsi di non leggere libri per rispetto della foresta amazzonica.

Quelli che fumano sigarette elettroniche sono gli stessi che bestemmiano con un "Porco Zio".

Sfido chiunque a convincere un eventuale viaggiatore proveniente dal passato – che so: medioevo – che portare a spasso un cane con un laccio al collo, lavargli le palle e fermarsi ogni tanto a raccogliere la sua merda e portarsela poi dietro in un sacchettino, siano atti di una civiltà superiore alla sua.

A volte vorrei credere in Dio. Per deresponsabilizzarmi anch'io un po'.

Alla coda alle Poste c'era uno che si lamentava del fatto che i farmaci salvavita fossero in mani alla lobby delle case farmaceutiche. Gli ho detto che comunque meglio così che in mano alla lobby dei tassisti. Mi ha guardato come si fa con un pazzo. Ho allora provato a recuperare con "Meglio la lobby dei discografici?". Niente. Qualcuno si è messo a ridere: l'ho trovato di cattivo gusto per chi soffre in coda alle Poste. Cosa ci insegna questa storiella? Che alle Poste c'è sempre la fila.

Ero su Facebook e parlavo con uno che ha una macelleria. Mi diceva che non fa altro che condividere cose strappalacrime perché sono tutte accompagnate da: "Condividi se hai un cuore".

Un tempo collezionavo farfalle, ma la casa mi si riempiva sempre di figa.
Regressività progresso







































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marzo: 2017
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Articoli marcati con tag ‘religione’

Disperazione moderata

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Un uomo visita una nuova costruzione per eventuale acquisto di una seconda casa in collina

 

L’espressione “Islam moderato” è un po’ come “Paracadutismo da salotto”, “Politica al servizio dei cittadini” o “Formula 1 appassionante”. È evidente che ci sia qualcosa che non quadra.
È che il problema non risiede in quella specifica religione ma in qualunque sistema di regole eteroimposto: un cristiano moderato, semplicemente, non è un cristiano, ma un qualcuno che si adatta delle regole (altrimenti ben più stringenti) per poter vivere una vita normale. Un cristiano praticante e osservante non scopa, poche chiacchiere: tre botte, tre figli. E tutti con la moglie ufficiale. E con questo abbiamo scremato la totalità di chi continua a dichiararsi cristiano solo perché va a messa a Pasqua e Natale. Un cristiano vero non mente mai, paga tutte le tasse, aiuta il prossimo, non dice parolacce, paga il canone, non guarda il Victoria’s Secret, non desidera neppure guardarlo perché ci sono donne di altri (anche se aliene), non ha pensieri impuri, non pensa alla confessione come a un sistema di formattazione o una ultima ratio: l’istituto della confessione non nasce per permettere di fare il porco comodo proprio.

In sintesi, io non conosco cristiani veri ma cristiani adattivi.

Quando un sistema di regole diventa troppo soffocante rispetto allo stile di vita che desideriamo (e che possiamo condurre), ecco che o il sistema si ammorbidisce (e arriva un Papa Francesco a sostituire un Ratzinger che legge in latino pure l’etichetta del gingerino) oppure quel sistema è destinato a soccombere.

Perché allora il problema si presenta di più per il mondo islamico? Domanda sbagliata nella premessa: il problema si presenta per TUTTI i sistemi di regole, non solo religiose. Anche un sistema dittatoriale ha delle regole, che sovente vengono fatte rispettare con le armi e il terrore. Ma a volte la disperazione supera la paura e quel sistema viene sovvertito, col sangue.
Per la religione è lo stesso: il timore della dannazione eterna (o della reincarnazione in un essere inferiore, dalla medusa al verme allo stagista) rappresenta uno spauracchio potentissimo, con un potere di influenza eccezionale su persone prive di strumenti culturali per decifrare la realtà delle cose. È ovvio che se poi questa realtà è rappresentata da una vita di affanni e stenti, se il tuo quotidiano lo vivi tra le macerie della striscia di Gaza, se il tuo futuro non si presenta come una villetta bifamiliare a Cologno Monzese ma come una caverna dalla quale lanciare messaggi di terrore al mondo (e questo se fai carriera e butti giù almeno un paio di grattacieli), è ovvio che tutto quel che ti resta è sperare in un’altra vita. E osservare alla lettera le regole della tua religione non rappresenta che l’unico mezzo per raggiungere quell’obiettivo.

Dunque, un islamico moderato è un islamico che vive a Londra, si è aperto un negozio con le arance a otto sterline al kg da vendere ai turisti italiani, ha prospettive, speranze, futuro. È un islamico che ha ammorbidito le stringenti regole del Corano, perché la sua vita glielo consente, perché la sua disperazione non è più tale, perché il suo panorama non è fatto di pietre da lanciare alle donne. Che poi queste manco gliele riportano.

Un credente moderato è uno che crede perché gli conviene pascalianamente credere. Ma se domani gli offri un Dio migliore magari cambia parrocchia, tipo Ibrahimovic.

Il problema non è cercare il dialogo coi “moderati”. Il problema è creare moderati.
Vale a dire dare speranza a questa gente.
Dunque, siamo fregati.

Intercessioni

– Insomma, sai quelle storie pazzesche, di gruppi di preghiera che si riuniscono nei casi di malattia per pregare per il bambino leucemico di turno?
– Sì.
– C’era questo bambino malato e questo gruppo che si riuniva tutti i giorni, per lui.
– E allora?
– Niente, hanno pregato tantissimo.
– E il bambino?
– Il bambino è morto.
– Ma… allora, quella storia?
– Che storia?
– Del gruppo di preghiera!
– Ah, quello prega per un altro, adesso.
– Ma perché me lo hai raccontato! Mi hai detto delle storie pazzesche di questi gruppi di preghiera e dei malati! Pensavo il bambino fosse guarito!
– Ah, nono. È però pazzesco, dai! Cioè, questi si riuniscono e pregano, convinti che pregare vicini crei un supermessaggio a Dio, tipo una mail con gli emoji, perché stanno vicini. Se stessero ciascuno a casa propria varrebbe di meno. Chissà perché. E Dio apprezza il loro stare vicini e magari cambia idea e sposta il linfoma su un altro. Che storia!
– Sei un cazzone.
– Certo. Oh, stasera andiamo a pregare per la fine della guerra in Israele. Saremo una cinquantina. Cioè, cinquanta! Accendiamo pure delle fiaccole, tipo razzi di segnalazione a Dio, così ci vede pure da lontano. Se non smette così la guerra, non smette più.
– La guerra là c’è da sempre.
– Allora occorrerà maggior impegno. Chiederemo intercessione di qualche santo, tipo le raccomandazioni. Cioè, andiamo da Dio portando avanti San Gabriele: è ovvio che ci ascolterà più volentieri.
– Ma la smetti? Stai riducendo tutto a delle logiche misere e tipicamente umane.
– Serve un santo più potente?
– I santi non sono più o meno potenti!
– Lo dici tu. Pensa a San Procopio e a San Gennaro. Vuoi mettere San Gennaro?
– Ma i santi sono tutti santi, non ci sono livelli!
– Vuoi dirmi che se ti trovassi in punto di morte e sapessi che la salvezza te la può dare uno solo tra San Procopio e San Gennaro tu sceglieresti San Procopio?
– Ma no, che significa! Cioè…
– Cioè?
– Cioè, forse sceglierei…
– Chi?
– San Gennaro…
– Vedi?
– Beh, in effetti.
– Perché noi siamo fatti così: proiettiamo anche sul trascendente le logiche dell’uomo.
– Sì, hai ragione. Ma cosa vuoi dimostrare?
– Ah nulla. Che magari tutte queste storie sono solo un modo per darsi un conforto in questa vita di merda.
– Dunque tutto questo per negare l’esistenza di Dio?
– Nono, io non devo negare niente. Non sono io a dover dimostrare una cosa che non c’è. È chi ne afferma l’esistenza che deve dimostrare qualcosa.
– Là si parla di Fede. Non c’è niente da dimostrare.
– Allora ora te la faccio io una domanda: siamo arrivati a un punto morto della discussione?
– Credo di sì.
– Morto morto?
– Morto morto.
– Morto, a differenza del bambino leucemico miracolato?
– Sì, a diff… ma perché, adesso c’è stato davvero il miracolo?
– Ahahahah, nono, tranquillo: è morto stecchito. Nessun miracolo, nessuna preghiera può risolvere un cazzo.
– Ah, meno male.
– La gente crede a tutto.
– Già.
– …
– …
– Gratta e vinci?
– Andata.
– Giuro che se vinco faccio un casino di beneficienza.
– E io adotto un bambino a distanza. Anzi due.
– Sì.
– Sì.

Falsa testimonianza

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Secondo me se scopi ti passa

 

Domenica ho fatto una passeggiata sul lungomare della mia città. C’era anche una gara podistica: un fottìo di gente che stava là con un numero in petto a fingersi Gebrselassie, ma con la sciatica che già si stava facendo sentire dall’infilata delle Reebok nuove.
Nel punto di maggior concentrazione umana c’era un piccolo espositore, con due signore sulla cinquantina. Si mettono sempre là: le vedo in ogni circostanza “pubblica”, come in questo caso.
Accanto, un piccolo totem con su scritto: “Cosa ci dice davvero la Bibbia”. Sono due testimoni di Geova, che passano il loro tempo in questo modo, cercando di spiegare alle persone che stanno sbagliando qualcosa, che non hanno capito – loro – che occorre comportarsi seguendo certe regole – che loro hanno capito – e che bisogna credere nel loro Dio.

Stavolta mi ci sono fermato a parlare.

– Buongiorno.
– Buongiorno a lei! È interessato alla parola di Geova?
– Molto. Avrei delle domande.
– Ma certo. Cosa vuole sapere?
– I Testimoni di Geova possono leggere?
– Cosa?
– Leggere, in generale. Libri di letteratura, siti di informazione, enciclopedie. Leggere, semplicemente.
– Ma certo. Dipende comunque da cosa si legge.
– Immagino. Io sono appassionato di casi di omicidio.
– Cosa?
– Casi di omicidio, sapete? Quelle descrizioni minute e dettagliate di assassini famosi e spesso problematici. Ma anche casi di omicidi strani, occasionali, del tutto preterintenzionali se non addirittura nati senza una ragione reale. Gli “omicidi della noia”, li chiamo. Avete presente?
– Eh… sì… ma…
– Io penso che siano estremamente affascinanti, ma soprattutto probanti.
– Probanti?
– Sì: sono questi i casi che fanno esattamente capire cosa sia davvero l’essere umano, di cosa sia capace, quanta forza distruttiva è presente in lui.
– Ma infatti! È quello che capita quando si perde la luce di Di…
– Zitta.
– Ma…
– Taci. Leggendo casi di omicidi efferati, con sangue ovunque, sbudellamenti, torture, dissezioni, ci si chiede quale sia il limite dell’odio dell’uomo verso l’uomo. E mi sono dato una risposta: non c’è. L’uomo è una bestia.
– Sì, ma…
– Zitta, non lo ripeterò. E trovo così idiota la vostra arroganza. Il non vedere che in tutto questo non c’è altro che l’infinita pochezza dell’uomo, e che non può trovare spazio alcuna infinita bontà di Dio. Arroganti, balordi che siete.
– …
– Arroganti. Perché vi sentite portatori di verità. Voi conoscete la verità. Noi no. Voi ci spiegate che chiunque porta in sé un Dio buono. Chiunque. E voi l’avete capito. E noi no. Mi infastidisce molto, moltissimo non la vostra ottusa idiozia, della quale state rendendo conto ai vostri figli, ai quali avete già sottratto una vita piena da vivere. No. Perché questa è selezione naturale e pian piano vi eliminerete da soli. E neppure mi infastidisce troppo il vostro cercare di tirare dentro il vostro club altra gente, come se la Fede fosse qualcosa che si consuma meglio collettivamente invece che intimamente. E potrei persino tollerare le vostre scarpe del primo dopoguerra – ma dove cazzo le trovate? Io vi riconosco dalle scarpe. Mi infastidisce un’altra cosa: il vostro pensare che voi abbiate capito qualcosa e altri no. E che dobbiate spiegarci le cose. Voi. A noi. Voi, ignoranti, pezzenti, emarginati sociali, rifiutati e presi per il culo da una società che a sua volta va presa per il culo per quanto è povera e gretta. Ma voi siete ancor più sotto, le cloache di un mondo marcio già in superficie. Voi avreste capito qualcosa che gli altri non vedrebbero. “Svegliatevi!”, ci venite a dire. Portate in strada pezzi di carta con su scritto “Svegliatevi!”, voi, zombie!
– …
– Perché state sudando? State tranquille, porto sempre con me questo machete, niente di personale. Concludo: svegliarmi? Cosa pensate di potermi insegnare, voialtri, balordi, ignoranti. Cosa? Mi volete vendere il vostro Dio buono, che voi avete capito e io no. Mi state dando dell’idiota! Voi a me! Mi state dicendo che ho bisogno del vostro aiuto per capire qualcosa! Voi, a me! Dimmelo: sono un idiota secondo te?!
– Ma… ma…
– TACI! Non esiste il vostro Dio! Ma se esistesse sarebbe da crocifiggere! Il vostro Dio, che si occupa di trasfusioni e vieta i giochi ai compleanni dei bambini! Voi siete il male! IL MALE! Un Dio permetterebbe questo?
– … Co… cosa?
Questo! Tieni, te l’ho stampato. Mi hai detto che sapete leggere! Leggi!
– …
– Adesso!
– …
– Trovami Dio in queste righe. Qualunque Dio! Ma bada: se non ce lo troverai – e non lo troverai! – tu domani vai a battere sulla Bonifica con in mano un grosso cartello con su scritto: “Mi sono svegliata!”.
– …
– …
– …
– Allora? Letto?
– Sì… è… terribile…
– Bene. Allora buona domenica e la pace sia con voi… la settimana prossima vi trovo qua?

 

Lettera aperta a Papa Bergoglio

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PREGIATISSIMO Papa Bergoglio,

innanzitutto mi scuso se le ho interrotto qualche telefonata in corso.

È con viva cordialità che, sia pure solo a grandi linee, vorrei cercare con questa mia di rispondere alla lettera che ha inviato a Eugenio Scalfari e, con esso, a tutti i non credenti.

Il sottoscritto non si definisce, come Scalfari, “un non credente da molti anni interessato e affascinato dalla predicazione di Gesù di Nazareth“, vuoi perché lo Scalfari che conosciamo è andato da un pezzo, vuoi perché solo raggiunta un’età molto avanzata ci si comincia a porre più spesso problemi sul fine-vita e a cercare di dare un senso a ciò che sta per accadere. E occorre anche avere un sacco di tempo libero – vedi ancora Scalfari – che si può validamente impiegare nella verifica dei cantieri cittadini, nelle file alle Poste oppure, come il buon Eugenio, nel portare avanti con Lei un carteggio che al pubblico interessa quanto a Belen può interessare una corsa Tris. Certo, ci sarebbero i cavalli a creare magari un beleniano (beliniano) interesse, ma sorvolerei e andrei avanti.

Le parlo da privato cittadino, non credente, ovviamente per nulla praticante, ché ho una vita sola da vivere. Come Lei ben sa.

La ringrazio, innanzi tutto, per l’attenzione che sta ancora rivolgendo a noialtri senza Dio, i quali da sempre attendiamo di conoscere il suo pensiero riguardo a chi non ha Fede. O forse no ma facciamo finta, esattamente come i cattolici fanno finta di ascoltarla.
Perché – lei lo sa – nessun cattolico in realtà segue i suoi insegnamenti davvero fino in fondo.
Quando si chiede ad un cattolico di definire il suo rapporto con la Fede, egli si troverà spesso a parlare di profondo convincimento religioso ma di altrettanta poca pratica. Perché seguire Cristo ha un costo che pochissimi sono disposti a pagare.
Ma la Chiesa conosce i limiti umani, ed è per questo che ha introdotto “esimenti delle responsabilità” come l’aver agito in buona fede, oppure veri e propri istituti volti a ricreare una sorta di amnistia o indulto, quali la confessione e il pentimento in punto di morte.

Lei, Pregiatissimo Bergoglio, saprà che la maggior parte di quelli che sono in piazza per l’Angelus stanno facendo la gita fuori porta. E che, durante quell’oretta di voce tonante e sguardo al cielo, pensano per lo più all’amatriciana da “Giggi ‘o sfonnato” ai Castelli Romani. E che si strafogheranno con animo leggero, sentendosi a posto con la coscienza. Perché saranno stati “dal Papa”.

Perché, Pregiatissimo Bergoglio, l’uomo funziona così: si paga il proprio tornaconto morale, religioso, di coscienza appunto, con gesti più apotropaici che realmente sentiti.
Ha mai visto quelli che, quando passano davanti le chiese, si fanno il segno della croce? Certo che sì: lei passeggerà spesso per le strade di Roma, quando non è al telefono. Come ritiene quei gesti? Devoti?
Per non parlare dei calciatori, coi loro riti barocchi: tocco erba, tre segni croce, tocco labbra, tirata capelli, sguardo al cielo, altro segno di croce, tocco di tacco, tibia, nuca, ponte ponente ponte pi.
E quelli che hanno il Padre Pio appeso in macchina? O il rosario? Perché lo fanno? Per devozione? O più per protezione? Un qualcosa in grado di preservare l’incolumità e proteggere la nostra vita. Tipo una cintura di sicurezza, ma del tutto inesistente.
E chi va a messa la domenica, e mette la moneta da 2 euro nel cesto delle offerte? E a volte esagera e poggia la carta da 5 euro, perché lunedì c’è il colloquio col capo per quella promozione? O da 10, perché martedì c’è il referto delle analisi del sangue? Cosa sono quelle, offerte da devozione? A me sembrano marchette.

No, Pregiatissimo Bergoglio. Lei è intelligente e sa. Chiunque, con un minimo di raziocinio, riconosce in quei gesti una sorta di “bustarella” a Dio, un pagare ed acquistare favori, terreni o anche ultraterreni, un comprare la benevolenza dell’occhio nel triangolo.

Una cosa insomma molto misera, molto umana, molto pietosa.

Come pregare per guarire da malattie. Che il triangolo ci ha donato, nel suo incomprensibile disegno divino. Ma se è incomprensibile e se viene da Dio, perché chiediamo di guarire? Siamo credenti, accettiamolo e amen, no?
No, è scomodo. E qua si crede per comodità o per rendiconto. Anche il paradiso gentilmente offerto dall’occhio nel triangolo è un premio che mi devo conquistare. È il feticcio che voialtri agitate davanti agli occhi di persone semplici e intimorite.
E digiunare per la pace? Costa un piccolissimo sacrificio ma non solo ci si sente comunque più buoni: si partecipa ad un rito collettivo e Lei sa quanto le persone adorino essere parte di un gruppo, uno qualunque, pur di identificarsi e non sentirsi piccoli mucchietti di nulla nell’universo. Altrimenti, perché esisterebbero gli Ultras della Cavese?

Pregiatissimo Bergoglio, si stupirebbe di sapere quanta gente pensa a lei e ai suoi superiori mentre gratta un “Turista per sempre” preso in tabaccheria. E se non vince si sente un po’ deluso da Lei e dal triangolo, sa?

I suoi cattolici sono fondamentalmente questo: persone spaventate dalla vita – vieppiù dalla morte – e maledettamente deboli, bisognose di una guida.
No, non sono “i buoni”, loro, voi. Non lo siete. Così come i non credenti non sono il diavolo. Ma un non credente ha qualcosa che voi non avete: paradossalmente c’è qualcosa che solo il senza Dio possiede, sa? Ed è la libertà, oppure – voi la chiamate così – il libero arbitrio.
Già, Pregiatissimo Bergoglio, sono solo le persone che non si rivolgono ad entità superiori ad essere realmente libere. A possedere quella possibilità di scegliere di donare due euro al mendicante non per comprarsi un pezzetto di un paradiso che per il non credente non esiste, ma per puro spirito di solidarietà umana. Libertà di passare davanti una chiesa e non sentirsi costretto ad armeggiare con le mani attorno al viso (ma avete visto quanta gente si “scrocia” mentre guida?), in un tripudio di atteggiamenti oggettivamente ossessivo-compulsivi che non vengono ritenuti tali solo perché ci si agganciano credenze religiose. Libertà di guardare un culo – mi scusi Pregiatissimo Bergoglio ma so che anche la Chiesa ha da tempo ammesso l’esistenza dei culi – senza sentirsi di aver violato chissà quale dogma o comandamento promanante da un occhio in un triangolo.

I cattolici, spesso, sono ingabbiati nei loro loop mentali: naturale impulso comportamentale – classificazione dell’impulso tra “buoni” e “cattivi” – valutazione costi-benefici del seguire l’impulso “cattivo” – scelta di abbandonarsi all’impulso “cattivo” in quanto irresistibile – senso di colpa successivo – lavaggio coscienza o autogiustificazione – nuovo impulso comportamentale…

Il non credente ha magari altri circuiti, anch’essi basati sulla valutazione dei comportamenti. Ma manca certamente tutta quella parte nella quale si fa riferimento a liste comportamentali eteroprodotte e dunque spesso non intimamente condivise.
Certo un laico non vivrà conflitti interiori se dovesse imbattersi nel culo di cui sopra e dovesse dunque desiderarlo. Le sue valutazioni circa l’opportunità di relazionarsi con quel culo saranno esclusivamente sociali e personali.

In sintesi, Pregiatissimo Bergoglio, la lista dei valori che Lei e il suo triangolo di riferimento cerca di trasferire al suo mondo seguace, noialtri la troviamo semplicemente inconcepibile: io personalmente non mi pongo problema se desidero il culo della donna d’altri, ritenendo quella donna, portatrice di quel culo, come capace di intendere e di volere, e dunque di scegliere in autonomia tra me e suo marito. Da queste parti le donne le consideriamo alla pari degli uomini, sa? E pure i froci. Diciamo che chi non crede non classifica gli esseri umani sulla base della presenza o meno di un pezzo di carne in mezzo alle gambe, né guarda troppo alla tendenza ad apprezzare o meno la presenza del suddetto pezzo di carne. Mi sembra che voi valorizziate eccessivamente la figura del pene. Perché? Sono soli pochi grammi di ciccia: perché vi ossessionano tanto? Io non mi metto in paranoia se vedo un prete con un grosso doppiomento: è solo ciccia. Brutta a vedersi, certo.
Così come non mi pongo problemi se la domenica sistemo una mensola invece di venire in una sua dependance, o se non rispetto un genitore che non mi ha mai rispettato.

Quanto ai froci, Pregiatissimo Bergoglio, io credo che ciascuno debba semplicemente scegliere liberamente come vivere la propria esistenza e non sarò certo io a dirgli di non sposarsi, se ha scelto da solo questa forma di suicidio. Anzi: facciamoli fare, accelereremo il loro processo di estinzione per annichilimento matrimoniale.

Pregiatissimo Bergoglio, non voglio generalizzare perché sarebbe anche questo un errore, ma va riconosciuto che spesso lei ha a che fare con un gregge spaventato (anche per questo vi piace definirvi “pastori”, non a caso), che ricerca conforto dalle sue illuminate e ora anche telefoniche parole. Persone che la ascoltano, la apprezzano, la seguono anche, ma fino ad un certo punto. Ed il punto è tutto in quel cattolicissimo (e incredibilmente affine alla forma mentis dell’italiano-tipo) seguirla fino a che il sacrificio non diventi troppo gravoso. Dopodiché il credente comincia a costrursi autoscusanti per i propri comportamenti, per risolvere le sue insuperabili dissonanze cognitive, che lo vedono volersi sbattere la collega (sposata) e contemporaneamente credere alla potenza del rosario appeso allo specchietto dell’auto. Tra i due (rosario-collega) vince la collega, perché lei ha le pere e il rosario no. E cosa fa il nostro peccatore una volta scelta la collega? Rinuncia a seguirla? Stacca il rosario? Giammai! Anzi! Domenica in chiesa poggerà la 10 euro, per recuperare un po’ di favore da Lei e dal triangolo. Si andrà magari a confessare. Comunque cercherà nelle sue parole un minimo di comprensione per la fallibilità umana. E le troverà, perché lei è sempre alla mano e così anticonvenzionale. E allora, l’uomo col rosario appeso che si sbatte la collega sposata, magari domenica se lo ritrova in chiesa. Ma mentre è là pensa sempre alla collega (con pere), che l’indomani vedrà di nuovo. Ma si sentirà sbagliato nel pensarla in quell’ambiente, e cercherà di allontanare dalla mente quei cattivi pensieri. Perché ci avete insegnato che non si deve desiderare la donna d’altri. Dico: desiderare. E gente qua davvero pensa che una cosa incontrollabile come il desiderio possa in qualche modo danneggiare un triangolo (sto semplificando, ma pure voi, usare figure geometriche semplici!).
In ogni caso il Nostro, lunedì, riprenderà il solito tran tran di sotterfugi, bugie, intrallazzi e fornicazione. Sempre col rosario appeso. Sempre con un po’ di sensi di colpa. Che durante l’atto però fanno trasgressione, aumentando il piacere.

E vogliamo parlare del suo target prediletto, Pregiatissimo Bergoglio? Gli anziani. Premesso che il loro vivere in castità dipende da forza maggiore e non da scelta, pensa davvero che la loro sia devozione? Pensa davvero che, fuori dalle chiese, queste siano brave persone che portano avanti i suoi insegnamenti?
Le assicuro che non c’è nulla di più cattivo di un vecchio inacidito e con l’unico conforto in due pezzi di legno in croce. Io me lo ricordo, quello che mi bucava il pallone: andava sempre in chiesa la domenica.

Questo per dirle cosa? Che la sua lettera ai non credenti mi pare l’ennesimo tentativo marchettaro per risultare anticonvenzionale, moderno, aperto a tutto e a tutti. E pare che questa sua strategia sia premiante. Tra l’altro lei è anche estremamente simpatico, mica come quell’altro. Tantissimi dicono che lei è un grande Papa e che è persona degna di stima. E lo penso anche io. Solo che comincia a sembrarmi un po’ troppo… come dire: presente? Lo dico sempre per gli stessi motivi marketing: cerchi di non seguire l’esempio di un Saviano che oggi commenta pure le poesie e ci parla di quanto le mozzarelle di Bojano si accompagnino bene con le fave di Ripalimosani.

E mi scuso per l’accostamento con Saviano, già solo per le sopracciglia.

Pregiatissimo, ma mi sta ascoltando?

Maledette tariffe flat.

Vabbè.

 

Con fraterna vicinanza,

UMC

E la pillola era blu, non azzurra

Mi sono imbattuto in un articolo dal titolo interessantissimo: “Matrix, finzione o realtà?”, che partiva da una domanda: “Il mondo che ci circonda è solo una simulazione di un’intelligenza artificiale o è reale?”.

A me la fantascienza ha sempre affascinato (lo dimostra l’essermi sposato) ed una domanda come questa non poteva lasciarmi indifferente. Clicco sull’articolo e lo leggo. E mi incazzo.


Viviamo o no in una realtà artificiale come nel film Matrix? E’ una domanda che sembra confinata alla fantascienza ma ora la scienza sta tentando di dare una risposta.

Perfetto: non che chieda la risposta, ma il tuo articolo sicuramente mi darà un qualche indizio, informazione, spunti di riflessione.


Gli scienziati di Bonn non si sono lasciati affascinare dalla finzione e dalla filosofia ma hanno iniziato una ricerca a livello di cromodinamica quantistica. Questa teoria fisica cerca di spiegare le leggi che regolano l’universo ad un livello straordinariamente piccolo, descrivendo l’interazione di particelle elementari, come quark e gluoni.

E chiude qua l’argomento. Capisco le esigenze di semplificazione, ma non mi hai detto una emerita mazza su questa teoria. Nulla. Metti almeno un link a Wikipedia, non so.


Ebbene, proprio lì si troverebbe la risposta alla domanda che assilla molti.

Cos’è “molti”? Non ti pare uno stile di scrittura infantile e banale? E poi: “Domanda che assilla molti”? Come pagare il mutuo? Dai, non assilla molti. Non assilla nessuno in verità. E’ una curiosità filosofica prima che scientifica.


In base alla tecnologia attuale, i fisici sono in grado di riprodurre, coi più potenti supercomputer, una parte molto piccola del cosmo, nell’ordine di pochi femtometri (un femtometro è un milionesimo di nanometro, circa il diametro di un protone).

Cosa significa? Cioè prendono una parte del cosmo, molto piccola, e la rifanno uguale? In che senso? Un clone? Una simulazione? E poi, la costruzione del tutto: mi dici che i fisici sono in grado di riprodurre una parte piccola del cosmo. Ma per un loro limite? O è una precisa scelta? Ne prenderebbero di più grandi ma non ci riescono? Non si capisce niente, dai.


Si tratta del cosiddetto effetto GZK, teorizzato dagli scienziati Greisen, Zatsepin, Kuzmin, che stabilisce un limite massimo all’energia dei protoni che viaggiano nell’universo.

Cioè? E’ questa la parte interessante! Dimmi qualcosa di più! Dai!


Prima di allarmarsi però, e scegliere se prendere la pillola rossa o azzurra come nel film dei fratelli Wachowski, saranno necessarie molte altre ricerche, perchè al momento si tratta di ipotesi, anche se molto affascinanti. Serviranno mezzi ancora più potenti per tentare di svelare finalmente questo segreto.
Alessandro Carlini

Cosa? Cosa? Perché la svolta cazzona ora? Non mi hai detto nulla! Non mi hai detto un cazzo sull’effetto GZK di questo caso specifico! Hai solo preso la parte che parla del limite massimo all’energia, ma poi?
Alessandro Carlini, spero tu sia il lavavetri della redazione del Corriere, capitato su un computer acceso per sbaglio e che si è poi divertito a scrivere un pezzo “per vedere l’effetto che fa”.

Questa la divulgazione della scienza in Italia. Poi non vi lamentate se uno si dà alla religione.

“Lo confesso”

– Lo confesso.

Così aprì, e chiuse anche, quello che fu da molti ritenuto il discorso di conclusione di un’era. Parole che forse mettevano fine a duemila anni di cristianesimo ma che scombinavano le carte anche in tutte le altre confessioni, che tutt’affatto si avvantaggiarono dalla uscita di scena della figura religiosa più importante dei nostri tempi, ma che anzi furono costrette a profonde revisioni interne, quanto a uomini e disponibilità, improvvisamente crollate per mancato apporto da parte dei fedeli.

– Lo confesso. Quello che voi considerate “Rappresentante di Dio in Terra” non è tale. Non lo è mai stato. Non fu Dio ad eleggermi, non fu Dio a chiamarmi ma una congregazione di uomini. E non c’è stata alcuna vocazione ma un semplice desiderio di fare qualcosa per gli altri. Questo è quanto dovrebbe dirvi qualunque persona che oggi indossi una tonaca, dal prete di campagna al cardinale.

Le televisioni di tutto il mondo stavano diffondendo un messaggio che avrebbe cambiato la storia ed aperto una ferita insanabile nel Credo di miliardi di persone. “Miliardi”, che concetto assurdo, quando si parla di uomini. Il Rappresentante di Dio che dismetteva pubblicamente il suo ruolo. Il Papa che parlava chiaro, in un italiano sorprendentemente buono ed articolato anche, come mai aveva fatto prima. Come se quel discorso glielo avesse scritto qualcun altro. Anzi: come se quel discorso fosse davvero il suo, per la prima volta.

– Siamo persone. Persone fallibili, come tutte. E questo lo sapevate già. Ma c’è da dire altro, finalmente. Dio non si manifesta a noi, così come a voi. Non abbiamo alcun rapporto privilegiato, voce interiore, spirito, a guidarci. Nulla. Siamo esseri umani ai quali non è dato conoscere il pensiero di Dio, tanto quanto a voi. Nessun Dio ci ha mai detto alcunché. Molti di noi, da questa parte, non credono neppure. Sono persone entrate in Seminario magari a quattordici, quindici anni, con tante idee in testa e pochissime basi culturali a supportarle. E poi si sono ritrovate a seguire una certa strada. E a non poterla più interrompere. Per tanti motivi, per non deludere genitori orgogliosi di avere un figlio che celebrava la messa, perché ormai era tardi per fare qualunque altra cosa… Ragazzi che si sono presto pentiti di aver deciso di servire il Signore ma che hanno comunque continuato per convenienza, vigliaccheria, noia.

Il silenzio in quella piazza non aveva mai raggiunto tale livello. Se all’inizio erano i borbottii esterrefatti a prevalere, a quel punto nessuno più proferiva parola. Tutti con le bocche aperte, come a ricevere un ultimo, amarissimo Corpo di un Cristo morto in quel preciso istante.

– Sono vicino alla mia fine e ho paura. Paura come uomo. Paura che dopo non ci sia alcunché. Paura di aver servito il Dio sbagliato magari. Ma questo vorrebbe dire che almeno qualcosa c’è. Ed io, oggi, sono qua a confessare che non lo so. Non ho alcuna prova che Dio esista davvero. Nessuno, nessuno al mondo potrebbe averla. Voi, che vi affidate con cuore e coscienza alle nostre indicazioni, che seguite la dottrina della Chiesa con Fede, ma soprattutto con la speranza di ricevere poi una qualche ricompensa dopo questa vita, dovete sapere la verità. E’ giusto. E’ giusto che sappiate. Per poi tornare alla voste case davvero liberi. Liberi di scegliere. Scegliere se continuare a prodigarvi, ad improntare la vostra esistenza a dettami trascritti da uomini per uomini, non da Dio. Liberi di scegliere se sostenere una struttura fatta di uomini. Liberi di servire un Dio che io, oggi, non vedo. Non vedo.

Solo gli stranieri parevano disorientati più di chi quelle parole aveva ascoltato e compreso. Cercavano conferme da interpreti, si chiedevano se quella traduzione fosse davvero fedele. Nessuno, in fondo, voleva credere a quanto stava ascoltando.

– So che questa è l’ultima volta che mi vedrete affacciato qui, a parlarvi. Come so anche che qualcuno vorrà smentire con forza quanto sto oggi affermando. Vi parleranno di malore, di attimo di debolezza, di medicine o droghe. Sappiate che non è così. Parlo in piena salute e coscienza. E so anche che tanti di voi vorranno ancora dare credito a chi, domani, parlerà in nome di questo presunto Dio. Perché aveva ragione Pascal: “conviene credere”. Ma a che costo, ancora? Se una cosa davvero buona, in vita mia, ho fatto, non è stato certo guidare persone spaesate in nome di qualcuno che mai ho incontrato in vita mia. Ma è quanto sto facendo ora, oggi: darvi il vero libero arbitrio. Permettervi di scegliere se continuare a foraggiare uomini che si spacciano per chi non sono oppure destinare le vostre risorse e i vostri pensieri alla cura di questa, di vita, realtà. Che è l’unica che davvero conosciamo. Forse è l’unico modo di sistemare tante, tante cose. Non ne conosco altri. No davvero. Lo confesso.

Sparì dietro la solita finestra.

E qualcuno applaudì.

 

Oh, Signùr

Oh Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa,
penso che al Mc Donalds non si facciano tutti questi problemi.

Oh Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa,
ma dubito lo sia quello che parla a nome tuo.

Oh Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa,
che poi è lo stesso atteggiamento di mia suocera.

Oh Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa,
l’anno scorso comunque si mangiava meglio.

Oh Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa,
del resto sono a tua immagine e somiglianza.