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		<title>L&#8217;immagine potrebbe non essere rappresentativa</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 10:53:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sproloqui]]></category>
		<category><![CDATA[demenziale]]></category>
		<category><![CDATA[Uomomordecane]]></category>

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		<description><![CDATA[- Ciao Franco, da quanto non ci vediamo? &#8211; Da parecchio, visto che non ti conosco. &#8211; Non essere sempre così disfattista, Franco. &#8211; Non lo sarei, se magari non mi chiamassi Franco. &#8211; Scusa, scusa&#8230; pensavo fosse il tuo nome. &#8211; Ma in base a cosa? &#8211; Bah, non so, fisionomia? &#8211; Vuoi dire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F02%2Flimmagine-potrebbe-non-essere-rappresentativa%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><div id="attachment_1742" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://www.uomomordecane.it/wp-content/uploads/Corbis-42-22579429.jpg"><img class="size-medium wp-image-1742" title="Hispanic man with a huge erection talking on cell phone while a girl waits for his dick." src="http://www.uomomordecane.it/wp-content/uploads/Corbis-42-22579429-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Primo fotogramma di un porno scaricato da Emule. Lei fingerà.</p></div>
<p><em>- Ciao Franco, da quanto non ci vediamo?</em><br />
<em> &#8211; Da parecchio, visto che non ti conosco.</em><br />
<em> &#8211; Non essere sempre così disfattista, Franco.</em><br />
<em> &#8211; Non lo sarei, se magari non mi chiamassi Franco.</em><br />
<em> &#8211; Scusa, scusa&#8230; pensavo fosse il tuo nome.</em><br />
<em> &#8211; Ma in base a cosa?</em><br />
<em> &#8211; Bah, non so, fisionomia?</em><br />
<em> &#8211; Vuoi dire che assegni un nome alla gente sulla base della faccia che ha?</em><br />
<em> &#8211; Beh no, non proprio. Deve esserci comunque un inquadramento nel calendario. Altrimenti per me tu saresti Trompezio Bulgaro Decimonono. Ma sul calendario quello che più si avvicina a questo nome è Franco.</em><br />
<em> &#8211; Senti, fatti curare, devo andare.</em><br />
<em> &#8211; Era voluta?</em><br />
<em> &#8211; Cosa?</em><br />
<em> &#8211; La rima.</em><br />
<em> &#8211; Che rima? Sei completamente pazzo.</em><br />
<em> &#8211; Ti piace la mia nuova ragazza?</em><br />
<em> &#8211; Quello è un comodino.</em><br />
<em> &#8211; Non saltiamo subito a conclusioni adesso.</em><br />
<em> &#8211; Stai andando in giro con un comodino sulle spalle, e questo già la dice lunga.</em><br />
<em> &#8211; Ci sono affezionato. E poi non mi pareva il caso di lasciarlo solo in casa.</em><br />
<em> &#8211; Cosa vuoi che accada ad un comodino?</em><br />
<em> &#8211; Boh, io so di strane cose che accadono ai comò: civette, dottori, rapporti sessuali&#8230; cosa ne vuoi sapere se queste cose non si trasmettano pure ai comodini.</em><br />
<em> &#8211; Oddiosanto! Mi vuoi lasciare in pace?</em><br />
<em> &#8211; Chiedo scusa. E&#8217; che mi sento solo.</em><br />
<em> &#8211; Non è una buona ragione per andare in giro ad importunare la gente.</em><br />
<em> &#8211; E qual è una buona ragione per farlo?</em><br />
<em> &#8211; Nessuna!</em><br />
<em> &#8211; Allora era un trabochetto!</em><br />
<em> &#8211; Ma quale trabocchetto!</em><br />
<em> &#8211; Possiamo rivederci domani?</em><br />
<em> &#8211; Ma neanche per sogno!</em><br />
<em> &#8211; Va bene. Ciao Daniele.</em><br />
<em> &#8211; Uh&#8230; cosa ne sai che mi chiamo Daniele?</em><br />
<em> &#8211; E&#8217; che dalla fisionomia&#8230;</em><br />
<em> &#8211; Ma non era &#8220;Franco&#8221; dalla fisionomia?</em><br />
<em> &#8211; Allora lo vedi che lo sai anche tu!</em></p>
<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F02%2Flimmagine-potrebbe-non-essere-rappresentativa%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F02%2Flimmagine-potrebbe-non-essere-rappresentativa%2F&amp;title=L%26%238217%3Bimmagine%20potrebbe%20non%20essere%20rappresentativa" id="wpa2a_2"><img src="http://www.uomomordecane.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Mistress</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2012 21:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita reale]]></category>
		<category><![CDATA[Satira]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche anno fa cominciò a circolare con più insistenza la parola &#8220;stress&#8221;. Andava a sostituire/integrare nel comune italico vocabolario il più tendente al patologico &#8220;esaurimento/esaurimento nervoso&#8221;. Stress connotava una situazione di pressione, esterna o interna, tale da portare un certo grado di disagio psichico alla persona. Pian piano &#8211; come spesso accade &#8211; l&#8217;uso divenne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F02%2Fmistress%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><p><img class="alignnone" title="old" src="http://www.susssu.com/wp-content/uploads/2008/12/dirty-old-man.jpg" alt="" width="320" height="317" /></p>
<p>Qualche anno fa cominciò a circolare con più insistenza la parola &#8220;stress&#8221;. Andava a sostituire/integrare nel comune italico vocabolario il più tendente al patologico &#8220;esaurimento/esaurimento nervoso&#8221;.</p>
<p>Stress connotava una situazione di pressione, esterna o interna, tale da portare un certo grado di disagio psichico alla persona.</p>
<p>Pian piano &#8211; come spesso accade &#8211; l&#8217;uso divenne abuso e &#8220;stress&#8221; iniziò a definire anche situazioni di generico disagio emotivo, non importa quale fosse il grado.</p>
<p>Questa apparentemente innocua parola è poi entrata di fatto all&#8217;interno dell&#8217;uso comune e dell&#8217;intercalare stradarolo, ma anche in ambito burocratico, per quell&#8217;insopprimibile esigenza tricolore di inquadrare ogni fenomenologia in commi o circolari. &#8220;<em>Se c&#8217;è timbro c&#8217;è speranza</em>&#8220;, dovrebbero mettere in ogni ufficio pubblico.</p>
<p>Ciascuno di noi conosce situazioni di stress: sono parte della nostra vita e le solite menate. Per questo valenti professionisti che fino a ieri ti infilavano il piede nella porta per mollarti il Folletto si sono oggi riciclati docenti di corsi di gestione dello stress. In questi dovrebbero trasmettere agli stressati allievi le tecniche di controllo di questa emotività negativa e trasformarla altresì in flusso di propositiva e benefica energia. Insomma, prendi una cosa brutta e la fai diventare utile, un po&#8217; come si fa col letame che diventa biogas in grado di muovere auto decisamente di merda.</p>
<p>Il punto è che la gestione dello stress è caratteristica richiesta non a tutti, nè allo stesso livello. Ci sono persone che, per ruolo sociale, per professione, per opportunità devono gestire totalmente lo stress. Ad altre non è richiesto un tale livello di attenzione. Altre ancora possono tranquillamente fottersene della gestione dello stress.<br />
Pensate ad un chiururgo in una zona di guerra. Dovrà necessariamente saper gestire situazioni di enorme pressione, squassi emotivi, tempi ristretti. Ma senza arrivare ai casi-limite, pensate ad un dirigente d&#8217;azienda che gestisca risorse umane. Avrà il delicato compito di valorizzarle e metterle nelle condizioni per far sì che possano rendere al meglio, al netto di proprie contingenti tensioni personali, notizie negative, divergenze relazionali: alzarsi coi coglioni girati non è una patente per crocifiggere i sottoposti in sala mensa. Magari se ti chiami &#8220;Ugo&#8221;, ma sono eccezioni.</p>
<p>O un giudice, al quale è richiesto il &#8220;silenzio dell&#8217;anima&#8221; nel momento in cui valuta un caso. Se entra in aula incazzato come un cervo a primavera perché il giorno prima la sua domestica filippina gli ha bruciato la toga sarà per lui vitale gestire il suo personale stress e non tramutarlo in mesi di detenzione per l&#8217;imputato di turno. Magari anch&#8217;egli filippino (ma devi essere sfigato, Cristo!).</p>
<p>Un dipendente non ha la stessa pressante esigenza di gestire lo stress che ha invece il suo datore di lavoro: gli sarà utile, certo, per il suo benessere mentale, per la facilitazione dei rapporti e per non rendere la propria giornata lavorativa un inferno 9.00-13.00, 15.00-19.00, ma pare evidente come siano differenti le &#8220;responsabilità sociali da ruolo&#8221; e le conseguenze, nell&#8217;un caso e nell&#8217;altro, di una cattiva gestione delle tensioni interne.</p>
<p>Ora però pensate a mio nonno. Ha 91 anni, è lucidissimo, legge Libero, si incontra con suoi coetanei che parlano solo di pensione e patologie prostatiche, tutti i giorni segue Forum e il Tg4 e non dispone più di patente di guida nè la mancanza di mutande su Belen gli ricorda alcunché. L&#8217;esposizione costante a questi impulsi negativi lo rende aggressivo come un pitbull di fronte ad uno specchio a forma di pitbull. Ma &#8211; è qui il &#8220;ma&#8221; &#8211; a lui non è richiesta alcuna gestione dello stress. Tutt&#8217;altro. Il suo ruolo sociale lo prevede come portatore di mugugni e sbraghi continui. La sua cifra stilistica si colora di invettive contro santi ai più sconosciuti. La sua stessa esistenza in vita è dimostrabile prevalentemente attraverso le gratuite offese alla nuora e i ceffoni ai nipotini.</p>
<p>La gestione dello stress non è dunque un must, un punto di arrivo per chiunque.</p>
<p>Dunque piantala di inviarmi inviti al tuo incontro &#8220;<em>Gestire lo stress oggi, un imperativo categorico per tutti</em>&#8220;: mi metti pressione, mi crea ansia.<br />
Mi stressa. Ed io non ho bisogno di gestire troppo lo stress.</p>
<p>E so dove abiti.</p>
<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F02%2Fmistress%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F02%2Fmistress%2F&amp;title=Mistress" id="wpa2a_4"><img src="http://www.uomomordecane.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Confuso. E&#8217; felice?</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 08:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ragionamenti demenziali]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F02%2Fconfuso-e-felice%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><p><a href="http://www.uomomordecane.it/wp-content/uploads/Corbis-42-28077636.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1732" title="Thunderstorm in head of man" src="http://www.uomomordecane.it/wp-content/uploads/Corbis-42-28077636.jpg" alt="" width="356" height="480" /></a></p>
<p>Mi sveglio tutto bagnato. Devo trovare un posto per la notte lontano dalla cabina doccia. O ripararla. Anche solo spostarsi un po&#8217;: contare sulla fase REM si è dimostrato fallimentare. Guadagno però del tempo sull&#8217;igiene personale e passo direttamente alla colazione. Non prendo caffè al mattino: la caffeina mi rende nervoso e quest&#8217;intolleranza mi rende nervoso. Dunque ripiego sulle fette biscottate. Ma non ci stanno nella tazzina. E comunque lo zucchero non ci si scioglie bene. Insomma, digiuno come al solito e esco. E&#8217; domenica e non lavoro. In realtà sono disoccupato e non lavoro mai ma la domenica la cosa acquista un senso diverso. Tanto che comincia a salirmi l&#8217;ansia man mano che passano le ore e si avvicina il lunedi. Compro il giornale ma ci trovo sempre le notizie del giorno prima. Penso che sarebbe bello trovarci invece cose del giorno dopo ma mi rendo conto che costerebbe di più. Mi arriva un sms: &#8220;<em>ti aspetto questa sera, a casa mia. Ho una gran voglia di te. La tua Miciona</em>&#8220;. Cerco di capire come abbia fatto un grosso gatto a digitare un sms ma non me lo spiego. A meno che non disponga di mani. Mi creo tutto un film con questo gatto con le mani e penso possa a questo punto essere lo stesso gatto mutante che in altre storie indossa stivali quando realizzo che &#8220;Miciona&#8221; possa essere solo uno pseudonimo. Ma mi piaceva di più la cosa del gatto prensile. Cerco di risalire alla fonte dell&#8217;sms ma appare solo il numero e non il nome. Mi scervello per ore nel cercare di capire chi sia: non posso certo comporre quel numero e chiedere: &#8220;<em>scusa Miciona, chi sei?</em>&#8220;, farei una figura pessima. Ma ecco il colpo di genio: vado a chiederlo a quello al quale ho fregato il cellulare: sono certo che mi potrà aiutare.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Niente. Inoltre ora non ho più il cellulare. Vado a bere qualcosa in un bar. Prendo un caffè sovrappensiero e mi innervosisco tantissimo, non per la caffeina ma per il mio tardivo rendermi conto di non essere affatto intollerante alla stessa. Mi arriva un altro sms, stavolta sul mio cellulare: &#8220;<em>dove cazzo sei?</em>&#8220;. E&#8217; mia moglie che mi aspetta a casa, incazzatissima perché dovevamo andare dai suoi. Solo in quel momento ricordo chiaramente tutto: sono evidentemente sposato e i suoi genitori sono ancora in vita. A dimostrazione che è vero che le disgrazie non vengono mai da sole. Devo chiedere il divorzio prima o poi ma detto così pare brutto. Mi si è staccato anche l&#8217;Algasiv. E mi ritrovo con la dentiera in mano.</p>
<p>Tutto sta ora a capire di chi sia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F02%2Fconfuso-e-felice%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F02%2Fconfuso-e-felice%2F&amp;title=Confuso.%20E%26%238217%3B%20felice%3F" id="wpa2a_6"><img src="http://www.uomomordecane.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Finché non mi cacciano (51)</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 17:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Unità]]></category>

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		<description><![CDATA[“Roma sta reagendo bene, quando siamo avvertiti per tempo sappiamo organizzarci“, afferma polemicamente Gianni Alemanno, al quale stavolta sono stati inviati calendari con la parola “Inverno” scritta bella grande. [Su L'Unità, qui]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F02%2Ffinche-non-mi-cacciano-51%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><p><img class="alignnone" title="Alemanno-neve" src="http://uomomordecane.comunita.unita.it/files/2012/02/alemanno.jpg" alt="" width="523" height="485" /></p>
<p>“Roma sta reagendo bene, quando siamo avvertiti per tempo sappiamo organizzarci“, afferma polemicamente Gianni Alemanno, al quale stavolta sono stati inviati calendari con la parola “Inverno” scritta bella grande.<br />
[Su L'Unità, <a href="http://uomomordecane.comunita.unita.it/2012/02/10/pupazzi-amari/" target="_blank">qui</a>]</p>
<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F02%2Ffinche-non-mi-cacciano-51%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F02%2Ffinche-non-mi-cacciano-51%2F&amp;title=Finch%C3%A9%20non%20mi%20cacciano%20%2851%29" id="wpa2a_8"><img src="http://www.uomomordecane.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>No one here gets out alive</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 11:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[sragionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[jim morrison]]></category>

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		<description><![CDATA[Vivi la vita attimo per attimo perché ogni attimo potrebbe essere l&#8217;ultimo. Vivi ogni attimo e questo non sarà mai l&#8217;ultimo. Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l&#8217;ultimo perché il giorno che lo sarà non avrai voglia di crederlo. (Jim Morrison) Beh, come non essere d&#8217;accordo? Tutti sappiamo per certo che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F02%2Fno-one-here-gets-out-alive%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><p><a href="http://www.uomomordecane.it/wp-content/uploads/Immagine-000.jpg"><img src="http://www.uomomordecane.it/wp-content/uploads/Immagine-000.jpg" alt="" title="Ridi, cazzo!" width="384" height="329" class="alignnone size-full wp-image-1722" /></a></p>
<p><em>Vivi la vita attimo per attimo</em><br />
<em>perché ogni attimo potrebbe essere l&#8217;ultimo.</em><br />
<em>Vivi ogni attimo e questo non sarà mai l&#8217;ultimo.</em><br />
<em>Vivi ogni giorno della tua vita come se fosse l&#8217;ultimo</em><br />
<em>perché il giorno che lo sarà non avrai voglia di crederlo.</em><br />
(Jim Morrison)</p>
<p>Beh, come non essere d&#8217;accordo?<br />
Tutti sappiamo per certo che il nostro tempo è limitato, che ben che vada finiremo comunque sotto un metro e mezzo di terra. Dunque il consiglio del buon Morrison dovrebbe essere il nostro pane quotidiano.<br />
Anzi, manco servirebbe ricordarlo.<br />
Ok.</p>
<p>Che stai facendo in questo momento?<br />
Hai un mouse in mano.<br />
O un telefonino, un portatile, un aggeggio qualunque: non certo Madalina Ghenea.</p>
<p>Se questo fosse il tuo ultimo giorno cosa faresti? Dubito staresti a cazzeggiare su Internet.<br />
Magari usciresti.<br />
Magari andresti da chi ti sta più sui coglioni a prenderlo a calci in culo.<br />
Magari ti suicideresti.<br />
O busseresti alla porta della tua vicina di casa, quella ragazzina tanto carina e sorridente, e senza dirle niente glielo metteresti in mano, accompagnandolo da qualche frase convincente tipo: &#8220;Presto!&#8221;.</p>
<p>La verità è che Morrison era un coglione.<br />
Nè più nè meno che te, me.<br />
Anzi, forse lui di più dato che è già morto, perdendo il suo tempo a cercare frasi ad effetto che poi sarebbero state citate in lungo e in largo, per triturare la minchia delle generazioni a venire, le stesse che quelle frasi avrebbero trovato fantastiche tanto quanto fuffosi gattini in bacheca su un Facebook ancora inesistente.</p>
<p>Nessuno vive ogni istante come se fosse l&#8217;ultimo: l&#8217;uomo non è programmato per questo.<br />
Può farlo per brevi istanti &#8211; magari in grado di cambiare davvero la vita, certo &#8211; per poi tornare alla sua rassicurante quotidianità.<br />
Perché dubito che tu andresti al lavoro se questo fosse il tuo ultimo giorno.<br />
A meno che tu non faccia il pornostar.<br />
Ma nemmeno in quel caso, dai.<br />
Non so.<br />
In ogni caso non perderesti tempo a verificare il certificato HIV.</p>
<p>Piantala di fare il ribelle, l&#8217;alternativo: hai un IPhone, a Natale pranzi coi tuoi, guardi il meteo, ti masturbi sugli Scottex Gran Rotolo. Ma secondo te, se questo fosse il tuo ultimo giorno, presteresti tanta attenzione a come non disperdere nell&#8217;ambiente il tuo miserabile seme? E comunque si tratta del momento antiambientalista più grave della tua giornata: tutta quella carta per un innocuo schizzetto, pensaci.</p>
<p>Vivere ogni istante come fosse l&#8217;ultimo porterebbe troppa autoresponsabilizzazione e caricherebbe ogni fottuto momento in modo insostenibile per un misero essere umano.</p>
<p>Dunque vivi ogni istante come cazzo ti pare.<br />
Anche Morrison sapeva di sparare solo boiate: ti sei mai chiesto perché non c&#8217;è in giro una sua cazzo di foto sorridente?</p>
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		<title>Cuore-Amore tutu-tatata</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[sragionamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; - Ma che merda ascolti? Dai, Mengoni? - Eh lo so, però c&#8217;è qualcosa che&#8230; - &#8230; sa di merda? Certo! Ma tu sei impazzito. Fammi vedere la tua playlist&#8230; - &#8230;no dai&#8230; - Cristo! Shakira&#8230; E poi? Oddio: la Tatangelo?! - &#8230;scusa&#8230; - Un coglione, sei un coglione. LMFAO, Zero7, John Foxx and [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F01%2Fcuore-amore-tutu-tatata%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/l2fsk5AISv4" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>- Ma che merda ascolti? Dai, Mengoni? </em></p>
<p><em>- Eh lo so, però c&#8217;è qualcosa che&#8230; </em></p>
<p><em>- &#8230; sa di merda? Certo! Ma tu sei impazzito. Fammi vedere la tua playlist&#8230; </em></p>
<p><em>- &#8230;no dai&#8230; </em></p>
<p><em>- Cristo! Shakira&#8230; E poi? Oddio: la Tatangelo?! </em></p>
<p><em>- &#8230;scusa&#8230; </em></p>
<p><em>- Un coglione, sei un coglione. LMFAO, Zero7, John Foxx and the maths, Tenhi, Kraftwerk. Questi devi ascoltare! </em></p>
<p><em>- E&#8217; che non mi piacc&#8230; &#8211; Cosa? </em></p>
<p><em>- Niente.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche tramite la musica si cerca di valorizzare se stessi. E questo vale per qualunque forma artistica.</p>
<p>Se vai al MOMA e ti trovi a dire &#8220;<em>questa roba è una porcata</em>&#8221; passi per ignorante. Così come se ascolti Mengoni ti prendono per il culo.</p>
<p>La scema e sgrammaticata adolescente ascolta Mengoni, tu ascolti Mengoni, tu sei scemo e sgrammaticato come lei e ora sai anche costruire dei sillogismi. Quando per la musica, come per l&#8217;arte in genere, quel che conta è ciò che ti arriva. Ma so costruire anche altre banalità.</p>
<p>E non importa come ti arrivi e perché. Qui si parla di evocazione, di base emotiva, non di cultura. E le due cose non vanno confuse.</p>
<p>Un suono, un odore, un accordo, possono richiamare un ricordo o una emozione e trasportarti altrove.</p>
<p>Il fatto è che questo &#8220;trascinamento&#8221; avviene tramite una costruzione artistica. Ma si tratta di un &#8220;plus&#8221;.</p>
<p>Vi capita mai di entrare in una casa e sentire un odore che vi sbatte violentemente altrove? Magari ad un momento dell&#8217;infanzia, non so. Ecco: quella è evocazione, ma svincolata da un contesto artistico o culturale. E nessuno ha da ridire se il puzzo del dado Knorr vi mette un brividino. Mentre cacano il cazzo se questo avviene tramite un gruppo sfigato.</p>
<p>Insomma: Mengoni o Springsteen, Zero Assoluto o un gruppo vero, importa ciò che scatta a livello sensoriale.</p>
<p>Dunque, quella parte evocativa, tutta soggettiva, viene confusa con lo spessore artistico perché è immersa proprio in questo contesto, più ampio e con risvolti sociali e culturali. C&#8217;è rappresentazione di qualcosa di esterno ed ulteriore e questo porta identificazione e giudizio sociale.</p>
<p>L&#8217;errore è allora il voler sussumere parte evocativa e quadro culturale in un unicum.</p>
<p>Questo accade ancor più con le canzoni che con altre forme espressive, perché la musica è linguaggio che non ha bisogno di decodifica quanto la pittura o la poesia, perché cominciamo a viverla fin da piccoli senza mediazione esterna, perché ci accompagna nelle stagioni della vita.</p>
<p>Cristo che frase del cazzo: &#8220;le stagioni della vita&#8221;. Pare una canzone della Mannoia. O forse lo è.</p>
<p>Io posso validamente comprendere che quello è un motivetto, che manca una strutturazione di suoni e strumentale, che il tutto è decisamente carente. Ma mi arriva qualcosa. Non sono ignorante: sono semplicemente stato tirato dentro emotivamente, mio malgrado, non so.</p>
<p>Dunque potete piantarla di menarvela con questi gruppi sconosciuti: me ne fotto di voi e di loro. Qualunque cantante può finire nel mio Ipod, qualunque canzone potrebbe incidentalmente diventare il mio tormentone, qualsiasi gruppo per me potrebbe un giorno superare anche i Beatles. Che &#8211; detto tra noi &#8211; hanno fatto l&#8217;acido quanto e come San Battisti e la sua cazzo di moto dieciaccapi fiori rosa fiori di pesco: ma muori!</p>
<p>Ah, sei morto, bene.</p>
<p>Magari la prossima volta accendi quei fari spenti nella notte.</p>
<p>Insomma, tu, per me, puoi ascoltare qualunque cosa.</p>
<p>Ma&#8230; scusa, fa&#8217; vedere un po&#8217;&#8230;</p>
<p>Mino Reitano no, Cristo!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Finché non mi cacciano (50)</title>
		<link>http://www.uomomordecane.it/2012/01/finche-non-mi-cacciano-50/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 11:53:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Unità]]></category>

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		<description><![CDATA[A due mesi dall’uscita di scena di Silvio il clima nel Palazzo è diverso? Sono cambiati equilibri, meccanismi, prospettive? L’italiano percepisce questo clima rinnovato? I tassisti sono esseri senzienti? [Su L'Unità, qui]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F01%2Ffinche-non-mi-cacciano-50%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><p><img class="alignnone" title="matcolt253523" src="http://uomomordecane.comunita.unita.it/files/2012/01/casagomorra2.jpg" alt="" width="418" height="288" /></p>
<p>A due mesi dall’uscita di scena di Silvio il clima nel Palazzo è diverso?</p>
<p>Sono cambiati equilibri, meccanismi, prospettive?</p>
<p>L’italiano percepisce questo clima rinnovato?</p>
<p>I tassisti sono esseri senzienti?</p>
<p>[Su L'Unità, <a href="http://uomomordecane.comunita.unita.it/2012/01/16/torna-sta-casta-aspetta-te/" target="_blank">qui</a>]</p>
<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F01%2Ffinche-non-mi-cacciano-50%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F01%2Ffinche-non-mi-cacciano-50%2F&amp;title=Finch%C3%A9%20non%20mi%20cacciano%20%2850%29" id="wpa2a_14"><img src="http://www.uomomordecane.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Applausi per Stewart</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 21:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita reale]]></category>
		<category><![CDATA[Ryanair]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;esperienza Ryanair. Perché di ciò si tratta. A partire dal sito. Un fiorire di hostess &#8211; sovente seminude &#8211; ammiccanti, pronte a farti accettare qualunque clausola vessatoria in grado di traslare il costo del tuo biglietto da &#8220;economico&#8221; a &#8220;cinquanta euro per imbarcare una racchetta!?&#8220;. La prenotazione online: è tutto molto semplice, certo, ma occorre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F01%2Fapplausi-per-stewart%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><div class="wp-caption alignnone" style="width: 538px"><img title="Bagaglio" src="http://pub.tv2.no/multimedia/na/archive/00198/Heidi_Nilima_Monsen_198797c.jpg" alt="" width="528" height="351" /><p class="wp-caption-text">Una turista italiana col suo bagaglio a mano</p></div>
<p>L&#8217;esperienza Ryanair. Perché di ciò si tratta. A partire dal sito. Un fiorire di hostess &#8211; sovente seminude &#8211; ammiccanti, pronte a farti accettare qualunque clausola vessatoria in grado di traslare il costo del tuo biglietto da &#8220;<em>economico</em>&#8221; a &#8220;<em>cinquanta euro per imbarcare una racchetta!?</em>&#8220;.</p>
<p>La prenotazione online: è tutto molto semplice, certo, ma occorre ragionare in modo inverso. Non si scelgono i servizi extra che interessano, si deselezionano quelli che non si vogliono. Come se al ristorante dicessi al cameriere:<br />
<em>- Guardi, non prendo l&#8217;antipasto del cacciatore nè quello rustico, non prendo le penne, i tagliolini, i bucatini, l&#8217;arrosto misto, la tagliata, il petto di pollo, le scaloppine, la frutta di stagione, gli amari. Nulla di tutto questo, grazie.</em></p>
<p>Assicurazione, bagaglio supplementare, macchina a noleggio, sms di avvertimento, albergo, puttane: va tutto depennato. E il pass prioritario. Questo poi: è quello che ti fa saltare la coda e ti fa uscire prima di tutti dal gate riscaldato per attendere gli altri fuori, su una navetta aperta e gelida che non parte fino a che l&#8217;ultimo della fila non si sia sbrigato. Il tutto per un piccolo sovrapprezzo.</p>
<p>E il misura-bagaglio? Ti fanno inserire la valigia in quella sorta di grata, a mo&#8217; di bustina da the, misura Golem. Se passa ok, altrimenti vieni punito selvaggiamente. Imbarcare il tuo bagaglio costerà quanto e più del prezzo del tuo volo, di quello dei tuoi figli e dei figli dei tuoi figli, peggio della maledizione di Canaan. Questo si legge infatti sull&#8217;opuscolo Ryanair in caso di bagaglio eccedente le misure previste:</p>
<p><em>- Maledetto sarai nella città, e maledetto sarai nel campo.</em><br />
<em> &#8211; Maledetto sarà il tuo cesto e la tua madia.</em><br />
<em> &#8211; Maledetto sarà il frutto del tuo ventre e il frutto del tuo suolo, i piccoli delle tue vacche e la prole del tuo gregge.</em><br />
<em> &#8211; Maledetto sarai nell’entrare, e maledetto sarai nell’uscire.</em></p>
<p>Una oscenità tariffaria, un taglieggiamento al quale non puoi opporti.</p>
<p>Certo, anche i viaggiatori italiani ci mettono del loro: sul sito è chiarissima la politica nazista Ryanair che mira ad umiliare le razze inferiori, quale la nostra. Mai visto un viaggiatore tedesco avere problemi con la valigia, né tantomeno protestare se la sua Vergine di Norimberga di due metri e mezzo per uno non entra nel misuratore.<br />
Ho personalmente assistito a pietose scene di gente che svuota la valigia davanti a tutti, per indossare una mezza dozzina di maglioni, pantaloni da sci, mute da sub e cappellini fiorati e poi pressare la valigia così alleggerita nel misuratore, deformarla irrimediabilmente, al fine di dimostrare alla signorina Ryanair che &#8220;<em>Ora è ok, ma ci stava anche prima</em>&#8220;.</p>
<p>Gli italiani protestano, non ci sono cazzi. Trovano ingiusto che siano loro a dover pagare per la propria negligenza. La colpa è sempre di chi è troppo rigido, di chi non chiude un occhio, di chi non adegua le proprie regole a chi ha di fronte.<br />
Siamo solo noi a cercare di trattare importi inferiori coi vigili che ci multano, figuriamoci se non proviamo ad imbarcare come bagaglio a mano un clavicembalo ben temperato, un sarcofago egizio (trafugato come souvenir del viaggio a Sharm), una suocera obesa.<br />
Poi il passo velocissimo verso l&#8217;aereo fermo in pista, per accaparrarsi i posti migliori, cioè nessuno. Corridoio strettissimo, sedili consunti, hostess trovate nel cassone della roba usata della Caritas e impossibilità di appisolarsi per le mille stronzate che queste provano a venderti: dalla lotteria Ryanair ai profumi, da orologi cinesi a porcherie immangiabili (e, di nuovo, costosissime).</p>
<p>Io personalmente nei sedili non ci sto: le mie gambe spuntano fuori dal corridoio e se riesco per puro caso a perdere i sensi un minuto sarà il loro carrello tranciarotule a ricordarmi che &#8220;<em>YOU MUST BUY SOMETHING PERDIO!</em>&#8220;.</p>
<p>Però è sempre così dolce tornare a casa con un volo Ryanair. Magari sei stato due settimane ad Oslo, con i costumi civilissimi dei norvegesi. E atterri a Pescara. E senza neppure il bisogno di aprire gli occhi capisci che è Italia. Dall&#8217;applauso al pilota.<br />
Come se atterrare fosse proprio uno di quei plus previsti da Ryanair, che per una volta abbiamo spuntato senza dover pagare.</p>
<p>Credo l&#8217;applauso tutto e solo italico dipenda da questo: &#8220;<em>ehi, siamo atterrati, siamo vivi. E non ho tirato fuori un euro per questo extra!</em>&#8220;.</p>
<p>In effetti sul sito l&#8217;atterraggio non è contemplato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F01%2Fapplausi-per-stewart%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F01%2Fapplausi-per-stewart%2F&amp;title=Applausi%20per%20Stewart" id="wpa2a_16"><img src="http://www.uomomordecane.it/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Auguri, Stephen!</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 21:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita reale]]></category>
		<category><![CDATA[satire]]></category>
		<category><![CDATA[stephen hawking]]></category>

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		<description><![CDATA[Festa di compleanno a Cambridge per Stephen Hawking, ma lui non c&#8217;era; stavolta non si è fatto fregare dal solito: &#8220;dai, soffia sulle candeline!&#8220;. Hawking ha raggiunto i 70 anni nonostante la sua terribile malattia, che lo costringe ad una mobilità ridotta quasi a zero e a restare bloccato su una sedia a rotelle da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F01%2Fauguri-stephen%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><p><img class="alignnone" title="Stephen" src="http://img.memecenter.com/uploaded/32b9b5a67d776b855f6a5d5fd500b147.jpg" alt="" width="358" height="556" /></p>
<p>Festa di compleanno a Cambridge per Stephen Hawking, ma lui non c&#8217;era; stavolta non si è fatto fregare dal solito: &#8220;<em>dai, soffia sulle candeline!</em>&#8220;.</p>
<p>Hawking ha raggiunto i 70 anni nonostante la sua terribile malattia, che lo costringe ad una mobilità ridotta quasi a zero e a restare bloccato su una sedia a rotelle da mezzo secolo: maledetta ruggine.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 536px"><img title="papahawking" src="http://img.ibtimes.com/www/data/images/full/2012/01/08/213938-stephen-hawking.jpg" alt="" width="526" height="403" /><p class="wp-caption-text">Il Papa mentre fallisce nel suo maldestro tentativo di guarire Hawking</p></div>
<p>Emette voce solo tramite sintetizzatore vocale ed ogni movimento risulta terribilmente difficoltoso. Ma questo non impedisce a Lady Gaga di esibirsi.</p>
<p>&#8220;L&#8217;immagine del nostro universo è cambiata molto negli ultimi 50 anni, e sono contento di dare anche adesso il mio contributo&#8221;, ha detto Dio nell&#8217;andare finalmente in pensione.</p>
<p>&#8220;<em>Guardate le stelle invece dei vostri piedi</em>&#8220;, chiede Hawking ad un gruppo di feticisti.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 552px"><img title="testate3443" src=" http://www.ozzienews.com/wp-content/uploads/2011/08/Stephen-Hawking-who-married-his-nurse-Elaine-Mason-who-apparently-beat-him.jpg" alt="" width="542" height="315" /><p class="wp-caption-text">Hawking sconfitto in una tradizionale gara di testate tra scienziati</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da giovane ha dimostrato che i buchi neri non sono fantascienza ma oggetti reali, pur se irraggiungibili da adolescente.</p>
<p>E&#8217; persino arrivato ad ipotizzare colonizzazioni di altri pianeti e trasferimenti di risorse ed uomini in altre galassie, prima ancora di Marchionne.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 493px"><img title="spaziohawking" src="http://www.welt.de/multimedia/archive/00512/hawking_flug2007_DW_512975p.jpg" alt="" width="483" height="322" /><p class="wp-caption-text">Hawking si cimenta in un passo di moonwalking con scarso successo</p></div>
<p>&#8220;<em>Stephen non sta bene e il suo recupero non è stato sufficientemente rapido per essere presente alla sua festa</em>&#8220;, ha spiegato il morbo di Gehrig.</p>
<p>La malattia gradualmente paralizza tutti i muscoli del corpo, fino alla completa trasformazione del fisico in Nicolas Vaporidis che interpreta una qualunque scena.</p>
<p>&#8220;<em>Ho incontrato per la prima volta Stephen nel 1965</em> &#8211; ha raccontato domenica a Cambridge il suo collega e collaboratore storico Kip Thorne &#8211; <em>e posso dire che è la persona più ostinata che abbia mai conosciuto</em>&#8220;. In effetti non si schioda mai dalle sue posizioni.</p>
<div class="wp-caption alignnone" style="width: 319px"><img title="similhawking" src="http://www.archeorivista.it/wp-content/uploads/2009/03/uomo-similaun01.jpg" alt="" width="309" height="162" /><p class="wp-caption-text">Hawking in un raro momento di riposo</p></div>
<p>La sua frase più famosa? &#8220;<em>Esiste sempre un raggio di luce capace di sfuggire ai buchi neri</em>&#8220;.</p>
<p>E non sarà certo il nostro buon Stephen a corrergli dietro.</p>
<p>Auguri.</p>
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		<title>La Bomba di Lavezzi</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 14:49:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<iframe src='http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.uomomordecane.it%2F2012%2F01%2Fla-bomba-di-lavezzi%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=280&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;height=30' scrolling='no' frameborder='0' style='border:none; overflow:hidden; height:30px' allowTransparency='true'></iframe><p><img class="alignnone" title="Capodanno" src="http://www.vecchiomulino.net/files/capodanno.jpg" alt="" width="400" height="307" /></p>
<p>Aveva messo da parte, con una fatica che solo un precario come lui può capire, quasi seicento euro. Per quello che doveva essere un Capodanno da ricordare, non come quello dell&#8217;anno prima, con Mauro, il vicino-sempre-un-passo-avanti, che aveva quasi fatto saltare in aria il porticato condominale, coi suoi Cobra 6, quelli che ti scavano un fosso buono per un randagio. E poi Magnum, Zeus, Superciccioli o come cazzo si chiamavano.</p>
<p>Renato, suo figlio, rimase affascinato da quella magnificenza di casino e colori e chiese:</p>
<p><em>- Papà, scoppiamo pure noi!</em><br />
<em>- L&#8217;anno prossimo&#8230;</em></p>
<p>Si sentiva in dovere di mantenere quella promessa, convinto che Renato se la ricordasse, che a sei anni avesse la capacità di realizzare che si stava avvicinando la fine dell&#8217;anno.</p>
<p>Seicento euro di botti.<br />
Roba cinese per lo più, con inquietanti caratteri che gli ricordavano le scritte dei mostri di Mazinga.<br />
Il tizio della bancarella li chiamava Mefisto, Fura3000, Testa Rossa, Gold Bang, Tric Trac, Il Cipollone, Orione, Il Comandante, Vietcong.<br />
Nomi che erano tutto un programma.</p>
<p>Dalle nove Antonio si mise là a sistemare tutto sul terrazzo di casa. Era riuscito a convincere l&#8217;ex-moglie a farsi affidare Renato per quella sera, dietro l&#8217;ennesima promessa di pagare con più regolarità l&#8217;assegno.</p>
<p>Il ragazzino era tutto un fremito:<br />
<em>- Dai dai! Quando li scoppiamo? E&#8217; ora? Adesso?</em><br />
<em>- Pazienza&#8230; a mezzanotte inizia lo spettacolo.</em><br />
<em>- Ma qua stanno già tutti scoppiando!</em><br />
<em>- Vedrai, i nostri saranno tutta un&#8217;altra cosa&#8230;</em></p>
<p>Si avvicinava troppo lentamente quell&#8217;ora, sul terrazzo di Antonio Esposito da Napoli, uno stereotipo più che un nome, una condanna che ne marchiava le origini prima ancora di poter dire da dove venisse.</p>
<p><em>- E&#8217; ora? Adesso?</em><br />
<em>- Tra poco&#8230;</em></p>
<p>Culi e tette in paillettes, orchestrati da una Barbara D&#8217;Urso in grado di spiegarti con la sola presenza scenica il concetto di &#8220;cattivo gusto&#8221;, si affannavano su Canale 5 a dimostrare che la crisi era tutta una balla. S&#8217;era da essere felici perché il duemilaundici era finito e il nuovo anno sarebbe stato certamente un&#8217;altra cosa.</p>
<p>Sulle &#8220;pinne, fucile ed occhiali&#8221; di un Edoardo Vianello che &#8211; ora so &#8211; sta scontando il suo inferno in questa vita da playback, circondato da troiette saltellanti che l&#8217;avrebbero data trent&#8217;anni dopo la nascita di quella canzone per sculettare davanti una telecamera, Antonio si alzò. Predispose gli ultimi fuochi a complemento della coreografia e si allontanò di un paio di metri, tenendo da parte il piccolo che non stava più nella pelle.<br />
Uno dopo l&#8217;altro iniziarono a volare in cielo palle colorate che esplodevano in mille graffi al cielo, disegnando in cielo sfumature magnifiche, da illuminare il sorriso di Renato come mai il padre aveva visto.<br />
I fuochi più grossi, i &#8220;botti&#8221; veri e propri erano stati sistemati a debita distaznza, nel giardino condominiale, proprio in fondo, accanto al piccolo appezzamento di terreno abbandonato, per evitare ogni possibile danno.</p>
<p>Dopo dieci minuti di arazzi in cielo e botti che manco l&#8217;ultima Libia, Antonio disse al piccolo di aspettare là dov&#8217;era, ché avrebbe controllato che fine avesse fatto &#8220;la Bomba di Lavezzi&#8221;, il botto dei botti di questa fine di un annus horribilis.<br />
Si avvicinò con tutta la cautela del caso &#8211; mai avrebbe compiuto l&#8217;imprudenza di farsi saltare una mano per dei botti. La Bomba non era esplosa. Ci versò su dell&#8217;acqua e la lasciò là dov&#8217;era, per la notte, così da evitare ogni possibile disgrazia. L&#8217;indomani l&#8217;avrebbe gettata via.</p>
<p>Si voltò, vide Renato salutarlo con la mano dal terrazzo e quasi gli vennero le lacrime agli occhi per quel sorriso, che era la sola cosa che gli restava.<br />
Mentre rispondeva al saluto, Mauro, il vicino-sempre-un-passo-avanti, quello che una volta tanto era stato battuto, tirò fuori la pistola d&#8217;ordinanza, quella che una guardia giurata non ha mai usato in vita sua, e iniziò a salutare il nuovo anno con dei colpi in aria, sotto lo sguardo ammirato dei figli e terrorizzato della moglie.</p>
<p>L&#8217;intero vicinato si voltò. Solo alcuni però seguirono con lo sguardo la traiettoria di quel proiettile che schizzava impazzito prima sul muro che costeggiava la proprietà e poi dritto come un fuso attraversare la gola del piccolo Renato, passando attraverso la ringhiera del terrazzo.</p>
<p>Lo stesso Mauro non si accorse di niente &#8211; c&#8217;era da terminare il caricatore.<br />
Solo Antonio rimase di ghiaccio per alcuni interminabili secondi, nei quali vide suo figlio cadere a terra, pesante come un abete abbattuto, col visino annegato nel suo stesso sangue.</p>
<p>E il suicidio di Antonio, un mese dopo, davanti alla tv trovata accesa. Mentre Paolo Fox magnificava &#8220;l<em>o splendido Urano che accompagna i nati sotto il segno della Bilancia, in questo primo fulgido mese dell&#8217;anno</em>&#8220;. Bilancia, come Antonio. Fulgido come Paolo Fox.</p>
<p>E&#8217; che la vita ti prende per il culo.</p>
<p>Ma la cosa peggiore è che pure quell&#8217;anno il vicino era riuscito a fare qualcosa più di lui.</p>
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