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UomoMordeCane: IL LIBRO


Il miglior testo demenzial-satiric-comic-sans degli ultimi dodici minuti.
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Citazioni e dintorni


...giunsi a metà libro e mi accorsi che il tavolo aveva ricominciato a ballare...

Posseggo una elevatissima intelligenza emotiva: riesco a risolvere problemi matematici complessi, ma poi piango.

Mi annoio rapidamente: il mio film preferito è Mery per un po'.

Non capisco come mai tutti facciano molto affidamento sui rimedi della nonna per curare i malanni: la mia, per esempio, è morta.

Continuo a trovare gente che mi vuole pagare in visibilità. Credo che a questo punto dovrei essere avvistabile a occhio nudo da Urano.

La mia ex era talmente bella che i suoi assorbenti usati venivano scambiati per Kandinsky.

Se Dio sta là a segnarsi le scopate della gente, non vi pare francamente eccessiva la stima che si nutre nei suoi confronti? Voglio dire, la parrucchiera di mia moglie fa lo stesso.

Quando qualcuno afferma di occuparsi di qualcosa "a livello olistico", salute compresa, penso sempre che concretamente non ne sappia un cazzo e su più piani, ma sia ferratissimo sui segni zodiacali.

Le ricerche interiori sono sempre complicate, probabilmente a causa di tutto quel sangue.

- mi sembra squisito, ma mi scusi: me lo può servire in un normale piatto tondo invece che rettangolare?
- certo signore. Posso chiederle perché?
- per non darle la scusa per farmi pagare un botto queste quattro verdure in croce.

Vorrei dimostrare al mondo tutta la mia voglia di cambiamenti, di rinnovamento. Ma sono uomo e ho i capelli rasati.

Credo così tanto nella pet-therapy che alla fine mi sono pure sposato.

Sono talmente ateo che ho riconosciuto distintamente la sagoma di una macchia di vernice nei contorni della Madonna che mi è apparsa.

Sorridere coinvolge 12 muscoli del viso. Riposatevi, siate tristi.

Il mio professore di religione non l'ho mai visto: era uno che si immergeva totalmente nella parte tramite metodo Stanislavskij.

È un periodaccio. Ho aperto un biscotto della fortuna. Il biglietto diceva solo: “stai scherzando, vero?”.

Sono talmente pieno di me che vado spesso dall'andrologo solo per farmi fare i complimenti.

Perché vendono macchine che fanno oltre 200 all’ora se il limite è 130? Per lo stesso motivo per il quale i preservativi in vendita si srotolano oltre misura: quel che compri è anche un sogno.

Se fossi nato a Kingston ora sarei un velocista. O una chiavetta USB.

Potrei essere considerato un maniaco della precisione, se questo termine mi descrivesse nel minimo dettaglio.

Io e mia moglie avremmo intenzione di mettere in cantiere un figlio ma in Italia è ancora vietato il lavoro minorile pesante.

Ho chiuso col lucchetto la mia bici su un ponte e al mio ritorno non l'ho più trovata: completamente ricoperta di altri lucchetti.

Vantarsi di non mangiare bistecche per rispetto degli animali è come vantarsi di non leggere libri per rispetto della foresta amazzonica.

Quelli che fumano sigarette elettroniche sono gli stessi che bestemmiano con un "Porco Zio".

Sfido chiunque a convincere un eventuale viaggiatore proveniente dal passato – che so: medioevo – che portare a spasso un cane con un laccio al collo, lavargli le palle e fermarsi ogni tanto a raccogliere la sua merda e portarsela poi dietro in un sacchettino, siano atti di una civiltà superiore alla sua.

A volte vorrei credere in Dio. Per deresponsabilizzarmi anch'io un po'.

Alla coda alle Poste c'era uno che si lamentava del fatto che i farmaci salvavita fossero in mani alla lobby delle case farmaceutiche. Gli ho detto che comunque meglio così che in mano alla lobby dei tassisti. Mi ha guardato come si fa con un pazzo. Ho allora provato a recuperare con "Meglio la lobby dei discografici?". Niente. Qualcuno si è messo a ridere: l'ho trovato di cattivo gusto per chi soffre in coda alle Poste. Cosa ci insegna questa storiella? Che alle Poste c'è sempre la fila.

Ero su Facebook e parlavo con uno che ha una macelleria. Mi diceva che non fa altro che condividere cose strappalacrime perché sono tutte accompagnate da: "Condividi se hai un cuore".

Un tempo collezionavo farfalle, ma la casa mi si riempiva sempre di figa.
Regressività progresso







































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Siamo noi, “loro”.

“Hanno vinto tutti” (cit.)

Vi dico come finirà il 4 marzo:

Il PD emetterà un burocratico (e internamente contestatissimo) comunicato su fondo grigio, mostrando che tutto sommato si è trattato di un “grande risultato” se lo moltiplichiamo per 3, riconoscendo le difficoltà del momento politico, annunciando il “grande lavoro da fare per un governo di larghe intese”, purché senza politiche di sinistra.
Berlusconi stapperà due diciassettenni per festeggiare il “grande risultato”, riconoscendo le difficoltà del momento politico, annunciando il “grande lavoro da fare per un governo di larghe intese”, purché senza magistratura di mezzo.
Salvini comparirà su tre piazze contemporaneamente, nei fondi di caffè e a Fatima per festeggiare il “grande risultato”, riconoscendo le difficoltà del momento politico, annunciando il “grande lavoro da fare per un governo di larghe intese ma per ora perché poi vi facciamo vedere”, valutando le proposte sulla base del Pantone di chi le avanza.
Di Maio indosserà i calzini spaiati e sbaglierà indirizzo, e rivolgerà il suo discorso alla famiglia Mincarini, festeggiando il “grande risultato”, riconoscendo le difficoltà del momento politico e quelle sulle tabelline, denunciando la grande truffa delle matite copiative e invitando gli elettori a ripetere il voto su Rousseau usando la propria penna sul monitor, annunciando il “grande lavoro da fare per evitare un governo di larghe intese”, senza congiuntivi.
Grasso si rivolgerà a entrambi i suoi elettori, festeggiando il “grande risultato”, riconoscendo le difficoltà del momento politico, annunciando il “grande lavoro da fare per un governo di larghe intese” senza che vi partecipi.
Emma Bonino non dirà nulla perché ormai comunica solo col turbante, festeggiando il “grande risultato”, riconoscendo le difficoltà del momento politico, annunciando il “grande lavoro da fare per un governo di larghe intese” senza Pannella (ma pure questo è da vedere).
Giorgia Meloni urlerà in romanesco, farà chiudere il museo senza accorgersi che era su Mussolini, insulterà i giornalisti senza accorgersi che erano del suo ufficio stampa, caccerà via gli extracomunitari senza accorgersi che giocano nell’Inter, prenderà per il culo le brutte facce della vecchia politica senza accorgersi che quelli sono i suoi cartelloni, festeggiando il “grande risultato”, non riconoscendo le difficoltà del momento politico e nemmeno i parenti, annunciando il “grande lavoro da fare per trovare la strada di casa” senza capire la differenza tra qualunque cosa.

Però per ora è bello.

Metti AMEN se condividi

Vedo sempre più siti che parlano di come riconoscere le bufale, che smentiscono fake news, che spiegano come non cadere nelle trappole della rete.

In tutta sincerità io non credo che chi abbocca lo faccia solo per inesperienza digitale o poca dimestichezza con le nuove tecnologie: io credo proprio che una buona fetta della popolazione che accede alla rete non sia in grado di capire tutto quel che c’è da capire. C’è troppo da spiegare, si dovrebbe partire da troppo lontano. Pensateci. A prescindere da quanto tu voglia formare e informare, c’è sempre qualcosa che devi premettere.

– Ma come facevo a capire che quello non era proprio il re dello Zimbabwe?
– Perché è strano che il re dello Zimbabwe prenda e si apra una email su Yahoo come TheBigBamboo3425@yahoo.com.
– E perché?
– Perché un coglione qualunque ha un indirizzo più decente, figuriamoci un re.
– Che significa indirizzo più decente?
– Un indirizzo che non appaia evidentemente farlocco.
– In che senso?
– Senti, ma a parte l’inesperienza informatica, ti pare normale che ti scriva il re dello Zimbabwe?
– Boh, che ne so. Io ho sentito che Trump scrive a tutti quelli che lo hanno eletto.
– Ma come farebbe? E perché?
– Con internet.

Ecco, voi da dove cominciate? E quanto impegno pensate occorra per ottenere un risultato minimo? E cosa considerate “risultato minimo”?
Così come ci sono persone che non sanno cambiare una lampadina in sicurezza, usare un microonde in sicurezza, sbucciare una patata in sicurezza, ci sono persone che non possono usare un computer in sicurezza.
– Ma io non uso il computer, io uso il telefono.
Vedete? Da dove volete cominciare?

Voi insistete affinché vostro zio ottuagenario salga sulla scala a cambiare la lampadina? No, lo fate voi. Chiedete a vostra nonna di montare una mensola? No, lo fate voi. Invece per la cultura digitale ci provate, spiegate, indirizzate a siti divulgativi, che poi questi siti, per essere compresi da queste persone, possono solo spiegare il buon senso, nulla più.

Il digital divide crea oggi uno spartiacque tra badanti digitali e assistiti digitali, con i primi che si affannano a mettere pezze, cercare di evitare i danni, imboccare culturalmente i secondi.
Lo sforzo ripaga in termini di risultati? Io ho sempre più dubbi su questo.
E se prendessimo atto della situazione e adottassimo un più drastico principio darwiniano, lasciando gli imbecilli a inveire contro le scie chimiche? A tormentarsi nel dubbio di un Whatsapp che sta per diventare a pagamento? A bearsi nella certezza che scrivendo “bianco” nei commenti a Facebook qualcuno gli invierà un iPhone nuovo, e se poi non arriva sarà comunque colpa dei politici? Basta spiegazioni.

Non siamo tutti uguali, non lo siamo mai stati, non lo saremo mai: prima era Wanna Marchi, oggi è il treno che non entra nella metropolitana.

Basta, dai.

Dillo con parole tue

La deriva marchettara presente in ogni cosa rende necessario osare sempre un po’ di più, perché si è abbassata la soglia dello stupore. Dunque, per attirare, impressionare, colpire, tutto è esasperato.
Pensate alle collezioni “esclusive” che trovate a un euro in edicola. Escludono chi?
Ma il top per me resta sempre la descrizione dei vini: là si toccano vette inarrivabili. Dare a un vino una caratterizzazione precisa, renderlo unico, comporta la creazione di un nuovo linguaggio sinestetico, fatto di associazioni sempre più ardite.
E il vino “Rosso della casa” diventa:

Un pregiato blend ottenuto da sceltissimi vitigni autoctoni, di colore rosso rubino con sfumature viola e screziature porpora, dotato di grande complessità aromatica con effluvi che spaziano dalle eleganti note di frutti di bosco – lampone e more delle medie colline toscane fino a scendere nel cuore dell’Umbria – a leggere sfumature erbacee nelle quali si riscontrano con facilità canapa e cannella che portano a reminiscenze asiatiche di un tempo nel quale gli ottomani conquistavano le terre conosciute, con pastosità tipiche del Merlot di Camelot e cavalieri della tavola rotonda che brindano dopo razzie tipiche delle nostre terre.
Il corpo è generoso, ricco, gaudente, paperotto e fiero, di buona sapidità, bassa acidità, sole, vento e trallallà.
Al palato è morbido, al tatto splendido, all’occhio candido e al culo gelido, con retrogusto persistente ma non invadente, certo splendido splendente come sono affascinante faccio cerchi con la mente, con finale armonico, antropico, quasi traumatico.
Si abbina perfettamente a tutti i piatti di carne rossa, bianca, cobalto, basalto, più in alto, costicine di agnello, vitello, sgabello, radicchio di Treviso, Monviso, conciso, brasati di Pescara zona San Donato gira a destra dove c’è il carcere non puoi sbagliare, e formaggi di media stagionatura ma arroccati fieramente grazie a un bisturi tagliente.
Splendido splendente.

Ma pure un giorno da pecora è ok

Un leone si esercita in un tiro da tre durante un’amichevole

Perché non possiamo pensarla tutti allo stesso modo?

Voglio dire: è davvero una buona cosa essere tutti diversi? Pensate agli animali, i leoni per esempio: non è che un leone prende e decide di diventare, che so, vegano, o testimone di Geova, o grillino. Un leone fa il leone, mangia gnu, scopa, dorme, scopa, dorme, scopa, dorme, scopa, dorme, mangia gnu.

Perché l’uomo deve per forza differenziarsi dalle bestie dal punto di vista negativo?

Tutta questa diversità di idee, cosa porta di buono?

Pensate all’Italia, agli scontri politici, alle tensioni sociali, alle divergenze familiari. Ci si scanna per uno spazzolino fuori posto. Avete mai visto uno gnu commettere uno gnuicidio per uno spazzolino fuori posto? Ma già solo impugnarne uno sarebbe un casino, con quegli zoccoli.

Insomma, lo gnu fa lo gnu: cerca erba, è secca, vabbè ci accontentiamo, mangia erba secca, è finita, cerchiamo altra erba, non c’è, muoviamoci di migliaia di km, ma cerca più vicino! No, dobbiamo fare migliaia di km, manca molto? Moltissimo, uff, ho sete, ho fame, CRISTO UN LEO….

E insomma, lo gnu fa lo gnu, non si mette a scendere in piazza per la pensione, non contesta la legge elettorale, non soffre la malasanità.

L’evoluzione ci ha resi veramente migliori? Beh, forse dello gnu sì, ma un leone non vive meglio?

Pensateci.

Per quello si dice “Meglio un giorno da leoni…”.

È che io continuerei con “Che cento giorni da essere umano”, perché le pecore, al giorno d’oggi, non stanno meglio di noi?

Una pecora mangia erba, mangia erba, mangia erba, dio quanta erba, nient’altro che erba, devo cacare, fatto, altra erba, altra erba, altra erba, nessun pericolo, lupi zero, del resto ci sono i cani che ci difendono, altra erba, altra erba, ma non si scopa mai, altra erba, altra erba, ah, si avvicina il pastore, allora si scopa.

Un ORGASMO ti aspetta 

Scusate, chi si intende di Diritto utopistico o Istituzioni di diritto irreale, può rispondere a questa domanda?

Volevo sapere: come si fa per fondare una nazione i cui membri debbano superare un esame di ammissione? Tipo facoltà universitaria, ma alla fine non ti ritrovi dentro un ateneo scalcagnato, privo di prospettive, ma cittadino di uno Stato sovrano e illuminato.

È possibile? Guardate, non è una boutade: uno Stato anche aterritoriale, purché con la forma di Stato. Cioè, non mi importa se i miei neo-connazionali debbano condividere con gli italiani l’italico suolo, purché siano parte di una comunità che risponda ad altra Costituzione, altre leggi: un po’ come la Padania, ma senza velleità scissioniste e con meno suoni gutturali. Uno Stato nello Stato. E non ditemi che è impossibile: neghereste l’esistenza della Mafia, della P2, della casta dei notai, degli uscieri ministeriali e di quella dei tassisti, dei ciclisti, del Regno dei Testimoni di Geova, degli ultras e di tutte quelle associazioni umane che evidentemente già rispondono ad altre leggi.

I ciclisti, sì: vi pare che il codice della strada richieda “i ciclisti amatoriali DEVONO indossare abbigliamento reclamizzato come i professionisti, pagandolo carissimo, e disporsi su minimo tre file parallele, zigzagando per mostrare detto abbigliamento da tutte le prospettive“?

Se si può vediamo anche di prenderci dei terreni sfitti, pagando il dovuto, e creare lì la nostra comunità, espandendoci pian piano ove possibile e sempre nel rispetto delle comunità locali, un po’ come ha fatto Israele.

Forse ho sbagliato esempio.

Qualora la cosa fosse praticabile mi candido come ORGAnizzatore Supremo, Moderato, Obiettivo (l’acronimo ORGASMO è facilmente memorizzabile). Mi impegnerò a stilare un prontuario di domande semplicissime alle quali il candidato dovrà rispondere per verificare il suo grado di idoneità all’appartenenza al nuovo Stato. Domandine semplici, che riguarderanno diritti e doveri civili, che mirino a verificare cultura generale, capacità di apportare crescita e progresso alla nuova creatura statale che sta nascendo; saranno valutate anche apertura mentale, capacità di integrazione sociale, assenza di germi di protesta gratuita, di trollismo e di sindrome da cazzo piccolo.

Gente costruttiva, non importa se vive rinchiusa in casa come gli hikikomori o se passa il tempo a raccogliere fiori come gli ikebana (anche qui potrei sbagliare): a me interessa che sappia riconoscere l’altro come valore e non come minaccia, che riconosca la scienza come risorsa e non la metta in discussione su basi complottiste e idee strampalate, che quando inizia un discorso moderato e coerente non lo mandi poi a puttane con un “…ma“, creando un’avversativa che nega tutto il ben fatto, che non abbia in mente di applicare la soggettività come massimo sistema, estendendo il suo più che legittimo “però con l’omeopatia ho curato molti gravi problemi” anche a noialtri normali.

Per capirsi, se usa il termine “medicina allopatica” facendo una smorfietta, e il termine “olistico” con gli occhi che gli si illuminano, è fuori dal mio progetto.

Dunque, chi è il candidato ideale di questo nascente stato illuminato?

Gente stanca di condividere spazi con persone che votano democraticamente e poi scendono in piazza a fare quei saluti romani che “se ci fosse stato ancora LUI” col cazzo che avrebbero potuto votare democraticamente e scendere in piazza.

Gente che non ne può più di persone che parlano di cose che non conoscono (vi faccio notare che io stesso, con un ego più grande del mio stesso ego di ieri, ho qui esordito chiedendo consiglio a esperti) e che danno il giusto riconoscimento a chi ne sa di più.

Gente che non si riconosce nella gente. Creando un buffo cortocircuito mentale, che sarebbe ancor più buffo con un paio di grossi baffi.

Gente che davvero pensa che un paio di grossi baffi avrebbe reso più buffo il discorso di prima, dimostrando quel senso dell’umorismo demenziale che spesso indica intelligenza.

Gente che sa la differenza tra umorismo demenziale e umorismo demente.

Gente che va ai concerti a guardare il concerto, attraverso gli occhi e non tramite schermo di smartphone.

Gente che però ha uno smartphone e non un Nokia 3310, perché consapevole che siamo nel 2017 e fare i duri e puri tecnologici non significa stare indietro di 15 anni. Se hai le palle vai nelle foreste a nutrirti e vestirti di orsi, perdìo.

Gente che non vive con fissazioni autoimposte per dare un senso alla propria vita.

Gente libera mentalmente. In primis da se stessa, dunque che evita espressioni tipo “no, guarda, io sono [inserire setta, credo, club, rione, contrada, filosofia] e dunque faccio sempre [inserire cazzata tipica di quel raggruppamento] e non faccio mai [inserire cazzata evitata da quel raggruppamento]“, senza che si siano mai fermati a pensare: “Ma davvero è una cosa che mi piace oppure mi piace appartenere a qualcosa per non sentirmi solo in questo mondo?“.

Questi, sono i nuovi cittadini del nascente Stato diretto dal vostro ORGASMO.

Mi arrogo presuntuosamente il diritto di creare un esame che selezioni i migliori. Ma non eugeneticamente, no. I migliori esseri umani, su basi puramente sociali, civili, progressiste.

Nel nuovo Stato nascente non ci sono barriere architettoniche, distinzioni per etnie, confini, struttura corporea, colore della pelle, lingua: siamo tutti uguali.

Qualcuno obietterà: “Ma chi ci garantisce che l’esame che andrai a creare, per cazzi tuoi, sia equo, giusto, e non manifestazione dei tuoi gusti?“.

Ecco: questi non supererebbero la prima domanda: “Hai intenzione di cacare il cazzo già alla prima domanda?“.

I tempi sono maturi per smettere di dire “NO” a cazzo e iniziare con i “SI'” costruttivi.

I tempi sono maturi per avere il vostro ORGASMO.

Il miglior talent di sempre

No, il titolo non si riferisce a questo talent

Tutti i talent show – che siano canori, per comici in erba o danzerecci – risentono pesantemente dell’attendibilità della figura dei giudici; se una Selvaggia Lucarelli è chiamata a giudicare le capacità di ballerino di qualche vip o pseudo-tale e subito dopo la troviamo pure nella giuria di Eccezionale Veramente, a bocciare “comici” o pseudo-tali, io mi inizio a fare delle domande sulle “qualifiche” o pseudo-tali della suddetta Selvaggia (ero fermo a lei che fa licenziare gente o pseudo-tale).

Chi giudica i giudici? Posso validamente mettere in mano i miei sogni a gente che non ha le competenze tecniche per decidere se la mia performance sia o meno all’altezza?

È come se a me mettessero in una giuria per valutare lo Style Guimard di fine ‘800: io al massimo posso dire “Questa cosa mi piace / non mi piace“, su basi del tutto soggettive, senza la cultura adeguata a supportare il mio giudizio – come NON può fare un giudice.

Tu, Selvaggia Lucarelli, chi sei per dire se un comico è valido? Ti basi sul “Mi hai fatto ridere – bravo / non mi hai fatto ridere / licenziato“? Mi pare un po’ pochino. Cosa sai di struttura, figure retoriche, tipi di umorismo? Se il demenziale non lo capisci e non ti fa ridere, che succede: bocci Emo Philips?

E visto che oggi tutto passa per i talent mi chiedo se non sia arrivato il tempo di un talent che miri a selezionare i migliori giudici di talent. Sarebbe una base da cui attingere per la scelta dei giudici degli altri talent. Ma si pone un problema: avrò ripetuto troppe volte la parola “talent”? Ma soprattutto: chi sarebbe nella giuria di questo talent dei giudici? Servirebbe gente preparata su tutto, capace di dare una risposta a ogni domanda, sopra le parti e attendibile.

Ci ho pensato a lungo e la mia giuria sarebbe composta da:
1) Una sfera da indovino funzionante e marchiata CE e non quelle tarocche cinesi;
2) Un contenitore di biscotti della fortuna marchiati Cina e non quelli tarocchi europei;
3) Salvatore Aranzulla;
4) Dio (se reperibile ma la vedo dura);
5) Selvaggia Lucarelli (per esperienza di giudicessa ovunque);
6) Selvaggia Lucarelli (perché sennò si incazza e scrive cose cattive);
7) LA GENTE!!!1! (perché pare sappia sempre tutto e poi è di moda la democrazia diretta. E comunque i politici rubano);
8) Il gioco per bambini “La fattoria degli animali” perché se capita un talent dove si deve giudicare chi fa meglio i versi degli animali è la morte sua (in tutti gli altri casi si astiene);
9) Io (perché ho avuto l’idea);
10) Piero Alberto Angela (tre persone che messe insieme sanno tutto di tutto, tipo i Precog di Minority Report).

Credo verrebbe fuori un bel talent.

Se non fosse per la Lucarelli.

Un giorno di ordinaria burocrazia

A Roma camion fermi sabato per misure antiterrorismo. Gli attacchi potranno riprendere da domenica. Nessun problema sul resto d’Italia.
#terrorizzareinformati

Trovo buffi questi tentativi di arginare attacchi terroristici random: tu transenni una piazza? Chi mi vieta di entrare in un bar a fare una strage? Cosa vuoi controllare? “Roma blindata”: ok, ma Frosinone? Cioè, chi controlla Frosinone? E Rieti? Nessuno pensa a Rieti?

“Arriva il Papa: misure di sicurezza straordinarie a Milano”. Bene: ma a Lodi? Cioè, se sei un fanatico musulmano, perché dovresti incasinarti la vita a Milano oggi? Tanto i tg parleranno comunque di te. Cosa vuoi prevenire? Blocco dei camion a Roma? Ma mi basta uno Ape Cross per fare una strage, già solo per motivi estetici.

Comunque la parola che più mi fa ridere, in assoluto è “Intelligence”, specie applicata al nostro Paese. “L’Intelligence italiana è al lavoro per prevenire attacchi”. Mi vedo un ufficio coi neon tremolanti, in un edificio ministeriale ristrutturato con soppalcatura condonata, con Gennaro Lavitola, agente di polizia specializzato in antiterrorismo dopo un corso di 2 giorni a Molfetta nel quale tutto quel che ha fatto è stato vedere una cinquantina di slide PowerPoint con scritte blu su layout rosso, con fotografie brandizzate Shutterstock di gente a casaccio col turbante e AK47 in mano, che aspettava solo di firmare per ottenere l’attestato di partecipazione necessario per poter operare come “Agente antiterrorismo qualificato”, insomma, vedo questo Gennaro Lavitola parlare con Oreste Lorenzin, là dopo un concorso per Polizia Postale e riassegnato per motivi di carenza di personale a quella nuova unità operativa, discutere sul da farsi:

– Gennaro, c’è il Papa a Milano.
– Oddio, ma non può starsene a Roma?
– Eh, quello di prima sì che era uno tranquillo. Questo gira sempre. So’ sudamericani, la movida…
– Uff… Ok, fatti dare le strade che vuole fare. Transenniamo tutto. Chiama lo stagista, come si chiama?
– Luigino.
– Ma non era Pasquale?
– Pasquale si deve laureare, dice che non aveva tempo. Del resto gli davamo i voucher una volta sì e una no, si è scassato.
– Luigino, sì, è uguale. Digli di scrivere una cosa su Facebook, tipo che “L’Intelligence italiana sta approntando tutte le misure blablabla”, ché quello mi pare è filosofo e lo sa come si scrive.
– Laureato in filosofia, sì.
– Ecco. E facimm’ambress, ché è venerdì e oggi alle 14 stacco.
– Io ho il rientro.
– Ecco bravo, allora fai fare pure un comunicato stampa, sempre uguale alla cosa di Facebook ma stavolta fagli togliere le faccine.
– Dice che comunicano meglio.
– Che non rompesse il cazzo: senza faccine stavolta!
– Va bene.
– Ce l’abbiamo due cecchini?
– Veramente c’era coso, quello di Oristano, come si chiamava… col cognome con la U. Ma ha vinto il concorso e adesso fa la scorta a Renzi.
– Renzi? Ma che ha ancora la scorta?
– No, ma è ancora assegnato a lui e le carte per la riassegnazione non sono ancora pronte. Intanto sta a casa.
– E non c’è nessun altro? Giusto per dire che ci sono i cecchini sui tetti.
– Anselmi, ma si è operato tre mesi fa di cataratta ed è in malattia.
– Ancora! E che cazzo di cataratta teneva?!
– Eh, dice che per mirare serve l’occhio che stia bene bene… Manda i certificati ogni settimana.
– Va bene, ho capito. Fai dire a Luigino che comunque i cecchini ci sono. Tanto chi li vede.
– Però…
– Cosa?
– Mi sono ricordato che Luigino stamattina ha detto che usciva prima.
– Che cazzo! E allora scrivi qualcosa tu, che ti devo dire, tanto c’hai il rientro. E riprendi il post vecchio di Luigino, va bene uguale.
– Va bene.
– E metti il timbro!
– Dove?
– Boh, su tutto! Serve il timbro! Senza non ci danno i rimborsi!
– Ma su Facebook…
– Il timbro, Lorenzin! Senza non vale niente! Senza timbro ci danno retta come alla Coop.
– Il timbro, va bene.
– E togli le faccine!
– Sì.

Con la sola imposizione delle mani

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Dopo la mia storica esperienza con un osteopata, sono stato da un fisioterapista (così c’era sulla targa sotto), che alternava una seduta tradizionale con una “alternativa”, nella quale teneva le mani a distanza di qualche centimetro dalla mia testa e lavorava “per induzione”, come fossi una bobina elettrica, non so.

In pratica – mi ha spiegato – “col pensiero ordino alle dita di muoversi, ma sempre col pensiero blocco il movimento vero e proprio, in modo che le ossa del tuo cranio siano sottoposte a queste forze capaci di modellarle e ripristinare i flussi energetici interrotti“.

La mia espressione perplessa è stata intercettata immediatamente, tanto che la successiva spiegazione è stata: “Forse non tutti sanno che le ossa del cranio restano mobili tutta la vita e che con questa tecnica possiamo sistemarle senza neppure contatto“.

Adesso non so voi, ma io ho immediatamente pensato a un X-Men: cioè, ma ci pensate? Questo avvicina le mani alla mia testa e mi sposta le ossa! E gira senza una gabbia di Faraday addosso o un lasciapassare tipo Fracchia.

Da profano mi è venuto un dubbio: “Ma se questi micromovimenti sono capaci, senza neppure il contatto, di spostare le ossa, perché non facciamo un movimento vero e proprio, tipo massaggio? Non sarebbe più efficace?“, ma la sua risposta, professionale ed esaustiva, ha immediatamente chiarito le cose: “No“.

Gli ho chiesto poi quale valenza scientifica avesse questa procedura, e mi ha detto che negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni è un corso di laurea vero e proprio, mentre in Italia ci sono interessi economici che bloccano il riconoscimento di questa pratica. Mi sono limitato a far presente che mi paresse strano non ci fossero interessi economici pure negli Stati Uniti e nei paesi anglosassoni, che mi pare adottino una politica economica anch’essa basata sull’uso del denaro (ma potrei sbagliare): mi ha guardato un po’, ha tentennato, si è grattato un po’ la testa e in quel momento ho pensato che stesse preparando tipo una fatality per spostarmi irrimediabilmente tutte le ossa mie, dei miei figli, dei figli dei miei figli.

Invece si è limitato a non farmi la ricevuta, al che ho pensato che magari quelle sono panzane, ma lui conosce bene i punti deboli del sistema italiano e gli ho riconosciuto nuovamente credibilità.

Domani ci torno e gli chiedo dei rapporti tra Magneto e il fisco.

I cazzi degli altri

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“Chi l’ha visto” era partito con tutte le migliori intenzioni, tipo trovare vecchi persi nelle campagne o nei boschi, poi i vecchi sono finiti e ha virato sulla ricerca di gente che voleva lasciare la propria vita e si è trovata a nascondersi pure da quelli che devono farsi i cazzi degli altri a tutti i costi. Magari uno ha gli usurai che lo vogliono ammazzare e prova a non farsi trovare, e arrivate voi che chiamate la Sciarelli: “L’ho visto qua a Trastevere!”, “Mi sembra fosse a Conegliano”, “Sono certo di averlo visto dieci minuti fa, CORRETE, PRESTO!”. E quell’altro che aveva sposato una meraviglia della natura che poi è diventata una cabina telefonica? Magari con la suocera col diabete da portare in dialisi, il suocero che vuole le pile dell’apparecchio acustico e le chiede a lui, i tre figli obesi che fanno “PAPA’, HAI PRESO I KINDER?”, “PAPA’, MI FAI LA RICARICA?”, “PAPA’, MI HANNO PICCHIATO QUELLI DELLE MEDIE” (con lui che lui va all’università), e il poveretto non può scappare con la fisioterapista moldava ventenne perché ci siete voi a volerlo tenere in questo fosso solo perché avete la stessa vita di merda.