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...giunsi a metà libro e mi accorsi che il tavolo aveva ricominciato a ballare...

Posseggo una elevatissima intelligenza emotiva: riesco a risolvere problemi matematici complessi, ma poi piango.

Mi annoio rapidamente: il mio film preferito è Mery per un po'.

Non capisco come mai tutti facciano molto affidamento sui rimedi della nonna per curare i malanni: la mia, per esempio, è morta.

Continuo a trovare gente che mi vuole pagare in visibilità. Credo che a questo punto dovrei essere avvistabile a occhio nudo da Urano.

La mia ex era talmente bella che i suoi assorbenti usati venivano scambiati per Kandinsky.

Se Dio sta là a segnarsi le scopate della gente, non vi pare francamente eccessiva la stima che si nutre nei suoi confronti? Voglio dire, la parrucchiera di mia moglie fa lo stesso.

Quando qualcuno afferma di occuparsi di qualcosa "a livello olistico", salute compresa, penso sempre che concretamente non ne sappia un cazzo e su più piani, ma sia ferratissimo sui segni zodiacali.

Le ricerche interiori sono sempre complicate, probabilmente a causa di tutto quel sangue.

- mi sembra squisito, ma mi scusi: me lo può servire in un normale piatto tondo invece che rettangolare?
- certo signore. Posso chiederle perché?
- per non darle la scusa per farmi pagare un botto queste quattro verdure in croce.

Vorrei dimostrare al mondo tutta la mia voglia di cambiamenti, di rinnovamento. Ma sono uomo e ho i capelli rasati.

Credo così tanto nella pet-therapy che alla fine mi sono pure sposato.

Sono talmente ateo che ho riconosciuto distintamente la sagoma di una macchia di vernice nei contorni della Madonna che mi è apparsa.

Sorridere coinvolge 12 muscoli del viso. Riposatevi, siate tristi.

Il mio professore di religione non l'ho mai visto: era uno che si immergeva totalmente nella parte tramite metodo Stanislavskij.

È un periodaccio. Ho aperto un biscotto della fortuna. Il biglietto diceva solo: “stai scherzando, vero?”.

Sono talmente pieno di me che vado spesso dall'andrologo solo per farmi fare i complimenti.

Perché vendono macchine che fanno oltre 200 all’ora se il limite è 130? Per lo stesso motivo per il quale i preservativi in vendita si srotolano oltre misura: quel che compri è anche un sogno.

Se fossi nato a Kingston ora sarei un velocista. O una chiavetta USB.

Potrei essere considerato un maniaco della precisione, se questo termine mi descrivesse nel minimo dettaglio.

Io e mia moglie avremmo intenzione di mettere in cantiere un figlio ma in Italia è ancora vietato il lavoro minorile pesante.

Ho chiuso col lucchetto la mia bici su un ponte e al mio ritorno non l'ho più trovata: completamente ricoperta di altri lucchetti.

Vantarsi di non mangiare bistecche per rispetto degli animali è come vantarsi di non leggere libri per rispetto della foresta amazzonica.

Quelli che fumano sigarette elettroniche sono gli stessi che bestemmiano con un "Porco Zio".

Sfido chiunque a convincere un eventuale viaggiatore proveniente dal passato – che so: medioevo – che portare a spasso un cane con un laccio al collo, lavargli le palle e fermarsi ogni tanto a raccogliere la sua merda e portarsela poi dietro in un sacchettino, siano atti di una civiltà superiore alla sua.

A volte vorrei credere in Dio. Per deresponsabilizzarmi anch'io un po'.

Alla coda alle Poste c'era uno che si lamentava del fatto che i farmaci salvavita fossero in mani alla lobby delle case farmaceutiche. Gli ho detto che comunque meglio così che in mano alla lobby dei tassisti. Mi ha guardato come si fa con un pazzo. Ho allora provato a recuperare con "Meglio la lobby dei discografici?". Niente. Qualcuno si è messo a ridere: l'ho trovato di cattivo gusto per chi soffre in coda alle Poste. Cosa ci insegna questa storiella? Che alle Poste c'è sempre la fila.

Ero su Facebook e parlavo con uno che ha una macelleria. Mi diceva che non fa altro che condividere cose strappalacrime perché sono tutte accompagnate da: "Condividi se hai un cuore".

Un tempo collezionavo farfalle, ma la casa mi si riempiva sempre di figa.
Regressività progresso







































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Mi vado bene così. E quell’uva non è poi granché

fat-goth-girl

Una ragazza acqua e sapone che si accetta per quello che è

Tra una foto di un bambino affogato su una spiaggia e una pubblicità che mi invitava a prenotare subito le mie vacanze al mare (non scherzo: potere dell’impaginazione miope), leggevo l’ennesimo articolo sullo stress e sul sapersi accettare per quello che si è, con una filosofia – più generale – che alla fine si risolve in un chinare il capo al fato e se sei grassa accettati, se sei cesso canta “il bello di essere brutti“, se hai la gobba toccati e avrai fortuna (ma probabilmente avrai commesso peccato), e che insomma è tutto bello così. Il che – mi pare – strida fortemente con ben altra programmazione genetica, che ci spinge costantemente a progredire, ad andare avanti, porci degli obiettivi, sognare per realizzare qualcosa, migliorare noi stessi.

Insomma, il “Mi vado bene così” io l’ho sempre trovato fortemente ipocrita, già solo perché nessuno di noi si accetta così. Altrimenti andremmo in giro nudi, per esempio, ma per convenzione sociale, opportunità, temperatura, pudore, ci mettiamo due stracci addosso. Facciamo esempi più concreti e meno estremi? Il “Mi vado bene così” implicherebbe accettare i capelli bianchi senza ricorrere a tinte, e niente capsule, sbiancamenti o trattamenti estetici dentali; trucco manco a parlarne, e gli occhiali non scherziamo: se non ci vedi accettalo, è un difetto naturale, sei fatto così. Ah, il deodorante.
Invece l’uomo corregge le proprie imperfezioni, perché vuole vivere meglio, ma anche solo apparire migliore, più giovane, in salute.

Perché questo dovrebbe valere per ogni cosa tranne i kg di troppo? Che peraltro manco ti cadono giù dal cielo
ma li costruisci da solo, con anni di impegno, quei rotoli. Perché metti un abito elegante, fard e rimmel, borsetta alla moda e zircone ai denti, anelli e orecchini, usi il deodorante (su questo ci voglio tornare, il deodorante è una evidente dichiarazione di abdicazione all’accettarsi per quel che si è: è quello il tuo odore naturale, accettalo), ti muovi in auto e non usando le tue gambe, mangi con le posate invece delle mani, e l’ascensore, e gli utensili invece delle nude mani… insomma, cambi tutto il cambiabile, ma poi per la ciccia te ne esci con “Mi vado bene così”?
Probabilmente perché tutto quel che ti ho elencato non comporta alcun sacrificio, se non economico.
Perdere peso sì. Evitare gli eccessi della buona o cattiva tavola sì. Alzare il culo sì.

Sacrificio.

Vestire di nero non ti aiuterà, ma anche questo: perché lo fai? Il nero sfina? E cosa ti importa, se la filosofia è quella di accettarsi per quel che si è?

Il pericolo del “Mi vado bene così” è poi ulteriormente evidente quando si inizia a celebrare la cultura del lassismo, a vedere come filosofia positiva di vita il lasciarsi andare, a confondere una vita senza stress con il non porsi obiettivi positivi. Ed ecco l’esaltazione del curvy, solo ipocritamente contrapposta alla lotta all’anoressia, quando il modello preso a paragone è già evidentemente errato. Non è l’anoressia, l’antagonista della ciccia: è lo stile di vita sano, ma accettarlo pesa (sic!).

Ci sono poi quelli del “è il metabolismo”. Sono gli stessi che trovano pretesti, capri espiatori, scusanti, come se vivessero permanentemente in una corrente del PD. Perché sarà anche il metabolismo (in parte), ma allora a maggior ragione alza il culo, non dargli una mano con le patatine. Pensate davvero che l’obesità che vedete in giro e che pare assumere le forme di una vera e propria epidemia dipenda da fattori genetici? La genetica incide per una percentuale minima, rispetto ad abitudini scorrette.

Resto poi basito di fronte al vessillo innalzato dai sostenitori del “Mi vado bene così”, circa il non voler rinunciare ai piaceri della vita. Come se fare le scale in agilità non rientrasse tra questi. Come se vedersi i piedi quando si va a pisciare non lo fosse. Come se non avere le ginocchia e la schiena doloranti quando si fanno due passi (dopo anni di abusi alimentari e nessuna attività fisica degna di nota) non fossero piaceri della vita.
Cosa considerate “piacere dalla vita”, solo abboffarsi di lasagne? Entrare in quello stesso ristorante e avere gli occhi addosso delle persone, non carichi di pietà (o peggio scherno) ma di ammirazione, non è un piacere della vita? Ma davvero trovate superficiale la cura dell’aspetto fisico e non invece la svogliatezza, l’abulia, il non avere attenzione per la propria persona? Non è questo lassismo, davvero superficiale?

E davvero poi considerate tutto questo in contrapposizione con “la bellezza interiore”? Ma perché mai? Capisco che parlare con un medio frequentatore di palestra possa spesso confermare tutti i pregiudizi negativi che ci portiamo appresso, circa cultura, capacità comunicativa, interessi, igiene personale, ma non scegliete solo i fanatici dopati. C’è un mondo che va oltre steroidi e fissazioni, credetemi.

Il modello curvy è rassicurante, certo, ma non per chi si “accetta così”, ma per chi non ha la forza interiore di migliorarsi, per chi ha perso motivazione, per chi si è seduto e ha smesso di considerare la vita un porsi obiettivi.

Magari è anche questo, umano.

Ma a trent’anni?

17 Commenti a “Mi vado bene così. E quell’uva non è poi granché”

  • rccardo says:

    Che succede, ti ha morso un’anoressica?

  • L'imbecille che sei! says:

    Non hai niente di meglio da fare che andare a insultare ragazze da dietro uno schermo?

    Che c’è, da piccolo eri obeso? Ti hanno fatto dimagrire a forza di insulti e ora cerchi una tua realizzazione facendo il bullo da dietro una tastiera?

    Sei una persona cattiva. Crudele. Il nulla mischiato con il niente. Di buono, dentro, non hai un cazzo.

    A differenza della gente che insulti e umili.

    Sai di cosa parlo, e sei solo un porco.

    “Le stronzate maligne le dici da una stanza buia perché quelli come te ormai sfogano così la rabbia”

    (The Social Network)

  • Cerex says:

    Bel pezzo.
    “Imbecille”.

  • UomoMordeCane says:

    Chi in questo post trova insulti e non uno sprone a migliorarsi, a non trovare scuse, a non sdoganare modelli nutrizionali sbagliati ha già aderito al club del “Ma in fondo, chi se ne frega: non ho voglia di alzarmi”. Il che conferma le mie riflessioni, che restano tali.

  • zen says:

    Hai ragionissima

  • Paco says:

    Io non ci trovo nulla di offensivo, e peso 115 chili. Da poco ho ricominciato (dopo secoli) a fare sport (rugby) e vi assicuro che, dolori a parte (che diciamocelo, in fondo fanno anche sentire di nuovo vivi), mi sto appassionando e credo continuerò. Ho giàà perso 5 chili e già fare le scale sento la differenza, credetemi. Bisogna solo volerlo. Darsi la spinta iniziale. Il resto, visto che siamo chiattoni, viene naturalmente, rotolando 😉

  • Lia says:

    Io ho trovato molto bello questo articolo. Non mi sembravano insulti, ma una riflessione sensata. Io ero pigra. Lo sono ancora, ma un po’ meno. Non sono un’ipocrita. Mai stata. E so che 20kg in più addosso me li portavo dietro per colpa mia e di nessun altro. Ora non più ed è stata una fatica.
    Saluti

  • Pierpaolo says:

    Mischiare obesità e curvy è sbagliato, come mischiare un temporale estivo che rinfresca l’aria con uno stato di diluvio e allagamento permanente che porta morti e infezioni.
    Le modelle curvy sono strafighe molto più di quelle “tradizionali”, che sembra che se le tocchi si rompono. Diverso è il caso dell’obesità, che è una patologia a tutti gli effetti.
    Il “mi accetto per come sono” in bocca a un obeso è una scusa e concordo con tutto quello che dice l’articolo, ma la stessa frase in bocca a una persona normale (e la stragrande maggioranza delle ragazze lo sono, anche se ossessionate dalla dieta e dal dimagrire) è una conquista.
    Raramente ho conosciuto una ragazza che non dicesse sempre “sono a dieta, devo dimagrire”, anche se stava benissimo.
    Aggiungo -e concludo- che tantissime ragazze in età adolescenziale hanno maggiori o minori disturbi alimentari, che in alcuni casi sono anche seri, proprio per raggiungere un ideale malato di magrezza. Molto più che per accettarsi troppo per quello che si è.
    Quindi dissento con l’assunto di base dell’articolo, o meglio quello che mi sembra esserlo, che magro=bello=sano, e qualsiasi cosa che si discosti da questo =brutto=patologia.

  • UomoMordeCane says:

    Ringrazio chi ha compreso il senso del post e ha voluto lasciare la propria, onesta testimonianza. Ringrazio anche chi dissente, in modo civile.
    Per ulteriore chiarezza, io non ho mai trovato strafighe le curvy. Neppure da ragazzo. Mi è sempre sembrato un discorso ipocrita, quello di “preferire” una donna con imperfezioni a una da copertina. “Quella è troppo bella, sembra finta. Meglio una con qualche kg di più”. Che mi pare tanto un “ti lascio perché ti amo troppo”.
    Questo non significa che qualche kg in più crei “il brutto” e kg in meno siano sempre “il bello”. Ma anche questo io non l’ho mai detto e somiglia molto a una necessità di costruirsi delle contrapposizioni giusto per appigliarsi a qualcosa.

  • Diana says:

    No UMC nessuno dice che quelle da copertina non sono belle.
    Ma la magrezza della copertina NON si raggiunge con una “dieta sana” ma affamandosi e entrando in un tunnel di paranoie non da poco.
    E questo non va bene.
    Quelle stesse modelle che vedi in copertina se non si affamassero probabilmente sarebbero ancora belle e magre ma con una più normale 42 (normale per una alta 180 cm). E 42 non è “curvy”.
    Invece a colpi di digiuni e pillole entrano nella 38 e questo propaga un modello sbagliato.
    Di questo stiamo parlando.
    D’altro canto sono d’accordo che il modello “Obeso” non sarebbe da condonare, tanto quanto l’anoressia, perché malsano e non perché è brutto. Anche questo è sbagliato nel discorso che fai: puntare all’estetica è scorretto, puntare alla salute e al sentirsi bene – ad esempio non avere il fiatone quando si fanno le scale – sarebbe la cosa da fare.
    Firmato:: una che porta da una vita la 40 senza grossa fatica e non ha mai detto “dovrei mettermi a dieta” quando invece sta già bene così.

  • admin says:

    – Credo che questa cosa sia gialla
    – Nono, mi spiace UMC, ma non sono d’accordo. Per me questa cosa è gialla
    – Ehi, ma è esattamente quel che ho detto!
    – Eh no, non l’hai detto
    – Ma come?! E’ scritto sopra chiaramente! Ho detto che è gialla!
    – Mi spiace, ma secondo me è gialla
    – LO STO DICENDO ANCHE IO!
    Ecco, questo il dialogo-tipo che sto leggendo. Eppure mi pare nel post ci sia scritto esplicitamente: “Ed ecco l’esaltazione del curvy, solo ipocritamente contrapposta alla lotta all’anoressia, quando il modello preso a paragone è già evidentemente errato. Non è l’anoressia, l’antagonista della ciccia: è lo stile di vita sano…”
    Dunque no, non è di questo che stiamo parlando. Non stiamo parlando di altro disordine alimentare, di altra patologia, quale l’anoressia. No. Magari ne parleremo, in altro post. Ma in questo la contrapposizione è: kg di troppo/stare bene in salute (fare le scale, etc.).
    Ma è scritto, eh. Come il discorso di godere dei piaceri della vita come fare le scale senza fiatone. Poi leggo: “Anche questo è sbagliato nel discorso che fai: puntare all’estetica è scorretto, puntare alla salute e al sentirsi bene – ad esempio non avere il fiatone quando si fanno le scale – sarebbe la cosa da fare”.
    Ma è esattamente quel che ho scritto!
    😀

  • tanaka79 says:

    Comunque quella della foto é un cesso sotto tutti i punti di vista.
    Forse per un… no no, é proprio un cesso.
    Ed é anche un po’ gialla…

  • Cerex says:

    Mentre tu stai qui a cercare di fare capire quello che c’è scritto un po’ più su copia-incollando/semplificando per venire incontro a tutti, Povia (POVIA!) è in lista per “peggior cattivo”. Come se Ludwig Van Beethoven si facesse in parte per fare suonare Allevi. Non tirarmi fuori che è morto. O che comunque “ha più senso del ritmo Jovanotti” (cit.) del Ludovico.
    Non ti senti un po’ in colpa? Non te ne vai a letto con la consapevolezza di non avere fatto il tuo dovere?
    Come perché? Perché lo sai fare.

  • uomomordecane says:

    Non sono più cattivo da tempo. La vecchiaia mi ha reso solo brontolone. Certo che Povia candidato a qualunque cosa fa senso. Pure non candidato.

  • Cerex says:

    Cattivo no, è vero, brontolone forse, ma esistono brontoloni e brontoloni a quanto pare… Fatto sta che ho girato un po’ (poco davvero) tra i personaggi candidati, i migliori personaggi video on line o le migliori polemiche on line… Roba veramente triste e brutta. In tutto questo Povia che si reinventa santone salvatore del mondo almeno strappa un sorriso non voluto. Se hai 3 minuti vai sulla sua pagina fb a vederti il video della sua ultima canzone, “chi comanda il mondo?” mi pare si chiami, ne vale la pena.

  • uomomordecane says:

    Massì, facciamoci del male <3

  • a tutti quelli che si arrabbiano: vi sentite accusati, e non spronati, perchè la vita vi ha convinto che non valga la pena di migliorare (in caso contrario dovreste ringraziare per un post come questo, che è come un coltello che fruga nelle vostre debolezze). Ora io non voglio convincervi che vi sbagliate, che vale sempre la pena di migliorare, di combattere. Non lo penso. Però vorrei convincervi che la vostra rabbia è fuori luogo.

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