Riconoscimenti, premi, vanagloria, robe alla "possiamo darti visibilità, ma soldi niente":

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UomoMordeCane: il libro

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"Un fenomeno letterario, il libro dell'anno, probabilmente uno dei migliori scritti di umorismo che l'Italia abbia mai prodotto"
(Quanto mi piacerebbe una recensione così)





Tumbleweed: il libro con Fed-ex

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Il meglio della produzione satirico-umoristico-pecoreccia di FED-EX e UOMOMORDECANE, i migliori autori d'Europa, bravissimi anche nelle descrizioni di loro stessi.



Recensioni sul libro "UomoMordeCane"


Non capisco come mai tutti facciano molto affidamento sui rimedi della nonna per curare i malanni: la mia, per esempio, è morta.

Il mio professore di religione non l'ho mai visto: era uno che usava molto bene il metodo Stanislavskij.

È un periodaccio. Ho aperto un biscotto della fortuna. Il biglietto diceva solo: “stai scherzando, vero?”.

Sono talmente pieno di me che vado spesso dall'andrologo solo per farmi fare i complimenti.

Perché vendono macchine che fanno oltre 200 all’ora se il limite è 130? Per lo stesso motivo per il quale i preservativi in vendita si srotolano oltre misura: quel che compri è anche un sogno.

Se fossi nato a Kingston ora sarei un velocista. O una chiavetta USB.

Potrei essere considerato un maniaco della precisione, se questo termine mi descrivesse nel minimo dettaglio.

Io e mia moglie avremmo intenzione di mettere in cantiere un figlio ma in Italia è ancora vietato il lavoro minorile pesante.

Ho chiuso col lucchetto la mia bici su un ponte e al mio ritorno non l'ho più trovata: completamente ricoperta di altri lucchetti.

Vantarsi di non mangiare bistecche per rispetto degli animali è come vantarsi di non leggere libri per rispetto della foresta amazzonica.

Quelli che fumano sigarette elettroniche sono gli stessi che bestemmiano con un "Porco Zio".

Sfido chiunque a convincere un eventuale viaggiatore proveniente dal passato – che so: medioevo – che portare a spasso un cane con un laccio al collo, lavargli le palle e fermarsi ogni tanto a raccogliere la sua merda e portarsela poi dietro in un sacchettino, siano atti di una civiltà superiore alla sua.

A volte vorrei credere in Dio. Per deresponsabilizzarmi anch'io un po'.

Alla coda alle Poste c'era uno che si lamentava del fatto che i farmaci salvavita fossero in mani alla lobby delle case farmaceutiche. Gli ho detto che comunque meglio così che in mano alla lobby dei tassisti. Mi ha guardato come si fa con un pazzo. Ho allora provato a recuperare con "Meglio la lobby dei discografici?". Niente. Qualcuno si è messo a ridere: l'ho trovato di cattivo gusto per chi soffre in coda alle Poste. Cosa ci insegna questa storiella? Che alle Poste c'è sempre la fila.

Ero su Facebook e parlavo con uno che ha una macelleria. Mi diceva che non fa altro che condividere cose strappalacrime perché sono tutte accompagnate da: "Condividi se hai un cuore".

Un tempo collezionavo farfalle, ma la casa mi si riempiva sempre di figa.
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Il Tavernello della musica

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“Non condivido la frase che sento dire ad alcuni giovani: ‘c’hanno rubato il futuro’. Il futuro è nelle vostre mani. Se parli così non hai fiducia nel grande potere della passione. Quando affronti una cosa con grande passione, con impegno bruciante, qualcosa succede. Indipendentemente dalle condizioni che sono intorno a noi. Vorrei comunicare ai ragazzi questo senso positivo della possibilità di fare le cose”.

Chi l’ha detto?

Dai, chi l’ha detto?

Un grande della…?
Della mus…?
Della music…?
No.
Giovanni Allevi.

Giovanni Allevi, l’uomo che dovrebbe avere il nome scritto senza le maiuscole già di suo. Ci penso io.
giovanni allevi, uno che finge di essere bravo, e neppure ci crede, ma simula appunto talmente bene che qualcuno ci casca.
giovanni allevi, il Tavernello della musica.

Troverai sempre qualcuno con un calice di vino in mano che esalterà la “sapida rotondità e l’effluvio di note di tabacco e liquerizia che accarezzano il palato prima di lasciare il posto a…“.
A tua madre.
È Tavernello. E tu sei un coglione.
Senti il tabacco nel vino? Sarà stato mio cognato che non trovava il posacenere.

giovanni allevi è stato talmente tanto massacrato che non meriterebbe neanche la mia attenzione.
Ma adesso spara questa frase…
Il futuro è nelle mie mani?
Ho la possibilità di fare delle cose?
Certo. Ma se sei tu a dirmelo già comincio a dubitarne.
Perché tu sei giovanni allevi.

Cosa dovrei fare per costruire il futuro? Inventarmi musicista e comporre robe talmente banali che non riuscirei a distinguerle tra loro neppure con attento ascolto?
Qualcuno davvero fischietta qualcosa di allevi mentre passeggia?
Pensateci.
La più bella composizione di allevi fa così:

Almeno io così me la ricordo.

Il futuro non è sempre nelle mie mani, allevi. Non farmi fare il qualunquista ma tu sai come funzionano le cose qua.
È per questo che porti i capelli così. È per questo che spari cazzate in ogni dove.
Ti serviva costruire un personaggio, non essendo un musicista. E si sa, i personaggi qua tirano sempre.

“Amo la Sardegna, una terra misteriosa”. Pensa, bastava prendere la Cagliari-Oristano-Olbia e avresti comunque iniziato a conoscere qualcosa.
“L’arte può guarire il mondo e portare luce dove c’è ombra”. Certo, occorre sempre prestare attenzione all’occhio di Sauron.
“Il futuro non è nella spiegazione, ma è nell’incanto del non sapere. Davanti all’universo, alla musica, all’esistenza, semplicemente mi arrendo“. E perché nessuno ne ha mai approfittato?

giovanni allevi avrebbe fatto il cartomante, se non avesse deciso di fare il musicista. Avrebbe confezionato un prodotto in cui l’involucro è tutto, non esistendo alcun contenuto.
giovanni allevi è il packaging di se stesso, l’operazione di marketing che ti vende il niente, l’Aria di Napoli, il Bilancio Creativo, la Fontana di Trevi di Totò, il PDL che parla agli operai dell’ILVA, il Fabio Volo in chiave di violino.
giovanni allevi è un ulteriore tassello della crisi italiana: rastrella denaro che avrebbe potuto validamente essere speso, utilizzato in qualunque altro modo, Campo dei Miracoli incluso.
La gente va ai concerti di giovanni allevi convinta di ascoltare musica. Invece trova giovanni allevi.

“Le composizioni sono musicalmente risibili e questa modestia di risultati viene accompagnata da dichiarazioni che esaltano la presunta originalità dell’interprete”. “Mi fa molto male questo inquinamento della verità e del gusto. Trovo colpevole che le istituzioni dello Stato avvalorino un simile equivoco. Evidentemente i consulenti musicali del Senato della Repubblica sono persone di poco spessore”. (Uto Ughi)

Ma io non voglio neppure dar retta a Uto Ughi, uno di quelli che ha la colpa di non aver saputo rubare il futuro a giovanni allevi.

giovanni allevi.

 

13 Commenti a “Il Tavernello della musica”

  • Cerex says:

    Cameriere, c’è del tabacco nel mio vino.

  • Ernesto says:

    e pensare, poi, che il futuro di allevi è alleverò…

  • Anonymous says:

    C’è del futuro nelle mie mani, chi ce l’ha messo?

  • Hank says:

    Io GIURO che ho notato solo ora che la roba che gli esce dai capelli in foto sono tasti di pianoforte. Prima non avendo mai avuto il coraggio di guardarlo attentamente pensavo fossero piastre per capelli.

  • io credevo fossero minigrattacieli e non capivo il nesso

  • Spora says:

    Gran bel post, mi sono spaccata dalle risate :)
    Chapeau

  • eabidi says:

    Io onestamente di allevi ricordo “new Renaissance”. Che ha molto poco del rinascimento, onestamente, però lo trovo un brano insolito, carino, e soprattutto mi piace molto. poi dite ciò che volete :)

  • Geno says:

    Per fare puoi elaborare su Fabio Volo? Io non riesco a trovare insulti abbastanza efficaci. Per piacere distruggilo, e chiariamo una volta per tutte che non ci piacciono i Tavernelli, neanche se passati in barrique!

  • Nakia says:

    Con la premessa che -allevi- non è un lume della musica… Non è necessario esser un genio per avere un futuro. Bastano un sistema cardiopolmonare, zampe e testa funzionanti. Come a dire: “si fotta il tavernello, basta anche l’acqua, per bere”.

  • Crandon says:

    Mah, l’allevi è solamente un altro di quei prodotti predigeriti del secolo XXI: siamo passati dal preconfezionato al precotto fino al premasticato e predigerito. Anche le idee non interessano più: oggi servono le OPINIONI. Ovviamente le opinioni sono altrui come il cibo predigerito è stato digerito da altri così molti sottoprodotti pseudo-culturali tipo fabio volo da altri menzionato o altri pseudo scrittori/digei/tigei/conduttori sono utili come gli opinionisti: muovono l’aria.

  • sonia says:

    ma quanta cattiveria!!! ma vivete e lasciate vivere!!! nessuno vi punta alla testa obbligandovi ad ascoltare sto prodotto predigerito… ce ne sono di prodotti peggiori ed alcuni se pur migliori a mio parere sono comunque sottosviluppati… ma che importa fa una cosa che gli piace e se non sara un genio musicale chi se ne frega… la vera musica in italia scarseggia da tanto ormai quindi questo allevi non è una novità… il vero problema sono le case produttrici sono i talent show e tutto quello che invece di ascoltare magari quello che davvero ci sa fare ti va a produrre allevi… ragazzi state sprecando energie inutlmente…

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