Cerca
Riconoscimenti, vanagloria
"Il cattivo piu' temibile della blogosfera"

"Il cattivo piu' temibile della blogosfera"

"Miglior articolo"

Il tavernello della musica


"Miglior battuta"

Delitto di Cogne: Annamaria Franzoni torna a casa 12 anni dopo il delitto. Felice il marito, sorriso di circostanza per i due figli.


"Miglior battuta"

Roma, morto a 102 anni il partigiano Claudio Cianca. Una mattina, non si e' svegliato.


UomoMordeCane: IL LIBRO


Il miglior testo demenzial-satiric-comic-sans degli ultimi dodici minuti.
Trovi qui la tua copia
Citazioni e dintorni


...giunsi a metà libro e mi accorsi che il tavolo aveva ricominciato a ballare...

Posseggo una elevatissima intelligenza emotiva: riesco a risolvere problemi matematici complessi, ma poi piango.

Mi annoio rapidamente: il mio film preferito è Mery per un po'.

Non capisco come mai tutti facciano molto affidamento sui rimedi della nonna per curare i malanni: la mia, per esempio, è morta.

Continuo a trovare gente che mi vuole pagare in visibilità. Credo che a questo punto dovrei essere avvistabile a occhio nudo da Urano.

La mia ex era talmente bella che i suoi assorbenti usati venivano scambiati per Kandinsky.

Se Dio sta là a segnarsi le scopate della gente, non vi pare francamente eccessiva la stima che si nutre nei suoi confronti? Voglio dire, la parrucchiera di mia moglie fa lo stesso.

Quando qualcuno afferma di occuparsi di qualcosa "a livello olistico", salute compresa, penso sempre che concretamente non ne sappia un cazzo e su più piani, ma sia ferratissimo sui segni zodiacali.

Le ricerche interiori sono sempre complicate, probabilmente a causa di tutto quel sangue.

- mi sembra squisito, ma mi scusi: me lo può servire in un normale piatto tondo invece che rettangolare?
- certo signore. Posso chiederle perché?
- per non darle la scusa per farmi pagare un botto queste quattro verdure in croce.

Vorrei dimostrare al mondo tutta la mia voglia di cambiamenti, di rinnovamento. Ma sono uomo e ho i capelli rasati.

Credo così tanto nella pet-therapy che alla fine mi sono pure sposato.

Sono talmente ateo che ho riconosciuto distintamente la sagoma di una macchia di vernice nei contorni della Madonna che mi è apparsa.

Sorridere coinvolge 12 muscoli del viso. Riposatevi, siate tristi.

Il mio professore di religione non l'ho mai visto: era uno che si immergeva totalmente nella parte tramite metodo Stanislavskij.

È un periodaccio. Ho aperto un biscotto della fortuna. Il biglietto diceva solo: “stai scherzando, vero?”.

Sono talmente pieno di me che vado spesso dall'andrologo solo per farmi fare i complimenti.

Perché vendono macchine che fanno oltre 200 all’ora se il limite è 130? Per lo stesso motivo per il quale i preservativi in vendita si srotolano oltre misura: quel che compri è anche un sogno.

Se fossi nato a Kingston ora sarei un velocista. O una chiavetta USB.

Potrei essere considerato un maniaco della precisione, se questo termine mi descrivesse nel minimo dettaglio.

Io e mia moglie avremmo intenzione di mettere in cantiere un figlio ma in Italia è ancora vietato il lavoro minorile pesante.

Ho chiuso col lucchetto la mia bici su un ponte e al mio ritorno non l'ho più trovata: completamente ricoperta di altri lucchetti.

Vantarsi di non mangiare bistecche per rispetto degli animali è come vantarsi di non leggere libri per rispetto della foresta amazzonica.

Quelli che fumano sigarette elettroniche sono gli stessi che bestemmiano con un "Porco Zio".

Sfido chiunque a convincere un eventuale viaggiatore proveniente dal passato – che so: medioevo – che portare a spasso un cane con un laccio al collo, lavargli le palle e fermarsi ogni tanto a raccogliere la sua merda e portarsela poi dietro in un sacchettino, siano atti di una civiltà superiore alla sua.

A volte vorrei credere in Dio. Per deresponsabilizzarmi anch'io un po'.

Alla coda alle Poste c'era uno che si lamentava del fatto che i farmaci salvavita fossero in mani alla lobby delle case farmaceutiche. Gli ho detto che comunque meglio così che in mano alla lobby dei tassisti. Mi ha guardato come si fa con un pazzo. Ho allora provato a recuperare con "Meglio la lobby dei discografici?". Niente. Qualcuno si è messo a ridere: l'ho trovato di cattivo gusto per chi soffre in coda alle Poste. Cosa ci insegna questa storiella? Che alle Poste c'è sempre la fila.

Ero su Facebook e parlavo con uno che ha una macelleria. Mi diceva che non fa altro che condividere cose strappalacrime perché sono tutte accompagnate da: "Condividi se hai un cuore".

Un tempo collezionavo farfalle, ma la casa mi si riempiva sempre di figa.
Regressività progresso







































Twitter
UomoMordeCane su Facebook
novembre: 2011
L M M G V S D
« Ott   Dic »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
282930  

Noi, autori di oggi noi

Proverò a dire cose interessanti, dai, sforzatevi di leggere tutto e poi mi dite la vostra.
Prima una critica e poi un’autocritica.

 

LA CRITICA

Lia Celi: “In confidenza: io Letta non l’ho mai Amato”.

Lia Celi, io contro di te non ho nulla di personale. Proprio come per Vergassola.
Io non ti conosco, io non so chi sei. So che hai cancellato con un gesto i sogni miei.

Lia Celi – mi dicono – sia una signora abbastanza seguita sul web (Facebook in particolare). Scrive cose come:
“Governo, scoppia il caso Bocchino. Allora è uguale a quello di prima!”
Con un originalissimo gioco evocativo bocchino-Bocchino. Di quelli che da almeno due anni non si usano più per quanto consunti.
Ma non dalle parti dei fan di Lia Celi.
E ancora:
“Buffon il politico: «L’Italia sia unita». Ma dove va a parare?”
Il portiere che va a parare da qualche parte. Certo. Come mai nessuno ci aveva mai pensato prima?
Appresso:
“Teramo, fece pipì in strada, condannato. Se la faceva sulla Costituzione, diventava ministro delle Riforme.”
Questa scritta violentando anche la lingua.
Facciamoci male:
“Il nuovo ministro della Giustizia potrebbe essere Severino. Berlusconi è già Nervosetto.”
Ma perché? Perché?

La monotematicità antiberlusconiana rientra peraltro nel generale piano di raggiungimento del consenso del pubblico.
E’ ben più difficile ottenere molti “like” con battute come:
“Maltempo, un morto nel Napoletano. Lo riconosci: è quello che galleggia verso nord”.
Ma qui c’è una costruzione, una denuncia, un senso.
Nonostante sia mia.
Manca il gioco di parole simpaticino-ino-ino alla Ned Flanders che non porta da nessuna parte.

Mentre scorrevo le simpatiche amenità della signora Celi, quel che più mi lasciava perplesso erano i commenti entusiastici di gente che pareva divertirsi davvero di gusto con quella roba. Gente che non mancava di lasciare le proprie perle: bungabunga e Carfagna-Bocchino à gogo. Forse persone ibernate negli ultimi due anni che non hanno mai letto battute trite e ritrite come quelle.

 

L’AUTOCRITICA

Ma a quel punto mi sono un attimo fermato a riflettere e – capite lo sforzo per un’attività a me poco consona – ho raggiunto una pre-illuminazione: sì, quelle persone DAVVERO ridono per la novità della battuta, di quelle battute. Non dico tutte ma tante.
Bocchino-bocchino è qualcosa di abusato per chi frequenta quotidianamente certi ambienti satirico-umoristici. Ma per la gran massa del popolo non si è ancora raggiunto il livello di saturazione, non è stato fatto il salto da “battuta-novità” (divertentissima) a “tormentone” (divertente), nè quello da “tormentone” (divertente) a “vecchia battuta” (carina). Figuriamoci da “vecchia battuta” (carina) a “va bene dai, ora basta, ha rotto il cazzo” (va bene dai, ora basta, ha rotto il cazzo).

Dunque?
Dunque Lia Celi (ed il liacelismo duro) prende quelle fasce di pubblico non ancora svezzate, quelle che di fronte a “Berlusconi che fai, Ruby? No, trombo” non inorridiscono affatto, anzi ridono e condividono.

E’ dunque questione di frequentazione assidua di ambienti.

Perché allora “pre-illuminazione”?
Perché in effetti le cose non stanno solo così: in mezzo alla gente entusiasta per il liacelismo ci sono anche persone che quegli ambienti satirici frequentano, ed assiduamente.
Dunque la spiegazione deve essere (anche) un’altra.
E ho difficoltà a trovarla.

Ma – e qui l’illuminazione – ho deciso di non cercarla. Questa la novità.
Ho abbandonato ogni velleità di comprensione di un fenomeno che mi sfugge e accettato che il fiume segua il suo proprio corso.
Mi sono fatto una ragione che la stragrande maggioranza delle persone non apprezzerà mai la merda nera che scrivo personalmente e che co-scrivo su Umore Maligno. Da queste parti si usa un linguaggio eccessivo e disturbante. Ma è una scelta “editoriale”. Non deriva da limiti linguistici nè da carenza di argomenti o idee. Come spiegato più volte il linguaggio crudo e le argomentazioni forti sono funzionali a portare avanti un certo discorso di disinnesco delle proprie paure. Ma gli “esterni” si fermano solo alla superficie, inorridiscono per il linguaggio e convergono verso lidi satirici più tradizionali e rassicuranti. E non riescono ad andare oltre, a comprenderne la funzione dirompente: è spesso proprio quel tipo di linguaggio l’unico sistema per scardinare determinate pre-costruzioni che ti fanno rifiutare aprioristicamente un argomento.

Insomma, il limite io lo vedo in chi sottolinea la bestemmia e non comprende che è proprio quella che serve per metterti in rapporto con te stesso, che vieni turbato dalla stessa.

Non ci tornerò sopra ulteriormente. Non oggi.

Dunque ho raggiunto la pace dei sensi. Almeno in questo. E accettato che anche una Lia Celi possa validamente portare avanti, in tutta libertà, un proprio leggero progetto umoristico sul web.

Certo lei lo fa davvero a cazzo di cane.

30 Commenti a “Noi, autori di oggi noi”

  • mara corazza says:

    seghe mentali.

  • robb says:

    ti rispondo da fruitrice consapevole di satira.
    io adoro le battute complesse, composte e cattive. quelle che ci metti un po’ a capire. quelle che fanno male. quelle che poi ricordi, e vorresti condividere e ripetere a chi ti sta accanto… ma poi, lo vedi chi hai accanto?? al di là della famiglia, degli amori, lo vedi il livello medio?
    Lia Celi scrive tanto, tantissimo. ha una produzione vasta, generalmente semplice, fruibile. a me fa ridere perché ci sento dietro l’umorismo dei bambini (sarà che sono madre come lei), che è per l’appunto elementare, e gioca proprio sull’immediatezza.
    preferisco la cattiveria ai giochi di parole? preferisco l’intelligenza.
    e la varietà.
    non ci vedo tutta ‘sta gran contrapposizione: forse è anche una questione generazionale, chi è nuovo screma di più, chi ha un seguito numeroso cerca di arrivare a tutti, ci sono sempre ‘sti cazzo di compromessi nella vita..

    comunque, spero continui a lungo ad esserci posto per tutti, tranne che per Fiorello perché è finto come la cacca spray di carnevale, e perché un po’ di assolutismo fa sempre figo.

  • uno qualunque says:

    Carissimo, a me piaci come autore satirico, mi fai ridere, sei brillante, originale, sapientemente pungente ed il giusto scorretto. Con abilità sai cogliere il senso delle cose e con sagace umorismo dai a noi la possibilità di capire le sfumature di un umorismo mai ripetitivo.
    Ma sei anche un po’ snob!!!
    Ma che due scatole con questa storia del gioco evocativo bocchino-bocchino e tutto il resto sulla poca originalità delle battute di lia celi e di qualsiasi altro che ci si cimenti!
    La gente ride per quello che vuole, per quello che gli permette di ridere, per quello che gli evoca una risata e per tutto quello che corrisponde a qualcosa di divertente!
    Cos’è questa saccenza? Cos’è tutto questo voler essere esperto nella satira?
    L’abilità che ti contraddistingue non è il passaporto per giudicare gli altri, ma è solo l’invito a fare meglio rispettando il lavoro di chi magari scrive satira con idee, cultura conoscenza e forse anche abilità, differenti da te.
    Il post che hai scritto di per se non è neanche malvagio, hai usato toni tutto sommato educati, è brutto il giudizio che dai alla fine, un giudizio che, indipendentemente da come io reputo l’umorismo di Lia Celi, è scortese e sinceramente poco adatto.
    Lungi da me voler farti la predica, giammai, volevo solo farti notare che il punto di osservazione non è mai uno solo, ma ci sono 360 gradi differenti di visuale ed allo stesso tempo, come puoi vedere una cosa, la puoi anche giudicare in 360 modi diversi, forse tu oggi hai usato il peggiore.
    PS
    non sono lia celi, non la conosco e non ho voluto prendere le sue difese, tutt’altro… non ho trovato intelligente il contenuto del tuo post.
    bye

  • magneTICo says:

    “Governo, scoppia il caso Bocchino. Allora è uguale a quello di prima!”

    Io non l’ho capita… Berlusconi mica fumava!

  • admin says:

    Il mio giudizio è “scortese e sinceramente poco adatto”. Poco adatto a cosa? Ai tuoi parametri presumo. “Scortese”? Ma qui mica siamo in una cerimonia pubblica. Non ho da assumere modi cortesi, come già detto, a casa mia.
    In ogni caso, non nego il modo spocchioso di fare, ma in questo caso non stavo dando affatto lezioni di satira ad alcuno. Anzi. Come si capisce nell’autocritica, stavo davvero cercando una spiegazione: come sia possibile divertirsi con quelle cose. Che poi non è mica cosa spiacevole, anzi. Se ridi con quella facilità hai la vita spianata. La ritengo una gran botta di culo divertirsi con così poco.
    (Cazzo, di nuovo il tono saccente).
    Insomma, capisco che ti sia un po’ incazzata, ma consentimi, a casa mia, di dire che scrivi davvero boiate, Lia/uno qualunque.

  • el_gae says:

    E come spiegare il successo televisivo di programmi come colorado? Eppure la gente ride, il giorno dopo ti ripete i tormentoni, riconosce gli autori e va ai loro spettacoli.
    Personalmente li trovo di livello basso. Poi, ogniuno rida per quel cazzo che gli pare.
    Pensavo che Lia Celi fosse un politico

  • Carlo says:

    Credo sia solo un fatto di educazione satirica,se per anni vedi in tv comici alla colorado,zelig,bagaglino,fiorello ecc.ecc. alla fine ti convinci che è quella e solo quella la satira.Per questo Luttazzi e altri vengo tacciati di insensibilità ,volgarità ecc.ecc.Ad aggravare poi la situazione ci si mettono i Soloni della critica e i maitre a penser un tanto al chilo che non capendone una minchia (cosa che trovo grave,se fai il critico devi saper riconoscere il black humor,i significati veri della satira)pontifiano su cosa è satira e cosa non lo è.

  • uno qualunque says:

    Immaginavo fosse questa la tua replica, infatti ero molto indeciso se scriverti o no, ma alla fine ho deciso di farlo perchè come ho già detto ti stimo come autore di satira.
    Ribadisco non sono Lia Celi, mi dispiace tu pensi sia lei, ma davvero, non lo sono. Sono uno dei tuoi lettori qualunque che ti segue da tempo, addirittura da quando eri nella cricca di spinoza (anzi, ti ho conosciuto li) ed ora su UM.
    E’ ovvio che giudico con i miei parametri, cosa vuoi che usi i tuoi? Il giudizio è poco adatto ad un’etica professionale fra persone che scrivono, ecco a cosa è poco adatto.
    Definisci questo blog “casa tua”, giustamente, e quindi puoi scrivere qualsiasi cosa in qualsiasi modo su chiunque, ma dato che è un blog sul web, ed il web è notoriamente diffuso in tutto il mondo quindi pubblico, questo da la possibilità di commentare a chi ti legge, penso così tu non possa esimerti dal ricevere critiche.
    Non è che tutto quello che facciamo va sempre bene e piace a tutti, no?
    Quindi in tutta tranquillità, accetta quello che ti dice la gente che ti segue, la stessa mano può dare una carezza od un ceffone, analogamente la stessa penna può scrivere un complimento come una critica, io oggi sono un po’ critico, domani riderò per il tuo prossimo post.
    Tu sei bravo ad usare le parole, ma non sei l’unico, quello che ti differenzia da me o da lia celi o da pincopallo, è lo stile.
    Con questo, chiudo la discussione, per me hai solo scritto una pirlata, ma vedo che te la prendi se vieni criticato (come del resto penso il 99% delle persone che vengono criticato) quindi probabilmente la prossima volta mi asterrò da ogni commento negativo e dirò solo quanto sei bravo e sagace.
    Ciao

  • trofiaalpesto says:

    Lia Celi e Colorado?!? Mah! Può non piacere lo stile, e chi lo mette in dubbio, ma paragonare Lia Celi a quei poveri fessi che girano sul palco di Italia 1 mi sembra troppo (soprattutto perché la signora scriveva su Cuore quando quelli ancora mangiavano le girelle alle 10 del mattino).
    Per quanto riguarda l’originalità, voglio dire una banalità: chi è originale al giorno d’oggi?

  • alpanix says:

    Credo che ogni autore abbia il suo grado di umorismo.
    Ed ognuno credo che sia necessario per colmare le lacune di chi non “lavora” al suo livello.
    Quelle persone che ridono di battute imperniate sui consunti giochi di parole bocchino-Bocchino, pippa-Pippa, pirla-Pirlo, etc-Etc, sono persone come te e come me (ok, forse più come me) che hanno un approccio diverso, e magari tu, come entità UMC, puoi anche considerarlo più immaturo (comunque meno sagace e malizoso), che hanno bisogno di un livello diverso di battute rispoetto a te o a me.
    Io non rido dell’accostamento bocchino-Bocchino. E sicuramente non ride di questo accoppiamento chi inorridisce davanti al sostantivo “culo” sentito in televisione.
    Ma siamo tutti diversi, no? Altrimenti un laboratorio di satira quale quello di spinoza, o il tuo umorismo stesso, sarebbero destinati o ad essere osannati o ad essere completamente ignorati.
    Dovremmo ringraziare che non esistono solo il bianco e il nero, non credi?
    Dato per insindacabile quanto sopra, a me l’umorismo liaceliota fa cagare. Ma anche la cioccolata e la Dolce Euchessina.

  • admin says:

    Non è nemmeno questo quanto il fastidio congenito che provo quando la gente non si firma. E divento subito astioso.
    E’ un mio limite, perché io lo faccio sempre. Firmarmi, dico.
    Ma capisco che i coglioni non siano roba da tutti.

  • mikusku says:

    purtroppo LIA si becca il grosso dello share, ad UMC rimane la coda lunga.

    fatto realmente accaduto:
    COLLEGA_SCEMO: “cambia il governo, ma rimane la passera!” (grasse risate degli astanti)
    IL_SOTTOSCRITTO: “passera andava messo ai trasporti, ma la lobby dei buoi è molto potente” (COLLEGA_SVEGLIO si è strozzato col caffè, ALTRI_COLLEGHI non hanno colto)

    ti sono vicino.

  • admin says:

    “La lobby dei buoi” 😀

  • Davide says:

    Poi c’è un altro livello ancora.
    Quello del “ma chi cazzo è Lia Celi?”
    Io appartengo a questo.

  • OrsaBIpolare says:

    Davide, siamo in due allora!

  • allegra sbotta says:

    Condivido tutto cio’ che hai scritto.
    Inoltre il fenomeno Lia Celi va ben oltre il fatto che il livello del suo umorismo e’ infimo e che quella che definisce satira e’ in realta’una sequela di battutelle da scuole elementari.
    Segnalerei anche che probabilmente la pagina su facebook anti-Celi e’ in realta’ gestita da lei stessa o da qualcuno che le e’ vicino. Pare che i commenti piu’ cattivi siano inspiegabilmente “spariti”.
    E non dimenticherei anche di evidenziare il fatto che, per fare satira, bisognerebbe avere un po’ piu’ di contatto col mondo reale. Difficile capire cosa succede “la’ fuori” se si basa tutto quanto, compresi i propri libri, su quello che succede tra le mura domestiche. Se provasse a scrivere un romanzo, uno vero, magari avrebbe meno tempo per postare amenita’ su facebook. Magari la storia di una donna lavoratrice dipendente in ufficio, che torna a casa tardi la sera e non ha tempo per i figli, che ha un marito che anche lui lavora da dipendente, giusto cosi’ per affrontare anche la fantascienza (per lei) !

  • Ci Rinuncio says:

    Io sinceramente sta Lia Celi non la conoscevo, ho trascorso 30 secondi sul suo sito ed è proprio raccapricciante (“sugo alla PUTTANesca?” Cazzo ho smesso di riderci su quando avevo 8 anni!). Francamente non capisco perchè ti interessa tanto e cosa ci sia di sorprendente. Voglio dire che è ovvio che abbia tanto successo, di sicuro più del tuo blog, ma chissenefrega. Ti sei scagliato (giustamente) contro Vergassola ma potevi metterci dentro la innocua coprolalia della Litizzetto o anche le battute a effetto di Crozza (sicuramente lui e Robecchi potrebbero fare molto meglio ma sanno che non andrebbero in televisione). E poi scusa, quali sarebbero gli “ambienti satirici”? Da Spinoza in poi, è sempre più sfumata la linea tra chi è “dentro” e chi è “fuori” (come me ad esempio, che però sto qui a commentare il tuo blog).

  • Commenti interessanti, puntuali. Il livello di chi bazzica da queste parti mi conforta.
    Sarei orgoglioso di chi frequenta questo blog, se non odiassi tutti.
    <3

  • White_Rabbit says:

    anche io ti odio.
    :*

  • French says:

    Caro UMC, ti stimo da sempre, ti seguo da un bel pò, ti amo da mai; non sarà il caso di prendere in considerazione anche un altro punto di vista? E cioè che siamo tutti diversi, ognuno con un diverso grado di comprensione e di gradimento senza per forza essere più scemi o più intelligenti. Certo i tormentoni sono quanto di peggio l’umanità abbia saputo creare dopo le pinzette strappapeli, ma se su f.b. (ad esempio) uno si limita a scrivere cazzate sulla propria bacheca, conscio dei propri limiti, senza andare in giro a inquinare pagine altrui, qual è il problema? E qual è il problema se a qualcun altro piace ciò che un altro scrive? Davvero l’umorismo o la satira (che alcuni di noi non sanno neanche cosa sia) vanno messi su degli assi cartesiani per misurarne la bellezza? Oppure la bellezza di una battuta è soggettiva e dipende da troppi fattori, troppo personali per essere bella in senso assoluto? Ma si può giudicare la poesia facendo la hit parade? (quest ultimo pezzo l’ho tratto da “l’attimo fuggente”, hai capito il livello adesso? mettiti l’anima in pace!)
    http://www.youtube.com/watch?v=s81k8faP_6o

  • Albertina says:

    Non ci ho capito un cazzo di tutte ‘stè pippe mentali(come giustamente hanno già detto).Perchè?Bisogna ridere di quel che decidi tu??

  • admin says:

    Capisco perfettamente l’obiezione comune: “oh, ma che ognuno scriva quel cazzo che gli pare”.
    E capisco il discorso della soggettività: i gusti personali sono insindacabili.
    Ancora: sono perfettamente cosciente che la satira non si misura col calibro.
    Vi assicuro: sono ancora (sufficientemente) capace di intendere (questi concetti) e di volere (Freida Pinto).
    Provate ora voi ad applicare questi stessi concetti a me: anche io scrivo quel cazzo che mi pare, cose tipo: Cristo che boiata: “Benedetto XVI è in partenza per il Benin. Benon!”. Ma muori, Lia Celi!
    Ecco, i gusti personali sono anche i miei personali.
    Ho il mio, di calibro.
    Bello grosso.

  • Cri says:

    Riconsolate co l’ajetto, si dice a Roma.

  • Se anagrammi “Lia Celi” esce “liceali”. Un caso? Noi di Voyager crediamo di no!

  • OrsaBIpolare says:

    Ognuno ha i lettori che si merita. <3
    Perchè fai di tutto per stare sul cazzo alla gente?
    Non dovresti,sei già a buon livello. 😉

    (io non c'entro, sono qui solo per il calibro) 🙂

  • Christian says:

    A me sembra molto semplice.

    A me fa ridere UMC.
    Io so apprezzare le battute ma non mi riesce altrettanto bene farle.
    E visto che non sono bravo a far battute ho il buon gusto di non farle, limitandomi nel frattempo a a continuare a leggerle nella speranza che prima o poi il mio cervello capisca e impari a fare certe cose.
    Questo si applica a me a Lia Celi e a tutti gli altri.

  • Io sto sul cazzo a qualcuno?!
    Oddio!

  • MaliaErrante says:

    Io ancora non capisco com’è che fingi di non vedere le fasce quozient-culturali e continui ad indirizzare sistematicamente le tue perplessità su quelle inferiori (che forniscono una risposta e si autogiustificano nella loro stessa esistenza).

  • Malia, è che mi piace tirarmi risposte che gradisco. Come la tua.

  • Claudio says:

    ( non ho letto tutti i commenti, spero di non riscrivere cose già dette) Non voglio fare il relativista di turno ma credo che vi occupiate di cose diverse, tu ed altri come UM fate satira, Lia & Co fanno comicità. Non dico che la satira sia migliore (anche se io la preferisco…Vincenzo Cerami, al contrario, scrive che la comicità é la più alta forma di arte…) il problema é che Lia & co. a volte fanno comicità veramente scarsa…perché ha successo lo stesso? A me ricorda un po’ il fenomeno primo della classe: se ad un’interrogazione il primo della classe non é preparato il giudizio sarà sempre mite, ci sarà sempre una giustificazione…” sei stanco oggi?” ” sei innamorato?” un po’ come i commenti su Spinoza (a volte anche su UM). Forse sono andato fuori tema, ma era tanto che volevo scrivere sta cosa del primo della classe :), e poi non ho tempo di mettermi a pensare per bene.

    P.s. ma a te perché sta a cuore questo soggetto? Non é che ti rode un po’ perché questi autori hanno più successo di te? Visto che parli di affrontare le proprie paure, i propri limiti, io un interrogativo me lo porrei…
    Stammi bene, e continua così,
    Claudio.

Lascia un Commento