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Riconoscimenti, vanagloria
"Il cattivo piu' temibile della blogosfera"

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Delitto di Cogne: Annamaria Franzoni torna a casa 12 anni dopo il delitto. Felice il marito, sorriso di circostanza per i due figli.


"Miglior battuta"

Roma, morto a 102 anni il partigiano Claudio Cianca. Una mattina, non si e' svegliato.


UomoMordeCane: IL LIBRO


Il miglior testo demenzial-satiric-comic-sans degli ultimi dodici minuti.
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Citazioni e dintorni


...giunsi a metà libro e mi accorsi che il tavolo aveva ricominciato a ballare...

Posseggo una elevatissima intelligenza emotiva: riesco a risolvere problemi matematici complessi, ma poi piango.

Mi annoio rapidamente: il mio film preferito è Mery per un po'.

Non capisco come mai tutti facciano molto affidamento sui rimedi della nonna per curare i malanni: la mia, per esempio, è morta.

Continuo a trovare gente che mi vuole pagare in visibilità. Credo che a questo punto dovrei essere avvistabile a occhio nudo da Urano.

La mia ex era talmente bella che i suoi assorbenti usati venivano scambiati per Kandinsky.

Se Dio sta là a segnarsi le scopate della gente, non vi pare francamente eccessiva la stima che si nutre nei suoi confronti? Voglio dire, la parrucchiera di mia moglie fa lo stesso.

Quando qualcuno afferma di occuparsi di qualcosa "a livello olistico", salute compresa, penso sempre che concretamente non ne sappia un cazzo e su più piani, ma sia ferratissimo sui segni zodiacali.

Le ricerche interiori sono sempre complicate, probabilmente a causa di tutto quel sangue.

- mi sembra squisito, ma mi scusi: me lo può servire in un normale piatto tondo invece che rettangolare?
- certo signore. Posso chiederle perché?
- per non darle la scusa per farmi pagare un botto queste quattro verdure in croce.

Vorrei dimostrare al mondo tutta la mia voglia di cambiamenti, di rinnovamento. Ma sono uomo e ho i capelli rasati.

Credo così tanto nella pet-therapy che alla fine mi sono pure sposato.

Sono talmente ateo che ho riconosciuto distintamente la sagoma di una macchia di vernice nei contorni della Madonna che mi è apparsa.

Sorridere coinvolge 12 muscoli del viso. Riposatevi, siate tristi.

Il mio professore di religione non l'ho mai visto: era uno che si immergeva totalmente nella parte tramite metodo Stanislavskij.

È un periodaccio. Ho aperto un biscotto della fortuna. Il biglietto diceva solo: “stai scherzando, vero?”.

Sono talmente pieno di me che vado spesso dall'andrologo solo per farmi fare i complimenti.

Perché vendono macchine che fanno oltre 200 all’ora se il limite è 130? Per lo stesso motivo per il quale i preservativi in vendita si srotolano oltre misura: quel che compri è anche un sogno.

Se fossi nato a Kingston ora sarei un velocista. O una chiavetta USB.

Potrei essere considerato un maniaco della precisione, se questo termine mi descrivesse nel minimo dettaglio.

Io e mia moglie avremmo intenzione di mettere in cantiere un figlio ma in Italia è ancora vietato il lavoro minorile pesante.

Ho chiuso col lucchetto la mia bici su un ponte e al mio ritorno non l'ho più trovata: completamente ricoperta di altri lucchetti.

Vantarsi di non mangiare bistecche per rispetto degli animali è come vantarsi di non leggere libri per rispetto della foresta amazzonica.

Quelli che fumano sigarette elettroniche sono gli stessi che bestemmiano con un "Porco Zio".

Sfido chiunque a convincere un eventuale viaggiatore proveniente dal passato – che so: medioevo – che portare a spasso un cane con un laccio al collo, lavargli le palle e fermarsi ogni tanto a raccogliere la sua merda e portarsela poi dietro in un sacchettino, siano atti di una civiltà superiore alla sua.

A volte vorrei credere in Dio. Per deresponsabilizzarmi anch'io un po'.

Alla coda alle Poste c'era uno che si lamentava del fatto che i farmaci salvavita fossero in mani alla lobby delle case farmaceutiche. Gli ho detto che comunque meglio così che in mano alla lobby dei tassisti. Mi ha guardato come si fa con un pazzo. Ho allora provato a recuperare con "Meglio la lobby dei discografici?". Niente. Qualcuno si è messo a ridere: l'ho trovato di cattivo gusto per chi soffre in coda alle Poste. Cosa ci insegna questa storiella? Che alle Poste c'è sempre la fila.

Ero su Facebook e parlavo con uno che ha una macelleria. Mi diceva che non fa altro che condividere cose strappalacrime perché sono tutte accompagnate da: "Condividi se hai un cuore".

Un tempo collezionavo farfalle, ma la casa mi si riempiva sempre di figa.
Regressività progresso







































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Settembre 2008

lunedì, settembre 29, 2008
Alternative (ma anche Pop, Rock, Funk, Etno…)

– Pensi che sia peggio la troppa convinzione nelle proprie idee o l’indecisione?

– Senza ombra di dubbio o l’una o l’altra.
– E tra lo sforzo di voler conoscere tutto e il piacere dell’apatia?

– Conosco perfettamente la risposta a questa domanda ma ora non me ne frega un cazzo.
– Ritieni che l’uomo sia fatto per il piacere o per provare sofferenza?

– Finisco questa scopata, torno nel polmone d’acciaio e ti rispondo.
– Credi che la tecnologia, queste nuove forme di comunicazione aiutino l’uomo o siano un male?

– Penso nn sn male, anzi ke cmq arrikkiskono il linguaggio ^_^
– Ritieni che le cose debbano comunque sempre essere portate a compimento a prescindere dallo sforzo che necessitano?

– Assolutamente s

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giovedì, settembre 25, 2008
Potenza: non pervenuta. Manco in kw.

Ieri ho visto le previsioni del tempo su RaiUno. Ad un certo punto il pannellone con le temperature minime e massime nelle principali città italiane
– …

– Milano 7/19

– Napoli 13/23

– Palermo 16/26

– Potenza Non Pervenuta
Non pervenuta.

Allora ho pensato: questi avranno una stazioncina meteo in ogni città, c’è uno che prende i dati, una telefonata e alla base raccolgono tutto e danno alla Rai.

Magari Cosimo Barfaglia, di Maratea, che ha vinto un concorso a suo tempo per stare in quel posto, era in ferie e non c’era un Cristo per sostituirlo, per andare a leggere quei dati. E dunque io non posso sapere a Potenza che cazzo di tempo ci fosse.
Non che mi cambi la vita ma per le questioni di principio io…

Allora ho pensato: ma invece di Non Pervenuta, alzare il telefono, prendere un numero a caso di Potenza e chiedere che tempo c’è? Magari non sarà precisissimo, magari sì. Prova. Anzi, cerca bene, trova qualcuno di precisino, di quelli pignoli alla Furio di Magda. Così la prossima volta sai già dove chiamare.

– Pronto, qui è la RAI, parlo con il signor Attilio Speranzeti?

– Signorsì sissignore.

– Cominciamo bene.

– Bene grazie.

– Siccome blablabla, la stazione meteo bla bla bla…

– Guardi il destino… Proprio ieri ho rinnovato la mia personalissima e modesta stazioncina meteo: barometro con visualizzazione ad icone scala di rilevamento da 920 hPa a 1080 hPa, misuratore temperatura esterna con scala di rilevamento da -140 °C a + 259.9 °C, rilevatore punto di rugiada, igrometro 4×4, memorizzazione serie storiche pluviometriche da Assurbanipal ad oggi, bussola galattica, cambio shimano, sei airbag, tacco da dodici.

– Uh, benissimo. Mi saprebbe dire allora che temperatura c’è oggi?

– Le va bene in Celsius?

– Celsius va benissimo grazie.

– No perchè anche in Farenheit… oppure in valori assoluti? Ecco magari su base ottale…

– Celsius.

– Anche se a mio modesto avviso…

– Porco Dio

– 21,12 gradi circa, con approssimazione di…

– [click]
Io Non Pervenuta nel 2008 non lo capisco.

Come se c’avessero i muli per trasportare questi polverosi fascicoloni con i dati da un punto all’altro dello Stivale.

Una telefonata ai carabinieri di Potenza, su:

– Pronto Carabinieri

– Salve, qui è la RAI

– Pronto Carabinieri

– Mi sente?

– [il telefono lo devi girare dell’altra parte, appuntato!] Che? Ah! Pronto Carabinieri

– Pronto, sì, qui è la RAI

– Buongiorno signora Rai, dica

– Volevo un’informazione

– BIP-BIP-BIP [Appuntato, non devi fare il numero, stai già parlando] Ah, sì, dica signora

– Non sono una signora ma comunque: mi potreste dire che temperatura c’è là?

– La temperatura?

– Sì, grazie

– [Maresciallo, qua mi pare che la signora Rai mi prende per il culo! Che faccio, verbale?]

– No no, siccome blablabla, la stazione meteo bla bla bla…

– [Maresciallo, la signora Rai parla una lingua sconosciuta]

– Infatti è italiano

– [Maresciallo, a domanda risponde: è italiano. Non è extracomunitario. Che faccio, l’arresto comunque?]

– Forse non mi sono spiegato: siccome avremmo bisogno di raccogliere dati…

– [Maresciallo, qua stanno facendo qualche cosa di poco chiaro… che faccio, indago?]

– Vabbè, ho capito, chiamerò la polizia…

– Grazie per aver chiamato. Buongiorno.
Polizia.

– Pronto Polizia

– Salve, qui è la RAI

– Pronto Polizia

– Forse ha il telefono girato

– Ah, già, come lo sapeva?

– Intuito. Forse lei aveva anche fatto il concorso dai Carabinieri…

– Esatto! Ma come lo sa?

– Immaginavo.

– Dica.

– Siccome blablabla, la stazione meteo bla bla bla…

– Dove si è consumato il reato?

– Quale reato, la mia è una richiesta di…

– Conosceva la vittima?

– Ma che vittima? Io…

– Le manderei una volante ma sono entrambe fuori.

– Ma che dice?

– In effetti ha ragione, sono qua, non abbiamo la benzina.

– ?

– I tagli alle spese…

– …

– Ma sa che quest’anno non ho potuto nemmeno comprare lo zainetto delle Brats alla mia bambina?

– …

– Uno lavora, lavora e poi si trova così. E l’anniversario?

– L’anniversario?

– L’anniversario di matrimonio: quest’anno nemmeno abbiamo festeggiato in ristorante, non ce lo potevamo permettere… le sembra giusto?

– Ma… io…

– Pure mia madre mi dice sempre che sono un fallito…

– Ehm…

– Mi dica lei come si può andare avanti così…

– Magari trovi un altro lavoro.

– Eh, magari, ma cosa?

– Per esempio, lei sa leggere?

– Ma certo.

– Sicuro?

– Ma cosa dice? Certamente.

– Anche i numeri?

– Anche i numeri, certo.

– Me lo dimostri: c’è un termometro lì da lei?

– Termometro?, beh… no…

– Ecco, vede? Mi sa che mi dice così perchè non sa leggere…

– MA IO SO LEGGERE! Aspetti, un termometro è in macchina… vado a vedere!

– Ok.

– …

– …

– Uff… ecco: sono 22 gradi e…

[click]

– Pronto… PRONTO! Ma come si gira ‘sto telefono… Pronto!
 

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lunedì, settembre 22, 2008
La domenica però cambia in ADAGIO

Paolo suona uno strumento a corde molto particolare. Nel suo campo può essere considerato un maestro, visto che davvero pochi sanno suonare uno strumento come quello. Innanzitutto le corde sono in numero variabile a seconda del tipo, ma generalmente non sono mai più di zero. E poi è piccolo, dalla forma particolare. Assomiglia molto, facciamo un esempio grossolano, giusto per capirci, ad uno di quei cosi che si tengono sul comodino.
Lo strumento produce un suono gradevole, solo che occorre programmare con anticipo l’ora in cui si attiverà. C’è anche un grosso display con dei numeri. E tasti “ON”, “OFF”, “BUZZER”, “ALARM” e “CLOCK” di cui si sono perse le indicazioni circa l’uso ma si pensa fossero utilizzati in passato e conservati oggi per motivi estetici. Se l’esecuzione è corretta alla fine si produrrà un “BIP BIP BIP” tipico degli strumenti a corda di quel tipo.
E’ uno strumento che rende meglio nelle ore del primo mattino ma pochi giurano di aver sentito un’esibizione superiore ai venti secondi e generalmente insieme al suono, il musicista intona sempre una serie di “Noooo… cazzo… noooo…”, intervallati da scansioni del tempo senza ausilio di metronomo del tipo E UNO DUE TRE QUATTRO ALTRI CINQUE MINUTI ED UNO DUE TRE QUATTRO UN ALTRO POCHINO DAI.
Si pensa che questa abitudine prenda le mosse dalla composizione in Fa Maggiore per clavicembalo ben temperato del maestro Klaus Borlowsky, la quale prevede l’intonazione di tali solfeggi ogni cristo di mattina.

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giovedì, settembre 18, 2008
L’avevo pubblicata ma poi ho corretto gli errori e insomma ecco a voi CHICAGO

La Chicago degli anni ’20 era qualcosa di davvero differente da tutte le altre città americane. Ad esempio era diversa da Boston. Per correttezza informativa va detto che anche Boston era diversa, che so, da New York o da Domodossola.

Si respirava un’aria pesante, criminalità, proibizionismo, gangsterismo, priapismo, ma la gente avvertiva comunque un senso di grandi opportunità alle porte.
Nelle scuole di Chicago si studiava l’economia, con la Grande Depressione* alle porte, la storia americana e l’indipendenza coloniale, ma si tralasciava la geografia, ma questo gravissimo problema non era diffuso solo a Chicago ma in tutta la Polonia.
Nella Chicago degli anni ’20 spadroneggiava la figura di Al Capone, vera e propria leggenda nel crimine organizzato. In quello disorganizzato mancava invece una figura di riferimento. Del resto era disorganizzato e perdevano un sacco di tempo per decidere qualsiasi cosa.
Si dice che Capone ammazzò decine di uomini ma una rivalutazione successiva, ad opera dello storico Andrew Caiazzo, rivelò come l’omicidio fosse a quei tempi più una pratica goliardica che altro (la Chicago degli anni ’20 era diversa da qualsiasi altra città, l’abbiamo detto), paragonabile al simpatico rito dell’acido da gettare in faccia alle matricole il primo giorno di scuola.
Quando fu introdotto il proibizionismo esplose il problema dell’approvvigionamento dell’alcol: i baristi dicevano sempre di no, no, e no, che era proibito ma poi te lo davano lo stesso sotto bancone. Anche le ragazze la davano meno, o quantomeno te la facevano pagare di più.
Quando le gang rivali decisero di far fuori Al Capone ingaggiarono un cecchino che avrebbe dovuto sparargli da un balcone, ma la cosa non andò in porto per problemi di doppi sensi:

– Allora, dovrai eliminare questa persona…

– Chi?

– Al Capone.

– Non mi devi insegnare tu dove sparare, voglio sapere solo chi eliminare.

– Al Capone ho detto.

– Me ne frego di quello che hai detto: se voglio gli sparo dritto al cuore, se voglio in testa, certo. Dimmi solo chi.

– Non mi capisci? Ho detto Al Capone!

– Fuck! Mi vuoi insegnare il mestiere?!

– Ma no, sparagli dove vuoi, l’importante è che muoia.

– Oh, così si ragiona. Dimmi solo chi.

– Al Capone.

– Fuck you!
Al Capone alla fine venne incarcerato per motivi fiscali. Lo misero in una cella di un carcere di media sicurezza ma da lì continuava a dirigere i suoi traffici. Quando lo spostarono ad Alcatraz pensò che fosse finita ma si organizzò per una evasione insieme a Clint Eastwood. La cosa saltò all’ultimo momento perchè Clint si invaghì dell’infermiera del carcere e decise di rimanere. Tutti ricorderanno che da questa storia è stato tratto il famoso film “Figa da Alcatraz”**.
La Chicago degli anni ’20 era davvero diversa da tutte le altre città. Anche dalla stessa Chicago degli anni, che so, ’30.

*A proposito di Grande Depressione, nel ’29 questa stravolse davvero le abitudini degli americani, una su tutte: assumere pillole di Xanax molto più grosse.

**Un sequel fu girato molti anni più tardi e narrava la storia del compagno di cella di Eastwood, un italoamericano gay, che decise di fuggire per raggiungere il suo compagno che lo aspettava. Come titolo fu scelto “Le affinità erettive”.
martedì, settembre 16, 2008
Parlare è prima del cielo

Ho scritto una sceneggiatura per un film d’essai, di quelli impegnati, di sperimentazione, nonostante non sia cecoslovacco.

La storia è ambientata in un sobborgo di Berlino, a novembre, sotto un cielo plumbeo, con lo sguardo vitreo.

La protagonista Elga Smolarek, figlia di un mediocre calciatore polacco, tossicodipendente e sieropositiva, si aggira per le vie di questa Berlino grigia, sotto il cielo plumbeo, con lo sguardo vitreo (era lei con lo sguardo vitreo, qua andava quella cosa).

– Elga!

– Franz… ciao…

– Dove vai?

– A cercare un po’ di roba, Franz.

– Roba?

– Sì, ne ho bisogno.

– Si vede che stai male…

– Tanto…

– Che roba vorresti?

– Ma che ne so, qualsiasi cosa…

– Ho delle dichiarazioni dei redditi del 1997 e due porcellini d’india.

– Non proprio “qualsiasi”…

– Vieni con me.
I due si allontanano, mentre una parata di un circo afgano fa la sua comparsa. In testa il mimo, che richiama il pubblico a gran voce ma nessuno lo sente [la scelta di mettere un mimo a ricoprire quella posizione si rivelerà fatale per il circo, ma questo tema verrà sviluppato nel seguito].

Stacco. Una sigaretta gigante viene inquadrata per trentadue minuti.

– Eccoci Elga.

– Bella casa, dai però dammi la roba.

– Potrei darti quello che desideri ma credo sia giunto il momento di parlare.

– Cazzo vuoi parlare, non vedi che sto male?

– Parlare è prima del cielo. [Qui entrambi si voltano lentamente verso la camera].
Ed istantaneamente, effetto dissolvenza, i due si ritrovano su un ramo di una quercia nella campagna di Vladivostock di fine ‘800. Lui è vestito da Zorro e tiene in mano un Amiga 500. Lei ha la parte destra del viso completamente nera, come di vernice e quando parla ha la voce di Aldo Maccione.

– Cosa rappresenta secondo te questa visione?

– Non saprei Franz: forse il confronto, la presa di coscienza che si può vedere bene “the dark side” che ognuno ha dentro di sè solo se si riesce a sublimare il dolore dell’esistenza?

– Esatto.

– Ma allora non dovremmo incoraggiare le visioni proprio con questa presa di coscienza che esiste un anti-io che controlla le nostre esistenze?

– Esatto.

– Pensi allora che tutto questo possa aiutarmi a trovare la mia strada?

– Esatto.

– Non mi stai spiegando nulla però.

– E’ che in questa visione un ramo mi si sta infilando nel culo e non riesco a concentrarmi.
Cambio inquadratura: un consigliere comunale del Volkspartei di Belluno entra in un caseificio pugliese e prende possesso di due forme di caciocavallo rivendicandole come patrimonio della cultura del NordEst. Viene sodomizzato da tre pescatori di Vieste al canto “Uber Alles ciccos’?!”.
Elga e Franz si ritrovano davanti al camino, a sorseggiare un limoncello fatto con limoni di Sorrento. Questo riporta Elga al triste giorno in cui, in viaggio di nozze, trovò suo marito a letto con un’altra donna mentre la radio suonava “Corn’ a’ Surrient”.
D’un tratto appare Dio. Non è solo: ha accanto uno, vestito da poveraccio, che impreca sempre, “porco Giuda” di qua, “porco Giuda” di là. Dio lo chiama “figliolo” ma non si somigliano per niente (somigliare ad un occhio in un triangolo non è facile).

Su Dio si è detto tanto. PerDio non ne parliamo. Ma vederlo là, presente, suscita nei protagonisti, atei, un senso di smarrimento. Elga e Franz restano senza parole. Non lo facevano certo così, strabico. Con un occhio solo poi è ridicolo. Ma soprattutto è la parannanza attaccata al triangolo con su scritto “da Giggi la porchetta dei campioni” a lasciare più d’una perplessità.

Dio lascia ad Elga una bustina e scompare in un batter d’occhio. Il poveraccio invece blatera qualcosa a proposito di trenta denari ed esce sbattendo la porta.

– Cosa c’è nella busta, Elga?

– Vediamo… e’una chiave… c’è anche un biglietto…

– Che dice?

– “La vita è come una scatola di cioccolatini”

– “Non sai mai quello che ti capita”

– L’avevi già letto?

– Visto il film.

– Che dobbiamo fare secondo te, Franz?

– Non saprei Elga… non saprei proprio…
Dissolvenza: un cavallo bianchissimo galoppa su una spiaggia bianchissima: si vede solo la merda che lascia.
Fin.

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lunedì, settembre 15, 2008
Paradossi

Niente.
Non riesco a scrivere niente. Non una parola. Niente niente niente. Una pagina bianca, un cursore che lampeggia, lampeggia! Come a richiedere una mia azione. “Eccomi, sono qua, mi vedi? Yuhuuu! Sto lampeggiando così mi noti meglio”… Ma sì, certo che ti vedo, come potrei non vederti… Lo so, lo so che sei là, che mi osservi, che mi giudichi! Ma che vuoi da me? Che vuoi?! Se potessi certo che scriverei qualcosa, qualsiasi cosa, pur di toglierti da là, pur di riempire con un po’ di nero questo bianco accecante. E’ che non posso! Non posso, lo capisci? Ma che vuoi capire tu, sei solo un cursore che continua a lampeggiarmi in faccia, a prendermi per il culo.
Non ho un’idea degna di questo nome, non riesco a buttar giù una sola parola… Niente.
No, meglio smettere di pensare, vado a dormire, magari domani riesco a scrivere un post. Il titolo ce l’avrei già: “Paradossi”, ma solo questo.

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venerdì, settembre 12, 2008
A Mara terra mia

“La prostituzione in luoghi chiusi non è legale e non è reato…”

11/08/2008 Mara Carfagna

Chi glielo spiega All’aMara che se una cosa non è reato significa che è legale?

Aspe’, ci provo io.

Mara, ascolta, ti faccio un esempio preso così, a caso: se fai un calendario nuda nuda la cosa è legale. Perchè non è reato. Non è punita dalla legge. Non rientra nelle fattispecie codificate tra i reati.

Magari resta un po’ nella sfera di ciò che può essere considerato immorale da qualcuno (bigotti!), amorale da qualcun altro (tanto quanto), del tutto morale da altri ancora (maiali!). Ma non rientrando tra i reati è una cosa legale, che chiunque può fare.

Chiunque. Anche un blogger. Anche un ministro. Addirittura sarebbe legale se fosse una che fa il Ministro delle Pari Opportunità. Magari qualcuno potrebbe dire che non è “opportuno”, Ministro delle pari Opportunità”. Ma non è reato. Dunque è legale.

No, magari così è più chiaro.

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mercoledì, settembre 10, 2008
Ma non era corretto

Ho ordinato un cappuccino al bar.

Ho poteri ecclesiastici anche fuori dalle sedi canoniche.

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martedì, settembre 09, 2008
A volte ti attacchi a tutto pur di litigare

Ok, d’accordo, ti ho rotto lo specchietto. Ma l’ho fatto apposta? Che ne sapevo che lo tenevi dentro la borsa? Vabbè, quando mi chiedi la borsa te la devo porgere e non tirare, ma l’ho fatto delicatamente… e poi volevo ripetere il tiro da tre punti di Kareem… dai che c’era classe… Ma tu sei donna, non puoi capire. E su che era uno scherzoooo… Però quante storie… Oh, è uno specchietto, rilassati! Siediti, respira: è uno S-P-E-C-C-H-I-E-T-T-O! Quanto costa, due euro? E quante storie pure per le scarpe! Ma insomma, ho lavorato come una bestia, sono crollato sul divano e tu TICTICTIC con quei cazzo di tacchi da dodici proprio sotto le orecchie mie? Ovvio che poi uno non ci vede più e sbrocca! E te li stacco sì i tacchi! E te li ricompro, dai… E non mi stare a tirar fuori anche la storia del cane! Non farlo, ti prego, perchè poi penso che davvero tu voglia litigare… alla fine era lui che gironzolava troppo. Io l’avevo anche avvertito, un calcetto quando si faceva più insistente. Ma lui niente. Insomma, mi dispiace, certo, era pur sempre il tuo cane, ma io che avrei dovuto fare? E poi perchè lasci il martello sul tavolino? Voglio dire, pure tu… lo sai che ogni tanto mi prendono i cinque minuti, evita, no? Sì, s’è sporcata un po’ la parete, ma il sangue si lava via, dai… Che pure i tuoi, ma che cazzo pretendevano? Tu pensa, secondo loro avrei dovuto lasciarlo fare, sporcarmi i pantaloni nuovi… Tuo padre ha esagerato, ora te lo dico. E non venirmi a dire che non gli dovevo fare niente perchè, concorderai con me, mica uno si può permettere di insegnarmi come si vive?! E poi, ma che gli ho fatto? Che ci doveva fare col braccio sinistro di così vitale? No, se stiamo a cavillare allora va bene tutto. E un po’ d’ospedale gli farà bene, dai. E non venirmi a dire che uno in coma sta male: quello sente tutto, te lo dico io. Certo, tua mamma invece sentire non può più sentire. Ma secondo me le ho fatto un favore: stare a sopportare quell’uomo era un martirio. Le ho tolto un peso. Ma poi, che ti parlo a fare se non ti muovi da due giorni? Mi vuoi proprio far sentire in colpa, vero? Quattro coltellate non hanno mai ammazzato nessuno, smettila! La solita stronza.

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giovedì, settembre 04, 2008
Che adesso io debba essere spaventato da un buco nero mi pare proprio un paradosso

Tutti stanno scrivendo roba sul fatto che il 10 settembre finirà il mondo a causa del buco nero che il nuovo acceleratore di particelle in Svizzera potrebbe creare*.

La mia preoccupazione principale è di completare la lista del “to do” entro quella data. Ho ancora tante cose da fare e il tempo scarseggia.
My “to do” list:

1) Essere responsabile del casting di un film porno

2) Vincere la lotteria per sistemarmi per il resto della vita [a questo punto, mancando soli otto giorni, andrebbe bene pure un gratta e vinci con premio da 10 euro]

3) Entrare in una cucina di un ristorante cinese e vedere se quello che penso è tutto vero

4) Conoscere le statistiche di vendita di quell’incredibile prosciuttone ricoperto di pepe che si trova negli autogrill

5) Diffondere uno spam mondiale del tipo “enlarge your penis” con la mia foto. Nella casella “after the treatment”, certo

6) Dire a quello con la barbetta che vende la panca ad inversione che la gravità adesso non mi farà più cacare sotto [mi ha tolto il sonno per mesi]

7) Travestirmi da Ratzinger, affacciarmi al balcone in Piazza San Pietro ed annunciare ai fedeli in un’omelia straordinaria che sì, Dio esiste, ma è un altro, si chiama Trabapurna e manda in paradiso solo i pezzi di merda, stupratori e pedofili. Loro, al Vaticano, lo sanno da sempre. Per quello si comportano così

8) Andare dalla figa del liceo a dirle che avevo ragione io quando dicevo che tenerla per sè era una cazzata

9) Andare in giro vestito come Actarus [sono anni in effetti che mi dicono di mettere qualcosa di meno vistoso]

10) Vedere se sotto il burka ci siano davvero donne o se quello che c’è è proprio e solo un fantasmino blu di pacman

*La verità è che il 10 settembre semplicemente si proverà un po’ l’acceleratore, rodaggio, capite… dunque niente buchi neri. Se questi saranno se ne parlerà alle prime collisioni vere, intorno alla fine di ottobre. Ma questo Repubblica non lo sa.

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mercoledì, settembre 03, 2008
Siamo in un vicolo cieco, signora mia…

Dopo aver abbattuto senza alcuna titubanza, i sedili dell’auto decisi che forse sarebbe stato meglio muovermi in treno. Ma arrivato in stazione ebbi l’amara sorpresa di verificare che anche questo era stato, inopinatamente, soppresso.

Non riesco ad immaginare un punto morto superiore.

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